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Archive for the ‘Agricoltura’ Category

alla fiera del vino israeliano

L'immagine può contenere: bevanda, tabella e spazio al chiuso

זמן גליל מערבי – עמותת תיירות Western Galilee Now – Tourist Association

Western Galilee Now NPO is holding its
5th annual Wine Time fair!
Featuring 4 Galilean boutique wineries:
Yiftah’el Winery, Stern Winery, Kishor Winery
and Lotem Organic Winery

Altro…

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4-5 marzo vercelli fiere caresanablot

febbraio 28, 2017 Lascia un commento

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Cos’é Fiera in Campo?

«Fiera In Campo è un evento annuale realizzato da Anga Vercelli – Biella che comprende iniziative di divulgazione, promozione e informazione del mondo agricolo. Una fiera in cui vengono esposti i mezzi agricoli e le loro principali novità (prove in campo comprese) ma non solo, durante la manifestazione si tengono dibattiti, convegni e seminari di interesse nazionale ed internazionale sul comparto agricolo con personaggi di spicco del settore stesso. E’ un appuntamento dedicato ad approfondimenti tecnici, scientifici e normativi sul mondo dell’agricoltura. Infine non mancano momenti di puro divertimento con show cooking e dimostrazioni acrobatiche alla guida dei trattori. Una occasione per conoscere, vedere, provare e divertirsi per tutti».

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http://vercelli.netweek.it/notizie/speciali-ecologia-e-ambiente/vercelli-fiera-in-campo-2017-quaranta-candeline-br-il-prossimo-mese-di-marzo-riflettori-puntati-sulla-produzione-del-riso-sulle-macchine-agricole-e-sul-mondo-agricolo-in-generale-br-4631231.html

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dal nostro archivio di un’edizione precedente

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http://www.vercellifiere.it/

c’è sempre la sua mano?

febbraio 18, 2017 Lascia un commento

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Warren Buffett in foto di archivio.

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Difficile fare dei pronostici su quanto succede negli States ma pare ancora una volta che l’appetito vien mangiando e che le aziende di agroalimentare ovvero del cibo meritino più che non una semplice occhiata quando il mondo gira come gira senza troppi spunti interessanti.

Finisca come finirà venerdi scorso comunque gli azionisti di Kraft Heinz tra cui non manca Warren Buffett hanno visto il loro titolo crescere del 10,74% in dollari e quelli di Unilever del 13,22% in euro.

C’è chi attende con la speranza di farla più grassa e chi invece ha fatto il suo utile quotidiano vendendo.Molti tentativi  di mergers infatti non riescono ma contribuiscono ad una maggiore quotazione delle parti in causa.

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Kraft-Heinz propone le nozze a Unilever

Ma per ora la maxi offerta di acquisto da 143 miliardi di dollari è stata respinta: “Troppo bassa”

http://www.lastampa.it/2017/02/18/economia/kraftheinz-propone-le-nozze-a-unilever-t7f3hEZvHaFFVh9gXCoaeM/pagina.html

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Unilever rejects Kraft Heinz takeover bid, shares spike

http://finance.yahoo.com/news/unilever-rejects-kraft-heinz-takeover-bid-shares-spike-133434985.html

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40esima fiera in campo a caresanablot vercelli

febbraio 18, 2017 Lascia un commento

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Senza rancore:

Se nella politica cittadina del capoluogo fossero altrettanto in gamba anche i nostri eventi cittadini avrebbero una tariffa di ingresso che non demotiva i visitatori e contribuisce alla maggiore qualità di uno spettacolo.Gli artisti conosciuti infatti costano.E non vengono da noi.

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VercelliFiere in Caresanablot

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Prossimo Evento

4 – 5 marzo 2017

40ma Fiera in Campo

il vino nostrano ancora da scoprire

gennaio 22, 2017 Lascia un commento

Dai a ogni giornata la possibilità di essere la più bella della tua vita. (Mark Twain)

bis-vite14705801_1106187746124149_4784763718099126925_nModeste è un appassionato del gattinarese Nebbiolo di Travaglini  e lo trova da:

“L’uva in bottiglia” di Davide Mabellini in Pza Massimo D’Azeglio a Vercelli.

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Jean Modeste visto da se stesso.

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La rivista Forbes “rapita” da Gattinara e Bramaterra

Dagli Usa la classifica del vino piemontese poco conosciuto
Pubblicato il 22/01/2017
ANDREA ZANELLO
GATTINARA

Tra le top 12 regioni vitivinicole sottovalutate in tutto il mondo c’è l’Alto Piemonte. I Gattinara, Ghemme, Lessona, Bramaterra e Boca sparsi tra Vercellese, Novarese e Biellese sono tra i vini da provare per Forbes che ha stilato un elenco delle regioni in cui si produce vino meno conosciute e da visitare nel 2017. Sul sito della celebre rivista statunitense è comparso un articolo in cui mese per mese sono segnalate 12 zone da visitare: un viaggio tra i vitigni meno celebri che si snoda a ogni latitudine, dal Cile alla Nuova Zelanda, passando per Georgia, California e Corsica.

 

C’è anche una tappa italiana: a ottobre la destinazione raccomandata è l’Alto Piemonte. «Il 90% dell’attenzione profusa dalla critica e dei consumatori sul Piemonte è diretto verso Barolo nelle Langhe. Ma con le Alpi mozzafiato come sfondo, l’Alto Piemonte offre l’aromatico, cristallino, terroir Nebbiolo a prezzi accessibili». Gattinara, Ghemme, Lessona, Bramaterra Boca vengono descritti come «vini caratteristici che sono ancora un segreto per i consumatori».

 

Un attestato di stima che Lorella Antoniolo Zoppis, a capo del Consorzio di Tutela dei Nebbioli Alto Piemonte, commenta così: «Quello che dice Forbes sulla nostra zona e lo sosteniamo da anni: siamo una realtà sottostimata in proporzione alle potenzialità che abbiamo. I numeri parlano chiaro: vicino a realtà come le Langhe siamo briciole, ma abbiamo prodotti che meritano di essere scoperti. E dall’anno scorso la superficie vitata è aumentata del 10%». L’Alto Piemonte è anche sulla mappa delle rotte vitivinicole di Slow Food Piemonte che anche per il 2017 riproporrà cantine a Nord Ovest.

http://www.lastampa.it/2017/01/22/edizioni/vercelli/la-rivista-forbes-rapita-da-gattinara-e-bramaterra-4uaiy9imavw03N2ntSUS2L/pagina.html

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gennaio 20, 2017 Lascia un commento

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piovene in visita a vercelli: chi era costui e cosa voleva?

gennaio 10, 2017 Lascia un commento

Dai a ogni giornata la possibilità di essere la più bella della tua vita. (Mark Twain)

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Walter Rosetta – Campagna vercellese

Vercelli primi anni 1950 visitata da Guido Piovene scrittore e saggista di cui Indro Montanelli scrive che il libro “Viaggio in Italia” dovrebbe essere adottato come testo obbligatorio nelle scuole (proprio come succedeva ai Promessi Sposi del Manzoni ai miei tempi).Perchè?

Perchè la sua sonda nel gestire le pieghe e le piaghe del paese Italia così come le descrive Piovene,sono di una profondità ed una nitidezza non comuni.In realtà è successo che forse questo libro avrete difficoltà a scovarlo in libreria.Ma non scoraggiamoci.E torniamo alla visita.

“Stazione sperimentale di risicoltura:dove altro potrei trovarmi in questa capitale del riso europeo?” “Il prof.Borasio aiuto direttore è una specie di gigante miope ( e tale lo ricordo per le lenti spesse anch’io quando frequentava casa nostra amico di mio padre e con cui discuteva solo di chimica…) che spiega a Piovene di come bisogna irrobustire le razze indigene che tendono a ingentilirsi.

E l’autore prosegue:”Affondata nelle risaie Vercelli non è certo poetica ma ha una provincia ricca (Biella era ancora unita a Vercelli)…la terza del nostro paese,a non molta distanza da Milano e da Torino nel reddito per individuo.Come in quasi tutta l’Italia è una ricchezza però molto pavida: risparmio,titoli di stato,libretto postale…

Quattro quinti della superficie agricola sono a riso,il che non porta varietà di caratteri,d’opere e di paesaggio.L’arte recente si è occupata poco di queste zone,o solo per rappresentare le squadre di mondine,argomento fritto e rifritto (e andato oramai in disuso) e di squadre di cui si parla restano solo più la Pro Vercelli,scherma e calcio e forse tennis.

Oltre a produrre il riso,i vercellesi ne hanno fatto anche il loro cibo principale;il circolo è così perfetto.

Ne nascono piatti pingui,per esempio con le rane (ahimè non più nostrane neppur esse) o mescolato a salumi o sangue di porco.Secondo un immigrato veneto i vercellesi producevano montagne di riso senza capirlo,cucinandolo in modo rozzo.I veneti che pur producendone poco sono o erano in Italia i mandarini del riso,affluendo a Vercelli grazie alla Chatillon di chiara fama… avrebbero raffinato l’arte del sapere cucinarlo.

Il paesaggio vercellese produce stimoli esotici incoscienti,legato come è da fili arcani a tutta la terra,e nella memoria e nella vita dell’uomo riconosce al riso maggiore importanza di quella che di solito si sente dare al pane.

“La risicoltura assomiglia molto alla floricoltura,un certo Roncarolo famoso ibridatore arriva in bicicletta all’appuntamento con me,tra cori di rane e zanzare,in un sentiero fangoso tra gli acquitrini ricoperti del riso ancora verde.Nel mentre ci passa accanto un carro trainato da buoi,come in Cina,che fanno forza contro il fango.

Roncarolo si presenta dicendo “io sono un poeta” ed ha un linguaggio colto anche se ha fatto pochi studi,mi dice di avere letto e confutato Marx e spiega di come le razze fondamentali siano una decina e come per ottenerne una nuova occorrono talvolta sei o sette generazioni.”Migliora per un certo numero di anni,si stabilisce e poi declina”.

Il riso assomiglia all’umanità,ha la sua storia come l’uomo,la razza che oggi è la più vigorosa poi si estenua,e degenera come fanno le famiglie ed i popoli,bisogna accompagnare la storia del riso con una specie di politica che è l’arte di noi ibridatori.

Da riso a spiga ha poi creato il riso a grappolo,più denso,con cinque seicento chicchi per stelo e non più duecento,ed ora sogna il riso a fiocco con i chicchi più concentrati e meno esposti.

E Vercelli è liquidata.

Non una parola sulla città e le altre attività,ma potremmo tornare in argomento noi parlando di come le cose si siano evolute anche nei paraggi industriali dai tempi di Piovene a oggi.

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Viaggio in Italia (1957), la più celebre guida letteraria del Bel Paese durante il boom economico, originata dalla trasmissione radiofonica RAI che Piovene tenne, dal 1953 al 1956, percorrendo il territorio da nord a sud, raccontando le ‘cose viste’. Piovene si rese conto dei formidabili mutamenti in corso, dalla rapida industrializzazione alla tumultuosa e caotica crescita urbana:

« mentre percorrevo l’Italia, e scrivevo dopo ogni tappa quello che avevo appena visto, la situazione mi cambiava in parte alle spalle… Industrie si chiudevano, altre si aprivano; decadevano prefetti e sindaci; nascevano nuove province »
« In nessun altro Paese sarebbe permesso assalire come da noi, deturpare città e campagne, secondo gli interessi e i capricci di un giorno »

(wikipedia)

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