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Archive for the ‘Benessere e salute’ Category

sanità e costi assicurativi

Risultati immagini per rsi sanità non carità
La sanità secondo Trump – di Gabriele Barbati
il video è al sito:

Se sanità fa rima con carità

La salute pubblica nel dopo Obamacare con i propositi di revisione del neo-eletto presidente Trump

martedì 29/11/16 06:12 – ultimo aggiornamento: martedì 29/11/16 13:25

Non l’ha nominata tra le priorità dei primi cento giorni da presidente. Eppure Donald Trump ripete da mesi: “Abolirò l’Affordable Care Act.” che è poi la riforma della sanità voluta nel 2010 dal suo predecessore, Barack Obama, e nota come Obamacare. 

Grazie all’introduzione dell’obbligo per le compagnie di assicurare chiunque, indipendentemente dalle condizioni di salute, e all’estensione dei sussidi pubblici per l’acquisto di una polizza, la legge ha esteso la copertura sanitaria a circa 20 milioni di americani. Secondo Trump e i suoi sostenitori, tuttavia, queste e altre novità hanno aumentato i prezzi delle assicurazioni per il 2017 in media del 25%.

“Nella riforma sono stati fatti alcuni errori, che ad esempio hanno spinto al rialzo i costi per i più giovani in modo da compensare le maggiori spese mediche di altre categorie” spiega Paul B. Ginsburg, professore di Politiche pubbliche all’Instituto Brookings di Washington.

Il Partito Repubblicano discute sulla sostituzione dell’Obamacare con una nuova legge che termini i sussidi ed escluda dalle assicurazioni, tra l’altro, i farmaci contraccettivi. Il grande risultato dell’Obamacare però, quello di avere ridotto i non assicurati a meno del 10% della popolazione, non sfugge a nessuno.

Cosa significa, negli Stati Uniti, essere fuori dal sistema sanitario?

Siamo andati, per capirlo, a Baltimora, un città che ha visto un grosso incremento dell’immigrazione da centro e sud America. I migranti, impiegati in nero e privi di permesso di soggiorno, non sono in grado di ricevere un’assicurazione medica dal datore di lavoro né dal governo e, spesso, neppure di acquistarla. Le loro cure sanitarie dunque – esclusi i bambini a cui di norma sono garantite – si limitano al pronto soccorso a pagamento e ai programmi caritatevoli di ospedali, come il Johns Hopkins Bayview, e di organizzazioni private, come l’Esperanza Center.

“L’anno scorso abbiamo assistito – gratis o quasi – circa 10 mila persone, non solo nella nostra clinica, ma anche con lo sportello legale e vari corsi” dice la presidente del centro, Valerie Twanmoh. C’è chi teme che la situazione, a partire dal gennaio 2017, possa peggiorare.

Gabriele Barbati

http://www.rsi.ch/news/mondo/Se-sanit%C3%A0-fa-rima-con-carit%C3%A0-8362000.html

bella e intelligente

La Barbie intelligente secondo Melanie F. – di Fabio Salmina e Joe Pieracci

La Barbie intelligente

Il post femminismo secondo Melanie Francesca, scrittrice ticinese sposata con un ricco emiro di Dubai

sabato 11/03/17 07:33 – ultimo aggiornamento: sabato 11/03/17 07:48

“Per le femministe essere Barbie è terrificante. È un lato dal quale fuggire. Il tacco 12 la femminista non lo porta. E il corpo non lo esibisce. Il post femminismo invece concepisce una Barbie intelligente. Una che dice: “Mi esibisco, uso il mio corpo per parlare”. Insomma: concepisce di essere bella, ma pure intelligente”.

E’ con queste parole che Melanie Francesca – scrittrice ed ex showgirl ticinese, fino a qualche anno fa nota con il nome d’arte di Melanie Moore –  parla del suo ultimo libro, “L’Occidentale”. Oggi Melanie vive a Dubai, dove è sposata con un emiro. Noi l’abbiamo incontrata recentemente a Lugano, durante la tournée di presentazione del volume.

