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Posts Tagged ‘francia’

dove va il nostro partner naturale?

Con la Francia ed i francesi principalmente da parte piemontese è sempre stato un amore-odio non tanto per la Savoia e Nizza che siamo stati noi ad accettare di cedere ma piuttosto per le tante caratteristiche che ci rendono simili iniziando dalla buona tavola e dal vino.

E vedete che anche i Papi quando fecero fagotto da Roma scelsero Avignone in Francia e non Berlino o Londra.

Dove vada la Francia di oggi non si sa,ma è probabile che vada verso un cambio di governo come si usa fare quando le cose non vanno.E così forse continueranno anche dopo a causa dei problemi strutturali della nostra epoca.

Non è riuscito a mantenere quanto promesso quattro mesi fa (keystone)

“Non revocheremo i passaporti”

François Hollande rinuncia a privare della nazionalità francese chi è accusato di terrorismo

mercoledì 30/03/16 13:02 – ultimo aggiornamento: giovedì 31/03/16 08:08

su:

http://www.rsi.ch/news/mondo/Non-revocheremo-i-passaporti-7113809.html

I manifestanti giovedì a Parigi in Place de la Nation(©Reuters)

In piazza contro Hollande

I francesi scendono in strada contro il progetto di riforma del mercato del lavoro – Il reportage

giovedì 31/03/16 18:45 – ultimo aggiornamento: giovedì 31/03/16 21:19

su:

http://www.rsi.ch/news/mondo/In-piazza-contro-Hollande-7121129.html

Il cardinale Bertone non è fra gli indagati (keystone)

Attico di Bertone, è inchiesta

Il finanziamento dell’appartamento del cardinale nel mirino degli inquirenti vaticani

giovedì 31/03/16 16:36 – ultimo aggiornamento: giovedì 31/03/16 19:46

su:

http://www.rsi.ch/news/mondo/Attico-di-Bertone-%C3%A8-inchiesta-7120667.html

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poteri speciali

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Bruxelles,polizia ed esercito in strada.

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Bonnie

Se ti presenti in giro in giacca e cravatta,lo sguardo fiero non si sa di cosa,passo deciso e sorridente oltre ad una barba fatta ogni giornata,ci cascherà anche un poliziotto… ma non lei. Bonnie.

L’apparenza ha le sue regole e sapere presentarsi bene in pubblico anche se nascondi mille altre grane porta a quel solito detto del …meglio fare invidia che pietà.

I manifestanti di qualsiasi orientamento politico che scendono in strada puntano quasi sempre a fare pietà più che non invidia.

Sono quasi sempre troppo in pochi,portano la barba incolta e non badano troppo all’abbigliamento.

Da noi almeno in provincia si manifesta oggi molto poco,il minimo essenziale.

Gli ultimi che ricordo di manifestanti furono quelli della Lega,per il corso principale della mia città,ma questo successe prima che prendessero la famiglia Bossi con le mani nel sacco.

Poi più niente,ma devo anche ammettere che esco frequentemente per altre vie.

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Quando penso all’esercito per le strade di Parigi o di Bruxelles mi torna in mente il gen.Bava Beccaris che a Milano prese i poveri e gli scioperanti in strada,quelli de ” la protesta dello stomaco” a cannonate.

I suoi connazionali.

Il governo aveva autorizzato la stato di assedio ma non era stato capace di dare un piatto di minestra a tutti.

Eravamo solo nel 1898.

80 morti e 450 feriti (wikipedia)

Fu insignito di una decorazione dal Sovrano,Umberto I che venne poi ucciso a Monza dall’anarchico Bresci due anni dopo.

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Ero e sono stupito di non vedere o ascoltare alcuna voce al riguardo ma è colpa mia.Infatti se insisto un po’ ecco che saltano fuori dei fogli locali sia francesi come belgi che protestano.

Ed hanno ragione.

Qualcuno mi diceva che l’esercito non è adatto a fare il ruolo della polizia e dei carabinieri,anzi,suppongo quindi che vederlo per le strade di Parigi a pattugliare locali e monumenti tra auto e gente che va a spasso non invogli ad andare a cena fuori.

Una città non dovrebbe mai divenire un campo di battaglia ma lo può diventare e basterebbe ricordare l’attentato in via Rasella a Roma che scatenò le ire dei tedeschi a commettere la strage delle fosse Ardeatine.

Una colonna di soldati tedeschi tutti i giorni faceva la stessa strada alla stessa ora,i partigiani misero una bomba al posto giusto e rimasero sul terreno oltre 30 soldati nemici.

Tanto per dimostrare come anche i soldati non siano fatti per stare in centro città.

Meglio sarebbe imporre il coprifuoco da una certa ora,ma ve l’immaginate i francesi come lo prenderebbero?

Eppure quando il nemico si fa invisibile e salta fuori all’improvviso di rimedi ce ne sono pochi o nulla,lo stesso Garibaldi preferiva questa tattica rispetto allo scontro frontale.

Quando succedono casi gravi la prima cosa cui i politici si attaccano sono le leggi speciali che limitano la libertà del cittadino e non portano alcun sollievo,anzi inaspriscono i rapporti tra stato e cittadino perchè non puoi prendere uno per la strada che ha la faccia che non ti piace,metterlo dentro in attesa di essere interrogato e riempirlo di botte come succedeva durante la battaglia di Algeri.

A me è successo di provarlo il coprifuoco anche se non ho mai vissuto in un paese in guerra.

In Perù ed in Colombia,attorno al 1980.

L’esercito ti chiudeva in casa per difendere null’altro che i militari stessi che erano già al potere o sullo scalino più vicino in attesa di salirlo.

Mostrava i muscoli per difendere la giunta di Buenos Aires e di Pinochet.

Un presidente democratico non deve permettere errori giudiziari limitando i miei diritti e dando maggiore libertà di manovra a chi la libertà me la vuole circoscrivere perchè non sa dove girarsi o perchè gli sono antipatico.

In Israele non c’è la legge marziale nonostante gli attentati successi nel tempo e nessuno ha perso la testa.

Il panico fa solo il gioco all’avversario.

Questa sera un Premio Nobel americano Joseph Stiglitz,ricordava al TG della RSI che il 90% del reddito USA degli anni recenti è finito nelle saccocce del 1% della popolazione lasciando a bocca aperta ma vuota…il resto del paese.

la francia: una nazione di proprietari

febbraio 28, 2016 Lascia un commento

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Già che in questi giorni mi rileggevo il solito Enzo Biagi e la sua Francia (del 1978)  mi appaiono alcuni tratti nazionali che desidero citare del tipo che Guy de Rothschild,il banchiere,definiva i francesi non un paese di capitalisti ma di proprietari,il 10% dei cittadini aveva in mano più della metà dei beni nazionali.

Furono tra i primi a proclamare il carattere sacrosanto della proprietà perchè anche loro sono convinti che ciò che è di tutti finisce con l’essere di nessuno.

Quello dell’avere o no,non facilita i rapporti interni tra persone e si aveva così una società divisa in due,una tra coloro che non possiedono nulla e sono legati tra di loro dall’ambizione di arrivare a possedere,e quella di coloro che possedevano qualcosa,legati invece tra di loro da una comune angoscia.

L’autore non dice se l’angoscia si riferiva alle tasse da pagare o al timore di perdere le proprietà.

E poi,che persino il gen.De Gaulle quand’era scoraggiato pare avesse pronunciato una bella espressione sui mali politici nazionali,e cioè che la sinistra per mancanza di grandezza non aveva il senso dello Stato,e la destra per mancanza di generosità non avesse invece il senso della Nazione.

Il carattere dei francesi secondo i sociologi ha preso l’individualismo dei Celti,dai Romani l’amore per il diritto e per l’ordine,dai Germani il genio della costruzione e dai Normanni lo spirito di iniziativa.

Nel ’78 la Francia aveva un milione e 200 mila agricoltori che tendevano a diminuire nonostante il paese abbia ancora la più grande superficie coltivabile tra le nazioni dell’Unione.

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Francia: fischi per Hollande

Il 10% delle fattorie è sull’orlo del fallimento. I contadini contestano il presidente al salone dell’agricoltura

sabato 27/02/16 20:27 – ultimo aggiornamento: sabato 27/02/16 20:28

Uno pensa alla Francia e subito salta in mente lo stereotipo dell’alta moda o dell’arte, ma in realtà il pilastro su cui si fonda il Paese è l’agricoltura ed i suoi allevamenti. Per eccellenza lavorare da francesi vuol dire conoscere la terra ed è per questo che il salone dell’agricoltura di Parigi ogni anno è un appuntamento che vede presenti alle inaugurazioni sempre cifre da settecentomila persone in su. Quest’anno è la cinquantatreesima edizione, per molti aspetti la più controversa, perché capitata nel bel mezzo di un braccio di ferro tra sindacati di categoria e Governo.

Durante tutto l’anno passato e l’inizio di questo nuovo gli agricoltori si sono resi protagonisti di diverse manifestazioni, contrarie alle troppe importazioni di prodotti alimentari, che hanno in qualche modo svalutato il prezzo delle produzioni interne. Gli attacchi sono stati fatti per lo più sulle autostrade, per bloccare i camion in entrata che trasportavano carne, latte ortaggi e frutta provenienti dall’estero. Bersaglio principale delle proteste è il presidente della repubblica francese, François Hollande, accusato di condividere, senza tante opposizioni, le direttive europee, che, come racconta un contadino presente con i suoi animali ad uno dei padiglioni dell’esposizione a Porte de Versailles, ostruiscono il normale lavoro in campagna. “Anche la derattizzazione è divenuta impossibile, perché non possiamo usare prodotti che abbiamo sempre utilizzato per liberarci di animali che ci rovinano il raccolto. Noi siamo i primi ad essere ecologisti, perché passiamo la vita intera nelle terre che amiamo”.

La Francia, che di agricoltura vive, si trova investita in una crisi senza precedenti. Il 10% delle fattorie francesi è sull’orlo del fallimento, gli accordi tra sindacati e Governo sono lontani. Hollande, presentatosi all’inaugurazione del salone dell’agricoltura, è stato subissato di fischi, sia all’entrata, che all’uscita. Durante la mattinata si è trattenuto con una delegazione degli organizzatori della rassegna, per discutere di strategie utili a superare la crisi. Le contestazioni hanno portato a due fermi dalla polizia, rilasciati subito dopo le verifiche del caso: uno dei due ha riportato, durante la colluttazione, una piccola ferita al naso.

“Voi siete della televisione svizzera?

Bene, v’invidio, perché con coscienza avete deciso di non appoggiare in toto le leggi economiche dell’Europa. Io da contadino francese invece devo accettare il fatto che sul mercato finiscano anche prodotti dell’est Europa, che però chiaramente costano di meno, per mano d’opera e d’altro. Mi ritrovo quindi a fare i conti con la concorrenza di vini, formaggi o carne che è completamente sleale. Chiaramente un consumatore sceglie il prodotto che costa meno ed io sono costretto ad indebitarmi, svendendo tutto”. Così mi saluta uno dei tanti contadini in collera.

L’accordo con la politica dovrà esserci e lo sa bene anche il presidente francese, perché in questi padiglioni c’è una fetta molto grossa di elettorato, che sarà determinante nella bilancia elettorale del 2017.

Lorenzo Giroffi

http://www.rsi.ch/news/mondo/Francia-fischi-per-Hollande-6951086.html

Ma non è finita qui:

Rivolta anti Hollande nel centrosinistra francese: Aubry e Cohn-Bendit chiedono primarie

Rivolta anti Hollande nel centrosinistra francese: Aubry e Cohn-Bendit chiedono primarie

25 feb.2016

«Troppo è troppo!» non è una frase leggera detta contro il proprio governo. Uscire dall’impasse è il titolo di un appello al vetriolo firmato tra gli altri dall’ex ministro all’economia e sindaco di Lille Martine Aubry. Assieme alla socialista, le firme di molti intellettuali e figure di primo piano dell’ambientalismo come ad esempio Daniel Cohn-Bendit, che in un’intervista a Liberation spiega di aver firmato per sottolineare l’importanza delle prese di posizione di Aubry sull’immigrazione – «È la prima politica francese importante a prendere una posizione decente».
Il lungo testo pubblicato da Le Monde è una dura requisitoria contro le politiche dell’esecutivo di Manuel Valls e contiene una richiesta di primarie. A quattordici mesi delle elezioni presidenziali, questa chiamata alle armi per la sinistra del partito e non solo è destinata a smuovere le acque della sinistra, destinata a una sconfitta sonante nel 2017 a meno di un cambio radicale di rotta.
Per adesso Holland – con lo stato d’emergenza, le modifiche alla costituzione e la riforma del diritto di cittadinanza – e il premier Valls, con la legge di riforma del mercato del lavoro in discussione non sono popolari e i sondaggi sono impietosi. «Non è solo il fallimento del quinquennio ad essere incombente, ma si rischia un indebolimento duraturo della Francia e, ovviamente, della sinistra», scrivono gli autori, alcuni dei quali, come l’ecologista Yannick Jadot o il sociologo Michel Wieviorka.

Nel testo si citano il patto con Medef, la confindustria francese, definita un passo falso, e poi ancora «lo sfortunato dibattito sulla privazione della nazionalità», le parole «indecenti» sui rifugiati pronunciate dal premier a Monaco di Baviera e la proposta di riforma del codice del lavoro.
«È tutta la costruzione delle relazioni sociali nel nostro paese che viene capovolta. Non saremo noi a farlo, non noi, non la sinistra!» scrivono i firmatari che concludono, «Cosa resterà degli ideali del socialismo se avremo, giorno dopo giorno minato i suoi principi?».
La risposta maligna degli uomini vicini a Hollande è stata: «Aubry non ha ancora digerito la sconfitta alle primarie del 2011». La destra ironizza.
La verità è che la sinistra francese è in enorme difficoltà e che questo appello, così come l’uscita dal governo di Taubira, proprio sulla questione della cancellazione della nazionalità, sono segnali di sofferenza.

Il giorno dopo l’appello Aubry ha spiegato che no, la sua non è una reazione da sinistra antica e conservatrice: «Il mio progetto non è andare contro Hollande ma aiutare la sinistra. Non siamo passatisti e conservatori, la sinistra moderna siamo noi».

Cohn Bendit spiega che delle primarie comuni a sinistra sarebbero belle «se la si smettesse con l’idea che chi ha posizioni diverse dalle nostre è un sinistrorso superato o un liberale venduto». L’ex leader dei Verdi europei se la prende anche con la politica dei fatti compiuti del governo Valls, che, dice, non è disponibile a nessuna discussione sulle cose che propone.

(http://www.left.it/2016/02/25/rivolta-anti-hollande-nel-centrosinistra-francese-aubry-e-cohn-bendit-chiedono-primarie/)

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French Socialist government’s rifts laid bare by Aubry attack

la francia torna indietro?

dicembre 13, 2015 Lascia un commento

No!

Probabilmente andrà avanti…come i gamberi.Lo sapremo questa sera.

Marine Le Pen (keystone)

La Francia secondo Marine

Il Front National potrebbe governare in alcune regioni. Cosa vuole il partito dei Le Pen? – La scheda

domenica 13/12/15 12:17 – ultimo aggiornamento: domenica 13/12/15 12:17

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Ormai ci siamo. Oggi è il secondo e ultimo turno delle regionali francesi e dopo gli schiaffoni elettorali rifilati alla gauche del presidente Hollande e alla destra di Nicolas Sarkozy, la “vague blue” del Front National potrebbe travolgere la République. Un incubo per molti, un sogno per altrettanti, anche se a onor del vero, dato il 28% incassato in prima battuta e l’affluenza al 50%, il partito è sostenuto da non più di una persona su sei.

Ma, chiamati alle armi gli elettori, qual è concretamente il programma del partito? Ecco alcuni punti.

Più Stato e più forte: messo in soffitta l’ultraliberismo del fondatore Jean-Marie Le Pen, il nuovo Front National su alcune istanze ha adottato ricette che si potrebbero definire di sinistra, seppur protezionistiche e scioviniste: l’aumento delle tasse sulle importazioni, la precedenza al nazionale negli appalti, ma anche il salario minimo (che andrebbe aumentato) e l’abbassamento a 60 anni dell’età pensionabile.

Laicità: il mantra di Marine Le Pen, ma in chiave anti-Islam. “La Repubblica non riconosce nessuna comunità”, è l’articolo che l’FN vorrebbe iscrivere nella Costituzione, oltre ad istituire un ministero ad hoc. Divieto inoltre di ostentare in pubblico i simboli religiosi, meglio se musulmani: niente velo anche sui bus, per esempio. Ma attenzione, guai a toccare i simboli cristiani, in cui la cultura europea è immersa.

Immigrazione: mettere subito fine “all’immigrazione di massa”, lotta a quella clandestina (espulsione e nessuna possibilità di regolarizzare i “sans-papiers”) e riduzione drastica di quella legale, permettendo non più di 10’000 entrate l’anno, anche abrogando i ricongiungimenti famigliari e la riforma del diritto d’asilo per concedere rifugio solo a qualche centinaio di persone (come in Giappone, dice il partito).

Europa : la parola d’ordine è una sola, sovranità. Bruxelles deve ridare sovranità nazionale alla Francia, e solo in questo caso il paese resterà nell’Unione europea. L’FN all’Eliseo? Marine e compari organizzerebbero subito un referendum per l’uscita dall’euro (ma non dall’UE) e ristabilirebbero la supremazia del diritto nazionale su quello internazionale. Schengen? Va smantellato, subito.

Famiglia: il Front National non è un monolito, ma presenta diverse sensibilità al suo interno. La giovane e rampante Marion è un’ultracattolica tradizionalista, che vorrebbe vietare l’aborto e che vede come fumo negli occhi le relazione fra persone dello stesso sesso . La zia Marine se eletta capo dello Stato, un giorno, non rimetterebbe in discussione il diritto all’aborto, nonostante ne critichi il troppo facile ricorso; abrogherebbe per contro la legge che consente i matrimoni gay ma farebbe evolvere le unioni civili per garantire pari diritti agli omosessuali.

Marion Maréchal-Le Pen, giovane deputata in Parlamento (keystone)

 

Pena di morte: l’argomento non è contenuto nel programma politico, ma la presidente Marine ha più volte ribadito di esserne favorevole: “Sono avvocata, in un sistema di costruzione della pena ci deve essere un minimo e una sommità, che è la pena di capitale”. In ogni caso, se venisse eletta presidente della Repubblica, non deciderebbe unilateralmente ma indirebbe un referendum sul tema. Un referendum che potrebbe anche essere approvato: secondo un recente sondaggio il 52% dei francesi è favorevole alla pena capitale.

Marine Le Pen : ‘je suis pour la peine de mort” par BFMTV

Ludovico Camposampiero

in versione integrale su:

http://www.rsi.ch/news/mondo/La-Francia-secondo-Marine-6561592.html

solo bombe…e poi?

novembre 18, 2015 Lascia un commento

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al-Raqqa (Siria)

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Montecassino ricostruita

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l’abbazia nel febbraio 1944

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A tutte le età dipende anche da come ci si sveglia di mattina.

Se sei un impiegato alle vendite e devi fare un volo per recarti in visita ai clienti ti può succedere di pensare a come ti andrà il volo prima ancora di pensare a come ti andranno gli affari.

Coloro che andavano a Tel Aviv da Roma il 17 di dicembre del 1973 quel giorno furono fortunati se si salvarono la pelle.

Infatti al banco dei controlli dell’El Al la linea di bandiera israeliana si scatenò l’inferno e restarono sul terreno 32 persone di cui 6 italiani.

Io ero stato in Israele da Roma nel 1971 ma ci ero andato con l’Alitalia che aveva il banco degli imbarchi da un’altra parte.

Nel ’74 cominciai a viaggiare per lavoro su Israele e me ne ricordai.

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Oggi tocca a al-Raqqa in Siria che i media descrivono come la capitale dell’Isis ma lo è uguale a come si trovò l’Abbazia di Montecassino nel 1944 che venne distrutta completamente perchè doveva essere piena di soldati tedeschi,quando in realtà morirono sotto le bombe alleate 230 civili italiani che vi avevano cercato rifugio.Non c’era nessun altro.

Raqqa che era una città di 200mila persone pare che oggi ne abbia il doppio per via dei rifugiati,e sono bombe tutti i santi giorni.

Da chi si rifugeranno questi profughi dovessero mai scamparla?

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I delinquenti di Roma erano della stessa matrice che aveva commesso la strage al Villaggio Olimpico di Monaco di Baviera nel settembre del 1972,dove 11 atleti israeliani ci lasciarono la pelle ed in più un poliziotto tedesco.

Credo che la TV fosse ancora in bianco e nero e che fossi dinanzi il televisore quando successe il fatto.

A quei tempi le cose erano diverse e tutto il terrorismo era puntato a dare la colpa ad Israele di avere calpestato i diritti dei palestinesi.

Oggi che sono passati quarant’anni mi sembra invece che questi atti di terrore fossero diretti a creare spazio e un qualche posto di comando all’elite palestinese guidata da Arafat che cercava un riconoscimento internazionale che poi ebbe.

Se non si fosse potuto ottenerlo tramite negoziati invece che sparando a degli innocenti non lo so.

Sarebbe come domandarsi se l’Italia poteva diventare uno stato unitario anche senza la spedizione dei Mille.

Il risultato di quel primo terrorismo fu che la gente prese in odio gli arabi tanto che Arafat nel 1974 ordinò di lasciare perdere con l’estero e di dedicarsi solo al mercato interno,ossia facendo attentati solo più in Israele,Gaza,e la Cisgiordania.

Nel ’74 avevo 27 anni e non avevo paura di volare in Israele,mi sentivo anzi rassicurato dal fatto che gli israeliani avevano una buona fama per la sicurezza dei passeggeri che volavano con i loro aerei.

Ti presentavi dinanzi ad un tavolo lungo con passaporto,biglietto e bagagli e dall’altra parte ti facevano le domande classiche,chi eri,dove andavi,cosa facevi,e se alzavi la testa c’era una specie di terrazza aperta che circondava le pareti di quell’ala di edificio dove eri guardato a vista da persone giovani e smilze che si capiva che nascondevano delle armi in modo goffo per via delle protuberanze che avevano le giacche all’altezza della cintura.

Solo in banca in Venezuela vidi qualcosa di similare,ossia che le guardie stavano in alto e coi fucili a pompa puntati verso il basso nel caso fosse entrato un ladro armato.

Poi ti perquisivano,guardavano i bagagli e finalmente passavi e sotto un altro.

Certo che se mentre eri in coda qualcuno salta fuori con una mitraglietta e inizia a sparare ti può prendere di sorpresa,cosa credo sia successa appunto nel ’73,la gente fu presa in contropiede perchè nessuno se lo aspettava.

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Erano anni difficili anche quelli e nessuno parlava di Islam,parlava di terroristi in generale e basta.C’erano infatti anche le brigate rosse ed il famigerato Carlos.

Se la prendevano con gli ebrei di Israele senza pensare che anche gli ebrei si erano cercati una terra al fianco loro dove potere abitare e che nessuno li avrebbe mai buttati in mare come osannava il rais egiziano Nasser.

Gli Ebrei centravano come i cavoli a merenda nella questione araba,e se c’erano delle responsabilità antiche risalivano al periodo della caduta dell’Impero Ottomano ed all’accordo Sykes Picot del 1915-16.

L’accordo Sykes-Picot, ufficialmente Accordo sull’Asia Minore,è un accordo segreto tra i governi del Regno Unito e della Francia.

I negoziati, condotti dal francese François Georges-Picot e dal britannico Mark Sykes, ebbero luogo tra novembre 1915 e marzo 1916, con l’assenso della Russia, che definiva le rispettive sfere di influenza nel Medio Oriente in seguito alla sconfitta dell’impero ottomano nella prima guerra mondiale. L’accordo venne poi definitivamente firmato il 16 maggio 1916.(wikipedia).

In pratica tra inglesi e francesi si divisero la torta ma disegnando le frontiere sulla carta senza badare a nulla e a nessuno,e di lì abbiamo ottenuto solo guai perchè nessuna delle grandi potenze voleva mollare l’osso.

Anche il colonnello Lawrence che divenne poi d’Arabia fu preso in mezzo a queste trattative segrete tra soci dove ognuno cercava di fregare l’altro.

Infatti si ritirò poi disgustato in Inghilterra e rifiutò una decorazione dalle mani del Sovrano proprio mentre stava per appuntargliela sul petto,in segno di protesta.

Quando gli inglesi ebbero la borsa vuota invece che non piena, dopo il 1945, passarono il testimone agli americani che ne sapevano ancora di meno.

In breve ignorante uno e ladro l’altro le cose sono arrivate dove stanno oggidì.

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Gli attentatori del Villaggio Olimpico fecero una brutta fine in quanto gli israeliani non fecero parole ma uno per uno vennero rintracciati ed ammazzati.

Il terrore si rivolse verso coloro che l’avevano seminato,e non si uccise degli innocenti per non sapere colpire i colpevoli.

Ricordo anche il povero Klinghoffer un invalido sulla sedia a rotelle che venne buttato in mare da Settembre Nero durante il sequestro dell’Achille Lauro dinanzi le acque siriane solo perchè era un ebreo.E perse la vita.

Gli americani volevano fare la pelle al commando terrorista,era l’epoca di Reagan,e mentre costoro volavano forse in Tunisia per salvarsi un aereo a luci spente li seguiva e scesero a Sigonella a fare carburante.

Craxi primo ministro non permise agli americani di atterrare cosa che poi fecero lo stesso ma non poterono abbordare l’aereo che portava i terroristi.

Avevamo paura,anche per via della crisi petrolifera,era il 1985.

Se penso a come si volava nel Mediterraneo c’era da rabbrividire perchè un dirottamento poteva succedere in qualsiasi momento in quanto non tutti gli aeroporti erano attrezzati per i controlli prima dell’imbarco.

Io mi ricordo principalmente dello scalo di Atene che era un viavai senza controlli,un disastro.

Uno dei tanti vorrei dire.

Ricordo pure un aereo della TWA che esplose sul cielo della Grecia verso Cipro.

E non c’erano ancora i kamikaze che si facevano saltare in aria.

La questione siriana non si risolverà con le bombe e temo che si sia andati troppo in là per trovare una soluzione che regga in tempi brevi.

Quando il povero studia e progredisce lo facciamo ritornare indietro per avere il sopravvento su di lui più facilmente distruggendogli la scuola e la casa,ma non possiamo con una mano dare e con l’altra togliere.

La nostra europea non è una politica estera comune perchè siamo ancora troppo distanti l’uno dall’altro ed ognuno oggi ha un bilancio militare ridotto,e non ce la fa più a guerreggiare da solo come succedeva anni or sono e la NATO non può fare di tutto ed intervenire su tutto.Figurati le Nazioni Unite.

Gli americani infatti sono ancora più lontani ed hanno ferite recenti non ancora rimarginate,non ultima il tasso di suicidi tra i veterani dell’Iraq.

La dichiarazione di guerra di Hollande non può coinvolgere i partners NATO perchè i terroristi non rappresentano uno stato.

Ci provi con la UE e ne riparliamo…

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approfondimenti su:

1-http://www.theguardian.com/commentisfree/2015/nov/17/terror-cooperation-paris-attack-response-war-isis

2-http://www.theguardian.com/commentisfree/2015/nov/16/isis-bombs-hostage-syria-islamic-state-paris-attacks

3-https://www.lastampa.it/2015/11/17/esteri/la-guerra-di-hollande-legittima-weuAWWLjofMyDHscurSbYP/pagina.html

 

FRANCIA,LA PRIMA PASTICCERIA PER ANIMALI

settembre 29, 2015 Lascia un commento
Aperta in Francia Pasticceria per animali M. Andres qui a ouvert p⴩sserie pour animaux ࠍetz  Ici chez lui dans son atelier  Muffins Mr. Andres who opened patisserie for animals in Metz (eastern France) ph Pierre HECKLER  MaxPPP  LaPresse  -- Only Italy

Aperta in Francia Pasticceria per animali
M. Andres qui a ouvert p⴩sserie pour animaux ࠍetz
Ici chez lui dans son atelier
Muffins Mr. Andres who opened patisserie for animals in Metz (eastern France)
ph Pierre HECKLER MaxPPP
LaPresse — Only Italy

 

E va bene così… dolcetti anche per gli amici a quattro zampe!

L’idea, di creare la pasticceria per animali, è venuta a Régis Andrés, e sua moglie. La coppia di Metz si è informata sugli ingredienti presenti nei croccantini dei cibi per animali comunemente venduti nei supermercati e ha scoperto la presenza di zuccheri, sale, conservanti e altri prodotti non di prima qualità nocivi per la salute dei propri amici a quattro zampe. Così hanno pensato di aprire un negozio che potesse servire del cibo fresco e non confezionato anche per gli animali. Una vera e propria pasticceria, con tanto di cibo a forma di muffin o bigné. Tutto fatto in caso ed espresso al momento senza l’utilizzo di alcun additivo. Se vi trovate da quelle parti e siete in viaggio con i vostri animali, sapete di chi chiedere!

Femen nude al salone della donna Mussulmana: gli uomini?

settembre 14, 2015 Lascia un commento

 

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Le due attiviste Femen, a seno nudo e con messaggi scritti sui loro corpi, sabato sera hanno interrotto con i loro slogan un discorso di due imam.

L’iniziativa delle Femen è avvenuta durante il Salone della donna musulmana a Pontoise, in Francia.

Particolare è stata la reazione degli uomini, prima di stupore e poi sono partiti calci e pugni. Bhè è il caso di dire questa volta se la sono cercate… (ingiustamente, gesto poco galante, ma cosa si dovevano aspettare?), guarda: http://video.leggo.it/index.jsp?videoId=68313&sectionId=51&t=femen-nude-al-salone-della-donna-musulmana-guarda-la-reazione-degli-uomini

fermati da me per una vodka…

dicembre 8, 2014 Lascia un commento

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un sorriso da dicembre freddo…

Hollande in realtà ne avrebbe fatto volentieri a meno di fermarsi un paio d’ore col freddo che fa a Mosca… sotto tutti i sensi,ma non ha potuto dire di no alle pressanti richieste di Putin per avere indietro i soldi già anticipati per la costruzione in Francia di due navi da guerra che hanno anzi che danno lavoro a più di mille persone solo in Francia,senza contare la manodopera specializzata russa che contribuisce per la sua parte come da contratto.

(FILES) - A picture taken on July 23, 20

Due belle portaelicotteri sono miliardi di euro,e se qualcosa non andava potevano pensarci prima,non vi pare?

In realtà è così che risponde Hollande,in quanto il contratto lo si fece con Sarkozy ancora al comando.

Io non c’entro…devo sentire Sarkozy.

Ogni volta che Putin chiama l’Eliseo,la centralinista risponde che Hollande è in riunione.

Non dico che i soldi si siano squagliati…ma oggi torna più comodo anche a Putin di riavere dei soldi che gli servono per l’economia nazionale e sperare che i francesi si tengano sul gobbo le loro due navi da combattimento.

Una pare potrebbe essere girata al Canada,l’altra non si sa.

O i soldi o le navi…e tanto per stare nella mentalità mediterranea… i francesi pare che non gli vogliano più dare nulla indietro.

Ne soldi ne navi.

E’ una bell’e buona cancellazione dell’ordine da parte dei russi,tuonano arrabbiati…e come tale l’anticipo versato e ricevuto…passa in cassa e ci resta per coprire una parte delle spese nelle quali i francesi sono incorsi proseguendo nella lavorazione.

Poi…vedremo come andrà a finire col legale per avere il saldo.

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