Archive

Archive for the ‘gossip’ Category

possibile?…sì forse,ma dipende anche da dove e come nasci e chi frequenti

Per conto mio credo che sia tutta invidia.E’ da quando sono ragazzo che sento dire che gli italiani leggono poco,forse sarà che mancano di curiosità,oppure che i prezzi dei libri sono troppo alti mi viene voglia di rispondere o forse che gli autori di oggidì coinvolgono troppo poco,o infine che i miei connazionali lavorano talmente tanto da non averne il tempo.

Se debbo fare un confronto non suffragato da statistiche trovo che noi da ragazzi in treno così come in aereo o in giro durante un qualche intervallo privilegiavamo la conversazione alla lettura,mentre gli inglesi o gli americani alla prima occasione tiravano fuori un libro e non fraternizzavano.Timidezza o menefreghismo?

Non lo so.Ma ricordo di come la cultura generale non fosse privilegio di nessuno e che in geografia gli americani erano naif…per dirla con un termine pittorico.

+

“Orrore” (keystone)

Italiani bocciati in cultura

“Chi mai avrà scritto l”Amleto’? Forse Dante Alighieri? Magari Giacomo Leopardi?”

mercoledì 12/04/17 13:56 – ultimo aggiornamento: mercoledì 12/04/17 14:00

+

“L’Urlo” di Edvard Munch? Un film di Dario Argento. “I promessi sposi”? Un romanzo di Giovanni Boccaccio. Il “Cenacolo” di Leonardo da Vinci? Dipinto da Michelangelo a Roma, vicino al Colosseo.

Sono alcune delle risposte che 2’500 italiani d’età compresa fra i 18 e i 65 anni hanno dato nel corso di un sondaggio promosso da Libreriamo, testata digitale “per chi ama libri e cultura”.

Dall’indagine, realizzata consultando siti e forum in rete, risulta che una persona sua due (il 52%, per l’esattezza) ha preso, o è solita prendere, granchi da incubo.

Ne sarebbe responsabile, soprattutto, la scarsa propensione alla lettura.

ANSA/dg

http://www.rsi.ch/news/vita-quotidiana/cultura-e-spettacoli/Italiani-bocciati-in-cultura-8979211.html

san remo

b-1024px-casino_di_sanremo

Il Casinò di Sanremo in una immagine d’epoca

A San Remo staccato… come scriveva mio padre morì mia zia.Era sempre stata un’appassionata di giuoco d’azzardo e quando andò in pensione pensò che non valeva la pena di prendere un treno per andare a giocare quando ci si poteva andare a piedi facendo un pò di quel moto che dicono che fa bene a tutti.E si ritirò a San Remo.

Ma il cuore non le resse,avrà perso troppo per le sue possibilità.Che altro devo pensare.

Mio padre non condivideva i gusti della sorella anche se per fare benzina ad un aereo che si trovava ad Albenga mi raccontò che lui ed il pilota fecero una puntatina al casinò uscendone vittoriosi.Aneddoti del passato.

a-dsc02876-aviodromo-di-milano-38-cesare-cattaneopapa-ago1939

Mi è piaciuta questa poesia di papà (a destra nella foto) dedicata non tanto alla città ligure quanto al gioco,e la condivido.

+

San Remo

Surse sacrato al giuoco che diletta

un nuovo tempio a festa ognor parato,

di numeri le preci,i sacerdoti

di lingua infraciosati e di alti modi.

Surse fra i fiori in tepida riviera

laddove il verno cede l’armi vinto,

surse fra il coro d’onde,ulivi e venti,

splendente come il raggio che sfavilla

sull’oscillante crespo in mille luci.

Veglia l’altare la bendata dea.

Strano rito fra lucide vetrate,

al murmure di fidi intenti in prece,

si compie innanzi a una silente ruota

su manto verde di fatati segni.

Non sacri capri,ne campestri doni,

non calici ferventi a propiziare

l’estroso volto della dea Fortuna,

ma lievi d’osso variopinti dischi,

che il sacerdote aduna,conta,sparte.

Molti convengon per cercar l’oblio,

molti a tentar l’ascesa senza stille

di faticati passi ver la meta

che brame acquieti e il viver rassicuri,

molti pel brivido ch’inganna le ore,

ma tutti,infin,per l’oro ch’è signore

d’ogni pensiero e d’ogni umana pena.

(Mario Torres)

+

Eugène Ferret (… – …) è stato un architetto francese.

