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Posts Tagged ‘grecia’

c’è chi ce l’ha dura

L’Austria ci è andata giù decisa ma non è la sola.

Dopo avere letto per anni degli sbarchi a Lampedusa e la conseguente perdita di turismo a motivo dell’immigrazione clandestina,adesso si svegliano tutti e pensano che non è sufficiente ospitare i rifugiati ma che li si deve anche nascondere affinchè non disturbino la quiete dei villeggianti.

E i greci non lo dicono così apertamente ma lo pensano,soprattutto per coloro che vivono ed hanno attività connesse al turismo nelle isole del Dodecanneso vicine alla Turchia.

In un momento nel quale le entrate sono fondamentali per tirare fuori il paese dalla crisi una simile ondata di immigranti non fa altro che dirottare su Atene il peso maggiore richiesto per sovvenzionare le località di mare che ne soffriranno.

Ovvero che lo stato invece di prenderne ne deve dare, e non ne ha.

E tutti gli stati dell’entroterra sulla rotta dei migranti ne soffriranno altrettanto durante i mesi estivi perchè questo esodo non pare abbia fine tanto in fretta.

I Turchi di certe zone non sono messi meglio e non sanno cosa fare presi come sono in mezzo tra migranti da una parte e turisti russi a milioni che non vengono (correvano forse anche il rischio di essere maltrattati per l’intervento russo in Siria).

In più c’è il terrorismo che agisce da deterrente,oggi colpisce qui e domani colpisce là,e la gente si dirotta su altre destinazioni forse extra europee lontane dai teatri della guerra.

Grecia, un anno di Tsipras (4)

La protesta dei contadini blocca la Grecia – La storia di Spyros Tsiotinos, agricoltore e cuoco di strada

sabato 27/02/16 07:18 – ultimo aggiornamento: sabato 27/02/16 07:1

C’è una protesta, in Grecia, che solo di tanto in tanto riesce a distrarre l’attenzione dei media internazionali. È quella dei contadini, degli agricoltori. La politica ha voltato loro le spalle. “Abbiamo ipotecato tutto: la casa, i terreni. Solo le nostre mogli non abbiamo ipotecato”. Da qualche tempo hanno lasciato i campi. Alcuni si sono recati ad Atene a protestare davanti al ministero. Altri, invece, con i loro trattori, si sono accampati in strada tra Nikaia e Larissa, nella Grecia centrale.

Lef Dakalakis si è recato al posto di blocco dei contadini. Ha trascorso, con loro, una notte nella quale Spyros Tsiotinos, nel sindacato degli agricoltori dal 1974, cuoco diplomato, ora settantenne, gli ha raccontato la sua storia. “Sono in pensione, ma sono qui perché qualcuno deve ascoltarci. Il Governo, questo governo, ci ha abbandonati. Ha aumentato le tasse, ma quello che ci propone, come pensione, sono 280 euro al mese. Io ho un figlio agricoltore. In queste condizioni non potrà sopravvivere”.

m.c.

Grecia, un anno di Tsipras (5)

Confine macedone: emergenza migranti; Atene: emergenza pensioni – Storie di cittadini traditi

venerdì 04/03/16 07:15 – ultimo aggiornamento: venerdì 04/03/16 07:15

Era il 21 agosto del 2015 quando l’ala più radicale di Syriza (il partito di Alexis Tsipras) decise di dar vita a un nuovo partito: “Unità popolare”. A guidarlo l’ex ministro dell’Energia Panagiotis Lafazanis . Tra i cofondatori Dimitris Stratoulis, ex ministro delle Assicurazioni sociali. Così, mentre gli occhi dell’Europa sono puntati sul confine macedone dove, a Idomeni in particolare, migliaia di migranti in fuga premono per aprirsi un varco verso la speranza, Lef Dakalakis ha incontrato proprio l’ex ministro Stratoulis e, con lui, diversi pensionati greci che, senza speranza, ormai vivono da tempo.

 

tirare la cosiddetta cinghia

febbraio 23, 2016 Lascia un commento

n.L'aumento dell'IVA, per molte isole, è un trampolino sull'ignoto

Un trampolino sull’ignoto

Grecia, un anno di Tsipras (3)

Rodi e molte isole greche non beneficiano più dell’IVA agevolata – Il racconto di Nikos, Panayiotis e Stelios

domenica 21/02/16 07:42 – ultimo aggiornamento: domenica 21/02/16 07:42

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Sono seimila le isole della Grecia. Quelle abitate sono 227, ma solo quelle più grandi riusciranno a restare tali, pur tra le mille difficoltà che la crisi economica e i patti con la troika hanno imposto alla Grecia. L’ultimo “colpo”, in ordine di tempo: la soppressione dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) agevolata. Sei isole “maggiori” sono già state colpite dal provvedimento il 1. ottobre 2015: Santorini,Mykonos, Naxos, Paros, Skiathos e Rodi (dove si è recato per noi Lef Dakalakis). Entro il mese di giugno di quest’anno verrranno raggiunte anche da isole meno sviluppate e quindi da gennaio 2017, risparmiate dal provvedimento, resteranno solo le isole più remote e povere.

Cosa significa soppressione dell’IVA agevolata? Significa che lo sconto  del 30% sull’IVA (rispetto a quella applicata nella Grecia continentale) viene a cadere. Significa che se fino all’estate scorsa le aliquote variavano dal 5 al 16%, dal 2016 – alberghi, supermercati e negozi in genere – si troveranno a dover applicare aliquote tra il 6 e il 23%. Pensando che piccole isole della vicina Turchia o dell’Italia possono contare su imposte più basse non è difficile capire perché le isole temano per il futuro.

“Illegalità e crescita dei guadagni in nero – dice Panayiotis Tokouzis, presidente dell’Associazione titolari di pensioni del Dodecanneso – sono fenomeni in crescita”. Senza contare che c’è chi, come il giornalista economico, Nikos Filippidis, non esita a parlare di “concorrenza sleale”, favorita consapevolmente dall’Unione europea. E c’è anche chi, come il giovane ristoratore Stelios Christofakis, ricorda che oggi, in Grecia, “far nascere una Società è difficile, ma fallire è facilissimo”.

E la crisi continua.

m.c.

http://www.rsi.ch/news/mondo/Grecia-un-anno-di-Tsipras-3-6901634.html

o kaimos…il dolore

febbraio 14, 2016 Lascia un commento

Per chi ama la Grecia ed i greci è una passione.Non so perchè ma mi viene da pubblicare una canzone vecchia di Theodorakis,”o kaimos”,il dispiacere… con tanto di versi ( è del 1973 all’epoca della fine del regime dei colonnelli).

Sorrow *

The sea-shore is long, the waves are high
The sorrow is great and bitter the sin

Within me a river, bitter blood of my wound
and your kiss on the mouth more bitter than blood

You do not know the frost of a moonless night
To know not at which moment the pain will take you

Within me a river, bitter blood of your wound
and your kiss on the mouth more bitter than blood

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European Union flag and Greek flag, waving in the wind

(la foto non è l’originale dell’articolo)

Grecia anno zero – di Lef Dakalakis
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Grecia, un anno di Tsipras (2)

Licenziamenti, tagli agli stipendi e alle pensioni. Le storie di Thalia, economista e George, neochirurgo

domenica 14/02/16 07:52 – ultimo aggiornamento: domenica 14/02/16 07:52

Lunedì 8 febbraio. Le borse europee chiudono con un – 2,53%, raggiungendo il livello più basso dall’ottobre del 2013. A segnare la giornata è soprattutto il crollo della borsa di Atene, scesa ai minimi di oltre 25 anni ,con un ribasso del 7,9% legato alle incertezze che hanno riportato in auge voci di Grexit.

I commentatori economici sono concordi: le borse europee hanno reagito alla rinnovata instabilità di Atene e alle crescenti difficoltà che riguardano Alexis Tsipras e il suo Governo.

Quel che è certo è che lunedì 8 febbraio 2016 l’indice principale della borsa greca ha ceduto il 5 per cento, facendo arretrare il bilancio da inizio 2016 del 24 per cento.

Cosa si cela dietro tutto questo? Un paese che non riesce più a guardare al futuro, come ci raccontano George Dimogerontas, neuchirurgo e Thalia Chaliabalia, economista disoccupata.

Tagli agli stipendi, aumento dei prezzi al consumo, licenziamenti e riforma delle pensioni – quella voluta dalla Troika (Bce, Fmi e Ue) e accettata da Atene – stanno indebolendo il Governo ellenico che è, sempre più, a rischio di sconfessione.

“Tsipras ha promesso troppo. Il risultato è che non è cambiato niente. Anzi: si sta peggio. Non basteranno 50 anni per uscire da questa crisi”. Così, mentre migliaia di persone in cerca di una vita migliore (il 92% di quelle arrivate nell’Europa centrale nel 2015, dato Nazioni Unite) transitano dalla Grecia, proteste e scioperi scuotono il paese.

La crisi economica e quella dei migranti sono, sempre più, in rotta di collisione.

m.c.

video su:

http://www.rsi.ch/news/mondo/Grecia-un-anno-di-Tsipras-2-6865154.html

chi sa dove è schengen è bravo

gennaio 26, 2016 Lascia un commento

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Anziana donna ebrea di Salonicco in attesa della deportazione

E’ meglio che un “caporale” faccia tribolare dei poveri braccianti a un euro l’ora per dieci ore filate oppure lasciarli senza una lira al freddo così come alla pioggia ad oziare perchè nessuno gli dice dove gli è permesso andare?

Quando toccava a noi italiani di essere la frontiera più esposta i nordici fingevano di non capire la portata del problema.

Adesso l’hanno capita,ma solo riguardo le aggressioni a donne locali quando qualcuno di costoro è in preda all’alcol.

Se l’aggressione sessuale è fatta da tedeschi scrive lo Spiegel nessuno se ne accorge.

Secondo gli alleati tocca ora alla Grecia di non essere organizzata sufficientemente per mettere in regola i documenti di non si sa quante migliaia di persone il giorno.

Chiaro,la corrente non gira più verso Lampedusa ma verso le isole greche.

La Turchia non è un paese piccolo,siamo d’accordo,ma ospita nei campi credo ben oltre il milione e mezzo di rifugiati.

Gli abbiamo promesso 3 miliardi di euro perchè blocchino il traffico,e la Turchia non è la Libia di oggi ne di ieri.

Ma tu o nessuno siete in grado di fermare le aspirazioni di un popolo che fugge dalla guerra e cerca un avvenire meno tragico.

Gli hanno pestato un callo ai nordici e gridano che gli fa male.

Ma bravi.

In compenso in qualche paese europeo la prima richiesta è stata di far mollare giù i soldi ai profughi come concorso per le spese.Poi qualcuno ha capito che non erano più i tempi di quando a Salonicco oltre 50mila ebrei vennero impacchettati sui treni verso Auschwitz e i nazisti per mistificare i fatti gli fecero pagare anche il biglietto.

Tanto a loro i soldi non sarebbero più serviti.

I problemi sono da affrontare e da risolvere attorno alle frontiere con la Siria,non quando i profughi sono già da noi.

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Mobs and Counter-Mobs: Pitfalls, Prejudice and the Cologne Sexual Assaults

A Commentary by

http://www.spiegel.de/international/germany/the-internet-reactions-to-cologne-new-years-attacks-a-1070951.html

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L’Europa trema…(keystone)

La clausula salva-Schengen

Una larga maggioranza di paesi dell’UE chiederà, attivando l’articolo 26, di chiudere le frontiere per due anni

lunedì 25/01/16 13:36 – ultimo aggiornamento: lunedì 25/01/16 23:05

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Una larga maggioranza di paesi, e non soltanto i sei che attualmente hanno ripristinato i controlli (Austria, Germania, Svezia, Norvegia, Francia, Danimarca), ha invitato la Commissione UE a preparare le procedure per l’attivazione dell’articolo 26 nell’ambito del codice Schengen.

L’articolo prevede la possibilità per uno o più Stati membri di estendere i controlli alle frontiere interne, fino a due anni. Lo ha confermato il ministro olandese alla sicurezza Klaas Dijkhoff.

Dal canto suo, la ministra dell’interno austriaca Johanna Mickl-Leitner ha detto che Schengen “sta per saltare”. “Ciascuno è consapevole che l’esistenza dello spazio Schengen è in bilico, e che deve succedere qualcosa velocemente”, ha affermato.

Swing/joe.p.

http://www.rsi.ch/news/mondo/La-clausula-salva-Schengen-6775610.html

da filosofi a inventori…

Chiusa una porta, Elena, specialista in informatica, ne ha aperta un’altra (Lef Dakalakis)

Il futuro ha occhiali di legno

Storie di Grecia (6) – Elena, Periklis e una start up: da disoccupati a imprenditori di successo di loro stessi

domenica 02/08/15 07:47 – ultimo aggiornamento: domenica 02/08/15 07:47

Lei, Elena, viveva e lavorava a Salonicco. Esperta in informatica era impiegata in una società di costruzione di barche a vela.

