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A Panama quando piove viene giù a dirotto.

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Le mie foto dell’epoca sono quel che sono,infatti sono state scattate dal treno che da Panama (Oceano Pacifico) si reca a Colòn (Oceano Atlantico-Mare dei Caraibi) costeggiando il canale.

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Ai miei tempi,alla fine degli anni 1970,Panama aveva il canale controllato dagli Stati Uniti,la gente in strada aveva l’aria dell’avventuriero e trascorreva le serate in qualche casinò di cui tutti gli hotels erano forniti,ed il centro cittadino pareva ad una succursale di un qualche duty free shop dell’Asia dove cianfrusaglie in oro mezzo finto e gli orologi giapponesi la facevano alla grande unitamente alle prime macchinette calcolatrici tascabili.Il resto era del gran caldo umido.Nella stagione delle piogge poi,erano acquazzoni straordinari.

Stamane ad uno dei nostri tre telegiornali del paese non si sentiva parlare d’altro che di giudici e di inchieste,di corruzione vera o falsa e si terminava anticipando un bel sacco di fango sul governo che poi domani i giudici probabilmente trasformeranno in qualche altro materiale un pò più nobile.

Governare oggi l’Italia non è facile,non lo era ieri neppure,ma già il fatto di avere trovato un giovane tra i tanti che ci sia riuscito e si faccia dell’esperienza per me è un fatto positivo.Di rinnovamento della classe politica.

Il nuovo El Dorado trovato a Panama serve solo a ricordare che per uno che ce la fà a passare indenne attraverso un fisco sempre più agguerrito le piume le lasceranno giù però gli eredi cui toccherà di dare solo delle spiegazioni quando saranno fortunati.

Multe confische o quanto altro dipendono infatti dalle leggi interne dei paesi dei cosiddetti evasori.

Ma c’è di che stupirsi?

Dipende molto da quanto abbiate avuto modo di vedere nella vita e soprattutto…dove.

Infatti se guardate a ritroso nel tempo l’essere umano ha sempre cercato protezione ed il più delle volte l’ha trovata ma non gratuitamente,ed ha pagato il “pizzo”.

Il mio unico o quasi ricordo panamenho si riferisce alle dritte ricevute da amici e conoscenti su come affrontare le dogane del paese.Avrò avuto 27-28 anni ed avevo a volte anche 3-4 valigie tra roba mia e campionari senza alcun valore commerciale.

Tu arrivi alle due del mattino in aeroporto e dopo avere fatto polizia passi alle dogane.

“Metti un biglietto da 50 dollari nel passaporto e nessuno ti aprirà una valigia e in 5 minuti te ne vai a dormire”.

Così mi disssero e così feci,e così avvenne.

L’altro ricordo è di come un povero diavolo di taxista verso il mezzodì mi portò all’aeroporto e mi chiese un anticipo di 10 dollari.

Doveva fare benzina e nel viaggio dalla città verso l’aeroporto si fermò in una bidonville per dare parte di quei dollari alla moglie che non aveva una lira in tasca per la spesa.

Senza spremermi troppo le meningi proseguo pensando all’epoca feudale quando il signorotto locale divenuto tale per la sua ambizione e molte volte grazie alla sua soperchieria se non violenza era uso a garantire vita e tutela ai suoi vicini dietro pagamento di un’ imposta.

Un dazio che gli permetteva di mantenere bene non solo se stesso ma pure le sue guardie.

Ai tempi nostri coloro che hanno avuto delle eccedenze in nero sono normalmente grandi imprenditori sia industriali come bancari etcetera che sono poi coloro che avendo saputo rischiare sono in grado di offrire del lavoro.

Il lavoro è anch’esso un tipo di protezione di cui ha bisogno l’uomo per vivere.

Ma dato che le cose negli affari non vanno sempre bene ecco che chi può evade il fisco e si crea un tesoretto dove pensa che nessuno lo venga a sapere.

Quando gli stati però si organizzano per bene riappare anche la disoccupazione.Infatti pagando le tasse dovute nessuno riesce ad arricchirsi,e senza potere creare i tesorucci ben pochi hanno ancora la voglia di rischiare.Non ne vale più la pena.

Se rischi in proprio lo devi fare per qualcosa di importante in cambio ed in questo caso ognuno secondo le proprie necessità di impresa sa quanto gli è necessario avere fuori se un domani dovesse ripartire dopo un insuccesso.

Offre lavoro e quindi occupazione anche se moralmente tutti sono pronti a puntargli l’indice contro.

In realtà se non rubi a qualcuno,stato incluso,non te la puoi cavare perchè le spese sono sempre tante,le leggi incomprensibili,le tasse anch’esse sono tante e finisce che le imprese guarda caso si spostano sempre non solo dove la manodopera costa di meno ma dove puoi anche corrompere i funzionari governativi piuttosto facilmente.E quindi pagare meno tasse o evadere anche questo fisco.

Fare il padrone è tanto duro come fare il dipendente.

Da noi tutti vogliono di più in tema di servizi sociali richiesti allo stato e lo ottengono quando si può.Ma così facendo gli stati devono divenire maggiormente severi e stare molto attenti alle proprie situazioni debitorie soprattutto in assenza di crescita economica.

Questi cosiddetti scandali servono a fare un pò di cassa in un momento nel quale gli Stati per iniziare sono ancora tutti troppo indebitati.

Che ci siano cascati anche dei politici è segno che la relazione tra evasore e politico è talmente buona che i segreti dell’uno non sono più segreti anche agli altri.

E quando uno è così a stretto contatto con la tentazione ci può anche cascare dentro visto che la politica sì vive di elettori ma pure di poteri forti.

Forse così come la racconto sembra ad una barzelletta ma non ho la pretesa di scrivere da esperto.

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David Gunnlaugsson aveva provato a sciogliere il Parlamento, poi si è dimesso (reuters)

Islanda, premier si dimette

David Gunnlaugsson, travolto dalle rivelazioni dei “Panama Papers”, è la prima vittima dello scandalo

martedì 05/04/16 18:56 – ultimo aggiornamento: martedì 05/04/16 18:56

Il premier islandese David Gunnlaugsson si è dimesso a causa dei suoi conti offshore, scoperti grazie alle rivelazioni dei “Panama Papers” (vedi anche articoli correlati). È la prima vittima dello scandalo scoppiato domenica sera, che coinvolge 12 capi di Stato attuali e del passato.

In un primo tempo aveva provato a sciogliere il Parlamento, ma poi ha gettato la spugna e si è dimesso.

Il primo ministro ha comunicato le sue intenzioni in una riunione del gruppo parlamentare del suo partito. “Io assumerò l’interim”, ha dichiarato il vicepresidente del Partito Progressista e ministro dell’agricoltura, Sigurdur Ingi Johannsson.

ATS/px

http://www.rsi.ch/news/mondo/Islanda-premier-si-dimette-7147601.html

CORRELATI

siamo sempre in testa al gruppetto in fuga

Beh che c’è di strano? E’ un titolo in gergo da ciclisti.

Il Presidente Emerito Napolitano ha dichiarato alla stampa che il nostro parlamento pare ad un deserto,con tassi di assenteismo da fare paura ma quando si tratta di conti in rosso non manchiamo mai.Ci siamo quasi sempre dentro e visto l’interesse dei parlamentari a risolvere i problemi del paese non può essere diverso.

Riforme?

Ma che riforme,per farle bisognerebbe anche applicarsi.Basta aumentare di un pelo le tasse o il pacchetto delle sigarette e tutto torna a quadrare.

O non è così?

Il vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis   (keystone)

UE: “A rischio sei Stati”

Commissione preoccupata per i conti di Italia, Spagna, Belgio, Croazia, Finlandia e Romania

mercoledì 09/03/16 17:08 – ultimo aggiornamento: mercoledì 09/03/16 17:17

La Commissione europea “ha comunicato le proprie preoccupazioni sul rispetto degli obblighi di bilancio a Italia, Spagna, Belgio, Croazia, Finlandia e Romania”. Si legge in una nota. “Abbiamo individuato sei Paesi le cui strategie di bilancio potrebbero rischiare di condurre alla violazione degli obblighi previsti dal Patto”.

“C’è ancora tempo a sufficienza per adottare le misure correttive necessarie, ed è per questo che oggi (mercoledì) la Commissione ha segnalato preventivamente questi aspetti”, ha detto il vicepresidente Valdis Dombrovskis.

Tra marzo e aprile la Commissione si confronterà con gli Stati membri sugli squilibri macroeconomici. Ad aprile gli Stati dovranno presentare i programmi nazionali di riforma e i programmi di stabilità, con eventuali aggiornamenti rispetto al pacchetto invernale del semestre. Su questa base, in primavera, la Commissione presenterà le sue proposte per una nuova serie di raccomandazioni specifiche per Paese, incentrate sulle principali sfide individuate.

ATS/M.Ang.

Il disappunto di Juncker

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furono tutte rose?

dicembre 14, 2015 Lascia un commento

Segreto bancario agli sgoccioli per i cittadini stranieri (keystone)

Fine del segreto bancario

Lo scambio automatico in campo fiscale per i cittadini stranieri con averi in Svizzera inizia nel 2018

lunedì 14/12/15 16:25 – ultimo aggiornamento: lunedì 14/12/15 17:33

Il segreto bancario svizzero non proteggerà più i clienti stranieri. Eliminando una divergenza formale oggi, lunedì, il Consiglio degli Stati ha messo il punto finale alla riforma che consentirà il passaggio allo scambio automatico di informazioni fiscali con alcuni paesi scelti dalla Confederazione.

Pochissimi i cittadini elvetici toccati dal progetto. Solo le persone che hanno dei conti all’estero o vi pagano le imposte potrebbero vedere i loro dati scambiati automaticamente grazie alla riforma. La Confederazione potrà sempre fornire informazioni fiscali secondo la domanda e di sua spontanea volontà.

Lo scambio automatico dovrebbe entrere in vigore a partire dal 2018 e introdotto in maniera bilaterale come da accordi tra Svizzera e UE.

Il Consiglio federale ha comunque previsto delle riserve. Non entrerà infatti in linea di conto, per esempio, che la Svizzera si sostituisca ad un altro Stato per recuperare fondi sospetti e che le informazioni si limiteranno ai dati concernenti il reddito o la sostanza. Esclusi anche le controversie fiscali ante 2014.

Red.MM/ATS/Swing

I doveri delle banche

Le banche che violeranno, consapevolmente, gli obblighi di dichiarazione e di diligenza saranno passibili fino a 250’000 franchi di multa. I clienti colpevoli di avere fornito false informazioni agli Istituti di credito non saranno puniti. Il Parlamento ha però rinforzato la protezione nei confronti dei clienti esteri che potranno, infatti, contestare in sede giudiziaria la trasmissione dei loro dati se lo Stato straniero non fornisce le necessarie garanzie di diritto. Gli Stati hanno infine escluso l’amnistia fiscale introdotta per il rotto della cuffia dal Nazionale. La questione potrà essere ripresa in futuro quando e se si discuterà di segreto bancario per i cittadini elvetici.

60 miliardi dalla voluntary disclosure

mercoledì 09/12/15 17:47 – ultimo aggiornamento: mercoledì 09/12/15 17:47

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Sono state 120’000 le adesioni di contribuenti italiani alla voluntary disclosure, per oltre 59,5 miliardi di euro da regolarizzare, di cui quasi il 70% proviene dalla Svizzera, secondo i dati forniti dal Ministero dell’economia.Gli altri maggiori “contribuenti” sono Principato di Monaco (7,7%), Bahamas (3,7%), Singapore (2,3%), Lussemburgo (2,2%) e San Marino (1,9%).

