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india e mucche

agosto 16, 2017 Lascia un commento
Vacche sacre, vite un po’ meno – di Chiara Reid

L’India 70 anni dopo

La costituzione del 1947, scritta con l’indipendenza, prescriveva la protezione delle mucche che oggi sono… questione politica

lunedì 14/08/17 05:52 – ultimo aggiornamento: martedì 15/08/17 07:40

Settant’anni fa l’India diventava indipendente. Uno stato secolare, laico e non confessionale, questa la descrizione nella costituzione del 1947. L’articolo 48 prescriveva la protezione della vacca, ma lasciava poi ai singoli Stati il compito di scandire in dettaglio queste leggi. Negli ultimi anni, sempre più Stati indiani hanno varato leggi restrittive in merito al macello delle mucche e al consumo di carne bovina. Oggi, in India, sono 24 su 29 gli Stati che proibiscono di uccidere le mucche, i tori e i vitelli.

È però soltanto con l’attuale premier Narendra Modi che i gruppi pro-vacche hanno cominciato ad attaccare camion che trasportano bestiame da uno Stato all’altro, causando vari incidenti in cui i trasportatori spesso trovano la morte. In contraddizione con tutto ciò, l’India oggi assurge a numero uno tra gli esportatori di carne bovina – anche se non si fa distinzione tra manzo e bufalo, e la maggior parte della carne esportata comunque è bufalo. E i proprietari delle case di macello autorizzare sono, per lo più, loro stessi indù.

L’ India è anche al quinto posto per consumo: il manzo (o bufalo) finisce nei piatti di musulmani e cristiani, oltre alle popolazioni tribali animiste. La concentrazione di mangiatori di carne rossa si trova nel Nord Est, in Kerala e a Goa. E non è un caso che negli ultimi due Stati il BJP (Bharatiya Janata Party) non abbia chiesto una messa al bando, perché sarebbe andato contro le abitudini alimentari di una gran fetta di popolazione, cristiana.

La campagna anti-carne

In molti sottolineano come questa campagna sia essenzialmente politica, una politica contro la minoranza musulmana, che non solo si nutre ma lavora nella catena produttiva derivata dalla mucca: dalle pelli ai saponi, alla carne appunto. Una politica che mira a dividere lungo linee religiose e a mettere una comunità contro l’altra. Una politica obbligata, secondo molti osservatori, perché il partito di Modi, il BJP, ha la sua base tra i militanti indù del gruppo RSS (Rashtriya Swayamsevak Sangh), un movimento estremista che vuole un paese dominato dalla religione indù.

La questione delle vacche sacre non è che una delle faglie che l’India moderna mostra 70 anni dopo l’indipendenza. La divisione tra caste, il soggiogamento delle classi più basse, degli intoccabili, gli attacchi ai diritti delle minoranze, delle popolazioni tribali, il conflitto sempre attivo in Kashmir, tutto questo fa parte delle rughe evidenti di un paese che fatica a restare unito.

E quale strada prenderà l’India lo si vedrà meglio nelle prossime elezioni generali nel 2019.

Chiara Reid

VIDEO e CORRELATI

http://www.rsi.ch/news/oltre-la-news/LIndia-70-anni-dopo-9423376.html

affrettatevi…a cervatto,in valsesia

agosto 15, 2017 Lascia un commento

L’arte di Renzo Pomati tra montagna e pianura

PIERMARIO FERRARO
CERVATTO

Un gemellaggio d’arte tra Bassa vercellese e Valsesia. Anche quest’estate, il pittore caresanese Renzo Pomati, è tornato ad esporre a Cervatto. La sua personale, dal titolo « Dalla Montagna alla Pianura », inaugurata l’altro giorno, nei locali comunali, e resterà aperta fino a giovedì 17. Una mostra che, visti i precedenti, è uno degli eventi più attesi del Ferragosto in Valle.

