incontri del giovedi

dicembre 13, 2017 Lascia un commento

 

il Prof.Carlo Barbero a sin.motore della manifestazione in foto d’archivio con S.E.Padre Masseroni.

CARITAS DIOCESANA – VERCELLI

UNIVERSITA’ DELLA TERZA ETA’

XXXV° anno di corso 1° ciclo: 12 ottobre – 21 dicembre 2017

INCONTRI DEL GIOVEDI’”

 Aula Magna del Seminario Arcivescovile – Piazza S. Eusebio, 10

ore 15,30

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14 dicembre 2017 : Giovanni Barberis – Donata Belossi

“La comunicazione: un viaggio tra passato e presente……. ”

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vercelli comune eventi

dicembre 13, 2017 Lascia un commento

 

Fotografia di Massimo Tagliafierro dal titolo “Buongiorno Vercelli !”

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Prossimi eventi

 

Cultura e turismo

da 13 Dicembre 2017 a 17 Dicembre 2017

Màndaladirisò

Dal 13 al 15 dicembre sarà possibile partecipare alla stesura a pavimento della rottura di riso

Sabato 16 e domenica 17 le cerimonie di benedizione e dissoluzione

14 Dicembre 2017

“Vercelli che legge incontra chi scrive” – Incontro con Margherita Oggero

Secondo appuntamento della rassegna “Vercelli che legge incontra chi scrive”. L’incontro letterario, pensato e condotto dal prof.

da 15 Dicembre 2017 a 16 Dicembre 2017

Incontri letterari con Martina Zambelli e Davide Bacchilega

Due presentazioni letterarie a cura della Libreria dell’Arca.

15 Dicembre 2017

Ricordando Enrico e Ilaria – Concerto benefico

“Ricordando Enrico e Ilaria” è il titolo della serata in memoria di Enrico Paronuzzi Ticco e Ilaria Allodi

15 Dicembre 2017

Carlot-ta – A silent night, canzoni di Natale malinconiche

Un concerto natalizio peculiare a chiusura della Stagione 2017 della Società del Quartetto, con la cantautrice Carlot-ta accompagnata dal polistrumentista Christopher Ghidoni e dal percussionista M

16 Dicembre 2017

“Un albero molto… Molto speciale” laboratorio per bambini

“Un albero molto… Molto speciale”, appuntamento di Natale di “Pomeriggio in libreria”, il ciclo di laboratori pensato per più piccoli a cura dell’Associazione PasparTù e le porte d

17 Dicembre 2017

Fino al 17 dicembre – Fairy Tales from Vercelli – Mostra fotografica

Mostra della fotografa vercellese Lella Beretta che si terrà dal 10 novembre al 17 dicembre presso l’edificio 18 dell’ex Ospedale Maggiore di Vercelli.

Cultura e turismo

20 Dicembre 2017

Il Lago dei Cigni – Balletto di San Pietroburgo

Il lago dei cigni, oggi forse il balletto più famoso del mondo, continua a mantenere intatto tutto il suo fascino per l´atmosfera lunare che accompagna l´apparizione di Odette per il doppio ruolo…

https://www.comune.vercelli.it/eventi

cosa ne capisco delle criptovalute?

dicembre 12, 2017 Lascia un commento

Loro preferiscono le banconote…

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Stiamo passando dalle obbligazioni garantite da prestiti inesigibili alle criptovalute perchè fallita un’idea ecco che ne spunta un’altra e meglio quando l’impiegato che propone non lo vedi affatto.

E certo che scrivo da ignorante,ma dovessi andare dietro a tutto ciò che luccica è la fine.

Cosa ne capisco delle criptovalute?

Personalmente quasi nulla,e come tanti altri o quasi tutti mi sono sempre affidato a dei prodotti chiamiamoli così, tradizionali.

Un esperto svizzero diceva che se credete in Internet non potete non credere nelle criptovalute,e sarà nel giusto.

In fondo viviamo in un mondo,anche il nostro occidentale,dove mi ritrovo tuttora con un sacco di coetanei dai capelli bianchi che non hanno alcuna idea di come si usi un computer,e per contro abbiamo una marea di ragazzini che sono dei veri geni di quanto l’elettronica metta a disposizione della gente.

Per cui se la virtù stà nel mezzo, tra il saperne nulla e il sapere tutto ce ne passa un sacco e non abbiamo secondo il mio parere ancora idea di dove e di come si troverà il punto di equilibrio di questa novità.

Infatti al momento siamo solo nella fase dei miracoli.Poi toccherà ai nipotini quando cresciuti di farsi carico di benedizioni o maledizioni nei confronti dei più anziani estinti.

Personalmente se devo giocare del denaro preferisco ancora il Lotto.

Per il resto vale ricordare la bolla dei tulipani del 1636 di cui non tutti ne eravamo al corrente,e non solo,ma vorrei anche fare riflettere sul fatto che il mondo evolve anche grazie all’istruzione ma tanti eventi ne hanno fatto pure a meno.

Pensate solo come una Riforma del tipo di quella di Lutero del 1500 e passa abbia potuto trionfare nel mezzo di una massa di persone analfabete quando le pubblicazioni a stampa erano ancora rare e coloro che sapevano leggere erano in pochissimi,eppure il clero tradizionale e il monaco Lutero litigavano per iscritto stampandosi vicendevolmente dei libelli accusatori addirittura in latino.Quel latinorum…di cui Renzo Tramaglino nei Promessi Sposi accusava don Abbondio gli servisse solo per pararsi il sederone.

Nessuno salvo pochi ne capiva un bel niente di quanto succedeva in alto e tutti erano in attesa che glielo si andasse a spiegare sulla pubblica piazza contando che fosse meglio che non tramite un call center odierno.

Eppure bastò quello che bastò,e i quattro soliti gatti cocciuti,alleati a un buon partito… misero in scacco la Roma papalina.

E’ un paragone delle balle?

Forse sì e me ne scuso, ma il mondo ha sempre pronte delle sorprese dietro all’angolo e se la finanza elettronica trova un alleato sul terreno che ci creda che la criptomoneta possa andare sempre e solo sù,beh,in bocca al lupo ai più fortunati.

Qualora poi a qualcuno gli toccasse d’emigrare per non vedere più quelli che l’inseguono…forse si orienterà per qualche anfratto dove manca ancora l’elettricità.

 

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Di articoli che trattano il tema delle valute digitali ce ne sono un sacco,alcuni più comprensibili degli altri.

A me come indicazione non sono dispiaciuti:

1-https://it.wikipedia.org/wiki/Bolla_dei_tulipani

2-https://www.rsi.ch/rete-due/programmi/cultura/plusvalore/Lo-Stato-deve-stare-alla-larga-dalle-criptovalute-9726124.html

3-http://valentinapetricciuolo.it/la-rivoluzione-del-nostro-tempo-la-blockchain-e-le-criptovalute/

4-https://www.rsi.ch/la1/programmi/informazione/tempi-moderni/La-scommessa-del-bitcoin-9827824.html

5-fresco di giornata…

https://www.investopedia.com/news/sec-chair-warns-cryptocurrency-investors-beware/?partner=YahooSA&yptr=yahoo

saluti

 

da casalebraica

dicembre 12, 2017 Lascia un commento

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Qui Casale, l’incontro
“Aleppo, ecco cosa ho visto”

Una città metodicamente distrutta, sei anni di guerra, centinaia di migliaia di morti. La voce di Domenico Quirico si alza di tono, si fa sempre più contrita nel suo incontro con la Comunità ebraica di Casale Monferrato, mentre racconta di Aleppo, la città siriana, a cui ha dedicato il suo ultimo libro presentato ieri.
Una partecipazione emotiva che non ti aspetteresti da chi dovrebbe essere avvezzo a raccontare ogni atrocità della guerra. “Giornalista di presenza” lo chiama Roberto Gabei, ripercorrendo con lui una biografia che potrebbe essere quella di un mercenario contemporaneo, se non fosse che è armato solo di parole: il Ruanda, la Libia (e il primo rapimento), l’avventura di prendere un barcone per l’Italia insieme ai migranti, il conflitto siriano (e il secondo rapimento).
Di certo Quirico non scrive di guerra nella camera di uno Sheraton a 100 chilometri dal fronte e di pallottole ne ha schivate in tante città del mondo, ma perché proprio Aleppo e non una delle altre decine di città che hanno preso fiamme nel medio Oriente contemporaneo?
“Non è stato uno assedio, con uno schieramento preciso, una linea del fronte – spiega il giornalista astigiano – Aleppo è stata come Grozny, come Mogadiscio. Ma era dai tempi del Ruanda che non vedevo una cosa simile. Aleppo era una città verticale, piena di grattacieli in stile sovietico. E stata spianata metodicamente, settore per settore, dai Mig e dall’artiglieria. Come Stalingrado, solo che a Stalingrado non c’erano 2 milioni di civili che si sono ritrovati per 6 anni in una guerra ininterrotta”.
“Guerra”, in bocca a Quirico la parola rimbomba per l’affollatissima sala Carmi. Si capisce che la sua missione è quella di provarla sulla sua pelle, perché anche noi possiamo sentirne almeno l’eco e odiarla quanto la deve odiare lui. E allora eccoci anche noi immersi nella “violenza assoluta” di Aleppo, dove gli abitanti hanno finito per trasformarsi fisicamente: camminano a carponi per tenersi più bassi del livello delle rovine, evitando cecchini e schegge, hanno sviluppato l’udito per percepire il sibilo degli obici e cercare riparo in pochi secondi. “Tutte queste cose le deve imparare già un bambino di 4 anni se vuole sperare di sopravvivere non un giorno, ma un’ora in più”.
La mattanza di Aleppo ha significato la nascita e la morte della resistenza al regime siriano, ma Quirico non entra nel merito della politica del conflitto, a lui interessa raccontare come la guerra si inserisca nel corpo sano di una società diventando quasi “un meccanismo automatico”, a cui tutti devono sottostare. E per farlo nel suo “Succede ad Aleppo” dà voce agli abitanti: a Saleh che vende l’automobile per comprarsi un mitra, a Nour che lascia i suoi figli per combattere, al padre che dopo aver perso suo figlio sceglie di schierarsi. Personaggi che hanno un’altra cosa in comune, oltre la loro città: non ci sono più, sono stati uccisi. “Dopo Aleppo non ho più paura di nulla” dice Quirico, ma si capisce che noi dovremmo avere sempre paura della guerra. Solo così eviteremo di farla.

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II prossimo appuntamento alla Comunità ebraica di Casale è una speranza di pace universale: domenica 17 dicembre, a partire dalle 16, si celebra infatti per tutti la Chanukkah, la festa delle luci. Un’occasione in cui si ritrovano in vicolo Salomone Olper, non solo tantissimi Casalesi ma anche i rappresentanti di molte religioni, chiamati ad accendere insieme i lumi del candelabro ad otto braccia, diventato un simbolo di fratellanza per tutti.
A Casale la festa assume anche un significato artistico da quando la Comunità ospita sotto la Sinagoga “il Museo dei lumi” che oggi conta oltre 200 channukkiot (questo il nome dei candelabri) liberamente interpretati da artisti, molti di fama mondiale.

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Ogni anno prima delle preghiere si presentano le nuove acquisizioni e stavolta ne entreranno al museo ben 34, di queste 28 arriveranno da Mantova grazie ad un proficuo interscambio con il museo di Palazzo Ducale.

Alberto Angelino

(11 dicembre 2017)

http://moked.it/blog/2017/12/11/casale-lincontro-aleppo-cosa-visto/

babbo natale in gelateria domani 13 dicembre

dicembre 12, 2017 Lascia un commento

DICEMBRE 13

La Casa di Babbo Natale al Pagni!

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Gelateria Pagni di Simone Musazzo

Via Gioberti Vincenzo 9, 13100 Vercelli

Dettagli:

🎅🏻🎅🏻🎅🏻🎅🏻🎅🏻🎅🏻🎅🏻🎅🏻🎅🏻🎅🏻🎅🏻🎅🏻🎅🏻🎅🏻
Amici grandi e piccini per il secondo anno la Gelateria Pagni di via Gioberti 9 ospiterà il VERO
BABBO NATALE!!!
Vi aspettiamo dalle 16.30 ! Appena uscite da scuola venite a portare la vostra letterina!
Babbo Natale e le sue aiutanti sono a vostra disposizione !
E alla fine vi verrà lasciato un diploma !!!!
🎅🏻🎅🏻🎅🏻🎅🏻🎅🏻🎅🏻🎅🏻🎅🏻🎅🏻🎅🏻🎅🏻🎅🏻

dicono che è buono da sapersi…

dicembre 9, 2017 Lascia un commento

Le statistiche sono un accidenti che si tira fuori a tempo debito quando cioè possono essere utili a qualcuno o a qualche cosa e se poi non sono proprio esatte ancora meglio.

Ma questa è un ‘idea personale che mi sono fatto e come tale vale come le statistiche.Ovvero a quasi nulla salvo dare un’indicazione di come stanno le cose e di quello che ci si augura possa un domani migliorare.

La classifica di Eurostat sulla base del 2016 (tipress)

Fisco poco clemente in Francia

Eurostat pubblica la classifica sulla tassazione nei paesi europei

giovedì 07/12/17 18:13 – ultimo aggiornamento: giovedì 07/12/17 18:14

La Francia è il paese europeo dove la tassazione è più elevata: la pressione fiscale infatti arriva al 47,6%. Lo comunica giovedì Eurostat, in base ai dati del 2016.

Nella classifica, che tiene conto delle tasse sul reddito e della contribuzione fiscale, al secondo posto figura la Danimarca (47,3%), seguita dal Belgio (46,8%), dalla Svezia (44,6%), dalla Finlandia (44,3%), dall’Austria e dall’Italia (42,9%).

I paesi dove il fisco colpisce meno sono invece l’Irlanda (23,8%), la Romania (26%), la Bulgaria (29%), la Lituania (30,2%) e la Lettonia (31,6%).

Rispetto al 2015, la pressione fiscale è salita nella maggior parte degli Stati, in particolare in Germania (dal 39,8 a 40,4%), Lettonia (30,6 a 31,6%), Lituania (29,2 a 30,2%), Estonia (30,4 a 30,7%), Svezia (43,6 a 44,6%). In controtendenza l’Italia, dove la pressione è invece scesa dal 43,3 a 42,9%.

Per quanto riguarda la sola imposta sul reddito, infine, in testa troviamo la Danimarca (26%), seguita dalla Svezia (15,7%), dalla Finlandia (13%), dal Belgio (12,2%) e dall’Italia (12%).

ATS/Bleff

https://www.rsi.ch/news/economia/Fisco-poco-clemente-in-Francia-9878167.html

la verità è che non ne sapevamo nulla…del piano regolatore di gerusalemme

dicembre 8, 2017 Lascia un commento

Con licenza,mi pubblico una foto mia del 1971 e pure con la nostalgia.

Sono le mura della città vecchia di:

…Gerusalemme

Il discorso di Donald Trump ieri sera sembrava copiato integralmente dal pezzo di Daniel Reichel apparso poche ore prima su questa pagina. Cosa cambia? Di fatto nulla. L’ambasciata americana rimane a Tel Aviv, e ci resterà a lungo. I luoghi santi sono tutti sotto la tutela delle rispettive autorità religiose, e continueranno a esserlo. L’autorità sulla Spianata delle Moschee/Monte del Tempio è il Wakf musulmano, e così sarà.

Dal 1948 lo Stato d’Israele aveva una capitale, Gerusalemme, e continua ad averla e tutti lo sanno. Dal 1948 gli stati del mondo – con qualche eccezione in passato – non riconoscono Gerusalemme come capitale, eppure tutti gli ambasciatori devono recarvisi per presentare le loro credenziali al Presidente della repubblica o per incontrare il Primo ministro o il ministro degli Esteri.

Il non riconoscimento dal 1948 al 1967 non può avere nulla a che fare con l’incorporazione dei quartieri orientali dopo la Guerra dei sei giorni, dunque dimostra che nemmeno i quartieri occidentali sono riconosciuti come parte di Israele. Il che ci riporta indietro alla risoluzione e al piano di spartizione dell’ONU del 29 novembre 1947 in cui effettivamente Gerusalemme ma anche Betlemme facevano parte di un corpo separato.

Dunque ciò che non viene riconosciuto sono i confini del 1948, non quelli del 1967, il problema non è Gerusalemme bensì Israele.

Delle 124 ambasciate italiane nel mondo quella di Tel Aviv è l’unica che non si trova nella città capitale.

Nel mondo dunque non vi sono altri conflitti che richiedono estrema cautela diplomatica. Del resto il Papa per 59 anni non ha riconosciuto Roma come capitale d’Italia.

Qui da noi tutta questa messa in scena collettiva nel corso di quasi 70 anni non ha prodotto fino ad oggi alcun risultato politico. Forse vale la pena di cambiare copione. Se ci saranno reazioni violente in seguito alla dichiarazione di Trump, per lo meno non sarà a causa di un’azione commessa da Israele, bensì dagli Stati Uniti d’America.

Le nazioni del mondo sono invitate a mettere in atto le loro eventuali sanzioni contro gli USA, se ne hanno il coraggio, non contro Israele che non c’entra proprio niente.

 

Sergio Della Pergola, Università Ebraica di Gerusalemme

http://moked.it/blog/2017/12/07/gerusalemme-7/

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