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Posts Tagged ‘UE’

la stagione delle piogge è alle porte

settembre 16, 2015 Lascia un commento

Una famiglia di siriani davanti alla barriera ungherese.1

(foto keystone)

Quello che sfugge ai più è che la Unione Europea così come lo era anche la Comunità Economica sono la costola di un affare tra Francia e Germania e che tutti gli altri stati Gran Bretagna compresa sono solo dei satelliti.

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Francia e Germania si sono combattute per quasi un secolo sul campo di battaglia ed era ora che finisse,ma l’importanza concessa dai due stati fondatori a quel consesso che ne è risultato dopo, di paesi anche microbi che sono sempre pronti a dire la loro ed a mettere i bastoni tra le ruote, è un buon esempio non solo di democrazia ma pure un cattivo esempio di clientelismo per quando i due grandi non vanno in sintonia e cercano il consenso appoggiandosi a chi può fare d’ago della bilancia, e credersi quello che non è.

Noi in Italia ne ricordiamo qualcosa attraverso i tanti governi che dovevano persuadere i partiti piccoli per avere una maggioranza che fosse in grado di governare per andare avanti.

Ed erano sempre con le chiappe all’aria pronti a negoziare anche la cessione della mamma ed il papà.

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Cosa sia mancato a Bruxelles in paragone agli Stati Uniti è l’organizzazione.E non solo quella ovvio.

I Tedeschi qualsiasi manifesto trovino in bacheca sono abituati ad obbedire,i Francesi per esempio no.

E non sono gli unici.

Guarda agli ungheresi e mi dirai.

O mi dai dei soldi o chiudo le frontiere perchè sono al collasso.

Bene,tu chiudi pure le frontiere però io domani ti butto fuori dall’Unione,questo è il volgare parlare da caserma che nell’Europa raffinata di oggidì non sentiamo più.

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In compenso l’Unione è cresciuta nel corso degli anni per i criteri mercantilistici di chi voleva entrare per fare un buon affare ed i presidenti di turno si sono fatti insaponare per benino vedendo l’azienda crescere ma dimenticando che anche le più grandi holding al mondo per salvaguardare il capitale degli azionisti devono ristrutturare a volte e fare manutenzione se vogliono continuare a pagare dividendi.

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Noi stiamo assistendo al fenomeno che comandano le pulci,quelle di cui c’è da stupirsi di come trovino i mezzi per avere un parlamento remunerato,una compagnia aerea di bandiera,le auto blu,l’esercito e tante altre inutilità che fanno contenti i vari presidenti.

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Chiudono le porte ai migranti, ma hanno tasche aperte per i fondi Ue. Tra i Paesi che più si oppongono al piano di solidarietà e di ridistribuzione dei profughi proposto da Bruxelles ci sono i prinicipali beneficiari dei fondi Europei di coesione, cioè i finanziamenti con cui l’Unione finanzia lo sviluppo degli Stati membri più arretrati con l’obiettivo di far raggiungere a tutti i 28 standard di benessere simili. IL IL MINISTRO TEDESCO VUOLE CHIUDERE I RUBINETTI. L’Ungheria di Viktor Orban che sta erigendo muri lungo tutte le sue frontiere (il 15 settembre l’annuncio della costruzione di una nuova barriera al confine con la Romania). Ma anche la Polonia, la Repubblica Ceca e la Romania da cui tanti migranti sono partiti con l’ingresso nell’Unione, stando alle cifre del database della Commissione di Bruxelles sono nella top ten dei Paesi più finanziati dal bilancio europeo.

Per questo il ministro dell’Interno tedesco Thomas De Maiziere ha proposto di ‘tagliare’ i finanziamenti a chi blocca la redistribuzione dei rifugiati. Ma la cancelliera Angela Merkel è rapidamente corsa ai ripari: «Non penso che le minacce siano la strada giusta per un accordo».

I fondi di coesione diretti ai Paesi che si oppongono all’accoglienza

POLONIA: 77,5 MILIARDI. La Polonia, per il 2014-2020, è di gran lunga il principale beneficiario dei fondi Ue con oltre 77,5 miliardi come già lo è stata nel 2007-2013 con oltre 67,1 miliardi. Con questi ultimi ha finora realizzato quasi 8 mila chilometri di strade, creato quasi 575mila accessi alla banda larga e aiutato 1,7 milione di lavoratori l’anno. L’Italia, a titolo di confronto, è il secondo beneficiario per il 2014-2020 con 32,8 miliardi, e il terzo con 27,9 miliardi nel periodo precedente.

ROMANIA: 23 MILIARDI. La Romania riceve ora la quarta ‘busta’ più alta di fondi Ue con quasi 23 miliardi ed era nona con 19,2 miliardi nei sette anni scorsi. Ha creato 25mila posti di lavoro e realizzato 1.500 chilometri di strade.

REPUBBLICA CECA: 22 MILIARDI. Quinta è invece la Repubblica ceca, con circa 22 miliardi, e era quarta nel 2007-2013 con 26,5 miliardi con cui ha aiutato 2,8 milioni di lavoratori e ha realizzato progetti ambientali a favore di oltre 810mila persone.

UNGHERIA 21,9 MILIARDI. L’Ungheria, con 21,9 miliardi, è la sesta beneficiaria e lo era anche prima con 24,9 miliardi. Grazie ai finanziamenti europei ha creato quasi 100mila posti di lavoro e sostenuto oltre 2mila start up. Ma è anche l’unico Paese che ha visto nel 2012 la sospensione temporanea e parziale dei fondi Ue di coesione per il mancato rispetto della disciplina di bilancio.

Undicesima, invece, la Slovacchia, con quasi 14 miliardi per il 2014-2020 così come lo era nel 2007-2013 con quasi 11,5 miliardi. Con i finanziamenti europei Bratislava ha sostenuto 212mila lavoratori e realizzato lavori su oltre 1.400 chilometri di strade.

GUARDA ANCHE:

La Norvegia vuole ospitare i profughi nell’estremo nord

http://www.msn.com/it-it/notizie/mondo/paesi-dellest-europa-aprono-le-porte-ai-fondi-ue-le-chiudono-ai-migranti/ar-AAekKA4?ocid=wispr

per la crescita sacrifichiamo gli ideali…

luglio 27, 2015 Lascia un commento

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Agricoltori francesi in strada a Strasburgo

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Che siano proprio i nord-americani gli ultimi a credere negli ideali lo dimostra il fatto che sono gli agricoltori francesi a scendere per strada e non quelli del Nebraska o del Missouri che invece se ne fregano alla grande.

Piuttosto non concordiamo col campanilismo di parte del tipo di quello tedesco che paga un povero lavoratore agricolo dell’Est solo 5 euro l’ora per coltivare asparagi mentre i francesi i loro li pagano 12 e qui si vede la solidarietà col popolo ucraino il cui governo è di nuovo sull’orlo della bancarotta.

I nostri governi poi sono liberi di scegliere le misure più opportune per rifocillare gli assediati ed ognuno conoscendo i propri polli sa anche come salvare capra e…cavoli cercando di evitare che si sappia troppo in giro.

Ma non è così.Oggi la stampa dice tutto sino a soddisfare i palati anche più fini.

I contadini bloccano le strade con i loro trattori, in varie zone di Francia (Reuters)

Agricoltori francesi in guerra

Migliaia di contadini inferociti bloccano camion carichi di prodotti esteri ai confini con Spagna e Germania

lunedì 27/07/15 09:13 – ultimo aggiornamento: lunedì 27/07/15 09:33

Migliaia di agricoltori francesi hanno bloccato domenica le strade che dalla Spagna e la Germania portano nel Paese i prodotti dei due Paesi confinanti per protestare contro il crollo dei prezzi. Nel nord dell’Alsazia, al confine con la Germania, sono stati usati trattori per bloccare le strade che portano da oltre il Reno in Francia per fermare i camion con prodotti tedeschi.

Il blocco è iniziato domenica sera alle 22.00 e dovrebbe restare attivo fino a lunedì pomeriggio. Dall’altra parte dell’Esagono cento agricoltori hanno bloccato decine di autocarri spagnoli sull’autostrada della regione sud-occidentale della Haute-Garonne, saccheggiando e distruggendo il carico.

Un insieme di fattori, tra cui il rallentamento della domanda cinese e l’embargo contro la Russia deciso per la crisi ucraina, hanno fatto crollare il prezzo di prodotti agricoli come carne, latte, frutta, verdura. Parigi stima che circa il 10% delle fattorie francesi (22’000 addetti) sia sull’orlo del fallimento schiacciato da un debito complessivo di un miliardo di euro.

Reuters/AP/AFP/EnCa

http://www.rsi.ch/news/mondo/Agricoltori-francesi-in-guerra-5809054.html

French farmers block border roads in price protest

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French farmers did spot checks on agricultural lorries arriving from Germany

French farmers are stopping lorries importing farm produce from Germany and Spain, in a border protest over what they call unfair price competition.

Prosegue su:

http://www.bbc.com/news/world-europe-33673197

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Will Ukraine Default?

prosegue su:

http://www.forbes.com/sites/francescoppola/2015/07/24/will-ukraine-default/

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Bankruptcy Looms For Moldova

prosegue su:

http://www.forbes.com/sites/francescoppola/2015/07/10/bankruptcy-looms-for-tiny-moldova/

è bravo,chi ci capisce qualcosa

luglio 23, 2015 Lascia un commento

 

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foto getty images per BBC news

Probabilmente avrà avuto ragione il prof.Monti quando ha dichiarato che dopo il salvataggio della Grecia o durante ci saremmo sorbiti del casino sui mercati finanziari.

Infatti per turare la falla la prima manovra è stata di togliere le sanzioni all’Iran come valvola di sfogo per i fabbricanti mondiali che si ritrovano un mercato di 80 milioni di persone dove manca di tutto fuorchè i soldi.

Ma è comunque un successo a metà in quanto hanno firmato perchè entrambe le parti avevano oramai l’acqua alla gola.

Lo si capisce anche dalle feste fatte in USA verso Cuba che resta poi un mercato marginale ma sempre utile.

Tornando ai soldi,o Draghi per avere il denaro da prestare ai greci stampa nuova carta moneta e allora l’euro svaluta o alza i tassi per succhiare del denaro dal mercato verso la BCE già che nonostante il quantitative easing forse di soldi non ce ne sono a sufficienza per garantire la liquidità a tutti.

Questa seconda ipotesi frenerebbe la crescita dell’Eurogruppo ed allora non capisco come Renzi possa parlare di ridurre le imposte a casa sua.

La terza ipotesi sarebbe quella di rubarlo il denaro sotto qualche mal celata azione truffaldina e questa pare la linea seguita da Wall Street dove sta accadendo di tutto e di più con la giustificazione che i tassi sul dollaro forse sono ad una svolta.

La sterlina inglese vola sulle ali della ripresa della inflazione ma il governo è sempre sul chi vive e pronto a tagli su ogni spesa.

Resta ancora fuori l’Ucraina dove di soldi o ne sono stati promessi o ne hanno bisogno e di conseguenza anche in quest’area ci sarà da affrontare presto le sanzioni contro la Russia che per tutti quanti noi sono un bel peso.

In ultimo gli allevatori francesi del latte sono scesi in piazza ed il governo ha già stanziato fondi per aiutarli.

E dove li prenderà i soldi se non dalle tasse?

Fa caldo e la situazione è rapida a cambiare giorno dopo giorno,per cui rimandiamo gli approfondimenti tra le proteste di piazza Syntagma ad Atene dove forse non si rendono conto del bordello scatenato dal buco che ci hanno passato.

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Capire la storia con il racconto di Roula e dei suoi colleghi   (Lef Dakalakis)

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“Niente è più come prima”

Storie di Grecia – Viaggio dentro la ERT, televisione pubblica chiusa nel 2013 e riaperta nel 2015

mercoledì 22/07/15 15:07 – ultimo aggiornamento: mercoledì 22/07/15 15:14

È, questo mercoledì 22 luglio, l’ennesimo giorno importante per la Grecia. C’è però una differenza rispetto alla scorsa estate: la televisione pubblica, la ERT, è tornata a coprire l’attualità: in tv e sul web. Il suo presidente, il cantautore Dionissis Tsaknis, avvicinato da Lef Dakalakis – che sta realizzando in esclusiva per il web “Storie di Grecia” – si dice ottimista per il futuro. “Niente è più come prima, ma se dovessi comporre una canzone sulla ERT la scriverei in maggiore anche se, per alcune parti di quest’opera, userei una scala atonale”.

La sua testimonianza, il suo racconto, li trovate nel video.

Red.MM

Il nostro dossier: La Grecia, l’Europa, l’accordo

gli ammutinati?…una nota dall’ammiragliato.

In famiglia si usa che un genitore faccia la parte del buono e l’altro quella del cattivo.A Hollande tocca quello del buono in quanto la Francia di Giscard D’Estaing accolse dei politici greci espatriati durante la dittatura dei colonnelli e favorì l’adesione greca alla Comunità economica dei tempi,attorno al 1974.Alla signora Merkel invece spetta sempre l’ingrato compito di dire le cose come stanno.E fare la parte del cattivo.

Ammutinati o meno la Grecia deve un sacco di soldi in giro e vista la situazione se ne è andato anche il ministro delle finanze che torna all’insegnamento.

Chi invece lascerebbe la scuola per andare a riportare l’ordine ad Atene è forse il il prof.Monti che pare scrutare l’orizzonte a caccia di ribelli.

 

Mario Monti: nel futuro dell’Europa e della Grecia vedo che…(Keystone)

“La situazione è caotica”

Grecia, intervista RSI all’ex premier italiano e commissario europeo Mario Monti

lunedì 06/07/15 20:10 – ultimo aggiornamento: lunedì 06/07/15 20:10

“La Grecia, che comunque aveva problemi molto grossi e gravi, creati soprattutto da sé stessa nel corso dei decenni, si è messa su una traiettoria, affascinante dal punto di vista politico, ma estremamente pericolosa”. È uno sguardo ambivalente quello che il professore d’economia,  ex premier italiano, ex commissario europeo e presidente dell’università Bocconi Mario Monti riserva alla situazione greca il giorno dopo che la maggioranza dei cittadini ha seguito il Governo Tsiparas nel rifiuto del piano dei creditori.

In un’intervista alla RSI (ascolta la versione completa nell’audio in fondo al testo), per nulla sorpreso dal rinvio della ripertura delle banche greche, Mario Monti esprime quattro convinzioni.
– Primo che “la situazione è caotica”.
– Secondo che “la manifestazione più concreta del grande successo dell’euro è  la Grecia”.
– Terzo che nei prossimi tempi si vedranno molti imprevisti.
– Quarto che tutti faranno tutto per evitare l’uscita (caotica o concordata non importa) di Atene dalla moneta unica.

In vista della ripresa delle trattative Mario Monti si dice invece certo che si assisterà a: “un indurimento delle posizioni da due parti: da parte greca perché ovviamente il primo ministro ha fatto tutto questo per avere la sua mano rafforzata nel braccio di ferro con l’Europa e con i creditori, ma d’altra parte il comportamento è stato così poco in linea con le prassi, i principi della collaborazione tra gli Stati membri dell’Unione europea che, credo, molti, tra gli altri Stati membri, non saranno particolarmente inteneriti”. Una posizione che vedrà uniti i Governi del nord, ma pure di alcuni del sud che “hanno fatto con durezza la loro parte quando è toccato a loro e, anche per ragioni di politica interna, non vedrebbero volentieri la Grecia trattata a condizioni diverse e più miti”.

Diem/RG

Chi è Mario Monti

Nato a Varese nel 1943, Mario Monti è stato presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica italiana da novembre 2011 all’aprile 2013, fra Silvio Berlusconi ed Enrico Letta. Rettore dell’Università Bocconi fino al 1994 e in seguito presidente dell’ateneo commerciale di Milano, è stato commissario europeo per il mercato interno tra il 1995 e il 1999 e per la concorrenza fino al 2004.

http://www.rsi.ch/news/mondo/La-situazione-%C3%A8-caotica-5713771.html

tranquilli…è tedesco

giugno 30, 2015 Lascia un commento

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Monastiraki (Atene) il quartiere del mercato delle pulci…

Non l’hanno ancora gridato nelle strade e forse non succederà di doverlo sentir dire che i Tedeschi siano ancora una volta le vittime predestinate di noi sudisti del Mediterraneo mentre ansimano per mantenere il primato economico europeo.

Lavoratori e onesti lo siamo tutti ma quando si tratta di vincere o perdere le elezioni i politici di ogni parte del mondo si dimenticano che anche loro sono uomini e donne,come noi.

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Ogni paese nell’area Euro ha un suo ruolo che dipende anche dal PIL che porta a Francoforte in BCE.

Vorrei solo aggiungere mentre non si sa ancora come finirà la questione della Grecia in seno all’Euro che ci sono alcuni concetti da tenere a mente.

Se la Grecia fallisce è colpa sua e della classe politica che ha gestito il potere nel corso di tanti anni che non sono l’ieri e neppure l’oggi.

Se poi uno grida che sta pagando delle tasse per aiutare i Greci aiuta solo se stesso…”nonostante tutto quello che ho già fatto per te!…”

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L’Euro non serve solo ai signori Krupp di turno per fare delle guerre ma bensì a permetterti di vendere dove non tanto tempo fa una qualsiasi svalutazione di un paese comunitario amico cercava di metterti fuori dal mercato.

Quello della svalutazione era un’arma a doppio taglio,ma lo è anche l’Euro.

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Con la svalutazione per esempio italiana…il sig.Krupp comprava stoffa in Italia a un prezzo interessante,la trasformava in Germania dando lavoro alle sue fabbriche e dato che il prezzo del tessuto incideva relativamente poco lui aveva un costo del lavoro ancora sufficientemente remunerativo per potere offrire stipendi più elevati che non nel nostro paese.

Avendo più denari in tasca l’operaio tedesco consumava e…veniva anche in vacanza in Italia.

Con la stessa svalutazione i prezzi delle auto tedesche in Italia erano più costosi,ne compravamo meno e ciò ci permetteva di avere ancora un’industria automobilistica che oggi con l’Euro conta invece molto poco.

In breve ci guadagnarono prima dell’Euro e ci hanno guadagnato anche dopo, infatti grazie all’Euro oggi Krupp può vendere in Italia,Spagna,Portogallo e Grecia le sue belle automobili,i frigoriferi,l’utensileria,prodotti chimici,elettrici ed altro a dei prezzi che in euro sembrano più interessanti.

Ma noi non ci abbiamo perso sinchè Krupp ci dava del lavoro e avevamo di conseguenza ancora delle fabbriche.

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Con gli asiatici al timone del tessile,altro esempio,noi non esportiamo quasi più tessuti verso la Germania perchè Krupp non ha più fabbriche di confezioni,arriva il capo già confezionato a basso prezzo,e questa è ricchezza in meno prodotta a casa nostra salvo che Krupp oggi venda più auto…ed etcetera anche in Asia e noi invece quei tessuti in più che le poche fabbriche rimaste ce la facciano ancora ad esportare.

E adesso cosa succederà?

Non lo so,il sistema tedesco resta quello di sempre,ossia di stringere i cosiddetti al prossimo e di deflazionarlo per aiutarlo a mettersi in ordine coi conti sinchè o non chiude o è costretto a chiedere la carità sapendo già in anticipo che non ce la farà a divenire più efficiente.

Colpa nostra.

Ci manca infatti molto di quel senso organizzativo che hanno i Krupp a casa loro dove forse il clima esterno sempre austero… li porta più a stare in un ufficio che non al bar.

