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Archive for the ‘Donne’ Category

bella e intelligente

La Barbie intelligente secondo Melanie F. – di Fabio Salmina e Joe Pieracci

La Barbie intelligente

Il post femminismo secondo Melanie Francesca, scrittrice ticinese sposata con un ricco emiro di Dubai

sabato 11/03/17 07:33 – ultimo aggiornamento: sabato 11/03/17 07:48

“Per le femministe essere Barbie è terrificante. È un lato dal quale fuggire. Il tacco 12 la femminista non lo porta. E il corpo non lo esibisce. Il post femminismo invece concepisce una Barbie intelligente. Una che dice: “Mi esibisco, uso il mio corpo per parlare”. Insomma: concepisce di essere bella, ma pure intelligente”.

E’ con queste parole che Melanie Francesca – scrittrice ed ex showgirl ticinese, fino a qualche anno fa nota con il nome d’arte di Melanie Moore –  parla del suo ultimo libro, “L’Occidentale”. Oggi Melanie vive a Dubai, dove è sposata con un emiro. Noi l’abbiamo incontrata recentemente a Lugano, durante la tournée di presentazione del volume.

“È difficile essere bionda perché subisci l’ostracismo delle donne che vorrebbero esserlo, ma non se lo permettono – aggiunge -. Non lo fanno perché i mariti non vogliono, perché la società non glielo permette, perché si cresce con dei limiti culturali o perché si ha un determinato ruolo da mantenere”.

“Insomma è difficile essere bionda perché vieni presa poco sul serio – conclude – . Però è bello essere bionda proprio per lo stesso motivo”.

joe.p.

il video è al sito:

http://www.rsi.ch/news/vita-quotidiana/cultura-e-spettacoli/La-Barbie-intelligente-8655208.html

un movimento che …resiste

Un’immagine scattata oggi a Berna (Twitter, @spschweiz)

Diritti…in testa

Si chiama Pussyhat e da cappello di lana è assurto a simbolo della rivendicazione dei diritti delle donne

mercoledì 08/03/17 20:01 – ultimo aggiornamento: mercoledì 08/03/17 20:52

Si chiama Pussyhat ed è stato il protagonista della Grande marcia delle donne del 21 gennaio, indetta contro il presidente Donald Trump. Lanciato da Krista Suh e Jayna Zweiman, in risposta alle frasi offensive pronunciate da Donald Trump in un video diffuso durante la campagna elettorale, in cui affermava di poter afferrare letteralmente le donne dai genitali – per essere educati- o meglio per la pussy, usando il suo colloquiale inglese, sinonimo di gattino.

Il successo planetario ha dato vita a un vero e proprio movimento globale. Un simbolo di lotta in cui tutte si riconoscono?

Chiara Saraceno(©Youtube)

 

Chiara Saraceno, sociologa italiana, specialista delle questioni di genere e femminista degli anni’70

È un modo ironico per rovesciare il modo in cui spesso gli uomini vedono le donne, ovvero ridotte al proprio sesso, che loro spostano sulla testa, mostrando che sono esseri interi, pensanti, non si vergognano del loro corpo ma che rifiutano di essere ridotte a un organo sessuale. Ma io non mi riconosco in questo tipo di protesta, non scenderei mai in piazza con una “pussy” in testa.

Vania Alleva(©Keystone)

 

Di parere opposto Vania Alleva, presidente di Unia svizzera.

Io sono scesa in piazza con il cappello rosa a forma di gatto in testa. Ne ho uno che mi ha regalato una collaboratrice e io ne ho realizzato un altro per mio marito, perché trovo importante che gli uomini siano sensibilizzati sulle problematiche femminili. Dopo vent’anni sono tornata a prendere in mano ferri e lana e ho cominciato a creare cappellini anche per i miei familiari.

Sferruzzare, un atto di resistenza secondo molte, ma c’è davvero qualcosa di progressista nel lavorare a maglia e come aiuta la lotta delle donne?

Chiara Saraceno: No, non ci vedo nulla di rivoluzionario. Sferruzzare semmai può essere rilassante ma non rivoluzionario. Ma per una generazione giovane di donne può essere la ripresa di un’ antica arte femminile, utilizzandola non per fornire i calzini a tutta la famiglia, ma per farne una bandiera di protesta. In questo senso può essere un gesto non rivoluzionario, ma sicuramente di rottura.

Vania Alleva: È un atto sicuramente progressista se si guarda la storia. Le prime donne che aderirono alla Rivoluzione francese erano anche coloro che assistevano alle decapitazioni facendo la maglia. Sferruzzare non è dunque un atto che rimanda per forza all’immagine della donna angelo del focolare. Dipende da quali contenuti si riempie questo “atto”. Questo movimento femminile vuole mostrare in maniera umoristica che anche la maglia può essere un simbolo liberatorio, il segno di un impegno per la lotta dei diritti delle donne.

Secondo voi il pussyhat project segna l’inizio di un nuovo movimento femminista?

Chiara Saraceno: La cosa interessante è che si tratta di un movimento che resiste. Inoltre, come il movimento degli anni ’70 è internazionale, inclusivo e multiculturale. Pensavamo che il femminismo fosse morto, e invece sta risorgendo cercando di rispondere ai problemi e agli stimoli del momento.

Vania Alleva: Io spero di sì. Se guardo alle donne anche molto giovani che si stanno mobilitando oggi, ma anche per manifestazioni che si terranno nelle prossime settimane, mi rendo conto che il movimento Pussy-hat Project, con le sue marce globali possa dare da leva per la presa di coscienza politica delle nuove generazioni.

Annamaria Valenti

http://www.rsi.ch/news/svizzera/Diritti%E2%80%A6in-testa-8822854.html

w la donna atleta

 

Per scappare a certi lestofanti…

bisogna saper correre così.

Auguri!

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Donna, atleta e sportiva, sempre più femminile!

a cura di Margherita Marrocco

Nuovo argomento per l’appuntamento al femminile del portale www.atleticaleggera.org, che si prefigge un grandissimo ed importantissimo obiettivo: contribuire concretamente alla diffusione dell’Atletica Leggera tra le donne, augurandoci che esse possano quanto prima trovare stimolo nel far conoscere le modalità del proprio approccio con lo Sport, le difficoltà incontrate e le soddisfazioni raggiunte.

Le testimonianze dirette sono un valido materiale per dar voce all’anima, in questo caso femminile, dell’Atletica.

“Atlete professioniste che puntano tutto sulla propria femminilità, sul loro essere donne. Per una sportiva l’attività agonistica è benefica, ha molte influenze positive per la sua salute e per il suo stato d’animo. Il ritratto di una donna che pratica lo sport è molto positivo: è allegra, forte, ottimista, decisa a vincere. La sensibilità, la fragilità, la delicatezza, la devozione, non sono un freno allo sport. Anzi, rappresentano la chiave per arrivare al successo”.

Sappiamo benissimo che il mondo dello sport è una sfera principalmente maschile: la donna nelle pratiche sportive è stata infatti vista per molto tempo come ‘anormale’.
Perchè ‘anormale’? Basti pensare al fatto che la donna ha sempre incarnato valori quali la sensibilità, la grazia e la bellezza, valori che in diverse discipline sportive non sono presenti. La donna sportiva, invece, ha ribaltato completamente la considerazione e l’opinione che si potessero avere dell’essere femminile. Appare così scontata l’equazione donna-sportiva=donna-virile-mascolina.
Un’immagine forte di una donna estranea alla sensualità, alla dolcezza, alla femminilità.

Sicuramente, le prime donne-atlete, le prime donne che hanno fatto dello sport la propria passione non avevano l’immagine della donna curata di oggi. E’ proprio il caso di dire che tanta strada è stata fatta, anche grazie alle lotte continue per dare prova dell’uguaglianza tra le donne e gli uomini, fino “all’affermazione della donna che nello sport mette in mostra non solo la prestanza fisica ma tutta la propria femminilità”.

Lo sport al femminile sta ottenendo sempre più risultati; in continuo aumento la lista delle atlete che sono balzate agli onori delle cronache.
I tempi fortunatamente sono cambiati e, quello femminile è diventato veramente il ‘sesso forte’ in tante discipline.
Siamo di fronte ad una realtà del panorama sportivo, in cui “la declinazione donna è importante”.

La donna può essere al tempo stesso atleta e donna, nel senso di grazia, femminilità e bellezza.

Nessuno come la donna sa quanta importanza hanno la cura del proprio corpo, la bellezza, il riconoscimento da parte degli altri e, perchè no, la capacità di seduzione, a qualunque età.

La bellezza, ormai è risaputo, viene dalla salute: non si può essere “belle fuori” senza essere “belle dentro”. E, d’altro canto, non si può essere “belle dentro e fuori” senza aver voglia di esserlo.

Sembrerebbe un gioco di parole, ma non lo è affatto; piuttosto un concetto esistenziale preciso. Per piacere agli altri, bisogna piacere a noi stesse, così come per farsi amare e accettare, bisogna autostimarsi.

Numerosi sono i consigli necessari a conservare e migliorare la nostra salute e la nostra bellezza attraverso la cura della pelle e la scelta dei cibi ‘giusti e naturali’ per un’alimentazione più adatta a mantenersi sane e splendenti.
Il trucco, le creme, le sedute all’istituto di bellezza e nemmeno il chirurgo estetico possono fare granchè se non si ha un corretto stile di vita.

Rispetto al passato, è cambiato profondamente il concetto donna-sport così come è mutata l’immagine della donna che pratica lo sport. Sempre più donne si dedicano all’attività sportiva, scoprendo gli effetti benefici del movimento. Chi pratica attività fisica vive più pienamente, ha maggiore capacità di resistenza alla fatica e minori probabilità di ammalarsi. Senza l’impegno fisico costante il nostro corpo invecchia precocemente, si satura di tensioni, i muscoli si indeboliscono, il sangue trasporta meno ossigeno ai tessuti.

Lo sport è movimento, ma è anche bellezza a cui si tende per migliorare il proprio aspetto fisico, per combattere la tanto odiata (da noi donne) cellulite, per dire no agli accumuli di grasso, per dar battaglia a ipotonie e cedimenti dei tessuti, per prevenire certi inestetismi dovuti soprattutto alla mancanza di moto.

Nel corso degli anni si è potuto vedere concretamente il cambiamento dell’immagine della donna-atleta; sempre più curata e femminile, proiettata verso nuove sfide. Un differente stile di vita che ha avvicinato molte donne all’Atletica; donne che non hanno nulla da invidiare alle affermate top model. Fisici scultorei, cura dei dettagli (acconciatura, manicure, trucco…), in una parola sola BELLEZZA: bellezza nel gesto atletico e bellezza da medaglia anche per la propria forma fisica.
Avete potuto ammirare lo splendore delle atlete più conosciute a livello internazionale? Per avere un’idea si può facilmente accedere alle varie fotografie che si trovano in rete scattate durante le Olimpiadi di Pechino 2008 oppure ai Campionati del Mondo di Atletica Leggera 2009 a Berlino … diversi i look sfoggiati dalle atlete che sembrano quasi presi dalle passerelle!

Rimanendo in tema di donna, sport e bellezza, ho trovato decisamente interessante gli argomenti trattati e le testimonianze dirette (di cui parlavo all’inizio dell’articolo) emersi in un convegno organizzato da A.S.D. OLYMPIA e da F.I.D.A.P.A. (Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari) tenutosi presso la Biblioteca Comunale di Pallagorio “Antonio Gramsci” su: “Donna, sport, salute, bellezza”. Dopo essere stato tracciato un breve percorso storico sull’importanza sociale che l’attività sportiva ha avuto per la popolazione e per le donne in particolare, dalla Magna Grecia, passando per l’antica Roma fino ad oggi, sono state evidenziate le differenze ancora esistenti tra uomini e donne, oltre ad alcuni pregiudizi; “la tendenza però sta cambiando perchè le donne stanno raggiungendo primati e vittorie importanti”.

Durante il dibattito, significativo è stato l’intervento “di una donna speciale, una campionessa nello sport e nella vita, che si è impegnata sempre e su tanti fronti con coraggio e tenacia”: l’atleta Nelly Brisinda Pugliese, che ha potuto portare all’attenzione del pubblico, la propria testimonianza di una sportiva professionista.

“Ho iniziato a fare sport nel 1968 – ha dichiarato Brisinda Pugliese – ed il clima era molto diverso da oggi, ma la cosa che mi ha sempre emozionato, anche quì oggi in apertura del convegno, è stato l’Inno Nazionale. Ogni volta che ho sentito le note e cantato il nostro Inno, specie durante le manifestazioni sportive internazionali, ho avvertito l’onore di rappresentare in quel momento tutti i miei connazionali; è una sensazione unica. Ho trascorso anni bellissimi grazie allo sport. Mi sono sempre impegnata a raggiungere la vittoria finale battendomi con tutte le mie forze, ma rispettando sempre i miei avversari e non considerandoli mai dei nemici. Lo sport incarna dei valori importanti che ci rimangono dentro per tutta la vita e che aiutano, specialmente le donne, a vivere meglio i rapporti con gli altri e con se stesse con una migliore cura della propria forma ed igiene fisica, la ricerca dell’equilibrio mentale e della bellezza interiore ed estetica”.

Dovremmo, dunque, mantenerci in esercizio per conservare la forza, il vigore e il benessere, ricordando che essere donna e atleta si può, senza perdere il minimo fascino.

Avete visto l’eleganza e la femminilità che traspare dalle performance dell’atleta russa Yelena Isinbayeva, specialista di salto con l’asta? E delle atlete di stampo USA come Allyson Felix, Sanya Richards, e poi ancora dell’atleta croata Blanka Vlasic, della britannica Jessica Ennis, della tedesca Silke Spiegelburg… che dire! E con un salto in Italia… c’è da dire che anche le nostre atlete si difendono bene (Silvia Salis, Libania Grenot….)!

Parliamo pure di “FATTORE D”, quel ‘qualcosa in più’ che contraddistingue la donna-atleta. Atleta sì, ma prima di tutto donna, carica di sensibilità e sensualità e, allo stesso tempo pronta per essere competitiva.

http://www.atleticaleggera.org/donna-atleta-e-sportiva-sempre-piu-femminile

poppanti e ministri

gennaio 29, 2017 Lascia un commento

“They should not allow topless sunbathing on the beach. It was very distracting for my husband who just wanted to relax.”….

(dall’Huffington Post).

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“Non dovrebbero permettere il topless per abbronzarsi in spiaggia…

deconcentra mio marito che aveva solo voglia di rilassarsi…”

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Un amico più giovane mi ha commentato di questa bella polpa che ha dei tatuaggi interessanti e concordo nonostante creda che di interessante non abbia solo quelli di attributi addosso,chissà che cosa ne penserà il ministro…

Capisco la signora che difende il marito il quale viene distratto da questa bella smilza mentre sperava di leggersi il giornale in pace sulla sdraio,e chi non le butterebbe l’occhio addosso anche se solo di sfuggita,ma se voleva restare proprio concentrato sul giornale non aveva che da non scendere in spiaggia e leggerselo in camera.Insomma le donne il seno lo coprono e lo scoprono secondo le circostanze,ma dato che di solito lo tengono coperto ecco che la curiosità aumenta quando lo scoprono…e se necessario sino a farne divenire un caso nazionale :

Allatta il figlio all’ufficio postale e viene cacciata

Una mamma biellese ha raccontato di essere stata cacciata da un ufficio postale di Biella perché stava allattando suo figlio piccolo al seno. II ministro: “Mai vietare l’allattamento”

“Ho compiuto quello che per me è un gesto del tutto naturale.

Il più naturale del mondo. Mio figlio aveva fame e io, dopo essermi messa in un angolo dell’ufficio postale, gli ho dato il seno. Per sfamarlo”. Francesca Castelli, neo mamma del piccolo Elia, racconta così la sua decisione di allattare suo figlio di 3 mesi all’interno dall’ufficio postale di Biella da cui è stata allontanata.

Segue su:

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/allatta-figlio-allufficio-postale-e-viene-cacciata-1356685.html

invito

gennaio 20, 2017 Lascia un commento

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siamo d’accordo

dicembre 9, 2016 Lascia un commento

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Elogio di Agnese Renzi, una donna italiana

Ebbene sì. Ne avevamo le tasche piene di quegli striduli stornelli della Carlà, orripilanti sia nella fattura che nella melodia. Così come eravamo sopraffatti da articoli e servizi televisivi grondanti svenevole retorica sull’orto di Michelle alla Casa Bianca. Ed abbiamo subito per anni i peana nei confronti della signora Hillary, ritenuta provetta statista, ma tutti incuranti del fatto che per meschina convenienza facesse finta di ignorare le assidue pratiche erotiche del marito.

Ne avevamo fin sopra i capelli di queste ‘self made women’ ( … si dice così?) straricche, pronte a dire la loro sulla politica estera, sugli animali maltrattati o sul sistema sanitario senza che nessuno glielo avesse chiesto.

Solo in quanto donne non potevamo scagliare alcun improperio nei loro confronti e non potevamo mandarle a quel paese con tutta la nostra forza per l’evidente rischio di sprofondare nel sempre affollato girone dei sessisti.

Eppure, una alternativa seria e credibile l’avevamo in casa. Ora che, almeno per il momento, la tumultuosa vicenda politica di Renzi sembra attenuarsi, possiamo sbilanciarci: Agnese, la sua consorte, è stata perfetta. Lo ha accompagnato quando il ‘cerimoniale’ e la cortesia istituzionale ne prevedevano la presenza; si è con discrezione eclissata in altre situazioni mostrandosi solo per i saluti di rito; ed in altre, è rimasta sullo sfondo senza mai apparire.

In nulla simile alle first lady d’oltre confine.

Discreta, mai un rigo sopra grazie a dichiarazioni improvvide, e dunque mai eccessiva. Insomma, non una Hillary o Michelle così tanto alla moda ma una moderna donna italiana nel suo senso più pieno. Madre, moglie e donna indipendente in quanto insegnante di materie umanistiche. Niente di più, niente di meno.

Ha sopportato con riserbo ed educazione denigrazioni sul suo aspetto fisico così sgradevoli e volgari che sono riuscite a coprire tutto quel frastuono mediatico scatenatosi quando, dopo lungo precariato, è stata collocata a tempo indeterminato in una scuola vicino casa. Ma questa è un’altra storia e ci sarà tempo per definirla nei particolari.

Da moglie del nostro ex Presidente del consiglio è invece stata all’altezza del compito, ancor più brava delle sue colleghe straniere, perché catapultata in un mondo non suo, eppur mostrando a tutti e a tutte, quanto una donna italiana che lavora, sia allo stesso tempo capace di essere madre e moglie, e di rappresentare con la giusta discrezione e garbo il ruolo ingombrante di first lady.

Lo ha fatto senza fronzoli, tirate moralistiche o comparsate televisive. È stata solo una donna; una donna italiana.

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è natale…avviso di evento

dicembre 6, 2016 Lascia un commento

Dai a ogni giornata la possibilità di essere la più bella della tua vita.

(Mark Twain)

bbalpinooo

Egregi,

sono Daniela Fontanesi, vicepreside del Liceo Artistico Ambrogio Alciati di Vercelli.

Vi invio comunicato relativo all’iniziativa che vede il coinvolgimento di allievi e docenti del Liceo Artistico Ambrogio Alciati .

Domani alle ore 10,00 presso la Chiesa di San Bartolomeo a Trino si inaugura  il “PRESEPE SOLIDALE ALPINI 2016” realizzato in collaborazione tra il Liceo Artistico Ambrogio Alciati sede di Trino e Sezione Alpini di Vercelli e Trino, con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale di Trino.
All’interno della Chiesa saranno esposti i disegni dei bambini delle scuole I.C.S Scuola Materna “Walter Ferrarotti” e della Scuola dell’Infanzia Mamma Margherita.
Un grazie alla nostra Dirigente Adriana Barone, al Parroco di Trino Jack Jancosz , un grazie a Sergio Tricerri e a tutti gli splendi alpini e all’Assessore Alessandra Pitarresi.
Questa delicata operazione denominata “E’ Natale… regala un futuro a chi ha perso il proprio passato’” e’ dedicata alle popolazioni terremotate di Norcia e Amatrice.
Quest’anno i nostri allievi, coordinati dai loro docenti hanno pensato ad un presepe dedicato alla fratellanza e alla solidarietà, grazie ad un’operazione di sensibilizzazione culturale , artistica e religiosa, dedicata alla catastrofe sismica che sta toccando il Nostro Paese e, in particolar modo, a coloro che hanno bisogno di speranza e sostegno per continuare a vivere.
All’interno della chiesa ci sarà uno spazio dedicato alla raccolta fondi, in parte già iniziata dal nostro Istituto e dagli alpini .
Poter essere utili ci fa sentire più vicini a chi ha perso tutto.

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L’evento sara’ condiviso dagli allievi del Liceo Artistico Ambrogio Alciati sede di Vercelli e da tutto l’Istituto Superiore Lagrangia che, in collaborazione con l’Arcidiocesi di Vercelli, gli Alpini, la Protezione Civile di Vercelli e l’Amministrazione Comunale di Vercelli, realizzeranno un imponente Presepe che occuperà tutta la chiesa sconsacrata di San Vittore, situata nel centro storico della città, e che sarà inaugurato Venerdì 16 dicembre alle ore 11.00, e ospiterà le macerie di Norcia e i disegni della Scuola di Amatrice. 

Cordiali saluti

Prof.ssa Daniela Fontanesi

Per info

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