Vissuto a cavallo degli anni tra il diciottesimo ed il diciannovesimo secolo, progettò l’edificio del casinò di Sanremo, ancora oggi sede della casa da gioco matuziana.

L’architetto Ferret si aggiudicò l’opera di costruzione del casinò Kursaal tra altri sei progetti presentati. Il successo del progetto fu dovuto alla scelta per l’edificio dello stile liberty in quel tempo tanto in voga nella vicina Francia. L’inaugurazione dell’imponente edificio, avvenuto il 12 gennaio 1905, lo vedeva adibito a teatro dove venivano organizzate feste, concerti e dove veniva praticato il gioco d’azzardo anche se senza autorizzazione ufficiale. Tale attività venne legalizzata con regio decreto-legge del 22 dicembre 1927 n. 2448.(wikipedia)

 

+

Galleria di personaggi

Il Casinò di Sanremo vanta frequentazione di illustri personaggi, che hanno contribuito a cementare l’immagine e il brand dell’azienda nel corso dei suoi oltre 110 anni di attività.

Carlo Dapporto nel dopoguerra allestì a Sanremo, nell’ex Salone delle Feste, la prima del suo spettacolo “Riviera Folies” che poi fece il giro dell’Italia e dell’Europa.

Gli stessi Eduardo e Peppino De Filippo furono scoperti dal Teatro della Casa da gioco, dove si esibirono più volte.

Eduardo raccontava: “Alle quattro pomeridiane con grande dispetto dei camerieri, a passo scozzese, Peppino ed io, andiamo ad occupare la nostra tavola di angolo nel ristorante del Casinò per la colazione all’ora del tè …. Dopo colazione a volte andiamo su… alle sale superiori. Non vi dico se io vinco o perdo. Vi basti sapere che il mio numero preferito è il 14. Sul colore non punto mai. Siamo o non siamo? Io vado a caccia del milione…”.

Peppino De Filippo invece: “A me piace Sanremo: Quando penso che dalle sale del Casinò si può venir via ricchi, mi vengono i brividi, divento timido, mi imbroglio tra il 14 ed il 24, il 26 ed il 16 e mi rimetto i gettoni in tasca…. Sono fatto così!”.

Nelle Sale della Casa da gioco si potevano incontrare Vittorio De Sica, Re Gustavo Di Svezia, Re Leopoldo del Belgio, Ranieri e Grace di Monaco, Re Faruk, che negli Anni 50 visitava quotidianamente i tavoli verdi.

Durante un celebre poker si autoproclamò quarto re avendone in mano altri re. Fu un “poker” anomalo ma che nessuno ebbe il coraggio di contestare.

Vittorio De Sica tornava spesso a Sanremo soprattutto nel periodo festivaliero. Era un grande giocatore ed era solito ripetere: Con quello che ho giocato posso intitolarmi la parte destra del Casinò, la torretta.

Anche oggi alcuni personaggi del mondo dello spettacolo, della cultura, dell’arte frequentano la Casa da Gioco e mantengono vivo il loro legame con il Casinò Sanremese.

Curiosità storiche e artistiche.

L’origine delle carte da gioco, che normalmente vengono utilizzate oggi, può farsi addirittura risalire all’epoca degli antichi egizi.

I faraoni si affidavano, infatti, a sacerdoti ai quali si attribuiva la capacità di leggere gli eventi naturali attraverso i numeri.

Da sottolineare che la numerologia delle carte si trova anche nel calendario ebraico.

Interessante riflettere sul fatto che le carte da gioco siano 52, come il numero delle settimane in un anno, il mazzo delle carte sia contraddistinto da 4 semi, 4 come le stagioni; ad ogni seme appartengano tredici numeri come i mesi lunari, presenti nel calendario ebraico, ed infine i 4 re, che richiamano i 4 elementi primordiali, acqua, aria, terra e fuoco.

Il Piede fortunato della “Cica Cica”.

La ritualità e la proverbiale superstizione dei giocatori si evidenzia nel gesto benaugurante del tocco del piede della statua, da sempre propiziatrice di buona sorte.

La scultura venne realizzata da Odoardo Tabacchi e conosciuta come “Cica Cica” o semplicemente “la Cica”. L’amministrazione comunale di Sanremo la vinse in un concorso bandito per l’Esposizione della scultura di Torino, nel lontano 1884.

Essa rappresenta una fanciulla nuda seduta su uno scoglio, con le braccia piegate in gesti di scherno e scongiuro, da cui il nome “cica-cica”. Il critico d’arte Ugo Fleres la descriveva così: “…una fanciulla assai bella ed allegra ha superato le sue compagne e, posatasi a sedere su uno scoglietto, di là fa il verso beffardo della Cica-cica a quelle che ancora diguazzano nell’acqua.”

Non tanto la sua nudità, quanto il realismo con cui le sue forme vennero descritte, fecero sì che la statua fosse giudicata “inadatta” al Palazzo Comunale e destinata alla Casa da Gioco.

Il Bronzo de “Il Pescatore”.

Tra i “gioielli” artistici conservati nel Casinò si può ammirare una preziosa copia del “Pescatore” (Museo Nazionale del Bargello di Firenze) di Vincenzo Gemito (Napoli 1852 – 1929).

Il realistico bronzo, che si trova al primo piano, sarebbe un’opera piuttosto tarda dell’artista, posteriore al 1922, probabilmente mai rifinita.

La scultura rappresenta un fanciullo nel momento stesso in cui stacca dall’amo un pesce che ha appena abboccato. Essa ha un verismo eccezionale, capace di rendere lo spirito allegro e spensierato del fanciullo, ma anche di descriverne con precisione ogni piccolo particolare anatomico.

http://www.casinosanremo.it/azienda/curiosita/

quanto costa rompere il contratto con l’unione?

febbraio 28, 2017 Lascia un commento

Altro che il misero mezzo sheqel…del nostro articolo precedente,in questo caso si parla di miliardi e come annunciavamo precedentemente non è escluso che per ritirare la propria fetta di torta dalla cassa comune si facciano non solo delle parole ma pure si venga alle mani.

Non per rubare ma per darsele…di santa ragione nel caso non ci si metta d’accordo sulla cifra.Ognuno pensa di valere anche quello che non vale e ci sarà da ridere…al meglio della situazione.

+

 fotobarclays-cheque-book-and-english-cash-currency-uk-account-details-cbh1eyla foto è di nostro gusto e scelta

—————————————————————–

Brexit, il bluff della May sulla crescita britannica

Ferdinando Giugliano

Manca un mese alla fine di marzo, data entro cui la premier britannica Theresa May ha promesso di avviare le procedure per l’uscita dall’Ue. Ma la partita a poker tra Londra e Bruxelles sulle condizioni della Brexit è già abbondantemente cominciata. Forte di un’economia che ha continuato a crescere dopo il referendum, May ha fatto intendere che il suo governo propende per un’ hard Brexit .

La Gran Bretagna rinuncerebbe dunque a rimanere nel mercato unico per poter mantenere il controllo dell’immigrazione. Il calcolo del governo britannico è che i Paesi dell’Ue non abbiano interesse a penalizzare le loro aziende che esportano verso un Paese che continua a crescere, e saranno dunque aperti a un accordo commerciale amichevole. Tuttavia, come una pokerista inesperta, la May sembra stare esagerando col suo bluff. Vero, molti analisti avevano previsto che la Gran Bretagna sarebbe entrata in recessione dopo il voto del 23 giugno, mentre il Paese ha chiuso l’anno con il secondo tasso di crescita più forte del G7, dietro solo alla Germania.

Ma lo slancio degli ultimi mesi è dovuto principalmente a un boom dei consumi, alimentato dalla diminuzione dei tassi di risparmio e da un aumento dei prestiti. Con l’inflazione in ripresa a causa del forte deprezzamento della sterlina, il rischio che il motore della crescita britannica si arresti è reale. May potrebbe ritrovarsi con l’economia in frenata proprio quando avrebbe maggiore bisogno di mostrare la sua solidità davanti ai partner europei.

Nel frattempo, la Commissione sembra convinta della forza della sua mano. La settimana scorsa, il presidente Jean-Claude Juncker ha ricordato ai britannici che il conto per l’uscita rischia di essere “molto salato” La Gran Bretagna ha davanti un potenziale debito da 60 miliardi di euro, che comprende i contributi ai progetti comuni in cui ha preso parte, e il costo delle pensioni dei funzionari europei nati oltre-Manica. Per Bruxelles, qualsiasi discussione sulle future relazioni commerciali potrà avvenire solo dopo che Londra avrà staccato l’assegno.

La linea di Juncker non raccoglie certo un consenso unanime. Dalla Germania, Stephan Mayer, un parlamentare della Cdu vicino al Cancelliere Angela Merkel, ha detto subito che una posizione così dura non è nell’interesse della Germania.
Ma fonti governative italiane e tedesche hanno confermato venerdì al Financial Times che la strategia della Commissione gode di ampio consenso a Roma e a Berlino. Poiché la Francia si è già schierata su posizioni oltranziste, l’unico grande alleato della Gran Bretagna rischia di essere la Spagna.
L’altro problema di Londra riguarda la debolezza della sua strategia. Quando a fine marzo partirà il timer dei due anni di negoziazione previsti dai Trattati, il governo britannico sarà inevitabilmente in una posizione precaria: in assenza di un accordo, il Regno Unito potrebbe contare solo sulle regole concordate a livello di Organizzazione Mondiale del Commercio. E siccome la proporzione di aziende britanniche che esportano verso l’Ue è maggiore rispetto a quella delle aziende Ue che esportano verso la Gran Bretagna, è evidente che uno stallo penalizzerebbe maggiormente Londra.
Con i laburisti in calo nei sondaggi a causa dell’estremismo di Jeremy Corbyn, e i liberaldemocratici ancora incapaci di canalizzare verso di loro larghe fette dell’elettorato pro-Ue, May è per ora padrona del panorama politico britannico. I rischi, tuttavia, sono tutti dietro l’angolo: allo scadere dei due anni di negoziato, il governo britannico dovrà mostrare le sue carte. May si pentirà a quel punto di non aver detto agli elettori di non avere alcun asso nella manica.

(27 febbraio 2017)

http://www.repubblica.it/economia/affari-e-finanza/2017/02/27/news/brexit_il_bluff_della_may_sulla_crescita_britannica-159410997/

uomini di peso… e monete

febbraio 27, 2017 Lascia un commento

mezzo-0-5-shek-han-87-big

La nuova moneta da mezzo shekel introdotta nel settembre del 1985.La lira è lo stemma dello stato di Israele.

+

Per intanto spieghiamo cosa è il siclo (sheqel)… senza darcela da professori in modo da evitare di ritenerci quello che non siamo… come spiega il rabbino con quanto scrive in basso.

+

Il siclo (sheqel in ebraico) è un’antica unità di peso. Era in uso nel medio oriente e nella Mesopotamia. Per lo più si intende un’antica unità di peso ebraica. Il termine deriva dal verbo ebraico “shaqal”, che significa “pesare”[1]. Il valore è notevolmente variato nel tempo e nei diversi luoghi.

Con lo stesso nome si indicavano monete sia in argento che in oro del peso di un siclo. Sia i fenici che gli ebrei battevano sicli. In Mesopotamia veniva valutato 1/16 di darico (7,5 oboli attici), cioè mezzo grammo di oro.

L’uso di unità di peso come unità monetarie era comune nel mondo antico fino al Medioevo e ne è rimasta traccia fino ad oggi nel linguaggio: in inglese la parola pound indica sia la libbra che la sterlina, mentre in italiano le parole lira e libbra derivano entrambe dal latino libra, “bilancia”.

Il peso del siclo ebraico poteva variare tra i 10 e i 13 grammi. Un siclo valeva 20 ghere e cinquanta sicli formavano una mina.

Un talento era pari a 3000 sicli (circa 30–40 kg) come si ricava da Esodo 38, 25-26. L’armatura di bronzo del gigante Golia pesava 5000 sicli (1 Samuele 17, 5), cioè 50 – 65 kg.

Si pensa che i “30 pezzi d’argento” di Giuda fossero sicli di Tiro. Un siclo d’argento era allora il salario giornaliero di un bracciante.

L’attuale moneta di Israele ha nome siclo (sheqel).

(wikipedia)

+

“Ciascuno di noi, nel contesto collettivo, non conta più di mezzo siclo.

Non di più, per non ritenersi indispensabile; ma neanche meno, per non considerarsi mai una nullità”


Benedetto Carucci,Rabbino.

(http://moked.it/unione_informa/170226/170226.html)

e se il guardiano fosse poco onesto?

febbraio 20, 2017 Lascia un commento

sacks-download

Jonathan Sacks,
rabbino

Noi non siamo proprietari della ricchezza che produciamo, ma semplicemente i suoi guardiani.

+

Ieri all’Arena gridavano sui vitalizi…

Dal giorno del fallimento della Lehman Brothers il mondo ha dovuto confrontarsi ancora una volta col fatto che l’euforia dei mercati finanziari dura quel che dura e che prima dell’ingiustizia sociale accusata di ogni male viene quella creata dalla politica.