Con l’euro noi si è criticato molto e fatto nulla dinanzi a quanto ci costava inizialmente il doppio ma che manteneva i prezzi stabili e l’inflazione piatta,facendoci dunque crogiolare nell’illusione che avere una Mercedes fosse cosa anche per i meno danarosi.

Non lo è.

Ma non tutti cerchiamo prodotti alternativi al prezzo giusto per la nostra tasca piuttosto che non per la nostra immagine.

E’ tedesco…quindi è sinonimo di qualità e di maggiore prezzo.

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Perchè loro che sono così onesti debbano poi pagare un domani per degli scialacquatori quali sembriamo noi mediterranei è perchè mi verrebbe da rispondere che sono tra coloro che ne hanno tratto maggiori benefici da quando l’Euro è in funzione,ma non ho statistiche per provarlo,solo intuizioni.

Qualora però succedesse che un giorno pago io… e un giorno paghi tu… ecco che il tedesco medio si ribella.Perchè mai stornare qualcosa dai suoi utili per aiutare l’inefficienza altrui?

+++

una colletta per la grecia?

giugno 30, 2015 Lascia un commento

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La moschea Suleymaniye di Istanbul

Ragazzi,io i soldi…quanti non lo so…ve li rendo a fine di settembre o giu di lì quando l’ultimo turista se ne sarà andato via e faremo i conti in casa.Non prima.

Voi vedete di farmi il prestito ponte per coprirmi il sedere sino allora”

La signora Merkel si è commossa a tali parole e le sono spuntate due lacrime agli occhi poi si è trattenuta,in fondo chi è più “compagno” sincero e generoso che non Tsipras?

Non lo sappiamo ancora.

Forse i Turchi, che pure ne hanno avute di storie con i Greci ma si sono offerti di aiutarli con dei soldi.

Sicuro che la signora Merkel è sensibile al fascino del socialismo vero se pur deve tenere in conto il peso dell’opinione pubblica del suo paese che è formato non solo di idealisti.

Lo stesso che succede dappertutto.

Ma se i Greci hanno saputo superare anche il regime dei vari colonnelli che per anni (1967-74) hanno tolto il respiro alla popolazione tranquilli che ce la faranno anche questa volta.

La UEFA naturalmente non si dimentica dei vari clubs di calcio greci e prima dei pensionati che sono in coda al solleone arriveranno gli aiuti per mantenere in piedi stadi… spettatori… e calciatori.

An elderly man waits to receive his pension outside the closed to the public National Bank of Greece headquarters, in Athens, on Tuesday, June 30, 2015. A day after worried elderly Greeks swarmed banks in the hope they would open, the finance ministry said Tuesday morning it would open about 1,000 bank branches across the country for three days this week to allow pensioners without bank cards to make withdrawals. (AP Photo/Petros Giannakouris)

An elderly man waits to receive his pension outside the closed to the public National Bank of Greece headquarters, in Athens, on Tuesday, June 30, 2015. A day after worried elderly Greeks swarmed banks in the hope they would open, the finance ministry said Tuesday morning it would open about 1,000 bank branches across the country for three days this week to allow pensioners without bank cards to make withdrawals. (AP Photo/Petros Giannakouris)

http://finance.yahoo.com/news/latest-uefa-ready-help-greek-131922246.html;_ylt=AwrC1Cn4o5JVNBgAzJ.TmYlQ;_ylu=X3oDMTByMDgyYjJiBGNvbG8DYmYxBHBvcwMyBHZ0aWQDBHNlYwNzYw–

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Colpiti il 12,4% degli anziani e il 44,1 dei beneficiari di rendite di invalidità (keystone)

La pensione non basta

Aumentano anziani e invalidi che devono ricorrere a prestazioni complementari per tirare avanti

venerdì 26/06/15 11:18 – ultimo aggiornamento: venerdì 26/06/15 16:02

Sempre più anziani (il 12,4%) e beneficiari di rendite di invalidità (il 44,1) non riescono a tirare avanti e per vivere devono ricorrere a prestazioni complementari. Lo comunica oggi, venerdì, l’Ufficio federale delle assicurazioni sociali nella statistica annuale, precisando che i costi per coprire questi servizi “extra” hanno raggiunto i 4,7 miliardi di franchi, cifra in progressione del 3,3% rispetto all’anno precedente, inferiore alla media registrata dal 2008.

Tasso di beneficiari di prestazioni complementari per cantone(Ufficio federale delle assicurazioni sociali)

La stragrande maggioranza delle persone colpite da questa necessità, l’86%, vive sola, mentre le coppie rappresentano il 13% della quota complessiva. I bambini, invece, sono l’1%, anche se loro sono calcolati in modo diverso.

La situazione varia parecchio in funzione dell’età. Tra il 60 e il 75% delle persone tra i 20 e i 35 anni devono ricorrere agli aiuti supplementari, perché hanno lavorato poco o per nulla, di conseguenza hanno una rendita molto limitata. Il tasso scende costantemente raggiungendo il 40% per chi è nella mezza età, per arrivare al 29% per coloro che sono in età pensionabile.

ATS/px

Per saperne di più: Scarica lo studio integrale (pdf in francese)

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http://www.rsi.ch/news/svizzera/La-pensione-non-basta-5652487.html

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Pensionati in coda ad Atene per ritirare la loro rendita (keystone)

Grecia, la pensione si preleva

Il ritiro di contanti è stato limitato a 60 euro al giorno, chiuse le banche

lunedì 29/06/15 11:11 – ultimo aggiornamento: lunedì 29/06/15 16:18

I prelievi ai bancomat greci sono limitati a 60 euro al giorni e le banche sono chiuse oggi, lunedì. Verrà fatta un’eccezione però per i pensionati che, in questa data, ricevono la propria rendita. Alcune succursali apriranno solo per loro, riferisce Kathimerini. Lunghe code si sono formate davanti agli istituti già dalle prime ore del mattino.

Borsa e banche chiuse fino al 7 luglio

Come le banche, anche la Borsa di Atene non ha aperto i propri battenti e, come annunciato in mattinata dalla Commissione greca dei mercati di capitali, questa situazione si protrarrà fino al 7 luglio, ovvero due giorni dopo il referendum durante il quale la popolazione è chiamata a decidere se intende o meno accettare le nuove condizioni imposte al paese dai suoi creditori.

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Nessun limite per stranieri e pagamenti online

Il limite per il ritiro di contanti imposto dal Governo non riguarda né i turisti in possesso di una carta di credito straniera, né i pagamenti online. Questi ultimi non sono infatti sottoposti a nessun controllo, a condizione che restino all’interno del territorio ellenico.

RedMM/reuters/afp/mrj

http://www.rsi.ch/news/mondo/Grecia-la-pensione-si-preleva-5664871.html

anche i cowboys si allineano…

dicembre 6, 2014 Lascia un commento

Stretta di mano in riva al Reno tra i due ministri degli esteri (keystone)

“Non vogliamo isolare Mosca”

Kerry, che ha incontrato il suo omologo russo a Basilea, chiarisce le intenzioni di Washington

giovedì 04/12/14 16:32 – ultimo aggiornamento: giovedì 04/12/14 21:38

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Non abbiamo né l’intenzione né vogliamo che Mosca si isoli in seguito alle sue azioni in relazione con la crisi in Ucraina, ha in sostanza dichiarato John Kerry dopo aver incontrato il suo omologo Sergei Lavrov a Basilea, nel contesto del vertice dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa.

Washington e le altre capitali che sostengono la sovranità e i diritti di Kiev non cercano il confronto, ha insistito il capo della diplomazia statunitense.

Al Cremlino basterebbe contribuire a calmare le acque per ristabilire la fiducia e le buone relazioni con gli altri paesi , ha proseguito.

AFP/dg

Dal TG20:

su:http://www.rsi.ch/news/mondo/Non-vogliamo-isolare-Mosca-3241860.html

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