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Archive for the ‘Lavoro e piccoli annunci’ Category

piccolo annuncio di lavoro

febbraio 4, 2017 Lascia un commento

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Pieter de Hooc c.1660-La padrona di casa e la badante.

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Signora rumena residente a Vercelli da 16 anni offresi come badante o per lavori domestici a ore.Referenziata.Gli interessati possono contattarla rivolgendosi al numero: +39 333 4541661

cosa c’è di nuovo nelle vetrine di vercelli?

novembre 16, 2016 Lascia un commento

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Da Cristina Pelletterie in corso Libertà a Vercelli trovate borse,cinture,cappelli e berretti,guanti,ombrelli,valigie e forse credete che ciò sia sufficiente ma non lo è.

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Infatti vista la bella posizione del negozio ubicato nel nostro centro dello shopping oltre che del passeggio ecco che si presenta anche Jean Modeste occupando tre piccoli spazi nelle vetrine per ricevere forse un domani un cenno di conforto da qualche cliente che buttando l’occhio domandi…ma chi li ha fatti questi bei quadri?…

Ma diavolo li ho fatti io!

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Jean Modeste

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la Sig.ra Aurora

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ed il figlio Claudio

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Cristina Pelletterie

corso Libertà,61

13100 Vercelli

tel. 0161-250700

avviso per gli interessati

novembre 11, 2016 Lascia un commento

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ottobre 21, 2016 Lascia un commento

BELOGIC S.r.l.

BELOGIC offre un’ampia gamma di servizi di records management innovativi, tecnologicamente avanzati e basati su elevati standard qualitativi. L’obiettivo che l’impresa si pone è quello di dare ai propri clienti un supporto nella gestione degli archivi sia essa interna o terziarizzata mediante l’offerta di un’ampia gamma di servizi innovativi relativi al settore dell’archiviazione.
Telefono: 335.7042654
Email: bdelleani.belogic@libero.it

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quando il prodotto di nicchia piange

ottobre 18, 2016 Lascia un commento

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corso Libertà a Vercelli chissà quanti anni fa…

Conversando con dei politici ai tempi del varo della nostra isola pedonale in centro che è poi poca cosa mi lamentai che la libertà di alcuni veniva messa in discussione con un provvedimento vessatorio e non per ragioni così ambientali come poteva apparire a prima vista.

Ma come… mi risposero,proprio tu lo dici che viaggi sempre a piedi o in bici?

Sì,risposi,proprio io.

Anche oggi grazie al cielo viaggio a piedi se pur con maggior fatica ed idem in bici nella buona stagione,ma certi negozi li devo scansare dalla mia lista e soprattutto in inverno perchè le borse pesano e finisce che filo diritto al supermercato dove il posteggio si trova e ci vado in auto.

Crisi a parte,il posteggio che non c’è o il permesso di transito proibito hanno comunque già da tempo cambiato la mappa dello shopping e finisce che dove non si va con l’auto è avvenuta una selezione merceologica del prodotto messo in vendita.

E’ ovvio.Se la spesa da anziano non la puoi più fare in centro,la bottega chiude e con sorte al suo posto aprirà una boutique.

Anche la nostra piazza principale sta cambiandosi i connotati sotto a questo aspetto.

Nessuno oggi forse tornerebbe indietro e chissà anche con ragione,ma sarebbe interessante che un nostro concittadino esperto facesse come l’ottico Michel ed accompagnasse qualche politico lungo il nostro corso principale e cercasse una soluzione al fatto che solo una metà del corso è affollata per il passeggio e l’altra deserta o giù di lì.

Che affrontasse il tema dei posteggi e invitasse certi esercizi a redistribuirsi in zone dove si possa far quadrato coi colleghi e dare il meglio della città in un unico agglomerato commerciale centrale di livello superiore.

Suscito un vespaio?

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Dentro la crisi di Via Nassa

Pier Giorgio Michel ci accompagna tra le serrande abbassate delle boutiques di lusso del salotto cittadino

martedì 18/10/16 06:08 – ultimo aggiornamento: martedì 18/10/16 14:04

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Dalle griffes di lusso… ai tranci di pizza?

Sfrattato dopo 43 anni: l’Ottico Michel a fine mese dovrà chiudere i battenti.

E così sono una decina i commerci che, negli ultimi anni, hanno dovuto – o dovranno – dire addio a Via Nassa, forse la via dello shopping più famosa del Ticino: Lucilla, Cashmere Square by Balmelli, Beldona, Tavolozza, Di Varese, Cafè Retrò, Vanini, Banque de Crédit et de Dépots e appunto Ottico Michel.

Il cambiamento della clientela dovuto alla fine del segreto bancario, gli affitti troppo alti, la scarsa raggiungibilità a causa delle modifiche alla viabilità introdotte dal PVP, il caro parcheggi in centro, il calo del turismo ed infine la sempre maggiore difficoltà nel trovare una successione in caso di impresa a livello famigliare.

Sono questi, secondo Pier Giorgio Michel, memoria storica di Via Nassa, i principali motivi che stanno alla base delle varie chiusure, ravvicinate, che stanno modificando il volto del salotto buono della città.

Secondo i dati del Municipio, fino al 2015, nell’ambito del commercio al dettaglio in città si sono registrate 17 partenze e 79 arrivi. Dunque non si registra “una tendenza alla diminuzione delle attività economiche”.

L’esecutivo, in risposta ad un’interrogazione del gruppo UDC dello scorso mese di maggio, riconosce tuttavia la presenza di alcuni fattori che possono portare alla chiusura di determinati commerci: l’e-commerce, la concorrenzialità delle zone di confine e dei grandi centri commerciali, gli affitti e la tendenza per alcuni comparti (ad esempio Via Nassa) “all’eccessiva settorializzazione” verso negozi di alta gamma.

Negli anni questa via ha sempre saputo re-inventarsi. Saprà farlo anche stavolta?

“La crisi – racconta infine Michel – dura da almeno cinque anni. Migliorare? Non sarà semplice. Io ho dei subentranti, una pizzeria di Bellinzona. Ma non la vorranno…”.

joe.p.

 

ERRATA CORRIGE: a differenza di quanto pubblicato in un primo tempo precisiamo che la Boutique Les Ambassadeurs non ha chiuso, ma si è trasferita – l’8 luglio 2010 – dal numero civico 11 al numero 5 (ha rilevato lo storico negozio Weber & Bleuer) ed è sempre viva e molto dinamica sulla Via Nassa.

I locali che occupava sono però tutt’ora vuoti.

Il Video è al sito:

http://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Dentro-la-crisi-di-Via-Nassa-8174590.html

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bancario consulente naso fino

ottobre 18, 2016 Lascia un commento

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La mia mamma mi voleva bancario.Era il cosiddetto posto sicuro ma oggi lo è molto di meno.Lo dicono gli esuberi che ci sono stati negli anni passati,quelli prima e durante le fusioni che hanno fatto delle nostre banche quanto leggiamo sui listini di borsa odierni.

Una volta aprivano sportelli che ora chiudono e l’impiegato è trattato così così dalla direzione e male dai clienti quando non anche dai superiori se non raggiunge i traguardi decisi da chi sta in alto.

Se poi fà perdere dei soldi in qualche investimento proposto da coloro che la sanno lunga sui gusti dei clienti si ritrova trasferito da qualche altra parte per non vedersi sempre le stesse facce attorno a reclamare.

Qualora poi i soldi li perdesse la banca prestando a chi non doveva,il funzionario percepisce un bonus di questo tipo…lo spostano in archivio nel caveau in basso giù dalle scale dove si trovano le cassette di sicurezza.Senza finestre ed alla luce artificiale tutto il giorno.

Fosse però uno in gamba tranquilli che ha fatto solo il suo dovere.I tempi sono duri e già grazie che non lo lascino a casa per assumere un impiegato giovane che costa meno all’impresa.

Anche ieri era così più o meno,ma la supposta aveva una faccia un pò meno cruda.

Si lamentano anche gli svizzeri i quali come spiega l’articolo erano partiti favoriti per ritrovarsi oggi ad affrontare un panorama che è cambiato.

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Paradeplatz a Zurigo, luogo simbolo del sistema bancario svizzero (reuters)

C’era una volta il bancario…

I mutamenti globali sulla piazza elvetica inducono le banche a cercare profili sempre meno legati alla finanza

lunedì 17/10/16 06:08 – ultimo aggiornamento: lunedì 17/10/16 06:08

Le banche attive in Svizzera si distinguono per uno stato di estrema solidità anche in un contesto nazionale e internazionale impegnativo. Nel 2015 hanno infatti potuto accrescere il proprio risultato operativo del 5% a CHF 64,6 miliardi, continuando a erogare crediti con la massima costanza a favore dell’economia e dei privati. Nel segmento della gestione patrimoniale transfrontaliera, la piazza finanziaria elvetica si è riconfermata l’indiscussa numero uno, con una quota del mercato globale pari al 25%”.

Queste sono le prime righe del comunicato stampa diffuso dall’Associazione Svizzera dei Banchieri lo scorso 1. settembre in occasione della presentazione del “Barometro bancario 2016” che ha avuto luogo a Zurigo.

Un settore quindi in salute. Se non che, continuando la lettura del comunicato, arrivano anche le note dolenti.

Le banche svizzere continuano a brillare per solidità, ma il settore sta anche riducendo gli impieghi (tipress)

Nel 2015 si sono persi 1012 posti, ovvero circa l’1% dei 103’000 in tutta la Svizzera. E nel primo semestre del 2016 erano già in 3454 gli impieghi soppressi, ovvero il 4,1%.

Ma non ci sono solo i licenziamenti dovuti alle ristrutturazioni. Un altro elemento importantissimo è il tipo di formazione che viene richiesto a chi vuole occupare una posizione nel settore bancario.

Alberto Stival è vicedirettore del Centro Studi Bancari di Vezia. Un osservatorio privilegiato per capire quali sono le nuove esigenze del mondo bancario. “Si cercano sempre più persone per la gestione dei rischi e fiscalisti. In futuro inoltre si svilupperanno molto i settori legati al fintech, e quindi aumenterà la richiesta di personale con una formazione nel campo dell’IT

Alberto Stival, vicedirettore del Centro Studi Bancari di Vezia (CSB)

Consulenti messi sotto esame

Quanti clienti può portare?” Questa domanda era tra le più importanti, in alcuni casi la più importante che ci si sentiva rivolgere, molto spesso, durante un colloquio di assunzione in ambito bancario.

La capacità di acquisire clientela rimane un tassello importante, ma oggi le banche devono giocoforza puntare maggiormente su altre qualità in sede di valutazione di un collaboratore. E si stanno adeguando. Non solo quando si tratta di nuove assunzioni, ma anche chi opera da anni in un istituto è chiamato a dover dimostrare di possedere quelle conoscenze richieste dalla funzione, con tanto di esami.

 

Si diversificano le qualità richieste nei colloqui d’assunzione in ambito bancario (srf)

Dice ancora Alberto Stival “La novità maggiore è la certificazione dei consulenti, che riguarda molte tipologie di banche, dalle grandi alle piccole alle cantonali. La Romandia è ancora restia a questo genere di approccio, mentre la Svizzera tedesca è più aperta e anche in Ticino si sta procedendo a grandi passi con queste certificazioni”.

Il Centro Studi Bancari che ha sede a Vezia (CSB)

“La piazza ticinese ha perso delle competenze”

Il problema del personale qualificato in Ticino è fondamentale. Il futuro della piazza non potrà più vivere di solo private banking, come fatto fino a d’ora, approfittando del segreto bancario che portava nei forzieri molti capitali non dichiarati.

Spesso al cliente italiano bastava essere sicuro dell’impermeabilità del sistema elvetico in quanto a informazioni fiscali all’estero.

La decadenza del segreto bancario impone nuove sfide alla piazza finanziaria per attirare la clientela (tipress)

Ora la piazza dovrà essere in grado di fornire consulenza non solo al titolare dell’azienda dal punto di vista privato, ma anche all’azienda stessa. La Lombardia e il Nord Italia in generale, sono una zona industriale tra le più avanzate d’Europa e quindi un immenso bacino di potenzialità per il mondo bancario svizzero e ticinese in particolare.

La domanda è: abbiamo le risorse, le conoscenze, il cosiddetto “know-how” per poter eccellere anche in un tipo di consulenza al quale la piazza ticinese era poco abituata?

Dobbiamo ricostruire le competenze in consulenza aziendale che non abbiamo più” ci dice ancora Stival “e forse non abbiamo tutte le capacità in casa. Ben vengano persone competenti da fuori, ma accanto alla formazione delle forze locali

Natalia Ferrara Micocci, segretaria regionale dell’ASIB (rsi)

Nessuna differenza quando si tratta di difendere gli interessi dei bancari

Una diversificazione delle professioni significa anche un maggior impegno a difesa dei diritti dei collaboratori del settore bancario. Gli aspetti da tenere in considerazione si moltiplicano.

Parlare di “sindacato” per chi lavora in banca è sempre stato quasi un tabù. Eppure ultimamente si assiste ad una presa di coscienza che il posto di lavoro può essere a rischio, così come alcuni diritti che si pensavano acquisiti.

A difendere gli interessi dei bancari c’è l’Associazione Svizzera Impiegati di Banca (ASIB). A Natalia Ferrara Micocci, segretaria regionale dell’ASIB abbiamo chiesto se questa frammentazione di professioni non riduca la forza dell’associazione.

ASIB rappresenta il personale bancario suo affilato indipendentemente dalla mansione che svolge nell’istituto di credito per il quale lavora. Il che ci permette, tra l’altro, di fondare la nostra azione sulla conoscenza dei vari ambiti professionali del settore bancario, a tutto vantaggio dell’efficacia della nostra azione” ci dice la segretaria regionale

“L’anno prossimo ASIB raggiungerà i 100 anni di attività (è stata fondata nell’aprile del 1918) e, tra i suoi oltre 8’000 soci, annovera professionisti in diversi ambiti, tutti dipendenti nel ramo finanziario o assicurativo. Non c’è divisione, né frammentazione, anzi, i temi centrali come il salario, l’orario di lavoro, le vacanze e la salute sul posto di lavoro, sono comuni all’interno di un istituto a tutti i dipendenti, che siano essi  informatici, giuristi, cassieri, consulenti e via di seguito” conclude Natalia Ferrara Micocci.

Marzio Minoli

Le interviste le trovate su:

http://www.rsi.ch/news/svizzera/Cera-una-volta-il-bancario…-8159197.html

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solo per clienti solvibili

ottobre 15, 2016 Lascia un commento

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Auto e moto su misura

Un’attività ancora poco conosciuta in Svizzera: un giovane ticinese personalizza e restaura mezzi d’epoca, creando pezzi unici

sabato 15/10/16 07:45 – ultimo aggiornamento: sabato 15/10/16 07:45

Luca Santaniello, classe 1991, ama le moto. Le ama da quando, a 14 anni, è salito in sella di quello che per lui è rimasto “il mitico Ciao”. Una passione che negli anni, dopo aver svolto gli studi necessari a diventare designer, lo ha spinto a farne una professione. Oggi Luca ha una sua società di grafica – Studio 91 – basata a Lugano e una parte dei servizi offerti riguarda proprio le due e le quattro ruote.

Custom Garage permette infatti ai clienti di personalizzare e di restaurare la propria moto o la propria automobile. L’obiettivo?

Avere un pezzo unico, prodotto non in serie, che rispecchi i gusti personali.

BMW R 60/5 customizzata da Studio 91(AK Pho tography)

Luca si muove in un mercato di nicchia, sì perché – come ci racconta – “se all’estero questo tipo di attività ha preso piede, in Svizzera ci sono ancora pochi customizzatori, perciò è un concetto ancora da sviluppare e da consolidare”.

Su richiesta Luca si occupa anche di svolgere la ricerca per scovare il modello sognato dal cliente: “Io – quando posso – preferisco lavorare su modelli vintage, che abbiano almeno 20-30 anni”. La tipologia di clienti?

“Ci sono, ovviamente, i grandi appassionati – ci spiega il giovane designer – però possedere un certo tipo di moto, penso ad esempio alle Harley Davidson, sta diventando sempre più una moda, quindi accanto agli intenditori ci sono anche gli appassionati del fashion trend”.

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Non solo moto…(Studio91)

Nel prossimo futuro – visto il successo che le sue moto stanno riscuotendo ai motorshow a cui partecipa – l’intenzione del giovane ticinese è quella di allargarsi, aprendo il suo vero e proprio garage, non più solo virtuale.

Camilla Luzzani

http://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Auto-e-moto-su-misura-8163289.html

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