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Archive for the ‘Cultura’ Category

casalebraica domenica 26 marzo

http://www.casalebraica.info/

1 aprile – 24 maggio vercelli eventi

Da Sabato 1 Aprile a Mercoledì 24 Maggio 2017 Vercelli vivrà di Arte Contemporanea con una doppia mostra personale di Stefano Bressani.

Stefano Bressani (classe 1973) è artista e Maestro di una tecnica unica nel panorama dell’arte contemporanea di cui è padre fondatore.

La mostra “PICASSO RE LOADED – Verso il Cielo” di Stefano Bressani, curata da Serena Mormino, Associazione Culturale Amarte, curatrice del Museo del Parco di Portofino, organizzata dal Comune di Vercelli in collaborazione con l’Arcidiocesi di Vercelli – Ufficio Beni Culturali, avrà due importanti sedi espositive. Il percorso “Picasso Re Loaded”, infatti, sarà allestito in Arca mentre il percorso scultoreo “Verso il Cielo” presso l’ex Chiesa di San Vittore.

“PICASSO RE LOADED” costituisce una tappa del progetto internazionale che dopo presenze importanti in Italia culminerà con una grande mostra a Casa Picasso a Malaga. L’omaggio di Bressani a Picasso, a colui che più di tutti è stato d’ispirazione all’artista delle stoffe. Da Picasso ha tratto l’insegnamento più importante, quello della scomposizione delle immagini tipica del periodo cubista e che ha rielaborato in chiave contemporanea per non dire del futuro, avendo creato una tecnica assolutamente nuova nel mondo delle arti. La rilettura di opere famose e conosciute anche dagli occhi meno esperti, permetterà al pubblico di scoprire nuove sfumature dell’arte, consigliando di non aver paura di rimettere in gioco certezze e capacità. Una mostra che arriva a generazioni diverse, parlando il linguaggio tipicamente giovanile capace di stupire nella sua apparente semplicità tipica di chi invece ha un grande bagaglio culturale.

“Verso il Cielo” presenterà il percorso scultoreo di Bressani. Tutte le sue opere hanno una tridimensionalità inconsueta anche quando a parete, ma nelle installazioni scultoree acquisiscono una dimensione ulteriore che ci proietta e ci suggerisce di elevarci a qualcosa di superiore, ad una spiritualità quotidiana verso la fede e verso il desiderio di miglioramento prima di tutto di noi stessi, di chi ci circonda e della natura.

Dal 12 Aprile 2017 sboccerà in Vercelli anche SKULTOFLOWER opera vincitrice del Premio speciale OPEN 19 Arte Laguna che sarà protagonista della mostra ARTE LAGUNA PRIZE in Arsenale – Venezia – dal 25 Marzo al 9 Aprile 2017 e che verrà poi esposta in Arca fino a fine mostra. L’istallazione di Bressani, ricca di significati, incoerenze, stoffe e colori, lo scorso Settembre era stata presentata in anteprima ad OPEN19 – Esposizione Internazionale di Scultura ed Installazioni – evento collaterale al Festival del Cinema – La Biennale, al Molino Stucky di Venezia, mentre l’opera gemella è entrata a far parte della collezione permanente del Museo del Parco – Centro Internazionale di Scultura all’aperto di Portofino, accanto ai grandi nomi internazionali dell’arte moderna e contemporanea.

In occasione delle aperture infrasettimanali dedicate ai “Mercoledì con l’Arte” del periodo di mostra, con calendario ancora da definire con precisione, verranno organizzati approfondimenti con interventi dell’artista, della critica Serena Mormino, dell’incaricato regionale per i Beni Culturali Ecclesiastici Don Popolla e dell’Università del Piemonte Orientale, grazie alla collaborazione con il Magnifico Rettore Prof. Cesare Emanuel e il Prof. Antonio Vannugli.

La mostra si avvale della attiva collaborazione anche del Liceo Artistico Ambrogio Alciati, precisamente delle classi del triennio, con la collaborazione di qualche ex allievo affezionato che ha il piacere di cogliere le opportunità che la scuola che ha frequentato sa e desidera ancora offrire anche ai già diplomati. Di concerto con la Dirigente dell’Istituto Superiore Lagrangia, Prof.ssa Adriana Barone e della referente del progetto Prof.ssa Daniela Fontanesi, gli alunni, in un percorso di alternanza scuola lavoro, presenzieranno in mostra come assistenti sala e accompagnatori al percorso espositivo e saranno protagonisti di un laboratorio in Arca con l’artista Stefano Bressani. Bressani e la curatrice Mormino terranno una letio magistralis a tutti i ragazzi coinvolti nel progetto che lavoreranno poi fianco a fianco con l’artista analizzando le opere di Picasso e la loro scomposizione.

Anche l’Istituto Tecnico Cavour, avrà una giornata dedicata alla mostra “PICASSO RELOADED – Verso il Cielo”. In occasione della presentazione di SKULTOFLOWER, infatti, gli alunni della classe IV D indirizzo tecnico turistico, di concerto con il Dirigente Prof. Vincenzo Guarino e del coordinatore di classe Prof. Ernesto Raisaro, realizzeranno un video dell’installazione dell’opera.

Seguiranno maggiori dettagli e due momenti di conferenza stampa nei rispettivi Istituti.

 

“PICASSO RE LOADED – Verso il Cielo” di Stefano Bressani

a cura di Serena Mormino

dal 1 Aprile al 24 Maggio 2017

catalogo in mostra

“PICASSO RE LOADED”

ex chiesa di San Marco –  Arca – Vercelli

 

“Verso il Cielo”

ex chiesa di San Vittore –  Vercelli

 

Vernissage:

Sabato 1 Aprile 2017 h 17.00 presentazione mostra Arca

Nello spostamento da Arca a San Vittore verrà effettuata per ospiti e pubblico una breve visita guidata alla Città di Vercelli (con le guide di VcGuido)

A seguire h 18.30 circa presentazione mostra in San Vittore

 

Presentazione SKULTOFLOWER:

Mercoledì 12 Aprile 2017 h 18.00 Arca

Visita alla mostra “PICASSO RE LOADED”

Nello spostamento da Arca a San Vittore verrà effettuata per ospiti e pubblico una breve visita guidata alla Città di Vercelli (con le guide di VcGuido)

Visita alla mostra “Verso il Cielo” in San Vittore

 

Orari di apertura:    entrata gratuita

Sabato e Domenica

10.00 – 12.00 e 16.30 – 19.30

Mercoledì – Appuntamento con l’Arte

18.00 – 19.30

 

Per visite guidate e info:

serenamormino@gmail.com

urp.comune@comune.vercelli.it

beni.culturali@arcidiocesi.vc.it

 

Per visite guidate alla città di Vercelli:

Associazione VCguido  – info@vcguido.it

Con il Patrocinio di:

Regione Piemonte

Provincia di Vercelli

Museo del Parco – Centro Internazionale di Scultura all’aperto di Portofino

PDG Arte Communications

Arte Laguna – Art Prize – Venezia

Strada del Riso Vercellese di Qualità

Media Partner:

Exibart

Sponsor:

Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli

Atena IREN

Mazda Vercelli – Gruppo Nuova Sa-car

Impresa Corti srl

Partners tecnici:

FG Design

Univers

Les Enderlin

Feedness

La Terrazza Bed & Charme Vercelli

Dott.ssa Serena Mormino
Curatrice e Critica d’Arte

Curatrice MUSEO DEL PARCO – Centro Internazionale di Scultura all’Aperto – Portofino

Presidente Associazione Culturale AMARTE

Perito ed esperto iscritto in CCIAA e Tribunale di Vercelli sezione antichità, oggetti e opere d’arte moderna e contemporanea

mobile: + 39 347 3222364
@:  serenamormino@gmail.com
www.museodiportofino.it

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gli attivisti in poltrona

Bisogna essere eclettici e curiosi del mondo,è un commento citato in basso al fondo della pagina.

Mentre da qualche altra parte ho trovato che ognuno di noi viene giudicato dal proprio prossimo per come parla,da come si sa esprimere.Ma chi l’aveva scritto ai tempi…non sapeva ancora che ci saremmo avviati verso la tecnologia dei social media e che di parole e di conversazioni se ne fanno sempre meno,metti solo un mi piace e passi.

