Archivio

Posts Tagged ‘bambini’

Perchè non bisogna costringere i bambini a baciare o abbracciare qualcuno

gennaio 5, 2016 Lascia un commento

Se poi fate in modo che si lecchi con il cane…cosa ne pensa lo psicopedagogo?…che confonderà la mamma con l’amico a 4 zampe?

abbraccio

A Lusignolo piace andare alla scoperta di notizie anche un po’ curiose nel web e questa del perchè non si dovrebbe costringere i bambini a baciare o abbracciare qualcuno appare davvero interessante.

Non importa se è il compleanno dell’anziana nonna e forse ci starebbe bene un forte abbraccio, gli psicopedagoghi di tutto il mondo suggeriscono di lasciare al bambino una totale autonomia di fare quello che preferisce con il proprio corpo. E pazienza se il piccolo nega un gesto d’affetto ad un familiare.

Quando noi costringiamo un bambino a compiere un atto fisico come dare un bacio o un abbraccio, di fatto imponiamo una certa autorità sul suo corpo, ma è la singola persona a dover disporne come meglio crede. Lasciare questa libertà al bambino è essenziale per il suo sviluppo e per la sua crescita: come suggeriscono molti psicoterapeuti dell’età infantile, la maggior parte degli abusi sui bimbi avviene in famiglia grazie all’autorità che un parente può avere sui più piccoli.

Per questo motivo alcuni genitori canadesi, insieme ad un team di psicopedagoghi, hanno diffuso tre semplici regole da seguire per permettere ai bambini di avere piena libertà decisionale sul proprio corpo. Ecco quali:
1) Lasciare ai bambini la scelta di baciare e/o abbracciare un parente. Se il bambino non vuole, non importa.
2) Offrire alternative di saluto verso i parenti, come ad esempio dare il cinque ad uno zio o fare un cenno con la mano.
3) Spiegare tutto alla famiglia: “Stiamo insegnando ai nostri figli ad avere piena libertà decisionale sul proprio corpo, vi ringraziamo di rispettare il loro volere”.

E ci pare più che giusto!

Ogni uomo vorrebbe vivere a lungo, ma nessuno desidera invecchiare. Frase di Jonathan Swift

dicembre 6, 2015 Lascia un commento

Secondo un programma televisivo svizzero gli over 65 sono superiori di gran lunga in numero ai minori di 5, intendendo per questi ultimi i bimbi compresi nella fascia che va dalla nascita sino ai 5 anni di età.

Lo aveva già citato Bertrand Russell parlando dei romani dell’Impero che divenendo più ricchi non facevano più figli e avvenne un cambio di costumi sia negli uomini come nelle donne.

Questo successe all’inizio di quando vennero a contatto con la cultura greca.

Lo stesso accadde nell’antico Israele e la liberazione dagli influssi greci è testimoniato dalla festa di Hanukkà che celebrano a Casale la prossima settimana nell’antica sinagoga.

Oggi sono passati secoli e secoli e non si può più attribuire la colpa del decremento demografico agli antichi greci.

Ma può essere anche vero che venendo a contatto con civiltà più evolute sotto l’aspetto tecnologico e assorbendone la tecnica l’uomo si senta divenire inutile e intristisca al fatto che una macchina lo rimpiazzi quando si sente ancora economicamente e socialmente capace,per cui si porta a casa le proprie frustrazioni .

E non solo,si può trovare anche senza impiego per cui quando ne ha uno se pur lo cambierebbe volentieri se lo tiene bene stretto anche non fosse il suo ideale.

Il Giappone pare che batta ogni record riguardo il calo delle nascite.

Da società isolata e tradizionale è divenuto un mostro tecnologico ma a che prezzo?

Per quei pochi ricordi che mi restano non vedevo un impiegato giapponese che rientrasse a casa prima delle dieci di sera già che dopo l’ufficio si fermavano a farsi un qualche bicchiere strada facendo,per cui non credo avessero anche il tempo per gioire di figli e di consorte.

Idem in Corea del sud.

Gioivano in compenso dell’alzabandiera aziendale con tanto di coro mattutino.Ma poteva trattarsi anche qui solo di un obbligo e di una gioia fasulla da mostrare al capoufficio.

+

Il Giappone invecchia

Il tema del calo della natalità è tornato a far discutere in seguito ai dati diffusi dalla Unicharm, azienda produttrice di pannolini, che rivelano come per la prima volta in Giappone le vendite di pannoloni per anziani hanno superato quelle dei pannolini per neonati.

Un dato allarmante per il futuro, se questo trend continuerà la percentuale di anziani rischia di raggiungere il 40% della popolazione nel 2060, per questo sono necessarie politiche efficaci per incentivare l’aumento delle nascite.

I giapponesi sono il popolo con la vita media più lunga al mondo, non a caso l’uomo più vecchio attualmente in vita è un signore di Kyoto che ha compiuto ben 115 anni. Il grosso problema però è dovuto al fatto che all’invecchiamento della popolazione non corrisponde un aumento delle nascite, che sono in costante calo.

Circa il 23% della popolazione giapponese oggi ha più di 65 anni, percentuale unica al mondo che mette il Governo di fronte alla prospettiva di dover aumentare notevolmente le spese per pensioni e sanità nei prossimi anni.

Un recente studio condotto dai ricercatori dell’Università del Tohoku mostra uno scenario ancora più negativo, se la sproporzione fra anziani e bambini continuasse a crescere a questi ritmi la popolazione giapponese si estinguerebbe nell’arco di un millennio.

I giovani fino ai 14 anni oggi sono 16,6 milioni in Giappone ed il loro numero si riduce al ritmo di uno ogni 100 secondi, un trend negativo iniziato nel 1975.

+

Stuart Heritage, Robyn and baby Herbie - 1 week old. Photograph: Graham Turner

sui figli che portano e felicità e uno scopo…

http://www.theguardian.com/lifeandstyle/2015/oct/31/babies-give-hope-happiness-purpose

+

su come ci si può sentire dopo avere perso un lavoro….

http://www.bbc.com/capital/story/20151009-when-i-suddenly-lost-my-job-it-was-like-being-in-a-different-universe

+

sul perchè importi saperne di più sull’antica Roma…

http://www.theguardian.com/books/2015/oct/02/mary-beard-why-ancient-rome-matters

+

su come non si debba essere anziani per sentirsi soli…

http://www.theguardian.com/lifeandstyle/2015/nov/15/you-dont-have-to-be-old-to-be-lonely

“VIETATO L’INGRESSO AI BAMBINI”: NASCONO GLI HOTEL E I RISTORANTI ‘NO KIDS’

divieto_bambini

Se tanto ci scandalizziamo quando un ristorante non permette l’ingresso ai nostri amici a quattro zampe, cosa dobbiamo dire, o che reazione dobbiamo aspettarci di provare, dinnanzi ad un ristorante che non permette l’ingresso ai nostri bambini?

Si chiama ‘no kids’ la tendenza che proviene dagli Usa e che si sta diffondendo a macchia d’olio negli alberghi e nei ristoranti europei, compresi quelli italiani. Non fanno eccezione i paesi scandinavi, da sempre invece ‘children friendly’. Insomma, una buona fetta di ristoratori e albergatori che scoraggiano l’ingresso degli under 12, puntando a un target di coppie definite ‘childfree’, ovvero quelle che non vogliono bambini.
Secondo i dati Ocse, in Italia il 24 per cento delle donne nate nel 1965 non ha avuto figli. Sembra dunque che l’appeal di bimbi paffuti, pannolini e biberon sia in netta discesa. E che le coppie senza figli siano in aumento. Le strutture ‘no kids’ registrano spesso il tutto esaurito, segno che c’è una buona fetta di mercato che preferisce rilassarsi lontano dai giochi e dagli schiamazzi dei più piccoli. Ma Barbara Casillo, direttore di Confindustria Alberghi, avverte: “Non è possibile vietare l’ingresso ai bambini, lo proibisce la legge. Un albergatore è tenuto a respingere un cliente soltanto se non ha con sé un documento di identità”.

Hai un gatto in casa? Fai attenzione ai bambini!

gatto-furioso1

 

Avere un gatto in casa potrebbe compromettere l’intelligenza dei bambini. Secondo uno studio della Florida International University, riportato da Metro, un parassita che gli amici a 4 zampe possono trasmettere può danneggiare i bambini.
Il Toxoplasma Gondii può portare a una ridotta capacità nella lettura e della memoria tra i ragazzi di età compresa tra i 12 e i 16 anni.
Il parassita può essere trasmesso dalle feci del gatto. Fino ad ora non era sembrato dannoso per l’uomo ma i recenti studi hanno smentito le iniziali ipotesi. Il parassita può annidarsi nel cervello e portare a dei ritardi dell’apprendimento, soprattutto nei soggetti più giovani. Si tratta ancora di studi in fase sperimentale, ma se dovessero essere confermati come ci si dovrà comportare con i nostri amici a 4 zampe? Mica li possiamo buttare tutti dalla finestra, no?

Chi può smentire tutto ciò? Fateci sapere!

IL RAGAZZO “FARFALLA”

aprile 21, 2015 Lascia un commento

farfalla

 

Si chiama epodermolisi bollosa ed è una malattia genetica molto rara che ancora non conosce cure e rende estremamente dolorose normali attività quotidiane come mangiare, bere e lavarsi. Jonathan Pitre, 14 anni, ne è affetto.

Il ragazzino, che vive a Ottawa, in Canada, è infatti costretto a ricorrere a complessi metodi di protezione per le attività basilari. I coetanei di Jonathan, che soffrono la stessa patologia, vengono comunemente chiamati ‘bambini farfalla‘ perché la pelle è fragile come le ali dei lepidotteri. Il ragazzo, che spera che la ricerca possa un giorno fornire la cura alla sua malattia, ha intanto raccolto fondi per ben 100 mila dollari. Lo riporta Usa Today.

«Le grandi cose non arrivano mai facilmente, ma se lo fai con tutto il tuo cuore, tutto è possibile», ha spiegato Jonathan, che da piccolo sognava di diventare un giocatore di hockey professionista e che ora si accontenterebbe di vivere una vita normale.

Il video di Leggotv

AVETE CONSERVATO I VECCHI GIOCATTOLI? ECCO QUANTO POSSONO VALERE IN RETE

gennaio 23, 2015 Lascia un commento

tamagochi

 

Conservate negli scatoloni o in fondo ai cassetti degli armadi i giochi di quando eravate bambini? Sappiate che non sono solo dei ricordi, ma possono diventare anche una fonte di guadagno.

I giocattoli, per la precisione quelli datati anni ’80 e ’90, sono stati rivalutati e su Ebay possono arrivare a costare anche 300 o 400 euro.
Sembra infatti che i nostalgici e i collezionisti possano spendere una bella cifra per appropriarsene. Attenzione però, dovete trovare dei veri e propri collezionisti che non badino a spese… altrimenti mettere giocattoli “importanti” all’asta, non è poi così tanto conveniente, perchè in alcuni casi le vendite si fanno per pochi centesimi. Forse è meglio se il prezzo di partenza lo stabilite voi, in questo modo, già dalla prima offerta saprete di aver compiuto il vostro affare, con la speranza che poi chi si aggiudica l’asta paghi!

 

su…bambini suonate…e non rompete le scatole

dicembre 30, 2014 Lascia un commento

Meno ansia, più controllo sulle emozioni e maggior concentrazione (©reuters)

Suonare fa bene al cervello

Uno studio ha indagato sull’associazione tra imparare uno strumento e lo sviluppo cerebrale

lunedì 29/12/14 23:46 – ultimo aggiornamento: lunedì 29/12/14 23:46

Imparare a suonare uno strumento musicale sviluppa il cervello dei bambini, diminuendo l’ansia, migliorando il controllo sulle emozioni e aumentando la capacità di concentrazione. Lo dimostra uno studio recente pubblicato sul “Journal of American Acadamy of Child & Adoloscent Psychiatry” condotto alla University of Vermont College of Medicine.

Lo scopo dei ricercatori era valutare le variazioni dell’ispessimento corticale del cervello, in quello che gli scienziati stessi hanno definito “la più grande indagine sull’associazione tra suonare uno strumento musicale e lo sviluppo cerebrale”, condotta su ragazzi di età compresa tra i 6 e i 18 anni.

Ogni partecipante ha subito la scansione cerebrale tramite risonanza magnetica e test comportamentali in diverse occasioni, con un intervallo di due anni tra ciascuna di essi. Mettendo in relazione questi dati con il quoziente intellettivo e le informazioni sull’eventuale utilizzo di strumenti musicali, i ricercatori hanno osservato una serie di cambiamenti in diverse aree del cervello.

ansa/ab

per gli articoli correlati al cervello…ed alla vita quotidiana c’è da scegliere su:

http://www.rsi.ch/news/vita-quotidiana/eta-beta/Suonare-fa-bene-al-cervello-3419742.html

 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: