Archive

Archive for the ‘News e notizie dal mondo’ Category

se ti viene il mal di pancia sai perchè

aprile 25, 2017 Lascia un commento

Meglio la distruzione del consumo  (Reuters)

Una valanga di schifezze

Maxi sequestro internazionale di cibo e bevande contraffatti. Toccati anche prodotti bio in Svizzera

martedì 25/04/17 18:55 – ultimo aggiornamento: martedì 25/04/17 18:55

L’Europol e l’Interpol hanno condotto una maxi operazione internazionale nella lotta alla contraffazione alimentare. In molti paesi, tra i quali anche la Svizzera, gli inquirenti hanno sequestrato cibo e bevande pericolose per un valore di quasi 250 milioni di franchi.

Noci e nocciole avariate, vino adulterato, olio d’oliva scadente venduto come extra-vergine e scatole di sardine ormai scadute, ma prontamente riconfezionate. Negli ultimi mesi è stato questo il menù del giorno per le autorità giudiziarie di mezzo mondo, impegnate in 61 paesi in una vasta operazione anti contraffazione.

A livello mondiale gli agenti hanno sequestrato quasi 10’000 tonnellate di generi alimentari e 26 milioni di litri di bevande. Perquisizioni sono state effettuate anche in Svizzera, dove si sospettava una gamma di prodotti a marchio Bio contaminati da pesticidi.

Nei primi tre mesi dell’anno le autorità doganali elvetiche avevano analizzato una dozzina di campioni da produzioni biologiche, nove su dodici presentavano concentrazioni di prodotti fitosanitari di parecchio al di sopra della norma consentita e imposta per l’ottenimento del marchio. Prodotti che nel frattempo sono già stati ritirati dal mercato, affermano le dogane. Ulteriori chiarimenti sono ancora in corso.

RG/dielle

http://www.rsi.ch/news/mondo/Una-valanga-di-schifezze-9034429.html

l’europa ieri e oggi

aprile 25, 2017 Lascia un commento

Storia di Giuliano Kriznik, raccontata da Giuliano Kriznik – di Emmanuela Anderle e Cristiano Mugetti

La liberazione? Il 2 maggio

L’Italia festeggia oggi la fine della seconda guerra mondiale – Giuliano Kriznik, deportato a Dachau, la ricorda così

martedì 25/04/17 05:55 – ultimo aggiornamento: martedì 25/04/17 05:55

Aveva 19 anni Giuliano Kriznik quando venne prelevato dalle truppe ausiliarie naziste l’8 novembre del 1944, a Fiume, assieme ad altri istriani e, senza alcuna spiegazione, caricato su un treno e deportato nel campo di concentramento di Mühldorf, nella zona di concentramento di Dachau, in Germania.

Nei sei mesi di prigionia, Giuliano venne spostato in diversi sottocampi della zona di Dachau dove, obbligato ai lavori forzati, fu anche costretto a scavare – a sua insaputa – delle fosse comuni. Una notte, nel campo di Weidenbach, Giuliano ricorda di essere stato svegliato da una voce che chiedeva acqua. Proveniva da un treno che si era fermato nella stazione poco distante, carico di ebrei. “Ad un certo punto – dice – vidi un ufficiale SS che portava due ebrei morti sotto braccio e li infilava in un vagone dove i cadaveri erano impilati come sardine”.

Il 2 maggio il campo dove si trova Giuliano viene liberato dagli americani che arrivano con i carri armati, preceduti da un italo-americano mandato su una jeep in avanscoperta per stanare nemici e segnalare i prigionieri.

La guerra, anche per i detenuti a Weidenbach, era ufficialmente finita. Alcuni decisero allora di tornare a piedi in Italia, altri, tra cui Giuliano, di aspettare un passaggio. Dopo il fortunato ritrovo di una colonna di autocarri tedeschi abbandonati e carichi di viveri, Giuliano e i compagni vennero “identificati”, disinfestati con DDT, dotati di saponette Swan e lamette “gillette”e spostati in un campo di raccolta per ex prigionieri. Dopo aver perso il primo treno per il rimpatrio, Giuliano decise di restare in Baviera dopo aver trovato lavoro presso una fattoria , dove rimase un anno, fino al ritorno in Italia, nell’aprile del 1946.

Emmanuela Anderle

(n.d.r.) Giuliano Kriznik, il 9 dicembre 2017 compirà 93 anni. Il 7 ottobre del 1981 presentò alla Commissione per le provvidenze a favore degli ex deportati nei campi nazisti KZ una richiesta che, per vent’anni, lo impegnò a ricostruire una storia atroce, ma purtroppo vera. La sua e quella di molti altri istriani deportati.

L’intervista con Video è al sito:

http://www.rsi.ch/news/mondo/La-liberazione-Il-2-maggio-9008278.html

CORRELATI

Emma Bonino, nata a Bra nel 1948, è stata ministro degli Esteri nel governo Letta, dal 1995 al 1999 è stata membro della commissione europea guidata da Jaques Santer

La gente ce l’ha con la burocrazia, i vincoli, le limitazioni…  

«Nella campagna dei radicali “Tutto quello che sai sull’Europa è falso”, ricordiamo, tra le altre cose, che il numero dei funzionari di Bruxelles (55 mila) è inferiore a quello della città di Roma (62 mila con le partecipate). E comunque a tutti questi che vogliono uscire bisognerebbe chiedere: uscendo dall’Europa quali problemi risolviamo? Il terrorismo? Non mi pare. L’immigrazione? Dubito. La competitività economica? Non risulta. Ventotto Paeselli alla deriva di fronte a giganti come Cina, Russia e Stati Uniti. L’unica a rendersene conto è la Germania. Mi torna in mente la frase di un diplomatico: “L’Europa è fatta di due tipi di Stati: quelli piccoli, e quelli che non si sono ancora accorti di essere piccoli”».

Vede i margini per un’inversione di rotta?  

«Rilevo piuttosto che sono stati americani come Obama e Kerry a ricordarci che mettere insieme 28 Stati, 24 lingue e 19 Paesi con la stessa moneta, sia stato il progetto politico più ambizioso e meglio riuscito dei nostri tempi. Peccato che non ci sia più un leader europeo che abbia la forza e il coraggio di fare questo racconto al suo popolo».

L’articolo completo lo trovate su:

http://www.lastampa.it/2017/04/22/esteri/boninosenza-europa-siamo-paeselli-alla-deriva-ggC2SPxFdnaFC8vnw6q4ZI/pagina.html

che succede in venezuela?

aprile 20, 2017 Lascia un commento

In parecchi vorrebbero che la flotta USA destinata in Corea del sud cambiasse ancora direzione…

questa volta verso il mare dei Caraibi…

+

Per il capo dell’opposizione Capriles è una rivolta popolare (keystone)

+

Rivolta in Venezuela

Nel paese sudamericano sono state preannunciate altre dimostrazioni contro il Governo di Nicolas Maduro. Mercoledi ci sono stati 3 morti

giovedì 20/04/17 07:06 – ultimo aggiornamento: giovedì 20/04/17 14:21

+

Almeno tre persone sono morte negli scontri durante le manifestazioni di mercoledi in Venezuela contro il presidente socialista Nicolas Maduro. Secondo l’opposizione, due dimostranti, fra cui un 17enne, sono stati uccisi dalle milizie fedeli al Governo. Le autorità affermano da parte loro che un soldato è stato ammazzato dai manifestanti.

Teatro dei cortei, che la polizia ha tentato di disperdere con i lacrimogeni, sono stati vari centri ma è soprattutto a Caracas che si sono radunate centinaia di migliaia di persone per esprimere il malcontento verso la politica economica del Governo. Altri raduni antigovernativi sono stati preannunciati e si terranno giovedi.

In tre settimane le proteste hanno fatto una decina morti nel paese sudamericano, centinaia di feriti e altrettanti arresti.

Afp/ma

Dal TG12.30:

opinioni : domenica si vota in francia

aprile 20, 2017 Lascia un commento
Tra pochi giorni si concluderanno le elezioni presidenziali francesi e ci sono comprensibili timori che possa verificarsi un altro shock alla Trump. In particolare, le traversie dell’euro hanno intaccato la reputazione del progetto europeo (la lunga marcia verso la pace e la prosperità attraverso l’integrazione economica) e hanno fatto involontariamente il gioco dei politici antieuropeisti.E i miei contatti in Francia mi dicono che la campagna elettorale di Marine Le Pen sta cercando di spacciare le critiche alle politiche europee di importanti economisti come sostegni impliciti al programma del Fronte nazionale. Non lo sono.Io ho criticato aspramente sia l’euro che le politiche di austerità portate avanti nell’Eurozona dal 2010 in poi. La Francia potrebbe e dovrebbe fare molto meglio di come sta facendo. Ma il tipo di politiche di cui parla il partito della signora Le Pen, il Fronte nazionale – uscita unilaterale non solo dall’euro, ma dall’Unione Europea – non favorirebbe l’economia francese, ma al contrario la danneggerebbe.Cominciamo dall’euro. La moneta unica era ed è un progetto sbagliato, e i Paesi che non l’hanno mai adottata, come la Svezia, la Gran Bretagna e l’Islanda, hanno beneficiato della flessibilità che consente il fatto di avere una moneta indipendente. Ma c’è una differenza enorme tra scegliere di non entrare e andarsene una volta che sei entrato.

I costi di transizione della sostituzione dell’euro con una valuta nazionale sarebbero colossali, la fuga di capitali su larga scala provocherebbe una crisi bancaria, bisognerebbe imporre controlli di capitale e chiudere le banche fino a nuovo ordine, il problema di come valutare i contratti creerebbe un pantano legale e si aprirebbe un lungo periodo di confusione e incertezza che seminerebbe il caos nelle imprese.

Sono tutti costi che potrebbe valere la pena di sostenere in circostanze estreme, come quelle che deve fronteggiare la Grecia un’economia gravemente depressa che ha bisogno di ridurre radicalmente i costi rispetto ai suoi partner commerciali potrebbe trovare perfino una costosa uscita dall’euro seguita da una svalutazione preferibile ad anni di straziante deflazione. La Francia però non rientra in questa descrizione.

L’occupazione potrebbe andare meglio di così, ma non è in una situazione terribile: gli adulti in età lavorativa primaria hanno più probabilità di avere un impiego che negli Stati Uniti. E dalla creazione dell’euro in avanti il costo del lavoro ha seguito più o meno la media complessiva dell’Eurozona, quindi non ci sono molte ragioni per ritenere che un ritorno del franco porterebbe (o dovrebbe portare) a una forte svalutazione.

Insomma, un’uscita della Francia dall’euro comporterebbe tutti i costi che dovrebbe affrontare la Grecia, ma senza nessuno dei benefici.

Quanto all’Unione europea in generale, ci sono tutte le ragioni per pensare che l’appartenenza all’Unione, che consente alla Francia di partecipare a un mercato molto più grande di quello che potrebbe creare con le sue forze, renda l’industria francese più produttiva e offra ai cittadini francesi un’offerta di prodotti a basso costo più ampia di quella che potrebbero avere altrimenti.

Potrà non piacere, ma la Francia semplicemente non è grande abbastanza da prosperare con politiche economiche nazionaliste e isolazionistiche. E considerando i benefici di far parte di un’entità economica più grande, far parte della zona Schengen (che riduce gli attriti e fa funzionare meglio l’integrazione) dovrebbe essere visto come un privilegio, non come un fardello.

Non sto assolutamente dicendo che l’Unione europea non abbia problemi, o che la politica economica francese sia eccellente. Il consenso europeo in favore dell’austerità è stato scriteriato e distruttivo a livelli stratosferici, e la Francia è stata fin troppo pronta a imporre a se stessa un’austerità innecessaria.

A volte dico che il male economico più grave di cui soffre la Francia è l’ipocondria, una disponibilità a credere alla propaganda che la ritrae come il malato d’Europa da oltre trent’anni, nonostante continui a esibire una produttività elevata e un andamento decoroso dell’occupazione.

Il punto, in ogni caso, è che nulla di quello che ha da offrire II Fronte nazionale potrebbe servire a far muovere la Francia nella giusta direzione. Solo perché la signora Le Pen ed economisti come me critichiamo tutti e due la politica economica europea non significa che abbiamo qualcosa in comune. (Traduzione di Fabio Galimberti)

Paul Krugman, Il Sole 24 Ore, 20 aprile 2017

http://moked.it/blog/2017/04/20/orizzonti-luscita-dall-unione-non-salvera-la-francia/

l’autostima negli anziani: da un geriatra di milano ad un vescovo spagnolo

aprile 19, 2017 Lascia un commento

Scorcio di Cordoba (Andalusia)

+

Vestiti adatti e vita attiva-L’autostima dopo i 70 anni

Il geriatra Vergani: sbagliato comportarsi come trentenni

 

MILANO — «Questo Martin Amis non ha capito niente. Proporre l’eutanasia per gli ultrasettantenni… Ma si rende conto che nel 2050 si tratterebbe di fare fuori un italiano su tre? Sarà pure la provocazione di un fine intellettuale, però…». Carlo Vergani è un vulcano in eruzione. La cornetta del telefono sprizza lapilli di sconcerto a ogni bip. Direttore della cattedra di Gerontologia e geriatria presso la Statale di Milano, il professore non ha potuto fare a meno di seguire il botta e risposta sul Corriere tra lo scrittore inglese Martin Amis («A settant’anni bisognerebbe avere il coraggio di praticare l’eutanasia di massa») e il «collega» italiano Raffaele La Capria («Macché, io di anni ne ho 88, ma sono ben felice di averne vissuti 18 da “abusivo”»).

«Sa cosa le dico — commenta Vergani —. Nessuno dei due ha dato la dimensione giusta al problema».

E quale sarebbe la dimensione giusta? «Gli anziani devono rendersi conto del loro stato. Che è quello di una categoria messa ai margini. Il loro primo problema non è la salute ma la resa di gruppo a una società che prima spreme e poi segrega». Una chiamata alle armi simbolica, la sua.

«Con le dovute proporzioni, la condizione degli anziani è quella dei neri nell’America anni ’60. E allora ben venga quello che diceva Martin Luther King ai suoi: “Prima di liberarvi dai bianchi dovete liberarvi da voi stessi”». Non sarà un po’ eccessivo? «Non direi. La nostra società traccia una sorta di linea della normalità. Peccato che i “normali” siano solo gli adulti attivi. Gli altri sono anormali. E non importa se stanno bene, se avrebbero molto da dare. Sei fuori, e basta. Se non è dittatura questa… Siamo di fronte a una sorta di tirannia della normalità. E sa cosa le dico?». Prego. «Agli anziani rimprovero il fatto di stare al gioco. Sono frustranti gli atteggiamenti giovanilisti dei settantenni che si vestono da trentenni cercando di competere su terreni dove non possono che essere perdenti. E nello stesso tempo mi fanno arrabbiare quelli che si lasciano andare, che non reagiscono».

Non dirà anche lei che “vecchio è bello”. «Non condivido l’ottimismo cieco di certe pubblicità di dentiere. Ma va detto a chiare lettere che dopo i 70 c’è una nuova normalità con cui si può convivere. E convivere bene. Gran parte dell’handicap è indotto dalla società, non c’entra la fisiologia.

Guardi che io vedo morire persone in cui non trovo malattie da trattare. Rendo l’idea?».Lei chiama gli anziani a una presa di coscienza, a un recupero dell’autostima. Ma forse prima di tutto servirebbero politiche adeguate. «È giusto: basta assistenza, posti all’ospedale o nelle case di riposo. È necessaria una politica per gli anziani trasversale, che tocchi insieme lavoro, previdenza, famiglia. Ma per ottenere interventi adeguati i diretti interessati devono imparare a rivendicare».

Certo, trovare un senso alla vecchiaia è più facile per chi ha mezzi, sia culturali che economici. O no? «È così. Oggi il 5% dei nostri ottantenni è analfabeta o a malapena alfabetizzato (18%). Ma le cose cambieranno radicalmente con le prossime generazioni di anziani».

Che ne dice delle università della terza età, dei corsi di ginnastica per over 70, degli anziani che aiutano i bimbi ad attraversare davanti le scuole?

«Va tutto bene. Purché non si tratti di pannicelli caldi per nascondere i soliti rapporti di forza tra giovani e vecchi.

Quel che serve agli anziani è lavorare sull’autostima».

Rita Querzé
rquerze@corriere.it
09 marzo 2010© RIPRODUZIONE RISERVATA

http://www.corriere.it/cronache/10_marzo_09/vestiti-adatti-vita-attiva-autostima-querze_0e472fb4-2b4c-11df-bcb9-00144f02aabe.shtml

+

I dieci comandamenti della diocesi di Cordoba per invecchiare bene.

Por: Antonio Gil | Fuente: http://www.religionenlibertad.com

El verano y las vacaciones son, sin duda, una época propicia para rejuvenecer, para mostrar nuestra mejor silueta, para considerarnos más en forma.

Todo el mundo quiere ser joven y parecerlo. Incluso las personas de edad más avanzada.

Quizás porque, como decía alguien, “nada nos hace envejecer con mayor rapidez que el pensar incesantemente en que nos hacemos viejos”.

Por eso, lo mejor será pensar que aún somos jóvenes.

Como suele decir Manuel Alcántara, con su fino humor: “Y dentro de cien años, cuando todos seamos jóvenes…”. Pues, eso.

Acaso lo más interesante, y además, gran verdad, sea pensar que “toda edad tiene sus propios frutos; hace falta saberlos recoger”.

Para quien quiera conocer los secretos de “saber envejecer”, valga este decálogo fácil y sencillo.

+

 1. “Cuidarás tu presentación cada día”.

Arréglate como si fueras a una fiesta. ¡Qué más fiesta que la vida! Que al verte se alegren los ojos de los demás.

2. “No te encerrarás en tu casa ni en tu habitación”.

Saldrás a la calle y al campo de paseo: “El agua estancada se pudre”.

3. “Amarás el ejercicio físico”.

Un rato de gimnasia, una caminata razonable dentro o fuera de casa, por lo menos abrir la puerta, regar las rosas, contestar el teléfono.

4. “Evitarás actitudes y gestos de viejo derrumbado”.

La cabeza gacha, la espalda encorvada, la mirada perdida, no favorecen nada. Que la gente diga un piropo cuando pasas: “¡Qué recto va el señor! ¡Qué guapa la señora!”.

5. “¡No hablarás de tu edad, ni te quejarás de tus achaques reales o imaginarios!”.

Acabarás por creerte más viejo y más enfermo de lo que eres. A la gente no le gusta oír historias de hospital. Cuando te pregunten cómo estás, dirás que. ¡muy bien!

6. “Cultivarás el optimismo sobre todas las cosas”.

Al mal tiempo, buena cara. Sé positivo y`de buen humor. La vejez no es cuestión de años sino un estado de ánimo. El corazón no envejece.

7. “Tratarás de ser útil a los demás”.

Ayuda con una sonrisa, un consejo, un servicio. No te coloques el cartel de “inservible”.

8. “Trabajarás con tus manos y con tu mente”.

Haz lo que puedas. El trabajo es la terapia infalible.

9. “Mantendrás vivas y cordiales las relaciones humanas”.

Desde luego, las que se anudan en el hogar, integrándote a todos los miembros de tu familia.

10. “No pensarás que todo el tiempo pasado fue mejor”.

Deja de estar condenando tu mundo y maldiciendo tu momento.

Fáciles consejos que todos podemos poner en práctica.

Nos irá fenomenal.

+

Comentarios al autor: cordoba.sanlorenzo@diocesisdecordoba.com

Consulta también ¿Ser anciano, es ser viejo?

http://es.catholic.net/op/articulos/10131/cat/276/decalogo-para-saber-envejecer.html

cappotto o giacca a vento?

aprile 19, 2017 Lascia un commento

Per qualche giorno avremo meno vento e temperature più miti (Ti-Press)

Il fresco se ne andrà per poco

Da giovedì meno vento e clima mite, ma nei prossimi giorni tornano temperature inferiori alla media

mercoledì 19/04/17 10:54 – ultimo aggiornamento: mercoledì 19/04/17 10:59

Le violente raffiche di vento che hanno investito tutto il cantone e il calo delle temperature, sensibile ma chiaramente percepibile, sono due aspetti che richiamano un “colpo di coda” dell’inverno, passato da quasi un mese ma che è tornato a farsi sentire in Ticino.

MeteoSvizzera segnala che le raffiche spireranno attorno ai 30-40 chilometri orari a basse quote, soprattutto nel pomeriggio, mentre il termometro – che spesso di notte è sceso attorno ai 5 gradi (e anche meno) – non risalirà in giornata oltre i 15-16 gradi benché il sole splenda quasi ovunque.

+

Nel weekend il clima sarà ancora piacevolmente primaverile(Ti-Press)

Da domani, giovedì, il vento perderà forza e con lui anche il breve periodo di freddo. Infatti il mercurio tenderà a risalire fino ai 20 gradi °C previsti per domenica. Ma sarà una gioia di breve durata. La settimana prossima arriverà aria fresca e umida da nord-est che offrirà qualche rovescio e – di nuovo – temperature inferiori alla media stagionale.

EnCa

http://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Il-fresco-se-ne-andr%C3%A0-per-poco-9006343.html

sirena o incubo notturno?

aprile 15, 2017 Lascia un commento

(Notturno di mare,Jean Modeste)

La uata africana

+

Si spande intorno sino alla marina

il fremito bizzarro della uata,

come il gemito di fronda spezzata,

come il lamento di voce bambina.

La notte ascolta tacita la strana

nenia,mentre s’appressa muta l’onda

al lido e di lontano par risponda

dal rado bosco un’armonia arcana.

Nel mistero de l’ombra entra fugace

il tenuo suono della uata stanca,

fra il palpito flessuoso delle palme.

Già la luna sopra le acque calme

del mar si specchia,e l’ampia baia imbianca,

Assab s’addorme e pur la uata tace.

Assab by night

+

(Mario Torres 1935, Africa Orientale Italiana)

+

Cosa sia la uata non lo so,da quanto scrive mio padre pare ad una sirena,ho fatto delle ricerche invano ma al momento questa è la risposta che mi sembra più plausibile:

Mami Wata, la dea dell’acqua

2 in un affresco pubblicitario

Mami Wata è una deformazione dell’inglese Mammy Water. Così i colonizzatori chiamavano le immagini di una divinità delle popolazioni costiere del Ghana, rappresentata come una sirena. Dal Ghana il culto di Mami Wata si è diffuso in Togo e in Benin, dove è diventata una divinità del Vodu, e raffigurata spesso con dei serpenti al collo.

Ma Mami Wata è nomade e la si può trovare in molti altri paesi africani, nei Carabi, in Brasile e anche in Europa. Molte sono le sue identità e notevole la sua capacità di metamorfosi e adattamento: regina delle acque, dea della fertilità, avida accumulatrice di denaro, vanitosa e dispettosa despota nei confronti dei suoi adepti, sirena, incantatrice di serpenti, donna e uomo, ammaliatrice, prostituta e amante gelosa. Mami Wata è “moderna”, straniera rispetto ai luoghi che la ospitano, viaggiatrice ed esotica, promessa di una felicità ineffabile ma sempre più seducente.

Mami Wata incorpora le ambiguità dell’essere umano e della società contemporanea, promessa di ricchezza e minaccia di morte. Secondo i suoi adepti, vive in una bellissima e futuribile città situata nel fondo del mare, ma accettare il suo invito ad abitare la città invisibile, significa accettare di abbandonare la propria vita, la materia della propria esistenza e venire trascinati per sempre nei neri abissi dell’oceano. Firmare un patto con lei può assicurare il successo e la ricchezza ma il prezzo da pagare può essere molto elevato.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: