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Archive for the ‘Uncategorized’ Category

skipton 2

febbraio 23, 2018 Lascia un commento

Lorena Fonsato artista moderna

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mi ricorda un certo Gino Severini…

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Dimenticati di Londra che è una nazione nella nazione dove il traffico di continentali e di persone d’oltre mare fa sì che imbrogliare uno straniero sia un gioco da bambini,ma il resto del paese e l’avete visto col voto al referendum sulla Brexit è rimasto abbastanza ancorato ai propri ideali ben conservatori.

Il britannico non fa solo la coda alla fermata dell’autobus,fa anche il collezionista di farfalle,il numismatico,il vintage di diversi settori,e si interessa alle fiere domenicali con mercatini vari tali da definire il cittadino inglese “un originale”.

In fondo piove quasi sempre e gli inglesi escono di casa con l’ombrello anche quando  splende il sole.

Dimenticati di Londra dove tutto costa una follia e avventurati in campagna tra i pensionati e il ceto medio,e cercati il mercato adatto alle tue necessità.La campagna inglese ama la reputazione italiana per il buon gusto,la qualità del cibo nostrano e il vino.A Londra se ne fregano.

Per cui secondo il mio parere una mostra di pittura con artisti italiani compresi può avere delle probabilità di successo nella provincia inglese,e divenire un argomento di conversazione tra cliente e fornitore.Perchè il rapporto umano può volere dire ancora la sua in Nord Europa dove la gente viva sparpagliata e non in grandi centri urbani

Da noi è diverso.Il successo può essere quello di una sponsorizzazione attraverso la politica o l’influenza del prevosto e tutto finisce lì.Nessuno ti compera un bel nulla.Se sgomiti da solo fai poca strada perchè si usa la raccomandazione senza la quale non si va da nessuna parte.O quasi.

Un signor Sindaco può essere sempre presente a tutti gli eventi in cartellone e non pensare di spendere cento euro per acquistare qualcosa da appendere per decorare un ufficio comunale.

Se gli inglesi fossero diversi non se ne sarebbero andati dalla UE.Ma essendo come sono,molto legati alla tradizione,sono rimasti con dei bei ricordi sulle arti italiane e se trovano da fare degli affari son contenti.

La mostra è un prodotto antico che dappertutto è superato grazie al web.Ma da loro che si sentono un poco isolati anche per il clima oltre che per il mare che li circonda e la campagna dove amano risiedere,una mostra è un’occasione d’incontro per far due chiacchiere con uno sconosciuto e lo spunto per farsi una birra insieme.

Queste sono le mie considerazioni (al buio) sul fatto che dovremmo organizzare un piccolo tour in compagnia tra artisti e recarci ad esporre nel Regno Unito prendendoci una settimana di vacanza.

Se Skipton è una buona mostra lo sapremo dopo averla terminata,e se non lo fosse potremmo raccogliere dei dati dai colleghi d’oltre Manica su dove le condizioni fossero maggiormente favorevoli.

Per questo invito ad una piccola riunione con gli interessati nella quale si possa discutere senza litigare,e possibilmente conversare senza mettersi le mani addosso sul chi ha ragione …o chi l’aveva detto.

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auguri,siamo coetanei

febbraio 23, 2018 Lascia un commento

I Baldini stavano sulla parte destra della casa dove si vede una camicia bianca al balcone.A sinistra stavano gli Albertazzi.Al posto dei campi da tennis c’è oggi un condominio.

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Peccato non averne una fotografia di quando nel “quartiere” Chatillon a Vercelli girava una 2CV appartenente a casa Baldini,che era il direttore dello stabilimento.Poi le si affiancò una Renault R4.Su quelle auto ci siamo saliti non dico tutti noi ragazzi ma in tanti…infatti tra figli di direttori e di impiegati non c’erano proprio delle grandi differenze,bastava avere un paio di pattini a rotelle per schettinare sulla ex pista da ballo del dopolavoro e una racchetta da tennis con quattro palline di solito “pelate”.

Vi faccio vedere dove abitavano anche se la foto non è proprio della stessa epoca.La casa c’è ancora,è dietro alla Coop,i campi da tennis no e neppure lo stabilimento salvo il rudere.Purtroppo anche loro,tutti,non ci sono più.

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In casa Citroën l’idea era presente già dagli anni Trenta del XX secolo: Occorre una vettura che possa trasportare due contadini in zoccoli e 50 kg di patate, o un barilotto di vino, a una velocità massima di 60 km/h e con un consumo di 3 litri per 100 km. Le sospensioni dovranno permettere l’attraversamento di un campo arato con un paniere di uova senza romperle. La sua presentazione ufficiale avvenne al Salone dell’auto di Parigi nel 1948 (il video è di Massimo Isotta) al link: https://www.rsi.ch/cultura/storia-e-societa/La-2cv-compie-70-anni-10107032.html

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La 2CV compie settant’anni

L’utilitaria Citroën nata per “aiutare” i contadini, brilla ancora per praticità, look, spazio, affidabilità

giovedì 08/02/18 08:56 – ultimo aggiornamento: giovedì 08/02/18 17:09

La Citroën 2CV compie settant’anni. La mitica utilitaria francese, prodotta in 5,1 milioni di unità fino agli anni ’90, è festeggiata in tutto il mondo dalle centinaia di club di appassionati che apprezzano look, praticità, robustezza, spazio e divertimento che hanno accompagnato questo modello fino ai giorni nostri.

Le Citroën 2CV, come la “Charleston” in primo piano, suscitano simpatia ancora adesso (Reuters)

La marca francese coglie del resto l’occasione per esporre in questi giorni a Parigi il prototipo del 1939 sulla base del quale è nata la “Deuche” nell’immediato dopoguerra. Il responsabile del Centro studi di Citroën dell’epoca, André Lefèbvre, decise di dotare un’auto destinata “a trasportare le uova dei contadini” in assoluta sicurezza, come evocava una pubblicità dell’epoca, con tecnologie innovative come trazione anteriore, sospensioni a grande escursione, motore 2 cilindri raffreddato ad aria.

La vettura rimase in produzione, come accennato, per oltre quarant’anni, con aggiornamenti che non ne stravolsero mai la filosofia iniziale. Da essa nacquero invece più varianti di successo, come la “fourgonnette” o la Dyane.

ANSA/EnCa

https://www.rsi.ch/news/vita-quotidiana/cultura-e-spettacoli/La-2CV-compie-settantanni-10104605.html

per gli amici artisti: vado a skipton in fiera per affari…

febbraio 21, 2018 Lascia un commento

Parto o non parto?…

ma come?…se ne va in motocicletta in Inghilterra?

(quadro di C.Pagliano Rosignano Monferrato)

non lo so…ma c’è anche il treno…

pioggia,vapore e velocità …JWM Turner 1844

 

Venerdi 10 agosto-Domenica 12.

Per andare a esporre a Skipton nel nord dell’Inghilterra bisogna stare via almeno 3 notti,dal venerdi sera alla domenica sera più il lunedi per tornare a casa.La fiera inizia il sabato mattina dalle 10-17,30 e finisce la domenica alle 16,poi si smonta entro le 19,e si carica il furgone.Il venerdi per preparare lo stand è aperta sino alle ore 17.Una presentazione è prevista dalle ore 17 alle 19 del venerdi sera.

Il lunedi ci vanno 2 ore e 20 minuti per recarsi in treno all’aeroporto di Manchester come abbiamo fatto all’andata il venerdi.

Manchester non è così vicino a Skipton come Leeds-Bradford ma ci sono più voli per rientrare alla Malpensa o a Linate.

Le spese vive sono 200 sterline per lo stand da mt 5,2 x 3,30.

La griglia x appendere le opere costa 20 sterline.L’elettricità fanno altre 15.

I faretti ci saranno in loco?

Raccomandabile del cellophane per coprire le opere ed un’assicurazione in caso di furto o danneggiamenti.

L’anticipo delle spese si paga entro il 31 maggio.

Bisogna essere ammessi e quindi suppongo inviare delle foto delle opere da esporre.

Lo stand da mt 5,2 secondo me va bene per due persone.Ci stanno circa una ventina di quadri di modesto-medio formato,e sui cavalletti si può fare anche qualcosa di più.

Hotel più o meno da 100 sterline la doppia,più pranzi e amenità.

Furgone dall’Italia bisogna chiedere a uno spedizioniere.Di solito fanno il groupage,ma poi un furgone serve dalla mostra al loro terminal.E bisogna che non rompano le tele che vanno imballate bene.

L’aereo da Manchester e per Manchester non so quanto possa costare,forse 500 euro a/r ??

Così alla spiccia siamo subito sui 1500 euro.

Da dividere per due.Senza avere venduto un quadro.

Per ammortizzare la spesa secondo me,oltre a riuscire a vendere in fiera… vale la pena di fare un pò di turismo già che altre fiere non sono disponibili nei paraggi nelle stesse date e fare una mostra non è un lavoro alla nostra età ma bensì un passatempo.

Ovvero sondare il terreno nelle vicinanze ad Harrogate che è una bella cittadina d’arte e York che raccoglie milioni di visitatori tutto l’anno.Chiedere e presentarsi non è peccato.E neppure dare un’occhiata in giro al bel panorama dello Yorkshire.

Torni a casa pieno di idee e gli amici e i colleghi ti prendono in giro.

Ma tu dirai che eri presente e ci hai tentato, e gli altri non possono fare altrettanto.

Amici,se non ci vado io che a volte mi sento un pò passè…con gli arti che mi dolgono,chissà che non vi animiate voi se siete più in forma del sottoscritto…poi mi raccontate come è andata.

 

e il vincitore è….

febbraio 21, 2018 Lascia un commento

FEB25

Premiazione memorial Francesco Montagnini

 · Organizzato da Studio d’Arte 256″

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foto di Studio d'Arte 256".
Domenica 25 febbraio alle ore 17,30 saranno consegnati tre premi alle opere più significative
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Studio d’Arte 256″

Corso Libertà 256, 13100 Vercelli

per chi esce dopo cena e va a teatro

febbraio 20, 2018 Lascia un commento
foto di Teatro Civico di Vercelli.

          Mercoledì 21 febbraio  ore 21

Bellissime. Voci di donne. Racconti di canzoni

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 · Organizzato da Teatro Civico di Vercelli
   Via Monte di Pietà, 15, 13100 Vercelli
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Dopo l’uscita del nuovo disco IO + IO, SYRIA torna a teatro con BELLISSIME, viaggio musicale tra le voci femminili che hanno segnato la musica fino agli anni 80. Da Dalida, Patty Pravo e Rita Pavone a Nada, Antonella Ruggiero, Anna Oxa e Loretta Goggi, passando per le sorelle Berte’ e le “amiche mai” Mina e Vanoni, con un’escursione molto sentita nel mondo di Gabriella Ferri.
Sarà accompagnata dalla chitarra del cantautore e chitarrista d’eccezione Tony Canto, in una straordinaria performance in acustico che mescolerà generi musicali diversi a brani poco conosciuti da scoprire, in un’atmosfera a tratti intimista ma anche ironica.

numeri da capogiro

febbraio 17, 2018 Lascia un commento
Risultati immagini per tunisia rsi
Tunisia di nuovo in piazza(RSI/Francesca Mannocchi)

Storia che va e che torna (1)

I giovani della “Rivoluzione dei gelsomini” – la primavera araba tunisina – sono tornati in piazza, dopo 7 anni, per protestare

giovedì 15/02/18 05:58 – ultimo aggiornamento: giovedì 15/02/18 05:58

Gennaio è storicamente il mese delle rivolte in Tunisia, lo è stato nel 1978 e 1984 (le rivolte per il pane), lo è stato nel 2011, (anno della rivoluzione) e nel 2016 (per l’occupazione e il lavoro), è tornato ad esserlo nel 2018.

Debiti e sacrifici

Sull’economia tunisina grava un maxi prestito di 2,9 miliardi in quattro anni, concesso dal Fondo Monetario Internazionale in cambio di politiche di austerity e di un taglio alla spesa pubblica. Quando il governo di  Youssef al-Shahed, del partito laico Nidaa Tounes, ha inserito nella nuova legge finanziaria l’aumento dell’Iva con conseguente aumento dei prezzi – della benzina, del gas, dello zucchero, di telefoni e internet – centinaia di persone sono scese in piazza in più di dieci città del paese, da Kasserine, a Tunisi a Djerba.

La Tunisia deve far fronte a un deficit che ha quasi raggiunto i 6 miliardi di dollari nel 2017, in un paese dove lo stipendio medio è di 400 dinari: meno di 150 euro.  Secondo dati dell’Istituto di statistica tunisino, il tasso di inflazione ha raggiunto il 6,4% nel dicembre 2017. In un anno, i prezzi al consumo hanno registrato un aumento del 6,4%, con punte dell’8,3% per i generi alimentari. L’economista Clara Capelli (Ispi) sostiene che “sebbene la manovra si proponga di contenere i conti pubblici, essa andrà a gravare in particolare sulle fasce economicamente più deboli della popolazione tunisina e sul ceto medio. Proprio quei soggetti che hanno maggiormente risentito di un’altra impopolare misura: la svalutazione, di fatto, del dinaro tunisino. La valuta nazionale ha perso circa il 10 percento del proprio valore rispetto all’euro tra il 2015 e il 2016 e oltre il 20 percento tra il 2016 e il 2017. Tutto ciò ha ulteriormente depresso il potere d’acquisto di tunisini, alimentando la frustrazione sociale”.

Per questo, i giovani che erano scesi in piazza sette anni fa a chiedere un cambiamento radicale, politico e istituzionale, a chiedere di combattere la disuguaglianza, l’immobilismo e la repressione, sono in piazza ancora una volta, nonostante per molti la Tunisia rappresenti il modello riuscito delle rivolte nordafricane del 2011.

Francesca Mannocchi

Video e correlati:

https://www.rsi.ch/news/oltre-la-news/Storia-che-va-e-che-torna-1-10124816.html

rabbino matto…

febbraio 16, 2018 Lascia un commento

L’aveva già pronto Jean,il rabbino con la sigaretta tra le dita…

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Troppo bella per lasciarmela scappare.Quando ho letto questa scena l’ho rivista nel kibbutz nel quale trascorsi un breve periodo da studente universitario,parliamo del 1971,avevo 24 anni,ed ogni mezzo era buono per non tornare a casa e stare in giro a bighellonare.E’ proprio vero,e lo dico solo ora,che quando poi entri nel mondo del lavoro,ossia dei grandi,è la fine della spensieratezza.Pazienza.

Era un sabato ma il nostro non era un kibbutz religioso,e dato che eravamo un giro di compagnoni/e  multirazziali e multireligiosi e di multinazionalità c’era un pò di tutto,ma nessuno andava ad indagare i fatti personali altrui.Mi rivedo la scena con un inquilino del kibbutz seduto su di un marciapiedi che fa osservazione ad un ragazzo che di sabato si era coperto il capo e…tranquillo si fumava la sua sigaretta.Gli disse che ciò non andava bene.

Forse il giovane buttò via la sigaretta,lesto a riaccenderla non visto qualche metro dopo.O scopertosi il capo,se ne andò tranquillo per i fatti suoi.Con la sigaretta tra le dita.

Quello che sì mi sento di dire per averlo ascoltato con le mie orecchie è che i giovani non amano lavorare di domenica.Sono scacchiati e mal pagati e se gli imprenditori facessero bene i conti,forse non converrebbe di tener aperto.Ecco un punto in chiave elettorale che nessuno però tocca.

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Paradossi

laura salmon

Parodie paradossali dalla saggezza yiddish: un rabbino era impazzito ed era stato rinchiuso in un manicomio. Non dava fastidio a nessuno e stava sempre a pregare, ma un giorno pretese di colpo che per lo Shabbat gli facessero mangiare del cibo kasher. Il rabbino venne accompagnato in una trattoria ebraica da un inserviente dell’ospedale e poi rientrò soddisfatto in manicomio.

Poco dopo, il primario vide che il rabbino girava nel parco del manicomio fumandosi una sigaretta. Lo raggiunse e gli chiese seccato: “Ma com’è possibile, rabbino, insistere tanto per mangiare kasher, se poi vi fumate una sigaretta di sabato!”
Il rabbino rispose sorridente: “Ma voi, dottore, dimenticate che io sono matto…”.

Laura Salmon, slavista

(1 novembre 2013)

http://moked.it/blog/2013/11/01/paradossi-3/

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