“È difficile essere bionda perché subisci l’ostracismo delle donne che vorrebbero esserlo, ma non se lo permettono – aggiunge -. Non lo fanno perché i mariti non vogliono, perché la società non glielo permette, perché si cresce con dei limiti culturali o perché si ha un determinato ruolo da mantenere”.

“Insomma è difficile essere bionda perché vieni presa poco sul serio – conclude – . Però è bello essere bionda proprio per lo stesso motivo”.

joe.p.

il video è al sito:

http://www.rsi.ch/news/vita-quotidiana/cultura-e-spettacoli/La-Barbie-intelligente-8655208.html

messaggio di invito

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Con Fulvio Fonte qui immortalato nel locale di Armonie del Gusto abbiamo fatto una quasi campagna d’armi in Inghilterra quando dividere le spese dell’auto era un must…come dicono oggi.Parliamo del 1968 o giù di lì.

Io dipingo ed ho appena iniziato la campagna vendite.

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Jean Modeste:uva

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Siamo nel locale del signor Renzo Besso sotto i portici di piazza Cavour a Vercelli il quale ha un messaggio da passare:

 da Renzo Besso : armoniedelgusto.renzo@gmail.com

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Venerdì 10 marzo ore 19,30 presso Armonie del gusto piazza Cavour 11 Vercelli degustazione “ le altre bolle”. Cinque metodi champenoise extra Champagne:
Blanquette de Limoux brut La Moulin J.Laurens
Cremant de Loire brut Puritè de silex V.Girault
Cremant de Bourgogne brut Ponnelle
Cremant d’ Alsace brut Allimant Laughner
Cremant d’ Alsace brut rosè Allimant Laughner
Indispensabile prenotazione . Costo della serata 25,00 € .Per prenotazioni rispondere alla mail o telefonare al 0161 252025 .

Cordiali saluti

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altri grappoli sempre attribuiti a Jean Modeste sono in esposizione presso il signor Besso.

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san remo

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Il Casinò di Sanremo in una immagine d’epoca

A San Remo staccato… come scriveva mio padre morì mia zia.Era sempre stata un’appassionata di giuoco d’azzardo e quando andò in pensione pensò che non valeva la pena di prendere un treno per andare a giocare quando ci si poteva andare a piedi facendo un pò di quel moto che dicono che fa bene a tutti.E si ritirò a San Remo.

Ma il cuore non le resse,avrà perso troppo per le sue possibilità.Che altro devo pensare.

Mio padre non condivideva i gusti della sorella anche se per fare benzina ad un aereo che si trovava ad Albenga mi raccontò che lui ed il pilota fecero una puntatina al casinò uscendone vittoriosi.Aneddoti del passato.

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Mi è piaciuta questa poesia di papà (a destra nella foto) dedicata non tanto alla città ligure quanto al gioco,e la condivido.

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San Remo

Surse sacrato al giuoco che diletta

un nuovo tempio a festa ognor parato,

di numeri le preci,i sacerdoti

di lingua infraciosati e di alti modi.

Surse fra i fiori in tepida riviera

laddove il verno cede l’armi vinto,

surse fra il coro d’onde,ulivi e venti,

splendente come il raggio che sfavilla

sull’oscillante crespo in mille luci.

Veglia l’altare la bendata dea.

Strano rito fra lucide vetrate,

al murmure di fidi intenti in prece,

si compie innanzi a una silente ruota

su manto verde di fatati segni.

Non sacri capri,ne campestri doni,

non calici ferventi a propiziare

l’estroso volto della dea Fortuna,

ma lievi d’osso variopinti dischi,

che il sacerdote aduna,conta,sparte.

Molti convengon per cercar l’oblio,

molti a tentar l’ascesa senza stille

di faticati passi ver la meta

che brame acquieti e il viver rassicuri,

molti pel brivido ch’inganna le ore,

ma tutti,infin,per l’oro ch’è signore

d’ogni pensiero e d’ogni umana pena.

(Mario Torres)

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Eugène Ferret (… – …) è stato un architetto francese.

Vissuto a cavallo degli anni tra il diciottesimo ed il diciannovesimo secolo, progettò l’edificio del casinò di Sanremo, ancora oggi sede della casa da gioco matuziana.

L’architetto Ferret si aggiudicò l’opera di costruzione del casinò Kursaal tra altri sei progetti presentati. Il successo del progetto fu dovuto alla scelta per l’edificio dello stile liberty in quel tempo tanto in voga nella vicina Francia. L’inaugurazione dell’imponente edificio, avvenuto il 12 gennaio 1905, lo vedeva adibito a teatro dove venivano organizzate feste, concerti e dove veniva praticato il gioco d’azzardo anche se senza autorizzazione ufficiale. Tale attività venne legalizzata con regio decreto-legge del 22 dicembre 1927 n. 2448.(wikipedia)

 

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Galleria di personaggi

Il Casinò di Sanremo vanta frequentazione di illustri personaggi, che hanno contribuito a cementare l’immagine e il brand dell’azienda nel corso dei suoi oltre 110 anni di attività.

Carlo Dapporto nel dopoguerra allestì a Sanremo, nell’ex Salone delle Feste, la prima del suo spettacolo “Riviera Folies” che poi fece il giro dell’Italia e dell’Europa.

Gli stessi Eduardo e Peppino De Filippo furono scoperti dal Teatro della Casa da gioco, dove si esibirono più volte.

Eduardo raccontava: “Alle quattro pomeridiane con grande dispetto dei camerieri, a passo scozzese, Peppino ed io, andiamo ad occupare la nostra tavola di angolo nel ristorante del Casinò per la colazione all’ora del tè …. Dopo colazione a volte andiamo su… alle sale superiori. Non vi dico se io vinco o perdo. Vi basti sapere che il mio numero preferito è il 14. Sul colore non punto mai. Siamo o non siamo? Io vado a caccia del milione…”.

Peppino De Filippo invece: “A me piace Sanremo: Quando penso che dalle sale del Casinò si può venir via ricchi, mi vengono i brividi, divento timido, mi imbroglio tra il 14 ed il 24, il 26 ed il 16 e mi rimetto i gettoni in tasca…. Sono fatto così!”.

Nelle Sale della Casa da gioco si potevano incontrare Vittorio De Sica, Re Gustavo Di Svezia, Re Leopoldo del Belgio, Ranieri e Grace di Monaco, Re Faruk, che negli Anni 50 visitava quotidianamente i tavoli verdi.

Durante un celebre poker si autoproclamò quarto re avendone in mano altri re. Fu un “poker” anomalo ma che nessuno ebbe il coraggio di contestare.

Vittorio De Sica tornava spesso a Sanremo soprattutto nel periodo festivaliero. Era un grande giocatore ed era solito ripetere: Con quello che ho giocato posso intitolarmi la parte destra del Casinò, la torretta.

Anche oggi alcuni personaggi del mondo dello spettacolo, della cultura, dell’arte frequentano la Casa da Gioco e mantengono vivo il loro legame con il Casinò Sanremese.

Curiosità storiche e artistiche.

L’origine delle carte da gioco, che normalmente vengono utilizzate oggi, può farsi addirittura risalire all’epoca degli antichi egizi.

I faraoni si affidavano, infatti, a sacerdoti ai quali si attribuiva la capacità di leggere gli eventi naturali attraverso i numeri.

Da sottolineare che la numerologia delle carte si trova anche nel calendario ebraico.

Interessante riflettere sul fatto che le carte da gioco siano 52, come il numero delle settimane in un anno, il mazzo delle carte sia contraddistinto da 4 semi, 4 come le stagioni; ad ogni seme appartengano tredici numeri come i mesi lunari, presenti nel calendario ebraico, ed infine i 4 re, che richiamano i 4 elementi primordiali, acqua, aria, terra e fuoco.

Il Piede fortunato della “Cica Cica”.

La ritualità e la proverbiale superstizione dei giocatori si evidenzia nel gesto benaugurante del tocco del piede della statua, da sempre propiziatrice di buona sorte.

La scultura venne realizzata da Odoardo Tabacchi e conosciuta come “Cica Cica” o semplicemente “la Cica”. L’amministrazione comunale di Sanremo la vinse in un concorso bandito per l’Esposizione della scultura di Torino, nel lontano 1884.

