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Archive for the ‘cibo’ Category

alla fiera del vino israeliano

L'immagine può contenere: bevanda, tabella e spazio al chiuso

זמן גליל מערבי – עמותת תיירות Western Galilee Now – Tourist Association

Western Galilee Now NPO is holding its
5th annual Wine Time fair!
Featuring 4 Galilean boutique wineries:
Yiftah’el Winery, Stern Winery, Kishor Winery
and Lotem Organic Winery

Altro…

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messaggio di invito

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Con Fulvio Fonte qui immortalato nel locale di Armonie del Gusto abbiamo fatto una quasi campagna d’armi in Inghilterra quando dividere le spese dell’auto era un must…come dicono oggi.Parliamo del 1968 o giù di lì.

Io dipingo ed ho appena iniziato la campagna vendite.

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Jean Modeste:uva

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Siamo nel locale del signor Renzo Besso sotto i portici di piazza Cavour a Vercelli il quale ha un messaggio da passare:

 da Renzo Besso : armoniedelgusto.renzo@gmail.com

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Venerdì 10 marzo ore 19,30 presso Armonie del gusto piazza Cavour 11 Vercelli degustazione “ le altre bolle”. Cinque metodi champenoise extra Champagne:
Blanquette de Limoux brut La Moulin J.Laurens
Cremant de Loire brut Puritè de silex V.Girault
Cremant de Bourgogne brut Ponnelle
Cremant d’ Alsace brut Allimant Laughner
Cremant d’ Alsace brut rosè Allimant Laughner
Indispensabile prenotazione . Costo della serata 25,00 € .Per prenotazioni rispondere alla mail o telefonare al 0161 252025 .

Cordiali saluti

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altri grappoli sempre attribuiti a Jean Modeste sono in esposizione presso il signor Besso.

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vino nel deserto

febbraio 27, 2017 Lascia un commento

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Jean Modeste,senza titolo.

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Nel Negev, le vigne coprono il deserto

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I gialli, gli ocra, i rossi, qua e là le macchie scure degli arbusti. Poi all’improvviso il verde che non ti aspetti, quello tenero e rigoglioso di un vigneto.

Il deserto del Negev, che copre l’intero Sud di Israele, ha rappresentato sin dalla nascita dello Stato un incubatore di vita in condizioni difficili. Oggi dai suoi istituti di ricerca arrivano risposte alle sfide dello scombussolamento climatico. Come quella di crescere le vigne in condizioni di siccità.

È la specialità di Aaron Fait, biochimico delle piante che, nato e cresciuto tra i monti di Bolzano, è a capo di un laboratorio dell’Istituto Blaustein per le Ricerche del Deserto di Sde Boker, uno dei campus dell’Università di Ben Gurion. A Sde Boker, Fait è arrivato una decina d’anni fa, dopo la laurea a Tel Aviv, il dottorato al prestigioso Weizmann di Rehovot, e il post-dottorato in Germania. «A fare la differenza nel mondo della ricerca israeliana sono la meritocrazia e l’investimento sui giovani, compresa la possibilità di uscire dal Paese, sapendo di avere un posto dove tornare e, magari, che lo Stato ti metterà a disposizione un milione di dollari per creare il tuo laboratorio, come è successo a me».

Temperature che superano i 45 gradi, suolo salino, evaporazione media di 2 mila millimetri l’anno a fronte di piogge per meno di 100 sono i principali ostacoli per la viticoltura nel Negev. Per vincerli, Fait e la sua squadra reinventano una saggezza antica, declinandola nell’età dell’high-tech. «La vite è stata centrale nell’economia della regione per millenni grazie ad avanzate tecniche di conservazione dell’acqua – spiega, accogliendoci nel suo ufficio -. Con la conquista musulmana del VII secolo i vigneti sparirono per oltre mille anni.

Furono i grandi filantropi del progetto sionista a riportare qui la viticoltura. A essere introdotto fu però il metodo francese, che presuppone u n clima mediterraneo. E così le coltivazioni sorsero a Nord e in collina. Solo di recente si è tornati a guardare al deserto».

Negli ultimi anni la produzione di vino in Israele sta conoscendo una forte espansione- nel 2015 ha toccato i 40 milioni di bottiglie, 9 in più del 2014, e per il 2016 la cifra stimata è 49 milioni. Dei 20mila acri coltivati a vigneti, solo 250 si trovano nel Negev. Ma – assicura Fait – il numero cresce esponenzialmente e il lavoro quotidiano del laboratorio rappresenta un virtuoso tandem pubblico-privato.

«Collaboriamo con i vigneti commerciali – sottolinea lo scienziato -. Definiamo con le aziende l’esperimento: loro crescono le piante, noi andiamo sul campo a svolgere le misurazioni e ne condividiamo i risultati».

Tra le tecniche messe a punto ci sono teli di nylon per proteggere il suolo dall’evaporazione, reti colorate sui grappoli per far passare soltanto la quantità di luce necessaria perché il frutto maturi senza bruciare e un’irrigazione intelligente basata sui bisogni della pianta, rilevati da appositi sensori.

Le ricerche di Fait sono arrivate anche in Europa. Se in molte zone l’irrigazione dei vigneti in passato era considerata un tabù, i capricci del clima portano anche i più tradizionalisti a cambiare parere.

«Per esempio in Friuli dagli anni 2000 ci sono state ricorrenti ondate di siccità che hanno messo le vigne a dura prova. Così é nato il progetto “Irrigate”, a cui abbiamo lavorato con l’Università di Udine e con Netafim, azienda israeliana leader nell’irrigazione a goccia».

Anche se il legame con Italia rimane forte, a Fait il Negev é entrato nel cuore: «Lavorare nel deserto ha qualcosa di speciale. Quando esco dal laboratorio per una passeggiata, ho me stesso, il vento e basta. Una sensazione unica».

Rossella Tercatin, La Stampa, Tutto Scienze, 22 febbraio 2017

 

http://moked.it/blog/2017/02/26/nel-negev-le-vigne-coprono-deserto/

invito in musica per san valentino,14 febbraio

febbraio 13, 2017 Lascia un commento
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ti ha invitato

 

Dettagli

Cena romantica a lume di candela e la mia musica per creare un’atmosfera da favola.

causa maltempo

febbraio 4, 2017 Lascia un commento

Gb, verdura razionata nei supermercati

Limite per gli acquisti. E i prezzi si impennano

Redazione ANSALONDRA

03 febbraio 2017  17:43   NEWS
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(ANSA) – LONDRA, 3 FEB – Scaffali vuoti e avvisi di razionamento nei supermercati britannici. Due fra le più importanti catene del Paese, Tesco e Morrisons, stanno limitando la quantità acquistabile di alcune verdure, fra cui insalata e broccoli, a causa dei problemi di approvvigionamento dovuti “all’ondata di maltempo che ha colpito la Spagna”.
I clienti possono comprare un numero limitato di confezioni per evitare che qualcuno faccia incetta, in quanto si teme che questo problema duri a lungo.
In rapido aumento anche i prezzi: Lidl ad esempio ha portato quelli della lattuga da 42 pence a 1,19 sterline.
Un portavoce della premier Theresa May ha detto che il governo è a conoscenza della situazione e che il Department for Environment, Food and Rural Affairs (Defra) la sta “tenendo sotto controllo”.
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il vino nostrano ancora da scoprire

gennaio 22, 2017 Lascia un commento

Dai a ogni giornata la possibilità di essere la più bella della tua vita. (Mark Twain)

bis-vite14705801_1106187746124149_4784763718099126925_nModeste è un appassionato del gattinarese Nebbiolo di Travaglini  e lo trova da:

“L’uva in bottiglia” di Davide Mabellini in Pza Massimo D’Azeglio a Vercelli.

DSC04899-001jean

Jean Modeste visto da se stesso.

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La rivista Forbes “rapita” da Gattinara e Bramaterra

Dagli Usa la classifica del vino piemontese poco conosciuto
Pubblicato il 22/01/2017
ANDREA ZANELLO
GATTINARA

Tra le top 12 regioni vitivinicole sottovalutate in tutto il mondo c’è l’Alto Piemonte. I Gattinara, Ghemme, Lessona, Bramaterra e Boca sparsi tra Vercellese, Novarese e Biellese sono tra i vini da provare per Forbes che ha stilato un elenco delle regioni in cui si produce vino meno conosciute e da visitare nel 2017. Sul sito della celebre rivista statunitense è comparso un articolo in cui mese per mese sono segnalate 12 zone da visitare: un viaggio tra i vitigni meno celebri che si snoda a ogni latitudine, dal Cile alla Nuova Zelanda, passando per Georgia, California e Corsica.

 

C’è anche una tappa italiana: a ottobre la destinazione raccomandata è l’Alto Piemonte. «Il 90% dell’attenzione profusa dalla critica e dei consumatori sul Piemonte è diretto verso Barolo nelle Langhe. Ma con le Alpi mozzafiato come sfondo, l’Alto Piemonte offre l’aromatico, cristallino, terroir Nebbiolo a prezzi accessibili». Gattinara, Ghemme, Lessona, Bramaterra Boca vengono descritti come «vini caratteristici che sono ancora un segreto per i consumatori».

 

Un attestato di stima che Lorella Antoniolo Zoppis, a capo del Consorzio di Tutela dei Nebbioli Alto Piemonte, commenta così: «Quello che dice Forbes sulla nostra zona e lo sosteniamo da anni: siamo una realtà sottostimata in proporzione alle potenzialità che abbiamo. I numeri parlano chiaro: vicino a realtà come le Langhe siamo briciole, ma abbiamo prodotti che meritano di essere scoperti. E dall’anno scorso la superficie vitata è aumentata del 10%». L’Alto Piemonte è anche sulla mappa delle rotte vitivinicole di Slow Food Piemonte che anche per il 2017 riproporrà cantine a Nord Ovest.

http://www.lastampa.it/2017/01/22/edizioni/vercelli/la-rivista-forbes-rapita-da-gattinara-e-bramaterra-4uaiy9imavw03N2ntSUS2L/pagina.html

vercelli – parigi… uno a uno.

novembre 15, 2016 Lascia un commento

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Piazza Cavour a Vercelli è già così un bel richiamo ma certo che se la paragonate a Place des Vosges a Parigi dovremmo mettere un pò di verde attorno alla statua di Cavour e credo che il risultato sarebbe positivo.

Ma bisogna rischiare,anche un flop,e questa parola non piace a tutte le amministrazioni.Eppure senza novità si muore.

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Place des Vosges

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C’è un blog su Parigi che mi piace ed è scritto da americani per gli americani,niente di male,parla di un pò di tutto ma soprattutto di accoglienza e di buona tavola.

Questa sera guardando al negozio che vi cito in basso ho pensato a Parigi anche se non ne sono un gran conoscitore ma ci sono stato tante volte sgobbando…

Il traffico no grazie ma certi negozietti e bar così come ristoranti e case sono a volte molto chic nella capitale francese,proprio come il nostro locale che si affaccia sui portici della cara ed amata Piazza Cavour.

In più c’è il vino e pure lo champagne,e guardandolo con attenzione mi è venuta voglia di fotografarlo perchè è grazioso e si intona bene all’ambiente esterno.

Spero siate d’accordo.

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L’avviso a sinistra dice champagne al bicchiere…

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https://www.facebook.com/armoniedelgustovercelli/

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il blog parigino è:

http://hipparis.com/

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