Nelle casse italiane dovrebbero entrare oltre 4 miliardi di euro al termine della procedura di regolarizzazione, grazie in particolare agli interessi accumulati.

per saperne di più:

http://www.rsi.ch/news/svizzera/Fine-del-segreto-bancario-6582562.html

 

dialogo aperto coi lettori

ottobre 5, 2015 Lascia un commento

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Per il vostro gradimento… solo per contanti

La cosa che posso garantirvi è che la lettera è autentica ed è stata scritta da un mio conoscente.Pubblicata è stata pubblicata sulla Provincia di Como e anche noi avendone ricevuta una copia la mettiamo in onda con piacere.

Ognuno può confrontarla con le proprie idee.

Abbiamo messo solo le iniziali del nome e del cognome per offrire la stessa riservatezza della carta stampata locale che non esce dai propri confini.

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Il nostro Sud non è affatto povero.

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In questi giorni  si sta parlando dei dati negativi sulla povertà, disoccupazione ecc. del nostro Sud. Anche” La Provincia” (giornale di Como) titolava lo scorso martedì:” Dal Sud un urlo di dolore….” Ma i dati ufficiali non rispecchiano affatto la situazione del nostro meridione. 

Devo premettere alcune osservazioni; è stato appena pubblicato l’Indice di felicità dei vari Paesi redatto dall’ONU e i Paesi che risultano più felici sono la Svizzera seguita da Danimarca, Norvegia, Svezia, Finlandia, Olanda , Canada ,Nuova Zelanda e Australia; l’Italia è al 50esimo posto, penultima in Europa, dopo viene la Grecia. Interessante , vero? La felicità  non dipende dal clima, si è molto felici soprattutto con gli inverni bui del Nord-Europa invece che con tanto “Sole mio”…

I Paesi elencati sopra sono esattamente gli stessi classificati da “Transparency” come i più virtuosi al mondo, cioè quelli con meno corruzione e che pagano regolarmente le tasse. Che bella coincidenza!  Nella  stessa indagine sulla felicità eseguita in Italia i nostri cugini di Lecco risultano i più felici mentre gli infelici si trovano a Potenza poi in tutta la Calabria, Campania, Puglia, Sicilia.

Emerge quindi un dato interessante: dove maggiore è l’ evasione fiscale c’è anche più infelicità.

Infatti  il Sud campa sull’evasione fiscale ed i dati ufficiali sulla situazione economica risultano molto falsati. Alcuni dati  per capire meglio:

il Distretto Tessile di Como ha 1013 Imprese e 13.000 addetti, cioè una media di 13 dipendenti circa per impresa;

il Distretto Tessile di San Giuseppe Vesuviano ha 4152 imprese e 8020 addetti cioè due operai ogni ditta.

A Como nelle tessiture abbiamo magari un’assegnazione di 20 telai ogni operaio, a San Giuseppe Vesuviano si confezionano abiti per cui l’assegnazione è sempre  di una persona ogni macchina da cucire.

Il Distretto calzature del Napoletano anche qui ha una media di 2 dipendenti per le 7200 imprese, mentre nelle Marche ci sono in media 15 dipendenti per impresa.

Ma le stesse proporzioni minime si trovano anche nel Distretto Filiera Moda in Puglia o nel Distretto tessile della Sicilia Orientale. In altre parole al sud esistono migliaia di laboratori clandestini. 

La Calabria non ha distretti industriali ma sappiamo che nei paesini dell’Aspromonte,in proporzione,  ci sono più auto di lusso rispetto a Milano, e che a Catanzaro, in base alle dichiarazioni dei redditi, i bar, gioiellieri e taxi vivono con un introito di circa 50 euro al giorno. Poi esiste quel problema della semi-schiavitù alla quale sono costretti gli extracomunitari che raccolgono pomodori ed ortaggi.

Quindi per rispondere allo scrittore Roberto Saviano che invoca sempre l’aiuto dello Stato per il nostro meridione , ricordiamogli quanto diceva il defunto ministro Padoa Schioppa: “Le tasse sono una cosa bellissima pagarle darebbe felicità e maggiore dignità alle persone.”  Potrebbe essere l’argomento del suo prossimo libro. La  La Magna Grecia purtroppo si comporta proprio come la Grecia stessa e quel ‘Magna’ non vuol dire solamente ‘grande’ ma ha anche quel significato in dialetto romano stretto.

 T.V. 

1000 trattori su parigi…prezzi bassi e tasse alte

settembre 3, 2015 Lascia un commento

il tesoro USA….

maggio 19, 2014 Lascia un commento

 

Brady%20DouganIl Capo del Credit Suisse…(foto Keystone)

guardacaso è proprio nord-americano…

Brady Dougan

Credit Suisse sotto accusa

Attesa negli Stati Uniti l’ammissione di colpevolezza da parte della banca svizzera

lunedì 19/05/14 23:13 – ultimo aggiornamento 19/05/14 23:14

Gli Stati Uniti accusano formalmente il Credit Suisse e due sue unità di aver cospirato per aiutare cittadini americani ad evadere il fisco. I capi di imputazione, come riferito dall’agenzia Bloomberg, sono stati presentati ufficialmente a una corte federale della Virginia, davanti alla quale i rappresentanti dell’istituto si presenteranno alle 23.30 ora svizzera. Verosimilmente, la seconda banca elvetica si dichiarerà colpevole come preteso da Washington, divenendo la prima ad ammettere un reato commesso negli Stati Uniti da oltre dieci anni a questa parte. Si attenderà poi di conoscere quanto il Credit Suisse dovrà pagare per trarsi d’impaccio. Secondo il Wall Street Journal, si tratta di 2,5 miliardi di dollari.

ATS/pon

Credit Suisse confessa e paga

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Credit Suisse ha patteggiato?

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“Il CS assume le sue responsabilità”

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Sistema americano.

Siamo pieni di debiti e vogliamo dargli un taglio?.

Da noi,lo ricordo bene,che ci fu un periodo nel quale quelle poche banche svizzere che avevano l’autorizzazione ad operare nell’Unione vennero perseguitate dalla Finanza forse non per dargli multe,ma per scoraggiarle,tormentarle,vedere che se ne tornassero a casa loro,per evitare che  portassero via il lavoro alle nostre banche.

Buone… queste ultime.

Negli USA ti fanno invece una class action o ti pescano con le mani nel sacco per ragioni non diverse da come operano le loro di banche,riguardo ai paradisi fiscali… off-shore.

Non è che uno perché sia svizzero debba essere più coglione che non un americano.

Ma l’americano conosce bene il suo territorio politico-amministrativo,è pronto a fare a pugni,a tirare fuori il revolver,ha le spalle coperte, per cui oserebbe anche un bambino.

Ecco che ti multa.

2,5 miliardi di dollari, ed il Credit Suisse o meglio…i suoi azionisti… sono sistemati per vent’anni.

Non fiata più nessuno.

Diventa come una donna ‘bbona che il marito teme,e che per non essere tradito mette incinta ogni anno sino a quando lei non dice…basta…per pietà.

Il Tesoro USA incassa e mette a credito sul conto debiti da estinguere,quello cui concorreranno anche gli stranieri che… ingenuamente…più o meno…caschino in quella rete.

Dieci polli allo spiedo di queste dimensioni farebbero per esempio 25 miliardi di dollari incassati senza faticare troppo,non hai bisogno di vendere gratta e vinci o lotterie tutto l’anno ai tuoi cittadini.

Lo chiamate leale?

Non lo so,una volta dicevano che gli USA erano popolati di banditi.

Sarei portato a crederlo.

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http://www.rsi.ch/news/svizzera/Credit-Suisse-sotto-accusa-780739.html

 

altro che mattone…

novembre 2, 2013 Lascia un commento

Mattoni_01 MALER_~1Il mattone.. nella storia..

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Uno degli argomenti di cui si parla oggi,dopo la legge di stabilità,sono i soldi degli italiani depositati in Svizzera.

E.. dichiarati al fisco italiano grazie ai vari scudi fiscali..su cui c’è proprio poco da eccepire.

La stampa cattiva ha sempre detto che erano frutto di evasione,in realtà a casa nostra non ne manca di evasione senza la necessità di andare così lontano,quando invece potevano esserci mille buone ragioni  per averli fuori dall’Italia.

Basterebbe dare anche solo una semplice occhiata alla nostra storia recente ed a quanti vennero perseguitati per i più disparati motivi sotto il fascismo ed espulsi..per non dire esiliati.

Se c’è stata la fuga,o il mancato rientro di tanti capitali,la responsabilità maggiore è dovuta alle continue svalutazioni della lira,ovvero al mal governo,e soprattutto nella maggior parte dei casi all’ impossibilità tecnica di potere operare sui mercati internazionali sino a non molti anni fa, per le tante pastoie burocratiche di cui noi siamo maestri in ogni attività.

Ci interessava poco il mondo esterno per l’abitudine eterna della nostra stampa e poi delle tivvu di stare attenti solo al processo di divinizzazione.. della politica nazionale,dei suoi interpreti, e di quei pochi capitani di industria che ci ritroviamo.

Sempre gli stessi ed ora pure.. in diminuzione.

Il resto,quello che succede fuori delle frontiere, non era un tema che.. non dovesse interessare.

Semplicemente non si voleva educare i lettori od i telespettatori a fatti che andassero più in là dell’essere ragguagliati sulla messa mattutina cui assistevano Andreotti o Fanfani prima di recarsi in ufficio,per l’equivoco che fosse la politica e non il contribuente,ovvero la comunità nazionale, a sovvenzionare i vari quotidiani ed a pagare un canone televisivo allo stato.

E questo lo scrivo per fare del contraddittorio in parte all’articolo da noi pubblicato…….. ed alle parole degli autori…su quanto venga disatteso delle richieste legittime della comunità nazionale…https://lusignolo.wordpress.com/2013/10/25/un-tema-da-dibattere-ma-non-senza-riflettere/

In fondo era la stessa ignoranza che dimostravano i nostri capi in testa i quali non volevano che la gente si aprisse al mondo come neppure facevano loro stessi, in quanto era più comodo pensare che questo modo fosse quello giusto per mantenersi in sella a governare.

Non tanto differente da come appariva il mondo chiuso del socialismo reale per i propri cittadini e per gli stranieri,che eravamo noi.

Bastava proibire tutto.. o quasi,e non fare circolare testimoni in giro.

Compresi i capitali.. i quali di solito permettono ad un paese di poter crescere in concorrenza con il mondo,e non di isolarlo a beneficio esclusivo dei soliti quattro gatti.

Uno dei quali è stato per primo lo stato stesso,come entità oligarchica separata dalla gente che lo forma.

Per cui coloro che lavoravano per lo stato non potendo giustificare ai propri occhi l’ignoranza su molti argomenti di mondo che non dovevano conoscere,assumevano forzatamente un atteggiamento di diffidenza,o repressivo.

Da questurino.

Un industriale che produce utili non sempre vuole reinvestire nella propria azienda.Sa che il suo è un mestiere che può essere aleatorio per i rischi che sono dietro l’angolo e non c’è certezza che il domani sia uguale al ieri.

Vorrebbe diversificare ma non così come glielo presenta il mercato nazionale dove le alternative ad un investimento industriale sono quasi solo il mattone e poi solo sempre..quello.

Lo si deduce facilmente dagli.. ahiii delle imposte che gravano sulla casa… che fanno ben più eco che non quelle sulle rendite di natura finanziaria.

Uno sente dire che in America si possono fare degli investimenti produttivi in campi tecnologicamente più avanzati rispetto ai nostri e pure in un ventaglio di offerta da potere scegliere e vorrebbe partecipare,conoscere di più,ma non può, o non lo poteva fare se non attraverso grandi difficoltà.

Almeno sino al 1986,circa.

Ed ecco che è costretto a divenire uno che trasgredisce la legge perché sono o erano leggi insulse.

Se un investitore avesse potuto dal suo ufficio acquistare delle porzioni di una qualche società straniera in borsa avrebbe anche potuto creare delle nuove prospettive al proprio personale,delle opportunità,mentre la risposta del nostro vertice nazionale è sempre stata quella di un oscuro protezionismo che tagliava fuori imprenditori e risparmiatori nazionali da eventuali investimenti mobiliari all’estero.

Come potete notare ben poche sono le società straniere con capitale italiano dichiarato,mentre se operavi dalla Svizzera tutte le piazze del mondo finanziario erano a tua disposizione.

Ma dovevi cautelarti operando in forma anonima perché da casa non ti corressero appresso con le manette pronte.

In questo modo mentre le piazze finanziarie che erano già disponibili si sono allargate nel frattempo,noi siamo ancora sulla linea di partenza.

Lo stesso Cristoforo Colombo che era un imprenditore nel suo campo dovette rivolgersi ai re spagnoli per poter partire per le Americhe.

In breve è vero che l’italiano batte bandiera panamense in molte attività,ma non è per fare il furbo già che se lo pizzicano possono essere dolori,quanto invece perché lo stato finge di non sapere che Panama esiste e che le sue tariffe sono estremamente competitive,e forse non solo quello.

Può essere che non si necessitino tutte le scartoffie che rendono impossibile la vita a chi vorrebbe aprire un’attività in Italia.

Se da noi prende fuoco una bombola del gas di una cucina di qualche ristorante,escono tante di quelle norme da penalizzare chiunque voglia imitarlo,e non nel dare fuoco al proprio locale..per incassarne l’assicurazione….

Ma deve tornare a scuola ed imparare da chi ha già fatto delle leggi poco convincenti.Cioè dove gli aspetti del problema sono in eterna contraddizione l’uno con l’altro per far contenti tutti,abbracciano l’intero scibile umano e danno per scontato che i fatti non debbano ripetersi quando invece si tratta di disgrazie,e come tali, soggette anche alla fatalità..

Alla fine inizi a fregartene,si intraprende di meno, si fabbrica di meno,e di meno si commercia.

In breve termina che servono più tasse allo stato per calmierare i costi già che il fatturato non si muove e lo straniero non viene ad investire a casa nostra dove il vertice ne ha fatto un protettorato politico-economico.

L’Europa è cosparsa di una miriade di fabbriche di automobili di marche provenienti da tutti i paesi del mondo.

Spagna,Belgio,Francia,Gran Bretagna,la Germania stessa,sono sedi di lavoro per gli americani,i giapponesi e quanti altri,senza sfidare l’est che da par suo è cresciuto alla grande per le solite ragioni di costo della manodopera.

Da noi non è venuto nessuno. Quando ci hanno tentato non li abbiamo voluti.

Se siamo fortunati diventiamo fornitori di un qualche componente da fabbricare su disegno e progetto di imprese straniere che non compaiono nel nostro capitale,ma solo come contractors,coloro cioè che ci affidano del lavoro in conto terzi.

E’ un modo di vivere come un altro.

Per spezzare simili catene bisognerebbe che si potesse fare un po’ di più quello che si vuole, adottando come norma pratica la diligenza del buon padre di famiglia che agisce rispettoso di se e degli altri.

O.. dell’ama il prossimo tuo..come te stesso.

Se il mondo intero dovesse girare ai nostri ritmi sarebbe più in difficoltà e noi di conseguenza più in crisi di quello che già non siamo.

Le varie riforme burocratiche in parcheggio sono sempre li a dimostrare che non si è fatto nulla.

Il nostro non è il paese adatto per andare contro-corrente… dichiarandolo, e quando un premier dice in pubblico che ci vuole più coraggio.. parla di se..che forse non ne ha.

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