Essa rappresenta una fanciulla nuda seduta su uno scoglio, con le braccia piegate in gesti di scherno e scongiuro, da cui il nome “cica-cica”. Il critico d’arte Ugo Fleres la descriveva così: “…una fanciulla assai bella ed allegra ha superato le sue compagne e, posatasi a sedere su uno scoglietto, di là fa il verso beffardo della Cica-cica a quelle che ancora diguazzano nell’acqua.”

Non tanto la sua nudità, quanto il realismo con cui le sue forme vennero descritte, fecero sì che la statua fosse giudicata “inadatta” al Palazzo Comunale e destinata alla Casa da Gioco.

Il Bronzo de “Il Pescatore”.

Tra i “gioielli” artistici conservati nel Casinò si può ammirare una preziosa copia del “Pescatore” (Museo Nazionale del Bargello di Firenze) di Vincenzo Gemito (Napoli 1852 – 1929).

Il realistico bronzo, che si trova al primo piano, sarebbe un’opera piuttosto tarda dell’artista, posteriore al 1922, probabilmente mai rifinita.

La scultura rappresenta un fanciullo nel momento stesso in cui stacca dall’amo un pesce che ha appena abboccato. Essa ha un verismo eccezionale, capace di rendere lo spirito allegro e spensierato del fanciullo, ma anche di descriverne con precisione ogni piccolo particolare anatomico.

http://www.casinosanremo.it/azienda/curiosita/

nuovo progetto di promozione turistica

gennaio 30, 2017 Lascia un commento

Oldenico, lo spirito di comunità sopravvive grazie al torneo di scopa

Alla competizione che riunisce tutto il paese gli iscritti hanno dai 14 agli 80 anni
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STEFANO FONSATO
OLDENICO

Un torneo di carte per riunire tutto il paese. Oldenico si aggrappa al gioco da tavolo più antico, alla Scopa per l’esattezza, per sentire dentro di sé il valore della comunità. Un valore in via di estinzione in un’epoca in cui i piccoli centri si vanno via via spopolando, proprio come accaduto in questo piccolo paese della Baraggia. Senza più un vero luogo di ritrovo, un bar, un campo sportivo (quello che c’era ha cessato la propria attività nella prima metà degli anni ’90, quando ospitava una squadra di calcio amatoriale) né una pro loco per organizzare una sagra. D’altra parte, le forze a disposizione sono quelle che sono, e allora ci si arrangia come si può. Tanta buona volontà «non organizzata».

 

Un oldenichese suona al campanello del sindaco, Valter Ganzaroli, e apre ufficialmente il registro delle iscrizioni: «Per me è una gioia potermi mettere a disposizione – spiega il primo cittadino, che partecipa attivamente anche al torneo di Scopa stesso -. Lo facciamo per stare tutti insieme. Come sempre a fine gennaio. E all’evento partecipa un folto pubblico». Ed è stato così anche lo scorso fine settimana. Ben sedici partecipanti registrati, all’interno dell’ex centro anziani. Ex perché anch’esso, negli anni scorsi, ha chiuso i battenti. Appassionati di tutte le età: gli iscritti hanno dai 14 agli 80 anni: «E questa è la gioia più grande – confessa Ganzaroli -: vedere proprio queste differenze che si abbracciano nell’orgoglio di far parte di una piccola comunità come quella di Oldenico».

 

Dove i ruoli possono anche invertirsi, e i novellini arrivano a battere i maestri del tavolo verde. «Accade più volte di quanto si pensi», scherza il primo cittadino, che conclude: «Il vincitore è una questione del tutto relativa. Specie se si pensa al premio finale: una panissa per tutti». Cucinata, rigorosamente, con puro spirito di volontariato.

http://www.lastampa.it/2017/01/28/edizioni/vercelli/oldenico-lo-spirito-di-comunit-sopravvive-grazie-al-torneo-di-scopa-F1cjh9r7WdtsYvpCjNjS3H/pagina.html

il vino nostrano ancora da scoprire

gennaio 22, 2017 Lascia un commento

Dai a ogni giornata la possibilità di essere la più bella della tua vita. (Mark Twain)

bis-vite14705801_1106187746124149_4784763718099126925_nModeste è un appassionato del gattinarese Nebbiolo di Travaglini  e lo trova da:

“L’uva in bottiglia” di Davide Mabellini in Pza Massimo D’Azeglio a Vercelli.

DSC04899-001jean

Jean Modeste visto da se stesso.

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La rivista Forbes “rapita” da Gattinara e Bramaterra

Dagli Usa la classifica del vino piemontese poco conosciuto
Pubblicato il 22/01/2017
ANDREA ZANELLO
GATTINARA

Tra le top 12 regioni vitivinicole sottovalutate in tutto il mondo c’è l’Alto Piemonte. I Gattinara, Ghemme, Lessona, Bramaterra e Boca sparsi tra Vercellese, Novarese e Biellese sono tra i vini da provare per Forbes che ha stilato un elenco delle regioni in cui si produce vino meno conosciute e da visitare nel 2017. Sul sito della celebre rivista statunitense è comparso un articolo in cui mese per mese sono segnalate 12 zone da visitare: un viaggio tra i vitigni meno celebri che si snoda a ogni latitudine, dal Cile alla Nuova Zelanda, passando per Georgia, California e Corsica.

 

C’è anche una tappa italiana: a ottobre la destinazione raccomandata è l’Alto Piemonte. «Il 90% dell’attenzione profusa dalla critica e dei consumatori sul Piemonte è diretto verso Barolo nelle Langhe. Ma con le Alpi mozzafiato come sfondo, l’Alto Piemonte offre l’aromatico, cristallino, terroir Nebbiolo a prezzi accessibili». Gattinara, Ghemme, Lessona, Bramaterra Boca vengono descritti come «vini caratteristici che sono ancora un segreto per i consumatori».

 

Un attestato di stima che Lorella Antoniolo Zoppis, a capo del Consorzio di Tutela dei Nebbioli Alto Piemonte, commenta così: «Quello che dice Forbes sulla nostra zona e lo sosteniamo da anni: siamo una realtà sottostimata in proporzione alle potenzialità che abbiamo. I numeri parlano chiaro: vicino a realtà come le Langhe siamo briciole, ma abbiamo prodotti che meritano di essere scoperti. E dall’anno scorso la superficie vitata è aumentata del 10%». L’Alto Piemonte è anche sulla mappa delle rotte vitivinicole di Slow Food Piemonte che anche per il 2017 riproporrà cantine a Nord Ovest.

http://www.lastampa.it/2017/01/22/edizioni/vercelli/la-rivista-forbes-rapita-da-gattinara-e-bramaterra-4uaiy9imavw03N2ntSUS2L/pagina.html

invece che dal medico vanno alle belle arti

dicembre 31, 2016 Lascia un commento

Dai a ogni giornata la possibilità di essere la più bella della tua vita. (Mark Twain)

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Un’opera di Willem de Kooning’s venduta nel 2002 a 13 milioni di dollari(keystone)

L’Alzheimer da un quadro

Malattie gravi possono essere scoperte prima che si manifestino da un esame delle opere artistiche

sabato 31/12/16 11:25 – ultimo aggiornamento: sabato 31/12/16 11:35

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Analizzando le pennellate dei pittori è possibile accorgersi dei primi segni dell’Alzheimer e di altre malattie neurodegenerative molto prima della diagnosi. È quanto emerge da uno studio dell’università di Liverpool (Inghilterra), pubblicato dalla rivista Neuropsychology, effettuato analizzando il lavoro di sette artisti famosi.

I ricercatori hanno scelto due pittori con parkinson, Salvador Dali e Norval Morrisseau, due con alzheimer, James Brooks e Willem De Kooning, e tre che non avevano malattie neurodegenerative conosciute, Marc Chagall, Pablo Picasso e Claude Monet. La loro pennellata è stata analizzata applicando i principi della matematica frattale, che si utilizza per le geometrie complesse.

Lo studio, scrivono gli autori, ha mostrato dei cambiamenti molto evidenti nelle pennellate degli artisti con malattie rispetto a quelli con un invecchiamento normale. Si spera che questo possa aprire nuove strade nell’individuazione precoce delle malattie.

Ats/mas

http://www.rsi.ch/news/vita-quotidiana/eta-beta/LAlzheimer-da-un-quadro-8520808.html

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