Ci avviamo dunque verso una società di muti e di persone che sanno usare il taglia e incolla (come faccio anch’io) e a che pro se non di fare guadagnare Zuckerberg che a 32 anni vale una capitalizzazione di borsa da 50 miliardi di dollari grazie agli introiti della pubblicità?

Almeno per la televisione resta il canone da pagare se pur con le dovute polemiche,ma qualora succedesse uguale a Facebook e come accade anche per i giornali che richiedono il contributo dai lettori temo che sarebbe una nuova grande fuga.

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Società – Zygmunt Bauman e i veleni dei social

bauman

Il suo insegnamento è enorme, l’eredità che ha lasciato al mondo, e al mondo ebraico in particolare, inestimabile. Ma il capitolo del testamento del grande filosofo e sociologo Zygmunt Bauman (1925- 2017) che forse più corrisponde ai giorni nostri, quello che consideriamo dovrebbe essere patrimonio di tutti i giornalisti ebrei, è la sua messa in guardia nei confronti dei veleni dei social network.

Scettico nei confronti delle nuove modalità espressive praticate da quelli che sono stati chiamati gli “attivisti in poltrona”, la gente che dal comodo di casa propria, spesso sfuggendo a ogni assunzione di responsabilità, non risparmia maldicenze, calunnie e invettive sconclusionate, inventa notizie infondate, diffonde il sospetto e la sfiducia, il vittimismo e l’ossessione; Bauman anche in questo caso ha parlato molto chiaro. Da giornalisti, da ebrei, da cittadini, vale la pena di ascoltarlo ancora. “Il problema dell’identità – ha spiegato il grande pensatore polacco – è oggi percepito in una maniera nuova.

Dall’ipotesi di essere qualcuno che è nato con un compito da realizzare a quella di creare una tua propria comunità. Ma le comunità non si lasciano creare a tavolino, o esistono o non esistono. E i social network possono offrirci solo una artificiosa sostituzione”.

“La differenza fra una comunità e un network – prosegue – è che tu puoi appartenere a una comunità, ma un network può appartenere a te. Puoi aggiungere o cancellare amici a piacimento. Ti si lascia credere di poter controllare con chi essere in relazione. E la gente sul momento si sente un pochino meglio, perché l’abbandono e la solitudine sono i grandi timori della nostra civiltà dell’individualismo.

Ma è così facile aggiungere ed eliminare i propri amici in questo mondo artificiale che la gente sta disimparando le abilità sociali che sono necessarie per uscire fra la gente, per andare al lavoro, quando davvero è necessario mettersi in contatto e confrontarsi con persone in carne ed ossa”.

Infine una grande lezione che dovrebbe guidare tutti coloro che si occupano di comunicazione, soprattutto di comunicazione identitaria.

“Non è un caso se papa Bergoglio, che è un grande uomo di comunicazione, ha scelto di concedere la sua prima intervista a un giornalista che si proclama ateo. È il segno che ci lascia capire come il vero dialogo non può esistere fra persone che si danno ragione a vicenda.

I social media non possono insegnarci il dialogo. E per di più sono uno strumento utilizzato la maggior parte delle volte non per unire, non per aprire gli orizzonti, ma al contrario per ritagliarsi un ambiente mentale rassicurante in cui rinchiudersi, dove l’unico suono che ascoltiamo è l’eco della nostra voce, dove l’unica forma che vediamo è il riflesso del nostro volto.

I social media possono essere molto utili per dispensare soddisfazioni immediate, ma in realtà sono una trappola”.

gv, Pagine Ebraiche, febbraio 2017

http://moked.it/blog/2017/02/23/scoeita-zygmunt-bauman-veleni-dei-social/

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UN GIGANTE DEL PENSIERO CONTEMPORANEO

Nato nel 1925 in una famiglia ebraica nella parte di lingua tedesca della Polonia, scampato alla guerra nell’URSS, nel ‘68 Bauman fu costretto dalla repressione del regime polacco a lasciare il Paese.

Andò ad insegnare prima in Israele alla Tel Aviv University e poi all’Università di Leeds, dove ha mantenuto la cattedra per diversi decenni. La scomparsa di Bauman, mancato all’inizio di quest’anno, lascia un vuoto profondo, difficile da colmare. Una posizione condivisa dagli opinionisti del giornale dell’ebraismo italiano Pagine Ebraiche. “Non abbiamo potuto che iniziare con un suo ricordo. Perché, tra le molte menti illustri che abbiamo perso nei lager, ha rischiato di esserci anche lui” afferma Gadi Luzzatto Voghera, direttore della Fondazione Cdec, che poche ore dopo la scomparsa di Bauman ha condotto un atteso dialogo con il direttore del Museo di Auschwitz Piotr Cywinski al Memoriale della Shoah di Milano.

“Ho iniziato a riflettere sulla Shoah proprio grazie a un suo testo, Modernità e Olocausto. Un testo decisivo per la mia formazione, che mi ha permesso di comprendere queste vicenda non più soltanto in termini storici, ma anche in una prospettiva sociologica. Ci ha davvero aperto gli occhi, Bauman, aiutandoci a capire come la macchina dello sterminio sia parte della modernità”.

“L’eredità più significativa che ci arriva da Bauman è la percezione del mutamento come dato strutturale delle società passate, presenti e future” riflette Claudio Vercelli.

Ma anche, aggiunge lo storico, la sua capacità di mettere in tensione un parere progressista come quello che ha sempre testimoniato con regimi “a parole progressisti, ma in realtà totalitari”.

Una figura quindi rilevante da un punto di vista intellettuale, ma anche civile. Una figura che, spiega Vercelli, è importante anche per il tema della complessità del mutamento, delle tante identità “che possono convivere in un individuo”.

Afferma invece Anna Foa: “Con Bauman scompare un personaggio grandissimo, che sarebbe limitativo associare esclusivamente alle sue teorie sulla società liquida. È stato infatti un gigante sotto vari punti di vista, a partire da quello etico. Ma anche da un punto di vista storico ha prodotto studi molto significativi sulla Shoah e la sfida della Memoria”.

Per la professoressa, Bauman fa parte di una categoria di protagonisti del nostro tempo difficilmente riproducibili, “anche per la loro capacità di cambiare il mondo e incidere sulla vita di così tante persone”.

“Bisogna essere eclettici e curiosi del mondo. E inoltre non bisogna fissarsi su un metodo sociologico, su una disciplina specifica”.

Questo per Wlodek Goldkorn, che molte volte l’ha intervistato, uno degli insegnamenti più importanti che ci arrivano dalla vita, dalle opere e dalla testimonianza di Bauman.

 

libri

STORIA Quegli eroi che salvarono i tesori d’Italia

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MP stands guard in front of a truck loaded with art treasures stolen by German Army and recovered by U.S. Army. The paintings are being returned to the city of Florence. 07/23/1945 111-SC-210396

Opere d’arte che ritornano a Firenze 23 Luglio 1945

 

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Alessandro Marzo Magno / MISSIONE GRANDE BELLEZZA / Garzanti

Arriva domani, mercoledì 2 marzo, nelle librerie, ma se il nuovo libro di Alessandro Marzo Magno profuma ancora di inchiostro fresco, la sua nuova impresa completa già la straordinaria stagione di impegno di un giornalista fuoriclasse.
Impegno per la gioia di vivere e di conoscere, impegno per la collettività, impegno per un’Italia che probabilmente non se lo merita, ma resta sempre il posto più bello del mondo.

Proprio alla bellezza, alla vera, grande bellezza che costituisce l’unico solido patrimonio, l’unica effettiva ricchezza della collettività italiana, è dedicato questo suo “Missione Grande Bellezza: Gli eroi e le eroine che salvarono i capolavori italiani saccheggiati da Napoleone e da Hitler” (Garzanti editore). Dopo il mondo del libro e delle prime tipografie che da Venezia e dalle altre città italiane irradiavano cultura in Europa e nel mondo, dopo il mito del cibo italiano, dopo il fascino della moda che fa riferimento all’Italia, era giusto arrivare al nostro inestimabile artistico e culturale e alle emozionanti storie di chi è riuscito a porlo, fra mille rischi e difficoltà, al riparo dalle devastazioni.

missione grande bellezza

Veneziano doc e cittadino a parte intera della Mitteleuropa, Marzo può permettersi di amare l’Italia come nessuno di noi saprebbe farlo. Un privilegio ormai riservato solo agli stranieri colti e a rarissimi intellettuali capaci di saltare gli orrori e il degrado per concentrarsi sulle cose preziose che tutto il mondo ci invidia.
E come nel caso degli altri suoi libri lo fa con una miscela di capacità nel racconto, di curiosità per le persone e per la vita, e di rigore nella documentazione e nella ricerca storica.
L’Italia – spiega l’editore – è un enorme museo a cielo aperto: nelle sue città, fra le sue colline, lungo le sue spettacolari coste sono nati alcuni dei più grandi capolavori artistici della nostra civiltà.

Ma sono tante le opere create in Italia che hanno vissuto destini travagliati: rubate in guerra, a volte restituite a volte no, spesso perdute.

Non c’è da stupirsi quindi che i più temuti personaggi della storia, da Napoleone fino a Hitler, abbiano preso di mira lo stivale d’Europa e i suoi tesori. Ma in loro difesa si sono battuti eroi, spesso sconosciuti, che hanno rischiato la vita per riportare in patria parte del bottino, e di cui oggi Alessandro Marzo Magno ricostruisce le gesta. Antonio Canova in missione a Parigi per conto del papa, l’ambiguo Rodolfo Siviero, agente segreto dall’oscuro passato, che ha dedicato tutta la vita al recupero delle opere trafugate dai nazisti. E poi ancora le Monuments Women italiane: Palma Bucarelli a Roma, Noemi Gabrielli a Torino e Genova, Fernanda Wittgens a Milano.

Quasi come in un thriller, grazie alla capacità dell’autore di farci leggere il passato come una straordinaria avventura del presente, rivivono le storie coraggiose di quelle donne e di quegli uomini che hanno recuperato e messo in salvo la bellezza del nostro paese. Duecentocinquanta pagine, debitamente annotate, che valgono saggi molto più pesanti eppure si divorano come un romanzo.
E una lezione difficile da dimenticare che ci fa comprendere come il futuro della nostra Italia dipenda essenzialmente dalla nostra capacità di dimostrare il coraggio di chi ci ha preceduto. E soprattutto, che non può esserci benessere e non può esserci bellezza, se non nell’amore per la libertà.

gv

 

 

http://moked.it/blog/2017/02/28/storia-quegli-eroi-salvarono-tesori-ditalia/

fondazione gianadda martigny programma 2017

Già che sembra che la primavera faccia capolino informiamo i nostri lettori sulla mostra in corso attualmente a Martigny e quella a venire.Mica male!

Nella foto il sig.Léonard Gianadda a destra con il nostro editore.Foto di archivio.

Cézanne

June 16th – November 16th 2017
Open daily from 9 am to 7 pm

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Hodler Monet Munch. Painting the impossible.

From February 4th until June 11th 2017

Open daily from 10am until 6pm

 

Edvard Munch – The Rain – 1902

Oil on canvas – 86,5 x 115, 5 cm
Nasjonalmuseet, Oslo

Ferdinand Hodler – The lake of Thun

with Stockhorn – 1904 – Oil on canvas
71 x 105 cm – Collection Christoph Blocher

Claude Monet – The Row Boat – 1890 – Oil on canvas – 146 x 133 cm – Musée Marmottan

Monet, Paris © The Bridgeman Art Library

Edvard Munch – Fresh snow on the street – 1906

Oil on canvas – 80 x 100 cm – Musée Munch, Oslo
© Munch Museum

Edvard Munch – The sun – 1912

Oil on canvas – 123 x 176.5 cm – Musée
Munch, Oslo © Munch Museum

Claude Monet, Impression, Sunrise, 1872

painting giving birth to Impressionism
Oil on canvas, 50 x 65 cm.
Musée Marmottan Monet, Paris © The Bridgeman Art Library / © Christian Baraja.

Claude Monet – Etretat, sunset – 1883

Oil on canvas – 60 x 73 cm (without frame)
Musée des Beaux-Arts,
Nancy © C. Philippot

Claude Monet – Landscape in Norway.

Blue Houses – 1895 – Oil on canvas
61 x 84 cm – Musée Marmottan Monet, Paris
© The Bridgeman Art Library

Per il testo della mostra prego riferirvi a:

http://www.gianadda.ch/wq_pages/en/expositions/index.php

E’ in inglese e francese.

bella e intelligente

La Barbie intelligente secondo Melanie F. – di Fabio Salmina e Joe Pieracci

La Barbie intelligente

Il post femminismo secondo Melanie Francesca, scrittrice ticinese sposata con un ricco emiro di Dubai

sabato 11/03/17 07:33 – ultimo aggiornamento: sabato 11/03/17 07:48

“Per le femministe essere Barbie è terrificante. È un lato dal quale fuggire. Il tacco 12 la femminista non lo porta. E il corpo non lo esibisce. Il post femminismo invece concepisce una Barbie intelligente. Una che dice: “Mi esibisco, uso il mio corpo per parlare”. Insomma: concepisce di essere bella, ma pure intelligente”.

E’ con queste parole che Melanie Francesca – scrittrice ed ex showgirl ticinese, fino a qualche anno fa nota con il nome d’arte di Melanie Moore –  parla del suo ultimo libro, “L’Occidentale”. Oggi Melanie vive a Dubai, dove è sposata con un emiro. Noi l’abbiamo incontrata recentemente a Lugano, durante la tournée di presentazione del volume.

“È difficile essere bionda perché subisci l’ostracismo delle donne che vorrebbero esserlo, ma non se lo permettono – aggiunge -. Non lo fanno perché i mariti non vogliono, perché la società non glielo permette, perché si cresce con dei limiti culturali o perché si ha un determinato ruolo da mantenere”.

“Insomma è difficile essere bionda perché vieni presa poco sul serio – conclude – . Però è bello essere bionda proprio per lo stesso motivo”.

joe.p.

il video è al sito:

http://www.rsi.ch/news/vita-quotidiana/cultura-e-spettacoli/La-Barbie-intelligente-8655208.html

milano eventi

Riscoprire Manet – di Claudio Moschin

Manet si mostra a Milano

Ritratti, nature morte, paesaggi, Parigi, ma soprattutto le donne nelle opere del grande artista francese

mercoledì 08/03/17 06:04 – ultimo aggiornamento: mercoledì 08/03/17 06:04

Palazzo Reale, Milano. La più grande mostra dedicata in Italia al grande maestro francese, Edouard Manet, apre oggi, mercoledì 8 marzo. Le opere presenti arrivano dalla prestigiosa collezione del Musée d’Orsay di Parigi: un centinaio, tra cui 54 dipinti, di cui 16 capolavori di Manet e 40 altre splendide opere di grandi maestri coevi, tra cui Boldini, Cézanne, Degas, Fantin-Latour, Gauguin, Monet, Berthe Morisot, Renoir, Signac, Tissot.

Alle opere su tela si aggiungono 11 tra disegni e acquerelli di Manet, una ventina di disegni degli altri artisti e sette tra maquettes e sculture.

La mostra, curata da Guy Cogeval, storico presidente del Musée d’Orsay e dell’Orangerie di Parigi, resterà aperta sino a luglio, e celebra il ruolo centrale di Manet nella pittura moderna, attraverso i vari generi cui l’artista si dedicò: il ritratto, la natura morta, il paesaggio, le donne, Parigi, sua città amatissima, rivoluzionata a metà Ottocento dal nuovo assetto urbanistico e caratterizzata da un nuovo modo di vivere nelle strade, nelle stazioni, nelle Esposizioni universali, nella miriadi di nuovi edifici che ne cambiano il volto e l’anima.

Una mostra affascinante dunque e ricca di opere indimenticabili che fa respirare a Milano l’atmosfera della Parigi di fine Ottocento.

Claudio Moschin

Il Video è al sito:

http://www.rsi.ch/news/vita-quotidiana/cultura-e-spettacoli/Manet-si-mostra-a-Milano-8817811.html

I maestri francesi: Édouard Manet

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