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Posts Tagged ‘cibo’

un briciolo di psicologia

settembre 23, 2016 Lascia un commento

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La brigata degli chef – di Cristiano Tinazzi e Valerio Maggio

La brigata degli chef

I cuochi italiani in prima linea nel prestare sostegno e aiuto alle vittime del terremoto in Italia

venerdì 23/09/16 06:14 – ultimo aggiornamento: venerdì 23/09/16 06:31

Tra i tanti volontari attivi in Italia nelle zone colpite dal terremoto dello scorso 24 agosto, vi sono anche gli chef. Roberto Rosati, presidente del Dipartimento solidarietà ed emergenza, della Federazione italiana cuochi (FIC), racconta l’importanza di “servire un buon pasto”, preparato per chi è costretto a vivere in un campo di prima accoglienza, in condizioni non facili, magari a poche centinaia di metri dalla propria casa inagibile o distrutta.

“A volte, si riesce a strappare un sorriso ai terremotati anche solo attraverso l’attenzione che si presta nel servire un piatto, oppure offrendo loro un semplice gelato”, racconta il cuoco. La gara di solidarietà per sostenere le cucine della FIC è stata appoggiata da molti, privati e associazioni, tra cui anche la Confederazione pasticceri italiani.

Un’iniziativa, quella che vi propiniamo, che ha ottenuto il sostengo chef provenienti da tutta Europa, stellati e non, che hanno dato la loro disponibilità a recarsi nelle zone colpite dal sisma. Ad oggi, sono tre i campi dove sono attivi questi professionisti dei fornelli: Illica (Accumoli), Santa Giusta e Torrita (frazioni di Amatrice).

Cristiano Tinazzi

correlati e video…

http://www.rsi.ch/news/mondo/La-brigata-degli-chef-7992353.html

una pizzeria nel boulevard

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L’isolamento in parte l’aveva creato il caro-affitti ma oggi anche questo è stato superato in tutta la città a forza di traslochi.O così pare.Da poco tempo si è accesa anche una luce che rompe il buio delle serate nel nostro corso Italia e si è installata una pizzeria,all’angolo con corso Marconi.

La raccomandiamo a coloro che vi abitano vicini ed a coloro che sono più lontani.

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la buona tavola-vercelli…scrivono di noi a barcelona,spagna

aprile 10, 2016 Lascia un commento

ingresso

Hotel Cinzia Vercelli

Un giornale come il nostro vive anche grazie alle informazioni che raccoglie in giro per il mondo dalla rete di corrispondenti che abbiamo saputo crearci nel corso degli anni trascorsi.

In questo caso riceviamo dal cugino di Spagna don Gonzalo una copia della lode dedicata alle qualità culinarie della nostra città e dei nostri risotti.

E’ stata pubblicata oggi sul Magazine O domenicale del quotidiano spagnolo La Vanguardia a pag.20,un giornale che copre tutto il Paese.

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Tradotto alla buona,dalla copia dell’articolo che esponiamo…risulta:

 Risotto ai porri,taleggio e liquirizia.

“I fratelli Christian e Manuel Costardi sono due grandi rinnovatori del risotto,piatto strutturale della cucina e della penisola italiana.

Vale la pena di viaggiare in Piemonte per assaggiare ogni tipo di risotto locale,ma questa ricetta con formaggio taleggio e liquirizia richiama l’attenzione per quanto hanno saputo osare.”

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Il ristorante Christian e Manuel nasce nel 2005 all’interno di Hotel Cinzia, una struttura di famiglia costruita da nonno Nino e nonna Sandra: inaugurato nel 1967 è ora gestito da mamma Cinzia.
Nel tempo tutto è cambiato, il ristorante Christian e Manuel offre oggi alta ristorazione dove, due fratelli, propongono una cucina creativa d’alto livello, senza dimenticare l’importanza del territorio. Con il premio Sorpresa dell’anno nel 2008, una stella Michelin conseguita nel 2009, premio Espresso Giovani dell’anno e premio Emergenti Nord Ovest Touring dell’anno 2010, gli chef e lo staff sono a tua disposizione per offrirti un’esperienza gastronomica indimenticabile.

Tutte le informazioni sono disponibili al sito:

http://www.hotel-cinzia.com/ristorante.html

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mangio digiuno o guardo cosa fanno gli altri?

Mio zio Secondo,non era un medico e non aveva molto e quando passavo a visitarlo era di solito attorno ai fornelli cucinandosi una gallinella,viveva oramai solo ed era in là negli anni unitamente al cane che gli faceva compagnia.

Se mi vedeva mogio era solito dirmi di mangiare,perchè un sacco vuoto non stà in piedi… secondo il suo parere.

Qui abbiamo l’articolo di un filosofo della meditazione e per di più gesuita che in altri tempi avresti detto…basta la parola…

L’augurio è che ci risponda un medico che ci dia conforto su quella pancia che non ne vuol sapere di andare giù..

Niklaus Brantschen  (buchinger-wilhelmi.com)

Il digiuno è un toccasana

Incontro con Niklaus Brantschen, il 78enne gesuita, maestro zen e fondatore dell’istituto Lassalle

venerdì 25/03/16 19:44 – ultimo aggiornamento: venerdì 25/03/16 19:52

Il digiuno è l’astensione dal cibo. Ma per chi lo pratica per scelta (per esempio perché la Chiesa cattolica lo prescrive ancora per il Venerdì santo e il Mercoledì delle ceneri) il non mangiare è molto, molto di più. In Svizzera quando si parla di rinuncia agli alimenti il punto di riferimento è Niklaus Brantschen, padre gesuita, maestro zen e fondatore dell’istituto Lassalle a Bad Schönbrunn nel canton Zugo.

Tutti gli anni, anche ora che ne ha 78, Niklaus Brantschen smette di cibarsi per due settimane, ma, spiega alla RSI, digiunare non vuol dire non mangiare. “Vuol dire che non mi nutro come abitualmente dall’esterno, ma dall’interno, grazie alle riserve di proteine e grassi – ne abbiamo tutti a sufficienza!

Questo è il processo fisiologico. A ciò bisogna aggiungere quello ideale, sociale, perché bisogna dare un significato al digiuno. Grazie all’alimentazione dall’interno divento più tranquillo, gestisco diversamente le energie e questo favorisce la meditazione. Il digiuno è un processo che mi apre al mondo, perché dopo essermi raccolto in me stesso, cambio il mio atteggiamento con le cose e le persone, e mi apro ad esperienze spirituali”.

E digiunare, sottolinea, non è la stessa cosa di mettersi a dieta per prepararsi alla stagione balneare. “Se la dieta è solo per dimagrire, per diventare più belli, è egoistica – rileva Niklaus Brantschen -. Se invece lo faccio per la mia salute, per non abbuffarmi, non è digiuno ma è comunque un lodevole gesto. I giapponesi dicono: dovremmo mangiare solo tre quarti di quel che di solito consumiamo. Tre quarti per l’organismo, e un quarto per il dottore. La medicina vive in buona parte dalla nostra alimentazione eccessiva e malsana”.

L’interesse della società per il digiuno sembra crescere. Come si spiega il fenomeno qualcuno che ne ha fatto il suo modo di vita? “Perché i tempi sono maturi. Quella occidentale è una società sazia. Mentre al mondo ci sono 800 milioni di persone che soffrono la fame. E la gente si accorge che rinunciare temporaneamente al cibo è un esercizio benefico. Rinunciare a qualcosa, significa condividere. Chiaro: il pane che non mangio, non finisce sul tavolo dei più poveri. Ma perlomeno si comincia a condividere il destino di altri. Il senso di solidarietà cresce. Poi bisogna dire che la medicina ha in parte scoperto il digiuno, quindi è aumentata la sensibilità, molta più gente è informata. E questo va a sommarsi, come detto, ad una società sazia che si accorge che avere meno è meglio”.

Diem/RG

http://www.rsi.ch/news/svizzera/Il-digiuno-%C3%A8-un-toccasana-7094312.html

idee e buona volontà

Nadia Damaso nel suo regno

La blogger ai fornelli

La favola della 20enne grigionese Nadia Damaso: il successo grazie a una dieta

mercoledì 09/03/16 21:25 – ultimo aggiornamento: mercoledì 09/03/16 21:50

Il suo motto è: mangiare meglio e non meno. Uno slogan che le è valso una notorietà planetaria. A lanciarlo una ventenne di Pontresina, Nadia Damaso che, per colpa di una dieta, nel giro di due anni, da liceale rotondetta, è diventata una autrice di libri di cucina, blogger affermata, prossima conduttrice di una trasmissione televisiva e una delle persone in Svizzera con il maggior numero di seguaci su Instagram dove 102’000 persone aspettano le foto delle sue ultime creazioni.

“Volevo dimagrire e ci sono riuscita, ma non facendo una dieta classica. Piuttosto mi sono interessata all’alimentazione e mi sono messa a cercare prodotti sani che aiutano a perdere peso”, racconta alla RSI. Da un anno, Nadia Damaso studia recitazione a Zurigo e le ricette nascono nella cucina del suo appartamentino. Per motivarsi ha iniziato a fotografare i piatti, a documentare la preparazione, caricando poi il tutto su internet.

Sono nate così centinaia di ricette e variazioni che, in modo virale, si sono diffuse in rete. Il suo hobby improvvisamente è diventato anche redditizio. Molto redditizio.

Diem/TG

Dal TG20

strofa all’amico pier giuseppe

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Acquarello,china e gessetti colorati,Pier Giuseppe visto da Jean Modeste

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Il mio amico Pier Giuseppe mangia gorgonzola a fette

accompagnata da un vinello che gli monta rapido al cervello

e dopo un paio di bicchieri s’addormenta volentieri

è anche ghiotto di merluzzo,di polenta, e di stinco di maiale

e non per nulla ogni minuto si rivolge in ospedale

mangia oggi e mangia ieri a camminare fa fatica

e si arrabbia con la vita.

FRANCIA,LA PRIMA PASTICCERIA PER ANIMALI

settembre 29, 2015 Lascia un commento
Aperta in Francia Pasticceria per animali M. Andres qui a ouvert p⴩sserie pour animaux ࠍetz  Ici chez lui dans son atelier  Muffins Mr. Andres who opened patisserie for animals in Metz (eastern France) ph Pierre HECKLER  MaxPPP  LaPresse  -- Only Italy

Aperta in Francia Pasticceria per animali
M. Andres qui a ouvert p⴩sserie pour animaux ࠍetz
Ici chez lui dans son atelier
Muffins Mr. Andres who opened patisserie for animals in Metz (eastern France)
ph Pierre HECKLER MaxPPP
LaPresse — Only Italy

 

E va bene così… dolcetti anche per gli amici a quattro zampe!

L’idea, di creare la pasticceria per animali, è venuta a Régis Andrés, e sua moglie. La coppia di Metz si è informata sugli ingredienti presenti nei croccantini dei cibi per animali comunemente venduti nei supermercati e ha scoperto la presenza di zuccheri, sale, conservanti e altri prodotti non di prima qualità nocivi per la salute dei propri amici a quattro zampe. Così hanno pensato di aprire un negozio che potesse servire del cibo fresco e non confezionato anche per gli animali. Una vera e propria pasticceria, con tanto di cibo a forma di muffin o bigné. Tutto fatto in caso ed espresso al momento senza l’utilizzo di alcun additivo. Se vi trovate da quelle parti e siete in viaggio con i vostri animali, sapete di chi chiedere!

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