Lui, Periklis, viveva ad Atene. Specialista in tecnologie della musica era disoccupato.

La crisi che attanaglia il paese è stata, per loro, la molla che li ha portati a lasciare le rispettive città e a reinventarsi una vita altrove. A Syros per l’esattezza, isola a sud delle loro città di provenienza che, per dimensioni, sono le due più grandi della Grecia. Elena e Periklis hanno deciso di vivere proprio su quell’isola dove, da oltre 100 giorni, scioperano gli operai del cantiere Neorion e dei quali vi abbiamo raccontato la storia.

Lef Dakalakis li ha incontrati proprio lì, a Syros. Qui Elena e Periklis hanno dato vita a un’azienda di successo. Si chiama Zylo e produce occhiali di legno. Legno di Grecia: noce, platano e palissandro. Legno che non è mai giovane o tagliato apposta per… gli occhiali. La realizzazione del prodotto finito passa attraverso passione e tradizione (una miscela di cera d’api bianca ed olio d’oliva è alla base della rifinitura). La soddisfazione è quella di essere riusciti a farcela. Di aver sconfitto la crisi.

è bravo,chi ci capisce qualcosa

luglio 23, 2015 Lascia un commento

 

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foto getty images per BBC news

Probabilmente avrà avuto ragione il prof.Monti quando ha dichiarato che dopo il salvataggio della Grecia o durante ci saremmo sorbiti del casino sui mercati finanziari.

Infatti per turare la falla la prima manovra è stata di togliere le sanzioni all’Iran come valvola di sfogo per i fabbricanti mondiali che si ritrovano un mercato di 80 milioni di persone dove manca di tutto fuorchè i soldi.

Ma è comunque un successo a metà in quanto hanno firmato perchè entrambe le parti avevano oramai l’acqua alla gola.

Lo si capisce anche dalle feste fatte in USA verso Cuba che resta poi un mercato marginale ma sempre utile.

Tornando ai soldi,o Draghi per avere il denaro da prestare ai greci stampa nuova carta moneta e allora l’euro svaluta o alza i tassi per succhiare del denaro dal mercato verso la BCE già che nonostante il quantitative easing forse di soldi non ce ne sono a sufficienza per garantire la liquidità a tutti.

Questa seconda ipotesi frenerebbe la crescita dell’Eurogruppo ed allora non capisco come Renzi possa parlare di ridurre le imposte a casa sua.

La terza ipotesi sarebbe quella di rubarlo il denaro sotto qualche mal celata azione truffaldina e questa pare la linea seguita da Wall Street dove sta accadendo di tutto e di più con la giustificazione che i tassi sul dollaro forse sono ad una svolta.

La sterlina inglese vola sulle ali della ripresa della inflazione ma il governo è sempre sul chi vive e pronto a tagli su ogni spesa.

Resta ancora fuori l’Ucraina dove di soldi o ne sono stati promessi o ne hanno bisogno e di conseguenza anche in quest’area ci sarà da affrontare presto le sanzioni contro la Russia che per tutti quanti noi sono un bel peso.

In ultimo gli allevatori francesi del latte sono scesi in piazza ed il governo ha già stanziato fondi per aiutarli.

E dove li prenderà i soldi se non dalle tasse?

Fa caldo e la situazione è rapida a cambiare giorno dopo giorno,per cui rimandiamo gli approfondimenti tra le proteste di piazza Syntagma ad Atene dove forse non si rendono conto del bordello scatenato dal buco che ci hanno passato.

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Capire la storia con il racconto di Roula e dei suoi colleghi   (Lef Dakalakis)

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“Niente è più come prima”

Storie di Grecia – Viaggio dentro la ERT, televisione pubblica chiusa nel 2013 e riaperta nel 2015

mercoledì 22/07/15 15:07 – ultimo aggiornamento: mercoledì 22/07/15 15:14

È, questo mercoledì 22 luglio, l’ennesimo giorno importante per la Grecia. C’è però una differenza rispetto alla scorsa estate: la televisione pubblica, la ERT, è tornata a coprire l’attualità: in tv e sul web. Il suo presidente, il cantautore Dionissis Tsaknis, avvicinato da Lef Dakalakis – che sta realizzando in esclusiva per il web “Storie di Grecia” – si dice ottimista per il futuro. “Niente è più come prima, ma se dovessi comporre una canzone sulla ERT la scriverei in maggiore anche se, per alcune parti di quest’opera, userei una scala atonale”.