Se i politici fanno sì che un paese sia governato bene ed un altro male è quasi certo che l’ingiustizia sociale farà più danni in quello governato male ma quasi mai un politico ammette di non sapere fare il suo lavoro.

Nel frattempo ci sono state guerre,guerricciole e guerrette,ma nulla troppo indigeribile per quei popoli che hanno ancora del reddito da parte,ma purtroppo ci sono anche milioni di persone che cercano di lasciare la miseria dietro a se abbandonando tutto pur di arrivare dove credono di trovare una vita migliore che ancora non gli si prospetta all’orizzonte.

A me non interessa se 8 persone intelligenti e che sanno fare i propri affari detengono risorse finanziarie immense.

Se è una ricchezza che deriva dal fare bene e da un buon uso del cervello non ci vedo nulla di male.

E se il paese dove vivono è governato bene contribuiranno per il giusto di quanto detengono in più degli altri per fare prosperare la comunità in cui vivono.

Almeno così mi pare.

Trump grida?

Gridiamo anche noi.

E… secondo il mio parere è l’aggressività verbale usata dai politici di quasi tutto il mondo che è in netto aumento.Con il che deduco che le cose vanno male.Per qualcuno.

Sia che ci siano elezioni in programma come pure no,sembra che tutti stiano dandosi da fare per arrivare non solo a quel potere che tra l’altro nessuno di loro è affatto sicuro di sapere gestire bene (o meglio del precedessore ) per il paese o la comunità di appartenenza ma pure si attaccano sul piano personale come se le colpe si dovessero addebitare tutte ad un solo gruppo dirigente e non venissero invece da epoche lontane quando per una serie infinita di ragioni non è stato possibile porvi alcun rimedio allora.

Vanno sui socials e in Tv solo per innescare nuove polemiche,e se c’è da parlare che fanno invece?

Gridano!

E senza volergliene passano così dalla parte del torto perchè il buon senso non sempre si accompagna alla prepotenza.

Ma sei mesi fa non era così…

Noi è dalla data del referendum che abbiamo perso la trebisonda.Prima del referendum era campagna elettorale,ed ora se ne sta facendo un’altra.

Quando il governo possa fare il suo mestiere non si sa o non lo si vede.

Ognuno ha uno slogan per giustificare un determinato atteggiamento e in molti mettono avanti il popolo quando in realtà il popolo non si scomoda ne per essere d’accordo ne per dissentire.

Però ha votato.

Ed è preso a risolvere i propri problemi quasi da solo perchè i suoi rappresentanti sono in altri affari affacendati.

Del perchè si sia arrivati a protrarre nel tempo le stesse divisioni che c’erano tra stati italiani prima dell’unità trasformate oggi in beghe politiche di colore vario è una caratteristica che non perdiamo,non decidevano forse per noi gli austriaci o i francesi?

Non solo.Da un partito ne nascono volentieri due quando non tre,il che significa che possedere un partito è potere…e sono soldoni di tutti che prendono una nuova direzione.

Se no a cosa servirebbe l’otto per mille?

Ad opere di bene e cioè a finanziare chi rischia in proprio con i soldi altrui.

Nessuno si pone la domanda di come avrebbe potuto finire se avesse vinto il SI.

Ma tutti vedono il casino che c’è in giro avendo votato NO.

Eppure così siam fatti.

Senza ingovernabilità pare che non si viva bene.

Gli unici che obbediscono ai loro capi restano i Tedeschi i quali a volte obbediscono sin troppo.

Inglesi,francesi,italiani,greci,rumeni sono ora alle prese con una serie di problemi.Pure gli USA.Ed anche i Russi come si legge lo sono con gli Ucraini.

La gente credo vorrebbe un pò di pace e di prosperità e invece son solo parole,urla e polemiche.

Se si spezza la UE per arrivare a dividersi la torta depositata in cassa c’è pure il rischio di far botte.

Ci scommetto.

Chi mancava ancora all’appello?

Gli Olandesi.

