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Posts Tagged ‘petrolio’

in borsa correzione in vista petrolio in saliscendi

novembre 2, 2016 Lascia un commento

 

Risultati immagini per GE Baker Hughes deal

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A pochi giorni dalle elezioni Wall Street con a ruota il resto del mondo appare in correzione verso il basso,il petrolio più che non in un saliscendi…pare solo scenda,tutto bene per evitare bolle speculative e qualcuno fa affari.

Eccovi un commento.

Se avevo letto giusto la Baker Hughes aveva appena incassato 3,5 miliardi di dollari per la penale che Halliburton doveva pagarle in caso l’affare non riuscisse ed ecco che si presenta General Electric e se la pappa,facendone un boccone.

Nei dettagli non va proprio così ma è solo per ricordarvi di come ai bei tempi anche la Fiat incassò quando General Motors in piena crisi non la acquistò rompendo quindi il contratto.Ed erano bei soldi in un momento difficile dell’economia mondiale.

Col prezzo del petrolio basso un sacco di aziende del settore valgono più poco in borsa e le opportunità non mancano per fare delle fusioni o delle nuove società.

La General Electric ha dismesso il settore dei servizi bancari e si è messa anch’essa nei servizi petroliferi ma per imporsi sul mercato aveva bisogno di un partner esperto dell’ambiente e di dimensioni internazionali e lo ha trovato nella Baker Hughes che era reputata la terza più grande al mondo dietro a Schlumberger ed Halliburton quest’ultima destinata a convolare a nozze sino a poco tempo fa proprio con Baker Hughes,affare sfumato a motivo di antitrust.

Comunque i soldi della penale li ha pagati e General Electric ha fatto il conto che pur remunerando gli azionisti della società che acquistava ne trovava tanti altri ancora caldi di bei dollari… che le diminuivano l’esborso.

Insomma si è comprata una società piuttosto liquida per i classici due soldi.

Ciò fatto creeranno una nuova impresa da collocare in borsa con il 62% agli azionisti di GE ed il 38% a quelli di Baker Hughes.

Lo scopo della fusione è di abbassare i costi e premiare le tecnologie dei partners coinvolti per dare vita ad una nuova società che in partenza ha già i numeri per avere successo e divenire una pedina ancora più importante nei servizi di trivellazione ed estrazione di petrolio con tutti i servizi affini che gli stanno intorno.

A questo punto pare solo che manchi a General Electric una qualche compagnia petrolifera internazionale che si occupi non solo di servizi ma anche della gestione del greggio,raffinazione e vendite,sia di petrolio come di gas naturale.

Non dimentichiamoci che è già forte nella creazione di macchinari ed impianti per l’energia solare e per l’eolico,e quindi se mai acquistasse una major petrolifera avrebbe da servire l’intero arco energetico possibile.

La ex Alstom francese divisione elettricità (centrali elettriche e distribuzione) fà già parte infatti del suo portafoglio energetico.

 

con maduro mi sento le spalle coperte e al sicuro…

gennaio 31, 2016 Lascia un commento

Il Venezuela ha le maggiori riserve di greggio mondiali (reuters)

Maduro, c’è intesa su greggio

Il presidente del Venezuela afferma che l’OPEC è vicina a un accordo sulla produzione di petrolio

domenica 31/01/16 10:16 – ultimo aggiornamento: domenica 31/01/16 10:25

I paesi dell’OPEC e quelli che non aderiscono alla organizzazione sarebbero vicini a una intesa per stabilizzare il prezzo del greggio, sceso a livelli molto bassi.

Lo ha sostenuto sabato il presidente del Venezuela Nicolas Maduro. Il paese sudamericano, che ha le maggiori riserve di greggio mondiali,  soffre particolarmente per questa situazione in quanto dipendente dalle vendite di petrolio per la sua economia nazionale.

La decisione di oltre un anno fa dell’OPEC di non ridurre l’offerta ha causato una flessione del prezzo, sceso da 110 a 30 dollari al barile. E’ soprattutto l’Arabia Saudita a non volere una contrazione della produzione.

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altri articoli sul tema sono disponibili al sito:

http://www.rsi.ch/news/economia/Maduro-c%C3%A8-intesa-su-greggio-6805862.html

 

come un limone spremuto

gennaio 30, 2016 Lascia un commento

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C’è solo più la buccia per il risparmiatore,tutto il resto se lo sono già pappato…

Questa è la fotografia dei mercati azionari dopo la bella corsa al ribasso dei mesi passati.

Non solo,adesso c’è da badare a che non si surriscaldi troppo la ripresa o l’impeto… di chi (timorosamente) si riaffaccia ad acquistare. E che la governatrice della Fed non faccia di nuovo lo scherzo di alzare i tassi che è il timore numero 1 del mercato.

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Sino ad oggi e toccando ferro…pare che T Boone Pickens l’abbia vista giusta sui prezzi del petrolio e cioè che si fosse già toccato il fondo più o meno sotto ai 30 dollari, ma dato che di furboni è pieno il mondo non è escluso che qualcuno riaccenda la miccia ribassista ed i compratori odierni vadano a bagno anche loro .

Noi che siamo ancora umidi  brrr…brrrrr…dopo quelli che già ci è toccato fare,altro non faremo che guardare allo spettacolo visto dalla curva…discendente.

Oddio un ribasso normale è accettabile per tutto,quando c’è volatilità e quando vedi poi che i prezzi si muovono mediamente verso un livello superiore,ma un nuovo crollo del greggio porterebbe la gente ad incazzarsi e spostare i propri denari su altri strumenti finanziari che oggidì tra l’altro non è facile trovare salvo vi mettiate in casa dei bei derivati che le banche sono sempre disponibili ad appoggiare sulle chiappe dei clienti dicendogli:

Così guadagniamo insieme…non è vero?

Chi comanda sono i fondi dove le banche hanno indirizzato tutta la clientela per potere nascondere anche quel poco di biancheria sporca che a volte ognuno deve riciclare, il fai da te è mal visto, e di questi tempi anche poco raccomandabile se non ci siete più che dentro alle cose del mercato.

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In questo caso sono mutandine ad alta digeribilità…  (AP Studio)

Coi fondi non ci guadagnerete molto,anzi nulla è la più probabile eventualità,ma con un pò di fortuna non vi mangerete neppure le mutande,le vostre,salvo ci si metta contro la sfortuna come è ovvio.I gestori ti tolgono dal pacchetto quello che funziona bene quando è ancora acerbo pur di generare commissioni per esempio, e ti inseriscono dentro un qualche chiodo perdente raccontandotela poi che è colpa dell’economia giapponese o di quella di Taiwan o di Mosca per citare i fatti più eclatanti del giorno.

Se mai le banche avevano impiegato tanti anni per farsi una reputazione in previsione di un benessere generalizzato che è poi venuto e le ha favorite ora se la sono persa per la strada alla mercè di gruppi raffazzonati e messi insieme da fusioni strane fatte apposta per entrare a testa alta nella UE.

Come sia… lo vediamo bene.

Ma per guadagnare o perdere è questione di cervello non di dimensioni.

una raccomandazione a san antonio e si parte!…

gennaio 8, 2016 Lascia un commento

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San Antonio (Texas) fu dedicata dagli spagnoli a Sant’Antonio da Padova, o da Lisbona, al secolo Fernando Martins de Bulhões,nel 1600 e passa.

Nella foto la petroliera THEO T

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E’ entrata ieri pomeriggio nell’Atlantico,superate le Bahamas, la prima petroliera carica di greggio USA diretta in Europa dopo la fine della proibizione dell’export di petrolio nazionale durata 40 anni e si pensa attraccherà nel nostro paese.

Lo commenta il San Antonio Business Journal e come questa città che a me era famosa solo per la battaglia di Alamo possa avere anche un quotidiano finanziario lo dice il numero dei suoi abitanti che sfiorano il milione e mezzo,altro che le ottocento persone rimaste dopo la guerra tra Messico e USA dei bei tempi di Jim Bowie l’inventore del pugnale che porta il suo nome e di David Crockett con il berretto da cacciatore di castori.

La Theo-T ha una portata lorda di 73mila tonnellate ed il carico è stato venduto a un trader in Svizzera che lo ha rivenduto a chi non si sa.Resta un segreto ma si pensa sia l’Italia dove esistono raffinerie che lavorano il WTI il West Texas che è la qualità del carico.Siamo il secondo più importante raffinatore dell’Europa dopo la Germania con 17 raffinerie che possono lavorare 2milioni di barili il giorno.11 di queste sono sul mare e hanno terminals portuali che possono scaricare navi come la Theo T.

La merce è stata consegnata da un team composto da ConocoPhillips e da….

A look at Italian refineries that could receive crude oil from the Eagle Ford

Jan 7, 2016, 7:19am CST

As of this afternoon, the Theo T is moving east of the Bahamas and heading into the deep waters of the Atlantic Ocean.

The tanker is carrying a historic shipment of light sweet crude from the Eagle Ford Shale and is headed towards Italy.

The International Energy Agency provided a detailed look at oil industry infrastructure… more

It’s the first crude oil export shipment in more than 40 years time for the United States.

Federal officials lifted the crude oil export ban on Dec. 18 but in a lightning fast turn around, ConocoPhillips (NYSE: COP) teamed up with San Antonio’s NuStar Energy LP (NYSE: NS) to get the Theo T out of the Port of Corpus Christi on New Year’s Eve.

Switzerland-based trading company Vitol is bought the oil from ConocoPhillips but is remaining tight-lipped ( a bocca cucita) about its ultimate destination.

Marine traffic records show that the Theo T is expected to arrive in Italy on Jan. 20 but its exact destination has not been listed.

A San Antonio Business Journal review of Italy’s oil industry infrastructure reveals that the shipment destination makes sense but there are a number of scenarios that can play out.

Italy imports almost all of its crude oil but the Mediterranean nation is a major center of refining activity in Europe. With a total of 17 refineries that can process more than 2 million barrels per day, Italy is the second largest refiner in Europe falling just behind Germany.

Out of Italy’s 17 oil refineries, 11 of them are located along the coast and have terminals that are capable of receiving tankers like the Theo T. But out of those coastal refineries, not all of them process the type of light sweet crude from the Eagle Ford.

A review of the refineries reveals that one owned by Italian company Saras SPA on the Island of Sardinia is a good candidate to receive the shipment. The refinery routinely accepts a variety of crude oil types and turns them into useful products for a large number of third-party customers. According to the company’s website, almost half of the oil refined at their facility in Sardinia is already classified as light sweet crude.

segue su:

http://www.bizjournals.com/sanantonio/blog/eagle-ford-shale-insight/2016/01/a-look-at-italian-refineries-that-could-receive.html?ana=yahoo

passerà di moda la benzina?

dicembre 16, 2015 Lascia un commento

Ho ancora fatto a tempo a vedere venditori professionisti che trattavano olio combustibile scommettere contro il petrolio all’inizio dell’epoca delle centrali nucleari.Poi sappiamo tutti come sia finita.Ma l’elettricità necessaria per il nuovo parco macchine come la faranno?

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Ford investe 4,5 miliardi per 13 nuove auto elettriche

Con un investimento di 4,5 miliardi Ford intende innalzare, entro il 2020, al 40% la produzione di auto elettriche. Primo modello del 2016 sarà la nuova generazione di Focus Electric

Ford punta moltissimo sul concetto di auto “eco” e ad elevato contenuto tecnologico. Per questo ha annunciato un piano di investimento pari a 4,5 miliardi di dollari per il rinnovo parco auto entro il 2020. L’intenzione è quella di introdurre ben 13 nuovi modelli elettrici ed ibridi plug-in in tutto il mondo, innalzando al 40% la propria gamma green contro l’attuale 13%.

Il primo modello, in vendita a fine 2016, sarà la prossima generazione di Focus Electric. La storica berlina sarà dotata di batterie di nuova generazione che arrivano ad un autonomia di oltre 160 km a ricarica – il 25% in più rispetto all’attuale Focus Electric . Il sistema Fast Charge inoltre permetterà di raggiungere l’80% di ricarica in soli 30 minuti, così da potersi subito rimettere in carreggiata.

Seguiranno auto ibride plug-in, la cui tecnologia è stata denominata Energi, come la Fusion e la C-Max. A bordo di tutti i nuovi modelli sarà installato un pannello di controllo LCD configurabile che informerà il guidatore circa le prestazioni dell’auto e soprattutto l’autonomia, fornendo suggerimenti sulla guida e sul sistema di frenata rigenerativa.

http://www.dday.it/redazione/18456/ford-investe-4-5-miliardi-per-13-nuove-auto-elettriche

diteglielo a lui…

dicembre 9, 2015 Lascia un commento

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warren-buffett

“I will tell you the secret to getting rich on Wall Street.

You try to be greedy when others are fearful. And you try to be fearful when others are greedy”

 

” Vi dirò il segreto per diventare ricchi a Wall Street.

Tenta di essere avido quando gli altri sono timorosi e cercate di essere timorosi quando gli altri sono avidi.” 

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Ieri Gigino nella sua saggezza campagnola mi ha detto che basta che il dollaro ritorni un poco sui suoi passi ed il gioco è fatto.Cioè che la borsa tornerà a salire.Che il Signore l’ascolti e pure la signora Yellen della Fed.

Ma quello che più mi stupisce è l’aria di angoscia che gira attorno al greggio,l’informazione pare persino pagata da coloro che vogliono fare crollare certe quotazioni per trovarsele a prezzi che non si vedevano da decenni.

Che lo facciano per generosità?

Lo dubito.

Sembra proprio che la paura di perdere di più spinga molti risparmiatori carichi di azioni petrolifere a vendere su vendere.

Ed ecco che mi ritorna in testa il discorso del Signor Warren su quando la paura si impossessa del mercato.

Non solo,appare in un’intervista l’ex presidente di BP (British Petroleum) ad affermare che fare previsioni sui prezzi del petrolio è peggio che non tirare i classici quattro numeri al lotto con la speranza che escano.

Semplicemente non si sa.

E che quando le cose girano al contrario non c’è che da vedere come controllare i costi e spingere sulla produzione.

Produrre producono tutti come forsennati per non perdere posti di lavoro,e in quanto a vendere cercano di arraffare il prezzo che possono,e poi faranno i conti,almeno quelli dell’OPEC che non vogliono cedere quote di mercato a USA e Russia.

Fatta fuori la produzione a prezzo infimo non sappiamo cosa farà l’inverno.

Se è lungo e freddo e mancano le scorte qualcuno dovrà rivolgersi ai due potenti fuori dell’OPEC e pagheranno quanto gli toccherà pagare,non vi sembra?

E poi nel 2016 ci sono anche le elezioni americane e la signora Yellen resta pur sempre un’impiegata dello stato e se le chiedono di fare di tutto per avere un mercato brillante che favorisca il partito di colui che esce non credo che abbia voglia di farsi dei nemici e rifiutarsi di procedere.

Se il tutto dipende da un dollaro troppo forte lo indeboliremo,ma se molto dipendesse dalla domanda scarsa per le minori necessità di energia mondiali e quindi di produzione come di lavoro allora non resta che accendere una candela in chiesa e incrociare le dita.

A meno che anche l’OPEC non metta giudizio e tagli sulla produzione.Ma per fare questo ci vuole unanimità di vedute che forse non ci sono tra i vari partners venditori,d’altro canto l’Iran deve recuperare i tempi andati nei quali era soggetta alle sanzioni,ed il Venezuela per citare un altro esempio deve essere così stremato da avere bisogno di iniezioni di liquidità costi quello che costi.

Ai bei tempi bastava un poco di tensione in Medio Oriente e salivano oro ed oro nero.

Oggi tra guerre ed attentati in continuazione quest’area è in condizioni pietose e ciò nonostante non si muove foglia senza avere una spiegazione logica salvo quella che non mancano le fonti di approvvigionamento.

In compenso c’è una tale volatilità sui mercati che l’unico rimpianto che non ho è di essermi messo in casa quattro azioni di Nestlè per rendere più dolce la mia pena.E di mandarla giù con un buon…nespresso…what else?…che volete d’altro?

ci pensa bush?…e il prezzo del petrolio sale

settembre 29, 2015 Lascia un commento

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Jeb…buenos dias…como le va…?

Jeb Bush parla fluente espanhol in casa con signora non so con i figli ma quando gli toccano il fratello dice che ha reso l’America (la loro) più sicura,ma non a prova di bombe come è successo.

Per non smentire che farà una sana politica dei redditi ha già parlato di petrolio e non solo,c’è spazio per nucleare,carbone pulito e biocarburanti,ma soprattutto toglierà la proibizione di esportare greggio cosa che ha da vedere credo anche con le raffinerie del Messico e la pipeline Keystone XL (extra large) che è progettata con vari contrasti provenienti dagli ambientalisti,e va dallo stato dell’Alberta in Canada sino al Texas.

Insomma dirà di sì a quello che è una parte importante del capitale e del patrimonio professionale degli USA,poi,vero o falso che sia o che sarà, se lo vedranno loro,i nord-americani,nel novembre del 2016 quando se ne andranno a votare.

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così appare un tratto della pipeline Keystone XL,non è una gran vista ma il mondo ci riserva anche di peggio

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ecco una mappa del progetto

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I Bush stanno dalla parte dei duri ed è bastata una sua dichiarazione odierna per fare andare su il prezzo del greggio ed un mercato dei titoli petroliferi che peggio non poteva,quasi quasi comperavo anch’io qualcosa che poi mi è schizzato via dalle dita tanto in fretta sono girate le quotazioni.

Altre belle parole le trovate su:

http://finance.yahoo.com/news/jeb-bushs-energy-plan-boosts-040000860.html

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