La sua testimonianza, il suo racconto, li trovate nel video.

Red.MM

Il nostro dossier: La Grecia, l’Europa, l’accordo

chi ce la fa è bravo

luglio 15, 2015 Lascia un commento

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giocando a Tabla…(il backgammon) all’ombra

A dare una mano ai greci durante il week end passato pare ci siano solo stati Francia,Italia e Cipro.

Per tutti gli altri stati membri è stato un no corale.

Poi vedi tra i punti del contratto da ratificare che i Greci se vogliono nuovi aiuti debbono sottostare a due cose abbastanza gravi,la prima è rappresentata dalle ispezioni degli inviati di Bruxelles,della BCE e del Fondo Monetario (la cosiddetta troika) per vedere come applicano nella pratica gli ordini ricevuti,e l’altra che prima di emettere statistiche i numeri vengano verificati da dei ragionieri stranieri inviati appositamente per l’uso in quanto pare che la gestione in stile Parmalat abbia fatto scuola da tempo nel paese vicino e amico.

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Capito perchè siamo stati dalla loro parte?

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Comunque vadano le cose in parlamento forse era meglio approfittare della generosa offerta di mr Scheuble di trovare un accomodamento per il pronto soccorso e quanti aiuti d’urgenza umanitari fossero i più necessari e darsi un arrivederci ai 5 anni.

Infatti cambiare passo tutto insieme così come richiesto non suona tanto a un diktat quanto piuttosto che è difficile riuscire ad applicarlo con 40 gradi all’ombra.

Non è sfuggito ai più l’atteggiamento dell’ex ministro Varufakis che ha lasciato il ministero pronto a soppiantare l’amico Tzipras qualora le cose si volgessero all’improvviso ostili.

Cade uno e l’altro,il socio,salva il partito… e forse il governo.

Auguri.

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Euro esposti come souvenirs per i turisti  (Keystone)

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Grecia, l’FMI boccia l’accordo

“Ci vuole una moratoria, non tagli” – La Commissione europea risponde: “Può starci un reprofiling del debito”

mercoledì 15/07/15 11:16 – ultimo aggiornamento: mercoledì 15/07/15 11:48

«Il debito della Grecia può diventare sostenibile soltanto con un taglio che va ben al di là di quanto concordato finora con l’Eurogruppo». Parola di FMI (Fondo monetario internazionale) che nella notte ha stilato un rapporto che sta rimbalzando in tutto il mondo proprio nel giorno nel quale il Parlamento greco è chiamato a varare i provvedimenti – i tagli – che garantirebbero la sua permanenza in Europa e nell’area euro.

Se si volesse salvare la Grecia, dice in sostanza l’FMI, servirebbe una moratoria di 30 anni. In altri termini, il piano approntato è un cerotto destinato a saltare come i precedenti. C’è poi da considerare il fabbisogno di liquidità delle banche greche che, anche oggi resteranno chiuse. Come riferisce il Sole24Ore necessiterebbero ben più dei 25 miliardi di euro preventivati. La Commissione europea, dal canto suo, ha pubblicato proprio oggi le valutazioni della scorsa settimana nelle quali si indica come possibile un “reprofiling” del debito (non però una cancellazione), ma solo se Atene realizzerà le riforme chieste dai creditori. “Un ‘re-profiling’, inteso come un prolungamento delle scadenze dei prestiti attuali e di quelli nuovi, un rinvio degli interessi, e un finanziamento a tassi ‘AAA’, permetterebbe di dare una risposta a certe preoccupazioni, ma ci consegnerebbe una Grecia con un rapporto debito/Pil molto alto per un periodo prolungato”.

Il paese reale

Ad Atene, intanto, i trasporti pubblici sono fermi e le farmacie sono chiuse per gli scioperi proclamati da Adedy (il sindacato dei dipendenti statali), da quello dei dipen­denti degli enti locali (Poe-Ota) e dalle associazioni di categoria per protestare contro la vendita di prodotti parafarmaceutici nei supermercati (come richiesto dall’UE).

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