Eccovi serviti,ma non dimenticate che è un punto di vista nord-americano cioè non proprio amichevole…

Dopo il Brexit verrà il Nexit?

afb28400-f699-11e6-9bd9-5f7b94b75658_rtsz8r8

Il leader della destra Geert Wilders in campagna elettorale a Rotterdam per le elezioni del rinnovo parlamentare previste il 15 marzo 2017

+

Could ‘Nexit’ follow Brexit after Dutch elections?

https://finance.yahoo.com/news/could-nexit-brexit-dutch-elections-112806988.html

 

dall’album dei ricordi

febbraio 16, 2017 Lascia un commento

Da Monte Paschi a “121”. L’ultima guerra tra dem finisce a banche in faccia

Ricatti e accuse in Direzione Pd: si rinfacciano vent’anni di scandali tra scalate e intrecci

È solo poi il caso di ricordare che, proprio in quegli anni, nel 2005, con l’esplosione di «bancopoli», Fassino leader del partito si congratulava con Consorte, in merito al tentativo di scalata a Bnl da parte di Unipol, con la celebre frase «abbiamo una banca».

Anche altri dissesti finanziari sono stati poi, alla fine, ricondotti al Monte. Come Banca 121 di Vincenzo De Bustis, ex Banca del Salento, divenuta nota alla cronaca giudiziaria per la vendita di prodotti discutibili (My Way) e affidata nel 2002 a Mps per la non modica cifra di 2.500 miliardi di lire. Dietro l’operazione si diceva che vi fosse D’Alema che tuttavia ha sempre negato ogni coinvolgimento.

Insomma le «banchette toscane» citate dall’ex premier, è proprio il caso di dirlo, arrivano alla fine di una consolidata storia di scandali. Certo, il crac dell’Etruria, commissariata a fine 2015 lasciando in panne obbligazionisti e azionisti, è stata l’inizio della fine del governo Renzi. D’altro canto Pierluigi Boschi, padre di Maria Elena Boschi, tra i ministri chiave del precedente governo, era arrivato ai vertici del gruppo bancario insieme all’ascesa politica della figlia. Oggi comunque la fine all’era renziana potrebbe essere messa dal Mediocredito del Friuli Venezia Giulia, partecipato al 55% dalla Regione governata da Debora Serracchiani e alle prese tra una sfilza di bilanci in rosso e una montagna di crediti deteriorati. La regione pareva spingere per un’alleanza con Iccrea, ma le trattative sembrano essersi raffreddate. In questo scenario certo è che chi è senza peccato è proprio il caso di dirlo, scagli la prima pietra.

+

http://www.ilgiornale.it/news/politica/monte-paschi-121-lultima-guerra-dem-finisce-banche-faccia-1364290.html

ode al casino

febbraio 15, 2017 Lascia un commento

afranz_ludwig_catel_-_crown_prince_ludwig_in_the_spanish_wine_tavern_in_rome_-_wga4567

Franz Ludwig Catel-Il Principe ereditario di Baviera all’osteria spagnola di Ripa Grande (Roma,1824)

+

Riforme,semplificazione della burocrazia,crescita,lavoro,soldi,sanità,tasse,moralizzazione della vita pubblica,immigrati,Unione Europea,elezioni….quando sento parlare in tivvù di queste cose dovrei prendere sul serio il presentatore ma non mi ci riesce.

Politici di tutte le età hanno una risposta che contraddice quella data dal collega di partito un minuto appena prima.Neppure i preti obbediscono più ai superiori,figurati i laici.

E ci sono esempi documentati tutti i santi giorni.

Male solo italiano?

Non credo ma da noi si inaspriscono le cose perchè siamo sempre a bere acqua a golloni e sempre a un pelo dall’annegamento sempre gli ultimi o quasi della classe.Dobbiamo cambiare liquido da bere.

La politica del fare torna ad essere quella dei congressi,scegliete il posto giusto ed andate tutti quanti,perchè ci vogliono pure gli osservatori del nemico oltre alle truppe solite presenti.

Resta disponibile forse il senatore Monti ad attendere di nuovo il momento propizio prima del prossimo tracollo che forse è più vicino di quanto non si tema.

Unicuique suum…ad ognuno il suo.

+

Promesse di bevitore

Son sazio di bottiglie di barbere,

di mezzi litri,calici e boccali,

chiudo col vin che non rimedia i mali,

faccio promessa,non ne vò più a bere.

Vo quindi in cerca d’alterno piacere

e trovo che di Cupido gli strali

nel mitigar i cuor non han rivali,

esco con donne ormai tutte le sere.

Lusinghe,incanti,gioie senza fine,

amplessi,baci,giuramenti santi,

ebbrezze fino a l’ore mattutine,

poi Bacco bussa e torna farsi avanti.

“Stolto-mi dice-scendi alle cantine,

sei sazio di barbera?Bevi il chianti.”

(Mario Torres)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: