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oggi edizione inglese…la merkel e putin innamorati?

agosto 21, 2015 Lascia un commento

Quando Berlino era divisa in due i soldatini russi d’occupazione sorridevano agli stranieri se li incontravi per strada,e dicevi ma guarda che facce simpatiche hanno questi ragazzi,ma come li mettevano insieme con un ufficiale erano subito musi lunghi.Ingrugniti.Come la relazione tra la ex-dell’est signora Merkel e il nostro “amico” Putin.

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Merkel and Putin: A grudging relationship

  • 21 August 2015
  • From the section Europe
Putin and Merkel at a press conference
Putin and Merkel are said to have a grudging respect for each other….lei parla il russo,lui…il tedesco.

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On Monday German Chancellor Angela Merkel will host a summit in Berlin about the conflict in eastern Ukraine.

French President Francois Hollande and Ukraine leader Petro Poroshenko are due to attend, but not Russian President Vladimir Putin. So how is the relationship between Mrs Merkel and Mr Putin?

They are the leaders of two of the most powerful countries in the world, they both grew up in communist states and they both had their careers transformed by its collapse.

But that’s where the similarity ends.

One leader is a submarine-faring, bare-chested action-man, whose show-off, tough-guy image is intended to compensate for Russia’s stalling economy, the head of a country accused of throwing its weight around and meddling militarily abroad.

The daredevil antics go down well with many Russian voters, traditionally partial to a strong leader.

Short on charisma

But the televised wrestling and horse-back riding is seen as comic by Western journalists, who sniggered at the Austen Powers baddie images of Mr Putin emerging from the waters of Crimea in a mini-submarine.

More “mid-life crisis red sports car” than “superpower leader”, was the verdict internationally.

The other spends her summer holidays hiking in an anorak, and leads a country terrified of showing just how powerful it has become – usually dragging France along to crisis summits so that no one can accuse Berlin of getting pushy.

Unlike Russia, Germany in the past has often been accused of not doing enough with its power militarily – although, given how quickly the Nazi clichés have re-emerged during the Greek debt crisis, German reticence could now be seen as not entirely unjustified.

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Ukraine’s war: The human cost

  • 6,832 people killed from mid-April 2014 to 27 July 2015, with 17,087 more injured
  • Fatalities include 298 people on Malaysia Airlines flight MH17, shot down on 17 July 2014
  • Around 1.3 million have difficulties in accessing safe drinking water
  • 924,300 people displaced to neighbouring countries

Source: Figures from UN report, 14 August

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The opposite of flamboyant, Mrs Merkel is renowned for giving speeches that are remarkable in just how unremarkable they are: cautious, covering every option and rarely coming down on one side of the fence or the other until it’s clear what the mainstream opinion is.

Her name has even entered the German language as a verb – to “merkeln” – meaning not to make a decision.

As a British or American politician, she would be accused of indecision, frumpiness and lacking in charisma. But in Germany, where voters are suspicious of flashy superficiality, she is viewed as authentic.

And her unnerving habit of saying two opposing things at the same time fits in well with Berlin’s consensual political culture.

The ageing ex-KBG macho man and the dowdy vicar’s daughter – not exactly a match made in heaven and hard to know what they talk about. But they do talk.

Mr Putin may not be attending Monday’s summit in Berlin but since the Ukraine crisis began Mrs Merkel has spoken on the phone to Mr Putin more often than any other Western leader has.

Putin in a submarine
Putin’s choreographed displays of machismo go down well with many Russian voters

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She speaks Russian, having grown up in communist East Germany, and he speaks German, from his years working for the KGB in Dresden in the 1980s.

They are said to have a grudging respect for each other, although Mrs Merkel’s adamant stance over sanctions and Mr Putin’s denial of Russian action in Ukraine means that both sides now feel more of the grudging and less of the respect.

But Mrs Merkel, who says she is in it for the long haul, is not giving up. And her attitude towards Ukraine is shaped by her memories of how the seemingly intractable problem of a divided Germany was resolved in 1989.

Grinding negotiation

She experienced the fall of the Berlin Wall at first hand, while she was working as a scientist in East Berlin and her, now famous, decision to stick to her weekly sauna ritual instead of rushing to the newly opened border says a lot about her cautious personality.

But whereas American and British hawks believe the fall of the wall was the result of US President Ronald Reagan’s tough militaristic stance with Moscow, for Mrs Merkel it was the result of decades of what Germans call “Ostpolitik“, West Germany’s patient policy to keep negotiating with communist leaders in the East.

Grinding, frustrating talks, which Berlin believes led eventually to German reunification.

Angela Merkel in the Bundestag
Angela Merkel’s perceived lack of charisma is seen as one of her strengths in Germany

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Bellicose rhetoric from politicians does not go down well with German voters. The mainstream view here is that sending in arms and troops to Ukraine would simply exacerbate the conflict.

After all, Germans remember what happened the last time Russia and the West clashed, during the Cold War: Germany ended up divided, torn down the middle.

“We are the ones who will feel the impact of an all-out war in Ukraine, not the Americans on the other side of the Atlantic,” is a view you hear a lot here.

So Mrs Merkel believes that when it comes to Ukraine, it’s talking – not fighting – that will resolve this crisis. Eventually.

http://www.bbc.com/news/world-europe-34009581

la prospettiva nevskji

agosto 20, 2015 Lascia un commento

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San Pietroburgo la prospettiva Nevskji

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Quando incrociate un Rom altrimenti detto zingaro non pensate solo male,anche tra di loro c’è gente e gente e non hanno scelto loro di essere dei Rom piuttosto che non un altro.Ci sono persone azzimate che sono molto peggio dei compagni di sventura degli ebrei,come li chiamo,si parla troppo poco dei 500 e passa mila che i nazisti uccisero.

Gli scrittori russi classici a me piacciono solo un poco,di solito hanno scritto dei tomi spessi piuttosto che non dei libri e ci vuole pazienza per leggerli sino in fondo,pertanto finiti gli anni del collegio quando di tempo ne avevo da buttare via non li ho più presi in mano.

Ma casualmente sono caduto su alcune novelle di Gogol tratte dai Racconti di Pietroburgo ed una in particolare,La Prospettiva Nevskij mi è piaciuta.

Ho giusto dato una ripassata per farmi venire alla mente la morale per quanto mi riguarda e tratta di un ufficialetto dei tempi dello zar che lungo la prospettiva Nevskij incrocia una biondina che l’attrae e la segue sino a casa.

La biondina è una signora sposata ad uomo tedesco immigrato a Pietroburgo dove faceva degli stivali in vero cuoio da mille ed una notte,ma l’ufficiale non era interessato allo stivale.

Voleva fare cornuto il tedesco che riteneva un inferiore.

Insomma tra una birra ed un’altra quel tedesco a nome Schiller si accorge delle male intenzioni del vanitoso soldatino che ritiene che l’uniforme lo possa proteggere dal prendersi una sonora suonata dal rivale il quale a tempo debito aiutato da due connazionali lo stende a forza su di una panca gli cava le braghe e gli maltratta le chiappe a frustate.

La prima reazione dell’ufficialetto sarebbe di rivolgersi a qualche alto grado per vendicarsi dell’insulto al proprio onore ,poi si rende conto che può passare i giorni e le serate in qualche altro modo e dimentica l’offesa ricevuta mentre l’autore analizzando i fatti conclude con un: ”che brutti scherzi fa il destino!…tutto succede alla rovescia.”. 

Leggetela se volete è poi solo una novella.

Se vuoi la pace preparati alla guerra” è un’antica frase latina che anch’essa come tutte le latinità ho imparato di recente.

Prima badavo solo al sodo adesso anche alla forma e ciò mi serve per darmi un certo tono.

Me l’ha insegnata un signore più anziano di me che l’ultima guerra l’ha provata per intero sulle proprie spalle come profugo e perseguitato quando non era più un ragazzino.

Ovvero quando scappava per salvarsi la pelle.

La latinità la cito perchè se fosse vera e reale su quanto afferma mi cambierebbe un po’ i tanti schemi mentali che possiamo adottare in questi tempi nei quali non si capisce niente.

Voi avreste fiducia nelle truppe ONU?

Io per quanto mi posso ricordare così senza volere approfondire troppo risponderei di no.

In Rwanda il genocidio avvenne a due passi dai soldati ONU,a Srebrenica altrettanto,e gli ultimi che hanno fatto eco sono stati i soldati  austriaci che sono stati ritirati dal Golan alla frontiera tra Israele e Siria.

Gli olandesi che avrebbero dovuto coprire l’area di Srebrenica hanno chiesto scusa in pubblico ma i morti non sono resuscitati per l’intanto.

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Le recenti frizioni tra russi ed ucraini hanno portato in evidenza dei dispetti vistosi in campo economico mondiale non diversi da quelli dei tempi della guerra fredda.

Simili strumenti li adottò il Mahatma Gandhi in India per piegare gli inglesi che non se ne volevano andare utilizzando cioè il boicottaggio di tutti i generi di importazione prodotti o provenienti dalla Gran Bretagna.

Sino ad ora nessuno l’ha spuntata ma neppure nessuno può anche dire che sia stato un bell’esempio confortante in momenti nei quali tutti lavorano…se non sono disoccupati… per portare a casa solo la pagnotta… e non l’arrosto.

Il popolo è affamato e vede il padrone che litiga col vicino di confine per motivi di principio.

Non può pensare ad altro fuorchè che siano due stronzi.Non ci piove.

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La Francia socialista annulla un ordine della madonna di due portaerei dirette in Russia perchè l’affare l’aveva fatto Sarkozy che non era dello stesso partito,non solo,invece di portare a casa del denaro lo deve pagare… per mettere a posto le penali incluse tra le clausole del contratto.

In realtà è un dispetto,uno dei tanti della serie infinita legata a russi ed ucraini mentre gli agricoltori francesi imbestialiti (anche) dal boicottaggio russo se la prendono con i grandi magazzeni alimentari tedeschi presenti in Francia dove latte carne e maiale pare siano importati non si sa da dove e facciano concorrenza sleale a quelli locali.

Chi ha ragione o torto scagli la prima pietra perchè non puoi essere aggiornato su di tutto ed in tempo reale quando sai già in partenza che di lettori non ne hai che vogliano pagare per un giornale,lo devi sostenere tu con fortuna solo con la pubblicità (se ce l’hai anche quella),ed il papa con una parte del clero in fila indiana si scaglia contro la logica del profitto e giustamente ma non offre un esempio alternativo valido che possa funzionare.

Solo parole.

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Per intanto io continuo a pensare che l’unico che voglia veramente pace in Europa sia proprio Putin nonostante che… i suoi parametri economici,la democrazia approssimata e i diritti universali dell’uomo a volte calpestati non ne facciano un degno candidato per entrare nella UE.

Ridete?

Fate male,”si vis pacem para bellum” (se vuoi la pace prepara la guerra) e lui si continua a preparare per la guerra con investimenti in uomini e mezzi forse perchè conosce bene i suoi polli.

Oggi giorno la leva obbligatoria è stata abolita quasi dappertutto e se avrò il tempo a fine articolo ve ne racconterò un piccolo episodio che mi successe durante il mio di servizio militare,ma ora ci occupiamo di studi strategici europei,roba mica da ridere e dal mio punto di vista sono convinto che tutto l’Eurogruppo e la UE messe insieme valgano ben poco come pacifisti in quanto si consolano col fatto che siamo sotto l’ombrello nucleare USA.

Ora è risaputo che gli USA non facciano molto gratuitamente e che qualcuno dovrà pure pagare per le spese.

Certo,le vite umane sono un’altra cosa e lì dobbiamo toglierci il cappello ed essere riconoscenti per il passato quando di democrazie ne avevamo troppo poche in Europa.

Ma in quanto al resto parlando di Putin e dei russi mi faccio l’idea che se volessero invadere l’Europa troverebbero una ben fiacca resistenza semplicemente perchè non abbiamo più soldati ne i mezzi di dissuasione che una volta anche se pareva ad una burletta citando certi bluff invece tutti quanti in Europa erano orgogliosi di potere possedere.

Un paese come l’Italia arrivò a schierare addirittura sei milioni di baionette a mezzo stampa.

Non ho idea di quanti soldati di leva ci siano in Russia oggi e quanti siano i professionisti ma possono contare credo su mezzo milione di persone in uniforme.

Noi tutti messi insieme salvo gli inglesi che sono fatti di una pasta organizzativa militare totalmente differente siamo deludenti e con in testa i tedeschi che per farsi perdonare gli errori del passato sono passati dalle caserme prussiane…al quieto vivere.

C’è dunque da dedurre che secondo la nostra citazione latina i russi propagandati per guerrafondai sono invece pacifisti,perchè sono armati fino ai denti,e noi europei in generale oltre a non essere neutrali non investendo nulla nella nostra difesa… ci comportiamo da provocatori.

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La piccola Svizzera a 17 anni prende i ragazzini maschi e gli fa fare 4 mesi filati di servizio militare obbligatorio.

Loro hanno i soldi per poterlo fare,non solo,hanno i soldi per dargli un supplemento di educazione collettiva nazionale per farli sentire utili al paese.

Noi no,neppure se i soldi li avessimo e degli altri stati dell’Europa ci basta il contributo dato quando vanno a fare i soldati ONU come successo su certi teatri che abbiamo appena citato.

Non possiamo generalizzare né vogliamo offendere la memoria di coloro che sono caduti in missione,ma quanto di negativo sì c’è stato va fatto notare.

I civili non devono pagare per gli errori commessi dai politici e dagli alti gradi quando accettano dei compromessi sulla solidità delle truppe… che mandano in giro.

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Ho più di un testimone ancora vivo.

Nel 1973 mi trovai in una batteria di artiglieria da montagna dotata di sei obici e facevamo un campo addestrativo a fuoco vero in un poligono tedesco che non cito perchè era segreto militare… non prescrivibile.

Cioè tutti sapevano tutto in giro nonostante l’alfabeto in codice, come capita per gli incartamenti dei giudici che sfuggono alle procure e si leggono sui giornali prima del processo.

Credo che successe un mattino dopo avere sparato di notte coi sei pezzi con tanto di laureati in ogni disciplina ai comandi ed ai sotto-comandi.

Ci sentivamo fieri di avere al nostro fianco artiglieri americani,tedeschi,inglesi,belgi,greci,forse anche turchi ed olandesi e mancavano solo i francesi che erano in polemica con la NATO,fu una sparatoria mica da ridere perchè a volte si tirava una salva tutti insieme e poi stop per una mezz’ora o forse più poi c’era da smantellare il campo e spostarci da un’altra parte in attesa di nuovi ordini.

All’improvviso succedeva che si doveva sparare due o tre salve in rapida successione e poi poteva anche esserci il fuoco a volontà con gli artiglieri ai pezzi che al buio e con le sole pile dovevano modificare i dati di puntamento del cannone per centrare l’obbiettivo.

Tutti ansimavano in queste circostanze perchè un proiettile può anche esploderti in mano se non stai attento a muoverlo e di peggio se il colpo in canna non è andato a buon fine e te la occlude mentre un altro soldato sta infilando un nuovo proiettile e si prepara di nuovo a fare fuoco.

Potrebbe in questo caso saltarti per aria l’obice e fare una strage tra i presenti.

Successe,ma non di fare esplodere l’obice perchè qualcuno se ne accorse appena in tempo che il primo proiettile non era partito.

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Sono cose che succedono,ma non è tutto.

Finito il tiro,al mattino di buon’ora ci chiama a rapporto il capitano comandante,tutti e 100 circa quanti eravamo.

Doveva darci i risultati del tiro notturno e farci sapere quanto effettivo fosse stato sulla testa del nemico.

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Iniziò con voce calma e tranquilla per non destare dei sospetti poi salì di tono urlando e prendendoci a male parole ed insulti perchè i nostri tiri erano finiti tutti in testa della fanteria alleata in prima linea,fanteria che ovviamente non c’era per fortuna loro ma i superiori coi binocoli avevano controllato dove erano finiti i colpi degli italiani…non che tutti gli altri soci avessero fatto chissà che cosa… ma noialtri avevamo battuto il record dei proiettili buttati a casaccio qui e là.

Avremmo in teoria tirato anche su case chiese supermercati ospedali,di tutto insomma fuorchè colpire il nemico.Idem succede nelle schermaglie reali che fanno notizia sui giornali e che dimostrano solo la qualità degli artiglieri in campo che arrivano anche a buttare giù aerei civili per sbaglio.

Noi,al centro di tiro passavamo le coordinate ricevute in codice su dove si trovava l’obbiettivo nemico agli artiglieri ai pezzi,dopo averle naturalmente elaborate a mano…ma di notte se uno aveva fretta o non aveva voglia di scazzarsi o si sbagliava i numeri da inserire nel cannone,quest’ultimo sparava dove l’uomo lo puntava e da solo non ce l’avrebbe fatta a cambiare la destinazione del proiettile.

Vi basta?

Gli alleati chiesero pietà.

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tra russi ed ucraini c’è solo della fame

agosto 12, 2015 Lascia un commento

Settimana di sei giorni lavorativi, ma spesso sette  (Stefano Giroffi)

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“Un bel casino ‘sta guerra”

Vita nel Donbass (2) – Storie di minatori che lavorano sotto terra e che vivono al massimo 52 anni

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mercoledì 12/08/15 06:35 – ultimo aggiornamento: mercoledì 12/08/15 06:37

Torez è una cittadina del Donbass che si trova tra Donetsk e Luhansk. Qui si trova il più grande bacino carbonifero del Donbass ed è qui che, come ci raccontano Lorenzo Giroffi e Andrea Sceresini, si trovano, oggi, le miniere illegali. Le chiamano “Kopankas” e sono l’ultimo residuo di economia locale che ancora resiste alla guerra.

I minatori lavorano sei giorni su sette, con turni di otto ore. Si calano nel cuore della terra attraverso un piccolo foro, sdraiati dentro una vecchia vasca da bagno collegata a una fune. I metodi d’estrazione sono artigianali: lavorando a pieno ritmo, una squadra di quattro operai può produrre ogni giorno fino a cinque tonnellate di carbone, che vengono immediatamente rivendute sul mercato interno. I salari: circa settecento grivnie a settimana, pari a poco più di trenta euro. E poi: zero sicurezza sul lavoro, niente sindacati, nessuna alternativa percorribile.

“Il bacino carbonifero del Donbass era il più importante dell’Unione Sovietica – racconta Sergej, 31 anni, da sempre impiegato nelle cave -. Dopo lo scoppio della guerra, tutti i grandi impianti hanno dovuto chiudere. Noi minatori ci siamo trovati di fronte a un bivio: o arruolarci con la milizia separatista, oppure scendere nelle “Kopankas”. Io ho optato per la seconda via. Probabilmente ci lascerò le pelle, perché questo è un inferno. Ma almeno i miei figli avranno di che mangiare”.

per la crescita sacrifichiamo gli ideali…

luglio 27, 2015 Lascia un commento

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Agricoltori francesi in strada a Strasburgo

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Che siano proprio i nord-americani gli ultimi a credere negli ideali lo dimostra il fatto che sono gli agricoltori francesi a scendere per strada e non quelli del Nebraska o del Missouri che invece se ne fregano alla grande.

Piuttosto non concordiamo col campanilismo di parte del tipo di quello tedesco che paga un povero lavoratore agricolo dell’Est solo 5 euro l’ora per coltivare asparagi mentre i francesi i loro li pagano 12 e qui si vede la solidarietà col popolo ucraino il cui governo è di nuovo sull’orlo della bancarotta.

I nostri governi poi sono liberi di scegliere le misure più opportune per rifocillare gli assediati ed ognuno conoscendo i propri polli sa anche come salvare capra e…cavoli cercando di evitare che si sappia troppo in giro.

Ma non è così.Oggi la stampa dice tutto sino a soddisfare i palati anche più fini.

I contadini bloccano le strade con i loro trattori, in varie zone di Francia (Reuters)

Agricoltori francesi in guerra

Migliaia di contadini inferociti bloccano camion carichi di prodotti esteri ai confini con Spagna e Germania

lunedì 27/07/15 09:13 – ultimo aggiornamento: lunedì 27/07/15 09:33

Migliaia di agricoltori francesi hanno bloccato domenica le strade che dalla Spagna e la Germania portano nel Paese i prodotti dei due Paesi confinanti per protestare contro il crollo dei prezzi. Nel nord dell’Alsazia, al confine con la Germania, sono stati usati trattori per bloccare le strade che portano da oltre il Reno in Francia per fermare i camion con prodotti tedeschi.

Il blocco è iniziato domenica sera alle 22.00 e dovrebbe restare attivo fino a lunedì pomeriggio. Dall’altra parte dell’Esagono cento agricoltori hanno bloccato decine di autocarri spagnoli sull’autostrada della regione sud-occidentale della Haute-Garonne, saccheggiando e distruggendo il carico.

Un insieme di fattori, tra cui il rallentamento della domanda cinese e l’embargo contro la Russia deciso per la crisi ucraina, hanno fatto crollare il prezzo di prodotti agricoli come carne, latte, frutta, verdura. Parigi stima che circa il 10% delle fattorie francesi (22’000 addetti) sia sull’orlo del fallimento schiacciato da un debito complessivo di un miliardo di euro.

Reuters/AP/AFP/EnCa

http://www.rsi.ch/news/mondo/Agricoltori-francesi-in-guerra-5809054.html

French farmers block border roads in price protest

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French farmers did spot checks on agricultural lorries arriving from Germany

French farmers are stopping lorries importing farm produce from Germany and Spain, in a border protest over what they call unfair price competition.

Prosegue su:

http://www.bbc.com/news/world-europe-33673197

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Will Ukraine Default?

prosegue su:

http://www.forbes.com/sites/francescoppola/2015/07/24/will-ukraine-default/

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Bankruptcy Looms For Moldova

prosegue su:

http://www.forbes.com/sites/francescoppola/2015/07/10/bankruptcy-looms-for-tiny-moldova/

la crimea è una penisola…

febbraio 7, 2015 Lascia un commento

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Questo è un ferry caricato con vagoni ferroviari che fa servizio tra Russia e Crimea…l’unica via di terra altrimenti è in territorio ucraino dove si spara…per fare un ponte tra le due sponde…e sono pochi chilometri…però ci vogliono degli anni…

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Il vertice a tre al Cremlino è terminato venerdì sera (keystone)

Ucraina, lavori in corso

Annunciata la preparazione di un documento congiunto, dopo l’incontro fra Putin, Merkel e Hollande

venerdì 06/02/15 22:46 – ultimo aggiornamento: venerdì 06/02/15 22:46

Lavorare su un documento congiunto per l’applicazione del protocollo di Minsk, ormai più volte violato. È quanto hanno concordato Vladimir Putin, Angela Merkel e François Hollande, durante il vertice a tre che ha avuto luogo venerdì a Mosca.

Il capo dello Stato russo, la cancelliera tedesca e il presidente francese hanno inoltre convenuto di risentirsi telefonicamente domenica prossima, per fare nuovamente il punto sul percorso negoziale legato alla ricerca di una soluzione pacifica al conflitto nel sud-est dell’Ucraina.

Le discussioni fra i tre statisti, avvenute a porte chiuse e senza la partecipazione delle rispettive delegazioni, sono state a detta della Russia “concrete e costruttive”. Il piano di pace in elaborazione, ha aggiunto il portavoce del Cremlino, integrerà le proposte franco-tedesche con quelle dei vertici di Mosca e di Kiev.

Concluso nel settembre del 2014, il protocollo di Minsk prevedeva un cessate il fuoco che, di fatto, è rimasto lettera morta.

Red.MM/ARi

Gli articoli correlati sono su:

http://www.rsi.ch/news/mondo/Ucraina-lavori-in-corso-3727546.html

Putin se ne va?…molla la presidenza e si incarica…degli esteri!

novembre 23, 2014 Lascia un commento

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Serghei Lavrov (keystone)

“Vogliono un nuovo regime”

Lavrov accusa l’Occidente di mirare a un cambio della guardia al Cremlino

sabato 22/11/14 18:40 – ultimo aggiornamento: sabato 22/11/14 18:41

(la colpa…è sempre degli altri….ndr)

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Mosca ha accusato oggi (sabato) l’Occidente di voler provocare un cambiamento al potere al Cremlino, attraverso le sanzioni imposte alla Russia per il suo ruolo nella crisi ucraina, sanzioni che secondo il ministro degli esteri Serghei Lavrov sarebbero volte a “distruggere l’economia e provocare una reazione popolare” contro Vladimir Putin.

In giornata, Kiev aveva denunciato la presenza di ancora 7’500 soldati russi sul suo territorio, mentre la Russia continua a smentire ogni implicazione.

L’introduzione delle ritorsioni dopo l’annessione della Crimea in marzo e il loro rafforzamento in seguito all’abbattimento del volo MH17 con 298 persone a bordo hanno inferto un duro colpo alla congiuntura russa: il paese è sull’orlo della recessione e il rublo ha perso un terzo del suo valore.

In visita in Ucraina venerdì, il vicepresidente statunitense Joe Biden ha minacciato provvedimenti ancora più incisivi.

pon/ATS

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Putin a spasso in Siberia…

https://lusignolo.wordpress.com/2014/11/10/ci-vuole-un-fisico-bestiale/

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http://www.rsi.ch/news/mondo/Vogliono-un-nuovo-regime-3128371.html

Ci siamo caricati di nuova legna verde…

settembre 16, 2014 Lascia un commento

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Frau Angela e Poroshenko leader ucraino…(Reuters)

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Si vis pacem, para bellum è una locuzione latina significa “Se vuoi la pace, prepara la guerra”.

È ricavata dalla frase: Ergo qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente “Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra”. È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell’Epitoma rei militaris di Vegezio opera composta alla fine del IV secolo.

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Ed alla fine toccherà alla Merkel in rappresentanza della UE di dover discutere con Putin come chiudere con l’Ucraina che ha chiesto l’annessione alla Germania…con la promessa di fare da serbatoio di… cereali e di manodopera. E rieccoci forse con uno nuovo capitolo della libera circolazione tra est e ovest… aperto a sentimenti più temperati e liberali.

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il canale…

Nel frattempo bisognerebbe rinfrescare la memoria agli americani di quando nel 1989 inviarono 27 mila soldati a Panama per rimuovere Noriega senza essere sanzionati da nessuno… per garantirsi di non avere intoppi alla navigazione nel canale.

Verso…l’Asia che è il loro sbocco naturale di uscita e di entrata…grazie ai numeri abbondanti che si possono fare su entrambe le sponde del Pacifico in quantità e prezzo.

“La Repubblica di Panamá nasce da un contenzioso economico scaturito tra gli Stati Uniti e la Colombia nazione che possedeva i territori panamensi prima del 1903. In seguito al desiderio del presidente americano Roosevelt di aprire un canale che collegasse l’Atlantico al Pacifico, e in seguito al rifiuto da parte della Colombia di concedere la gestione dell’istmo ad un consorzio nordamericano, gli Stati Uniti inviarono nel territorio panamense la nave da guerra Nashville, che conquistò facilmente il territorio. Il 3 novembre 1903, la Repubblica di Panamá dichiarò la propria indipendenza dalla Colombia.

Il Presidente del Consiglio Municipale Demetrio H. Brid la più alta autorità all’epoca, divenne Presidente de facto e nominò il 4 novembre un governo provvisorio a dirigere gli affari della nuova repubblica. Gli Stati Uniti primo stato a riconoscere la nuova repubblica, inviarono l’esercito a difenderne gli interessi economici legati al canale.”(wikipedia)

I prepotenti fanno la voce grossa e si dichiarano vittime delle pulci.

Putin per fare dispetto a tutti ha fatto entrare la flotta del mar Nero nel Mediterraneo,ha caricato migliaia di profughi siriani e li sta portando nell’Ucraina dell’est.

Quella da lui liberata.

Se vogliono arruolarsi… meglio con lui che non con l’Isis.

Forse ci scappa un premio Nobel per la pace.

Altre navi russe si dirigono verso le coste della Libia per procedere d’accordo con la UE a mettere ordine alla marea di morti degli ultimi giorni.

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(reuters)

Anche gli americani si sono decisi e sono sbarcati a Benghazi.

Hanno caricato 5mila profughi eritrei e li portano in America,ma dove di preciso non si sa,forse li sbarcheranno in Guatemala dove i poveri sono trattati bene.

Soprattutto in campagna,dai latifondisti.

E’ solo l’inizio ed è già cominciata la gara di solidarietà a chi ne caricherà di più,tra russi ed americani.

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L’Isis non ci sta.

I nostri vogliono che delle bande di manigoldi si equipaggino anche di campi per i prigionieri come stabilito dalla convenzione di Ginevra sulla guerra,mentre loro sono abituati a fucilarli o a decapitarli per risparmiare una pallottola.

E cosa vi aspettavate?

Che i prigionieri venissero liberati per riarmarsi e combattere di nuovo?

Quelli dell’Isis li sostiene la fede,ma non hanno da mangiare neppure per loro, figurati per i prigionieri.

C’era da aspettarselo sino dal momento che questo movimento è sorto,ma se invece i profughi siriani fossero stati evacuati a tempo da russi ed americani e UE prima di diventare quasi tre milioni…non ci sarebbe stato l’arruolamento che invece si è verificato.

Assad lo tiene in piedi Putin per le note ragioni,i ribelli li aiutavano gli altri,ed alla fine invece di pacificarli li abbiamo armati per portarci del nuovo terrorismo in casa.

Il quadro appare preoccupante se ci mettiamo insieme anche Ebola di cui se ne è fatto carico il consiglio di sicurezza dell’ONU che è l’organismo meno appropriato rispetto all’OMS,che è quello della sanità,ma solo per dare idea della drammacità del caso.

A Wall Street i farmaceutici vengono considerati titoli difensivi mentre quelli delle armi sono aggressivi e la spuntano sugli altri in un mercato toro.

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Patricio Manns chileno…si è fatto 17 anni di esilio…sotto Pinochet…

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DSCN0174the way we were...

J.Modest…l’inviato.

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http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2014/09/15/-libia-200-migranti-dispersi-in-naufragio-barcone-_35935d9e-d081-468a-867d-7d9285516990.html

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http://www.rsi.ch/news/mondo/Siria-parola-alle-vittime-2397229.html

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http://www.rsi.ch/news/mondo/Soldati-americani-contro-ebola-2395306.html

http://www.rsi.ch/news/mondo/Ebola-riunione-speciale-ONU-2392531.html

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http://www.rsi.ch/news/mondo/Kiev-UE-intesa-raggiunta-2397634.html

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