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Posts Tagged ‘russia’

frutta e verdura cambiano fornitore

febbraio 25, 2016 Lascia un commento

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Un editore trentenne dinanzi l’ingresso del kibbutz Sdot Yam a Caesarea in Israele.1977.

Noi giustamente abbiamo messo le sanzioni ma nessuno pubblica mai il gradimento delle stesse da parte dei fornitori italiani che dopo avere impiegato anni a fare la bocca al cliente straniero per esempio con un certo tipo di mela adesso gliela togliamo…dalla bocca e gliela rimpiazziamo con una israeliana.

Sì,infatti dopo di noi la mela era di provenienza turca ma è risultata indigesta al consumatore russo che anche lui non può fare altro che mangiare quello che il governo gli passa in base a sanzioni e contro-sanzioni,questa volta quelle russe contro la Turchia a motivo della Siria.

Non trovando altri fornitori i Russi si sono rivolti ad Israele ma vediamo quanto durerà.

 

Russia-Israele, nuovi equilibri

netanyahu-and-putinAppena si è sparsa la notizia dell’abbattimento da parte turca di un aereo militare russo, la domanda più frequente era, come risponderà Mosca a questo affronto? Chi si aspettava inverosimili ritorsioni militari è rimasto deluso.

Il presidente russo Vladimir Putin ha infatti scelto di colpire Istanbul attraverso l’arma economica. E tra i primi a beneficarne, troviamo Israele, che da tempo lavora per rafforzare gli scambi commerciali con la Russia. A Gerusalemme devono aver accolto con un sorriso l’annuncio del ministro dell’Agricoltura russo Alexander Tkachyov della parziale sospensione delle importazioni di prodotti ortofrutticoli dalla Turchia. Tkachyov ha infatti dichiarato che il suo paese sostituirà la verdura importata dalla Turchia (360mila tonnellate solo i pomodori) con quella proveniente da Israele, Marocco, Azerbaijan e Uzbekistan.

Un sorriso invece agli israeliani l’avrà tolto la presenza nell’elenco del nemico storico di Gerusalemme, l’Iran, tra i paesi con cui il Cremlino da tempo fa affari. Questo rapporto è uno dei tanti esempi della contraddittoria influenza che Mosca esercita sul Medio Oriente: da una parte stringe legami commerciali con Israele, collabora con i suoi vertici militari sul fronte dell’intelligence in Siria, dall’altra, proprio in Siria, appoggia il regime di Assad – con cui lo Stato ebraico è ufficialmente in guerra – e ammicca al regime di Teheran, lo stesso che promette di cancellare “i sionisti” (nella definizione dell’Ayatollah Khameini) dalla faccia della Terra.
Ma “business is business” e Israele lo sa bene. Solo una settimana fa il ministro dell’Agricoltura Uri Ariel annunciava con soddisfazione che la Russia “aprirà le porte” all’importazione di pollame prodotto dall’industria israeliana.

Un’ottima notizia per una realtà che esporta già oltre due milioni di prodotti in 31 diversi paesi del mondo. “È una grande opportunità”, ha dichiarato Ariel, lanciando al contempo una stoccata all’Unione Europea per la sua decisione di etichettare i prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani al di là dei confini del ’67. “Questo è un altro esempio, di fronte al boicottaggio portato avanti dall’Unione Europea, dell’attività del governo di aprire le esportazioni ad altri paesi”, le dichiarazioni del ministro riguardo alla nuova intesa siglata con la Russia.
Quando si parla dei rapporti tra questi due Stati, non si può non menzionare l’imponente immigrazioni negli anni ’90 dai paesi dell’ex Unione Sovietica in Israele. Circa un milione di persone in quegli anni fecero l’aliyah (letteralmente “salita” in Israele), rivoluzionando il volto demografico dello Stato ebraico e diventando parte consistente dell’ossatura del paese.

La diffusione del russo, peraltro, è una delle carte che il ministro del Turismo di Gerusalemme sta giocando per incentivare l’arrivo di turisti da Mosca, San Pietroburgo e così via. Putin ha avvisato i suoi cittadini che la Turchia – meta lo scorso anno di oltre due milioni di visitatori russi – non è più un paese sicuro e centinaia di pacchetti viaggio verso le coste turche sono stati bloccati. L’israeliana Eylat si è subito proposta come alternativa e diversi progetti di collaborazione sono stati messi sul tavolo.
Mentre i rapporti economici in Medio Oriente fanno il loro corso, a prendersi la prima pagina è sempre la Siria: Putin ha stretto un patto di collaborazione in funzione anti-Isis con la Francia. I suoi soldati sono già sul campo e costituiscono una presenza complessa da gestire per Israele, impegnata in questi mesi in bombardamenti mirati, non ufficiali, sul suolo siriano, in particolare per bloccare eventuali rifornimenti al movimento terroristico di Hezbollah (organizzazione che agisce nel sud del Libano, finanziata dal regime di Assad e impegnata a colpire lo Stato ebraico).

Per questo il Premier Benjamin Netanyahu settimane fa è volato d’urgenza a Mosca per capire quali fossero i piani del Cremlino, dopo l’annuncio del dispiegamento di forze in Siria. “I russi sono un attore nuovo e centrale qui – ha dichiarato un ufficiale dell’aviazione israeliana ai media locali – e noi cerchiamo di tenere le cose separate. Loro fanno i loro affari e noi facciamo i nostri. Siamo di fronte a una grande potenza e la nostra politica è di non attaccare nessun russo. La Russia – chiarisce l’ufficiale – non è un nemico. Noi cerchiamo di evitare contrasti, e così fanno loro”.

Daniel Reichel

(27 novembre 2015)

– See more at: http://moked.it/blog/2015/11/27/russia-israele-nuovi-equilibri/#sthash.IfjOEUZt.dpuf

Nuda in moto! Ma non ha freddo? Video

ottobre 9, 2015 Lascia un commento

 

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La nostra redazione ha scovato questo video, che dire? Girato appositamente per attirare l’attenzione? Forse…

Nuda in motocicletta e tra lo stupore di tutti gli automobilisti. La ragazza sul retro di una moto è in topless e perizoma. E’ accaduto a Rostov sul Don, in Russia. La ragazza ha anche tacchi a spillo e un casco integrale. Dopo essersi tolta il reggiseno bianco e averlo consegnato un amico, l’audace ragazza ha mandato su di giri prima gli automobilisti e poi la rete. Non è la prima volta che in Russia viene filmata una donna nuda in sella a una moto: nei mesi scorsi ne sono state avvistate molte alle prese con questa nuova ‘moda’ delle due ruote. Speriamo solo che a forza di sfrecciare nude non causino gravi incidenti. In quanto alle donne Russe… restano ancora un sogno italiano… no? Chissà perchè…

la prospettiva nevskji

agosto 20, 2015 Lascia un commento

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San Pietroburgo la prospettiva Nevskji

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Quando incrociate un Rom altrimenti detto zingaro non pensate solo male,anche tra di loro c’è gente e gente e non hanno scelto loro di essere dei Rom piuttosto che non un altro.Ci sono persone azzimate che sono molto peggio dei compagni di sventura degli ebrei,come li chiamo,si parla troppo poco dei 500 e passa mila che i nazisti uccisero.

Gli scrittori russi classici a me piacciono solo un poco,di solito hanno scritto dei tomi spessi piuttosto che non dei libri e ci vuole pazienza per leggerli sino in fondo,pertanto finiti gli anni del collegio quando di tempo ne avevo da buttare via non li ho più presi in mano.

Ma casualmente sono caduto su alcune novelle di Gogol tratte dai Racconti di Pietroburgo ed una in particolare,La Prospettiva Nevskij mi è piaciuta.

Ho giusto dato una ripassata per farmi venire alla mente la morale per quanto mi riguarda e tratta di un ufficialetto dei tempi dello zar che lungo la prospettiva Nevskij incrocia una biondina che l’attrae e la segue sino a casa.

La biondina è una signora sposata ad uomo tedesco immigrato a Pietroburgo dove faceva degli stivali in vero cuoio da mille ed una notte,ma l’ufficiale non era interessato allo stivale.

Voleva fare cornuto il tedesco che riteneva un inferiore.

Insomma tra una birra ed un’altra quel tedesco a nome Schiller si accorge delle male intenzioni del vanitoso soldatino che ritiene che l’uniforme lo possa proteggere dal prendersi una sonora suonata dal rivale il quale a tempo debito aiutato da due connazionali lo stende a forza su di una panca gli cava le braghe e gli maltratta le chiappe a frustate.

La prima reazione dell’ufficialetto sarebbe di rivolgersi a qualche alto grado per vendicarsi dell’insulto al proprio onore ,poi si rende conto che può passare i giorni e le serate in qualche altro modo e dimentica l’offesa ricevuta mentre l’autore analizzando i fatti conclude con un: ”che brutti scherzi fa il destino!…tutto succede alla rovescia.”. 

Leggetela se volete è poi solo una novella.

Se vuoi la pace preparati alla guerra” è un’antica frase latina che anch’essa come tutte le latinità ho imparato di recente.

Prima badavo solo al sodo adesso anche alla forma e ciò mi serve per darmi un certo tono.

Me l’ha insegnata un signore più anziano di me che l’ultima guerra l’ha provata per intero sulle proprie spalle come profugo e perseguitato quando non era più un ragazzino.

Ovvero quando scappava per salvarsi la pelle.

La latinità la cito perchè se fosse vera e reale su quanto afferma mi cambierebbe un po’ i tanti schemi mentali che possiamo adottare in questi tempi nei quali non si capisce niente.

Voi avreste fiducia nelle truppe ONU?

Io per quanto mi posso ricordare così senza volere approfondire troppo risponderei di no.

In Rwanda il genocidio avvenne a due passi dai soldati ONU,a Srebrenica altrettanto,e gli ultimi che hanno fatto eco sono stati i soldati  austriaci che sono stati ritirati dal Golan alla frontiera tra Israele e Siria.

Gli olandesi che avrebbero dovuto coprire l’area di Srebrenica hanno chiesto scusa in pubblico ma i morti non sono resuscitati per l’intanto.

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Le recenti frizioni tra russi ed ucraini hanno portato in evidenza dei dispetti vistosi in campo economico mondiale non diversi da quelli dei tempi della guerra fredda.

Simili strumenti li adottò il Mahatma Gandhi in India per piegare gli inglesi che non se ne volevano andare utilizzando cioè il boicottaggio di tutti i generi di importazione prodotti o provenienti dalla Gran Bretagna.

Sino ad ora nessuno l’ha spuntata ma neppure nessuno può anche dire che sia stato un bell’esempio confortante in momenti nei quali tutti lavorano…se non sono disoccupati… per portare a casa solo la pagnotta… e non l’arrosto.

Il popolo è affamato e vede il padrone che litiga col vicino di confine per motivi di principio.

Non può pensare ad altro fuorchè che siano due stronzi.Non ci piove.

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La Francia socialista annulla un ordine della madonna di due portaerei dirette in Russia perchè l’affare l’aveva fatto Sarkozy che non era dello stesso partito,non solo,invece di portare a casa del denaro lo deve pagare… per mettere a posto le penali incluse tra le clausole del contratto.

In realtà è un dispetto,uno dei tanti della serie infinita legata a russi ed ucraini mentre gli agricoltori francesi imbestialiti (anche) dal boicottaggio russo se la prendono con i grandi magazzeni alimentari tedeschi presenti in Francia dove latte carne e maiale pare siano importati non si sa da dove e facciano concorrenza sleale a quelli locali.

Chi ha ragione o torto scagli la prima pietra perchè non puoi essere aggiornato su di tutto ed in tempo reale quando sai già in partenza che di lettori non ne hai che vogliano pagare per un giornale,lo devi sostenere tu con fortuna solo con la pubblicità (se ce l’hai anche quella),ed il papa con una parte del clero in fila indiana si scaglia contro la logica del profitto e giustamente ma non offre un esempio alternativo valido che possa funzionare.

Solo parole.

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Per intanto io continuo a pensare che l’unico che voglia veramente pace in Europa sia proprio Putin nonostante che… i suoi parametri economici,la democrazia approssimata e i diritti universali dell’uomo a volte calpestati non ne facciano un degno candidato per entrare nella UE.

Ridete?

Fate male,”si vis pacem para bellum” (se vuoi la pace prepara la guerra) e lui si continua a preparare per la guerra con investimenti in uomini e mezzi forse perchè conosce bene i suoi polli.

Oggi giorno la leva obbligatoria è stata abolita quasi dappertutto e se avrò il tempo a fine articolo ve ne racconterò un piccolo episodio che mi successe durante il mio di servizio militare,ma ora ci occupiamo di studi strategici europei,roba mica da ridere e dal mio punto di vista sono convinto che tutto l’Eurogruppo e la UE messe insieme valgano ben poco come pacifisti in quanto si consolano col fatto che siamo sotto l’ombrello nucleare USA.

Ora è risaputo che gli USA non facciano molto gratuitamente e che qualcuno dovrà pure pagare per le spese.

Certo,le vite umane sono un’altra cosa e lì dobbiamo toglierci il cappello ed essere riconoscenti per il passato quando di democrazie ne avevamo troppo poche in Europa.

Ma in quanto al resto parlando di Putin e dei russi mi faccio l’idea che se volessero invadere l’Europa troverebbero una ben fiacca resistenza semplicemente perchè non abbiamo più soldati ne i mezzi di dissuasione che una volta anche se pareva ad una burletta citando certi bluff invece tutti quanti in Europa erano orgogliosi di potere possedere.

Un paese come l’Italia arrivò a schierare addirittura sei milioni di baionette a mezzo stampa.

Non ho idea di quanti soldati di leva ci siano in Russia oggi e quanti siano i professionisti ma possono contare credo su mezzo milione di persone in uniforme.

Noi tutti messi insieme salvo gli inglesi che sono fatti di una pasta organizzativa militare totalmente differente siamo deludenti e con in testa i tedeschi che per farsi perdonare gli errori del passato sono passati dalle caserme prussiane…al quieto vivere.

C’è dunque da dedurre che secondo la nostra citazione latina i russi propagandati per guerrafondai sono invece pacifisti,perchè sono armati fino ai denti,e noi europei in generale oltre a non essere neutrali non investendo nulla nella nostra difesa… ci comportiamo da provocatori.

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La piccola Svizzera a 17 anni prende i ragazzini maschi e gli fa fare 4 mesi filati di servizio militare obbligatorio.

Loro hanno i soldi per poterlo fare,non solo,hanno i soldi per dargli un supplemento di educazione collettiva nazionale per farli sentire utili al paese.

Noi no,neppure se i soldi li avessimo e degli altri stati dell’Europa ci basta il contributo dato quando vanno a fare i soldati ONU come successo su certi teatri che abbiamo appena citato.

Non possiamo generalizzare né vogliamo offendere la memoria di coloro che sono caduti in missione,ma quanto di negativo sì c’è stato va fatto notare.

I civili non devono pagare per gli errori commessi dai politici e dagli alti gradi quando accettano dei compromessi sulla solidità delle truppe… che mandano in giro.

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Ho più di un testimone ancora vivo.

Nel 1973 mi trovai in una batteria di artiglieria da montagna dotata di sei obici e facevamo un campo addestrativo a fuoco vero in un poligono tedesco che non cito perchè era segreto militare… non prescrivibile.

Cioè tutti sapevano tutto in giro nonostante l’alfabeto in codice, come capita per gli incartamenti dei giudici che sfuggono alle procure e si leggono sui giornali prima del processo.

Credo che successe un mattino dopo avere sparato di notte coi sei pezzi con tanto di laureati in ogni disciplina ai comandi ed ai sotto-comandi.

Ci sentivamo fieri di avere al nostro fianco artiglieri americani,tedeschi,inglesi,belgi,greci,forse anche turchi ed olandesi e mancavano solo i francesi che erano in polemica con la NATO,fu una sparatoria mica da ridere perchè a volte si tirava una salva tutti insieme e poi stop per una mezz’ora o forse più poi c’era da smantellare il campo e spostarci da un’altra parte in attesa di nuovi ordini.

All’improvviso succedeva che si doveva sparare due o tre salve in rapida successione e poi poteva anche esserci il fuoco a volontà con gli artiglieri ai pezzi che al buio e con le sole pile dovevano modificare i dati di puntamento del cannone per centrare l’obbiettivo.

Tutti ansimavano in queste circostanze perchè un proiettile può anche esploderti in mano se non stai attento a muoverlo e di peggio se il colpo in canna non è andato a buon fine e te la occlude mentre un altro soldato sta infilando un nuovo proiettile e si prepara di nuovo a fare fuoco.

Potrebbe in questo caso saltarti per aria l’obice e fare una strage tra i presenti.

Successe,ma non di fare esplodere l’obice perchè qualcuno se ne accorse appena in tempo che il primo proiettile non era partito.

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Sono cose che succedono,ma non è tutto.

Finito il tiro,al mattino di buon’ora ci chiama a rapporto il capitano comandante,tutti e 100 circa quanti eravamo.

Doveva darci i risultati del tiro notturno e farci sapere quanto effettivo fosse stato sulla testa del nemico.

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Iniziò con voce calma e tranquilla per non destare dei sospetti poi salì di tono urlando e prendendoci a male parole ed insulti perchè i nostri tiri erano finiti tutti in testa della fanteria alleata in prima linea,fanteria che ovviamente non c’era per fortuna loro ma i superiori coi binocoli avevano controllato dove erano finiti i colpi degli italiani…non che tutti gli altri soci avessero fatto chissà che cosa… ma noialtri avevamo battuto il record dei proiettili buttati a casaccio qui e là.

Avremmo in teoria tirato anche su case chiese supermercati ospedali,di tutto insomma fuorchè colpire il nemico.Idem succede nelle schermaglie reali che fanno notizia sui giornali e che dimostrano solo la qualità degli artiglieri in campo che arrivano anche a buttare giù aerei civili per sbaglio.

Noi,al centro di tiro passavamo le coordinate ricevute in codice su dove si trovava l’obbiettivo nemico agli artiglieri ai pezzi,dopo averle naturalmente elaborate a mano…ma di notte se uno aveva fretta o non aveva voglia di scazzarsi o si sbagliava i numeri da inserire nel cannone,quest’ultimo sparava dove l’uomo lo puntava e da solo non ce l’avrebbe fatta a cambiare la destinazione del proiettile.

Vi basta?

Gli alleati chiesero pietà.

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tra russi ed ucraini c’è solo della fame

agosto 12, 2015 Lascia un commento

Settimana di sei giorni lavorativi, ma spesso sette  (Stefano Giroffi)

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“Un bel casino ‘sta guerra”

Vita nel Donbass (2) – Storie di minatori che lavorano sotto terra e che vivono al massimo 52 anni

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mercoledì 12/08/15 06:35 – ultimo aggiornamento: mercoledì 12/08/15 06:37

Torez è una cittadina del Donbass che si trova tra Donetsk e Luhansk. Qui si trova il più grande bacino carbonifero del Donbass ed è qui che, come ci raccontano Lorenzo Giroffi e Andrea Sceresini, si trovano, oggi, le miniere illegali. Le chiamano “Kopankas” e sono l’ultimo residuo di economia locale che ancora resiste alla guerra.

I minatori lavorano sei giorni su sette, con turni di otto ore. Si calano nel cuore della terra attraverso un piccolo foro, sdraiati dentro una vecchia vasca da bagno collegata a una fune. I metodi d’estrazione sono artigianali: lavorando a pieno ritmo, una squadra di quattro operai può produrre ogni giorno fino a cinque tonnellate di carbone, che vengono immediatamente rivendute sul mercato interno. I salari: circa settecento grivnie a settimana, pari a poco più di trenta euro. E poi: zero sicurezza sul lavoro, niente sindacati, nessuna alternativa percorribile.

“Il bacino carbonifero del Donbass era il più importante dell’Unione Sovietica – racconta Sergej, 31 anni, da sempre impiegato nelle cave -. Dopo lo scoppio della guerra, tutti i grandi impianti hanno dovuto chiudere. Noi minatori ci siamo trovati di fronte a un bivio: o arruolarci con la milizia separatista, oppure scendere nelle “Kopankas”. Io ho optato per la seconda via. Probabilmente ci lascerò le pelle, perché questo è un inferno. Ma almeno i miei figli avranno di che mangiare”.

per la crescita sacrifichiamo gli ideali…

luglio 27, 2015 Lascia un commento

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Agricoltori francesi in strada a Strasburgo

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Che siano proprio i nord-americani gli ultimi a credere negli ideali lo dimostra il fatto che sono gli agricoltori francesi a scendere per strada e non quelli del Nebraska o del Missouri che invece se ne fregano alla grande.

Piuttosto non concordiamo col campanilismo di parte del tipo di quello tedesco che paga un povero lavoratore agricolo dell’Est solo 5 euro l’ora per coltivare asparagi mentre i francesi i loro li pagano 12 e qui si vede la solidarietà col popolo ucraino il cui governo è di nuovo sull’orlo della bancarotta.

I nostri governi poi sono liberi di scegliere le misure più opportune per rifocillare gli assediati ed ognuno conoscendo i propri polli sa anche come salvare capra e…cavoli cercando di evitare che si sappia troppo in giro.

Ma non è così.Oggi la stampa dice tutto sino a soddisfare i palati anche più fini.

I contadini bloccano le strade con i loro trattori, in varie zone di Francia (Reuters)

Agricoltori francesi in guerra

Migliaia di contadini inferociti bloccano camion carichi di prodotti esteri ai confini con Spagna e Germania

lunedì 27/07/15 09:13 – ultimo aggiornamento: lunedì 27/07/15 09:33

Migliaia di agricoltori francesi hanno bloccato domenica le strade che dalla Spagna e la Germania portano nel Paese i prodotti dei due Paesi confinanti per protestare contro il crollo dei prezzi. Nel nord dell’Alsazia, al confine con la Germania, sono stati usati trattori per bloccare le strade che portano da oltre il Reno in Francia per fermare i camion con prodotti tedeschi.

Il blocco è iniziato domenica sera alle 22.00 e dovrebbe restare attivo fino a lunedì pomeriggio. Dall’altra parte dell’Esagono cento agricoltori hanno bloccato decine di autocarri spagnoli sull’autostrada della regione sud-occidentale della Haute-Garonne, saccheggiando e distruggendo il carico.

Un insieme di fattori, tra cui il rallentamento della domanda cinese e l’embargo contro la Russia deciso per la crisi ucraina, hanno fatto crollare il prezzo di prodotti agricoli come carne, latte, frutta, verdura. Parigi stima che circa il 10% delle fattorie francesi (22’000 addetti) sia sull’orlo del fallimento schiacciato da un debito complessivo di un miliardo di euro.

Reuters/AP/AFP/EnCa

http://www.rsi.ch/news/mondo/Agricoltori-francesi-in-guerra-5809054.html

French farmers block border roads in price protest

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French farmers did spot checks on agricultural lorries arriving from Germany

French farmers are stopping lorries importing farm produce from Germany and Spain, in a border protest over what they call unfair price competition.

Prosegue su:

http://www.bbc.com/news/world-europe-33673197

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Will Ukraine Default?

prosegue su:

http://www.forbes.com/sites/francescoppola/2015/07/24/will-ukraine-default/

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Bankruptcy Looms For Moldova

prosegue su:

http://www.forbes.com/sites/francescoppola/2015/07/10/bankruptcy-looms-for-tiny-moldova/

anche i cowboys si allineano…

dicembre 6, 2014 Lascia un commento

Stretta di mano in riva al Reno tra i due ministri degli esteri (keystone)

“Non vogliamo isolare Mosca”

Kerry, che ha incontrato il suo omologo russo a Basilea, chiarisce le intenzioni di Washington

giovedì 04/12/14 16:32 – ultimo aggiornamento: giovedì 04/12/14 21:38

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Non abbiamo né l’intenzione né vogliamo che Mosca si isoli in seguito alle sue azioni in relazione con la crisi in Ucraina, ha in sostanza dichiarato John Kerry dopo aver incontrato il suo omologo Sergei Lavrov a Basilea, nel contesto del vertice dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa.

Washington e le altre capitali che sostengono la sovranità e i diritti di Kiev non cercano il confronto, ha insistito il capo della diplomazia statunitense.

Al Cremlino basterebbe contribuire a calmare le acque per ristabilire la fiducia e le buone relazioni con gli altri paesi , ha proseguito.

AFP/dg

Dal TG20:

su:http://www.rsi.ch/news/mondo/Non-vogliamo-isolare-Mosca-3241860.html

il mea culpa della vecchia europa…

dicembre 6, 2014 Lascia un commento

 

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una casalinga ascolta Putin che parla in TV….

Non mi sorprendo più di tanto di trovare degli articoli che ho scritto ma che non ho mai pubblicato.Voglio fare troppo e finisce che mi perdo in un bicchiere d’acqua,poi a volte sono anche depresso per i fatti miei e figurati se penso al mio blog.

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Beh,un po’ come tutti sono pensieroso su quello che può capitare in Russia ed in Ucraina alla luce anche delle elezioni moldave di cui non se ne parla,ma dove hanno vinto per un margine molto ridotto gli europeisti e quindi formare un governo sarà come succedeva da noi ai tempi di quando la DC era al potere ma forte lo era anche l’elettorato del PCI.

Ovvero il tutto terminava con una coalizione di colori similari che durava di solito un’estate,tanto differenti erano le opinioni di chi governava così come dell’opposizione che si rivaleva facendo scendere le folle in sciopero, per strada.

Portare via l’Estonia la Lettonia e la Lituania da sotto l’influenza russa è stato un bel colpo per l’Occidente,gli abbiamo infatti precluso i migliori sbocchi al Mar Baltico che se pur può gelare in inverno resta pur sempre una via d’acqua vitale per le importazioni cosi come per le esportazioni del nostro orso russo.

Ma di vedere che tentassimo il colpo anche in Ucraina non gli è andata giù all’amico Putin,il quale avrà ben le sue ragioni che io non conosco,se pur i personaggi a lui favorevoli sono scappati dalla sala del trono con dei malloppi mica da ridere, a sentire quanto è transitato ed è stato bloccato nelle banche svizzere.

Le contromosse sono state di occupare la Crimea affidandosi alle navi per il trasporto dei generi necessari al sostentamento della popolazione,le strade infatti sono ancora sotto controllo ucraino,ed è chiaro che i combattimenti potrebbero proseguire sino a quando la Russia non avrà via libera per muoversi in lungo ed in largo via terra sino a ricongiungersi col territorio autoproclamato indipendente.

Di qui si apre una bella porta sul mar Nero e tutto potrebbe finalmente trovare la sua conclusione.

Sempre che l’appetito si esaurisca e che certe fette della popolazione siano disposte a fare fagotto come quel milione di profughi che la guerra tra i due paesi ha già sinora fatto.

Vado a stare dai parenti a Kiev…o da quelli di Mosca…secondo l’ubicazione antica di quando la URSS aveva federato tutto e nessuno si sognava nessuna indipendenza.

Forse era meglio all’epoca,ma non lo si può dire.

In realtà col comunismo la gente non imparava molto ma aveva un minimo di istruzione garantito a tutti,e non poteva venire di qua a cercare lavoro.

Occupati e disoccupati tutti ricevevano uno stipendio a casa loro sino a quando ai tempi di Reagan la corsa agli armamenti fece fare crack al più debole dei due fronti in concorrenza.

La URSS.

Ma prima dell’URSS c’era stato un Impero dove si moriva…e non volentieri… sia di fame come di ignoranza e che le cose non fossero così chiare lo dimostra il numero di zar che persero la vita in attentati ed in congiure di palazzo, tra parenti stretti.

Poi venne la rivoluzione e dopo la seconda guerra mondiale l’occidente decise che il nemico erano loro e che quindi andavano boicottati.

Ora che non sono più nemici non sono però neppure amici,ed anche al G20 i più scalmanati sono stati i canadesi ed i nord-americani che ospitano un sacco di persone di origine ucraina…che votano.

Ma entrambi sono paesi lontani dal teatro degli scontri,e toccherebbe a noi europei impedire che si ammazzino per nulla,anche perché un domani potrebbero, come stavano facendo, divenire un mercato più importante di quanto già non siano.

Ma c’è un tale guazzabuglio di interessi contrastanti da non capirci nulla,boicottaggi di qui e  di là,ed è difficile per noialtri metterci nella loro mentalità col passato storico che ognuno di quei paesi si porta appresso.

Non basta vestire lo stesso abito e mettersi una cravatta per dire che siamo tutti uguali.

Non sappiamo cosa ognuno di noi abbia nel cervello.Ma dai fatti evidenti si vede come certi movimenti militari alle frontiere non facciano sperare in un nulla di buono proprio quando il mondo già tribola con una fila di problemi che mettono a dura prova le capacità di resistenza economica delle popolazioni.

Scorrendo notiziari inglesi leggiamo:

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“La Russia ha calcato la mano troppo pesantemente lo scorso anno quando ha cercato di portare l’Ucraina verso la sua Unione Eurasiatica contro l’opposizione appassionata di molti ucraini.

L’Unione europea sta ora rischiando di fare la stessa cosa,ovvero cercando di portare l’Ucraina verso l’ Occidente senza fare riferimento alla realtà economica ed alla volontà del popolo europeo di sostenere gli enormi costi inclusi nel momento in cui l’Unione europea si trova in crisi profonda.

La Russia sta soffrendo gravemente a causa delle sanzioni economiche occidentali – ma la situazione dell’Ucraina è molto ben peggiore,con un calo previsto del PIL del 7% di quest’anno.

Se questo declino continua, lo Stato ucraino andrà verso il collasso.

Nel corso dei 23 anni dalla fine dell’Unione Sovietica, molti membri dei media occidentali e del mondo politico internazionale hanno ignorato o travisato gli aspetti chiave del rapporto economico ucraino-russo.

Questo ha permesso a loro volta di ignorare le caratteristiche cruciali dell’equilibrio economico di potere in una Ucraina posta tra la Russia e l’Occidente.

Nel loro zelo di denunciare la Russia per fare pressione sull’Ucraina sulle forniture di gas, i commentatori occidentali di solito trascurano di menzionare che attraverso il gas a buon mercato e le condizioni di pagamento a babbo morto, la Russia in realtà stava sovvenzionando l’economia ucraina per una somma di diversi miliardi di dollari ogni anno – che rappresenta di molte volte il totale di tutti gli aiuti occidentali ricevuti nello stesso periodo di tempo.”

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“L’Occidente semplicemente non ha i mezzi o la volontà di integrare l’Ucraina in Occidente isolandola dalla Russia. “

“Queste sono le prime parole corrette e tradotte ben doverosamente per spiegare l’intreccio tra Berlino-Kiev-Mosca che non si può sciogliere senza creare i danni di una separazione che sarebbe forzosamente distruttiva per le tante parti che hanno delle ragioni in gioco.”

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Marine Le Pen del Fronte Nazionale non è l’unico leader che non vuole immigrati ucraini in giro per l’Europa.

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mandrie ucraine al pascolo la cui carne verrà poi esportata nella UE.

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L’articolo completo,molto interessante è a disposizione in lingua originale:

Come può l’Occidente risolvere il problema ucraino?

http://www.bbc.com/news/world-europe-30278606

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E segue con il richiamo di Putin al popolo russo di prepararsi a tempi difficili…

http://www.bbc.com/news/world-europe-30322198

 

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