Pomati, pur essendo vercellese doc, è particolarmente legato a Cervatto, dove ha una casa e trascorre le vacanze estive; nelle opere ha saputo con grande abilità trasformare le sue capacità artistiche, maturate sotto la guida di grandi maestri (su tutti Renzo « Pimpi » Roncarolo) e metterle a disposizione della comunità valsesiana che, d’estate, con i turisti, diventa numerosa.

 

Con la mostra, Pomati crea una sorta di interscambio culturale portando le immagini della sua campagna e, nel contempo, proponendo la sua visione artistica della Valsesia a chi la conosce da abitante o da turista. E così in una carrellata di dipinti si passa dai colori caldi delle risaie e delle mondine fino alle sfumature romantiche della Valsesia con ritratti di persone in costume tipico o circondate da panorami mozzafiato.

 

Nei giorni della mostra e in concomitanza con la festa di Cervatto, sarà possibile incontrare l’autore e dialogare con lui facendosi magari raccontare il suo approccio con la magia del mondo valsesiano e di Cervatto che, da tempo, lo ha adottato con grande orgoglio.

http://www.lastampa.it/2017/08/14/edizioni/vercelli/larte-di-renzo-pomati-tra-montagna-e-pianura-DO05ZvE3FCmRdqCYOs7RxO/pagina.html

 

Cervatto è il quinto comune più piccolo d’Italia….una rarità su:

https://it.wikipedia.org/wiki/Cervatto

ferragosto pic nic quiz

agosto 15, 2017 Lascia un commento

Al nostro amico Mario primo a sin. valente motociclista poi negli anni piacevano i messicani come li faceva la mamma.Si trattava di quello che vengono chiamati in buon italiano i saltimbocca…

Immagine correlata

e già che gli piaceva anche la montagna eccoci in Val D’Aosta una domenica durante un pic nic come si usava ai tempi.Suo padre noto farmacista cittadino era presidente della sezione vercellese del Club Alpino.

Siamo  credo nel 1965 o giù di lì.

Di chi si tratta?

Ai nostri lettori concittadini presentiamo questo quiz di Ferragosto con tanti saluti.

vinca il migliore non il più forte

agosto 14, 2017 Lascia un commento

Papà è al centro in uniforme (1935) e veste pure la cravatta nonostante il caldo e persino gli stivali.

Tutti portano nella foto i capelli abbastanza lunghi il che mi dà da pensare che la disciplina fosse alquanto elastica o che non facesse così caldo.

Chissà come il genitore si sognò l’Africa prima di partire e come invece la trovò.

+

E’ successo anche in Medio Oriente di disegnare attraverso una mano straniera i confini di vari paesi  nuovi nati alla caduta dell’Impero Ottomano e di ricollocare le popolazioni un pò di qui e un pò di là pensando di far bene ma senza tenere conto delle aspirazioni nazionali di ogni gruppo etnico.E senza andare troppo indietro nel tempo non sono mancate le occasioni per creare delle discordie a non finire,poi,aiutati anche dal prezzo del petrolio per qualcuno c’è stata una ripresa economica più rapida che non per altri.

Credo che queste siano le storture o le asimmetrie citate più in là che si originarono nel tentativo di conciliare gli interessi di chi comandava con quelli dei capi locali e le loro popolazioni.

La guerra in Siria ha evidenziato ancora questi problemi e siamo venuti a conoscenza di popolazioni tenute strette tra di loro dalla religione e di cui in Europa si sapeva molto poco,Curdi,Yazidi,Drusi,e chissà chi altri.

 

In Africa è senz’altro peggio perchè non ci sono neppure le condizioni economiche che il Medio Oriente ha avuto e noi ne sappiamo ancora meno quando consideriamo le varie lingue parlate in paesi dove ero certo ma oggi non lo sono più che i locali avessero imparato il francese o l’inglese.Manco per le balle…mi viene da dire.

Le migrazioni attuali sono un’occasione per conoscersi meglio tra europei ed africani e di sapere quel minimo che ci permette di vedere come anche gli altri sopravvivono a questi anni di difficoltà che non sono da ridere.

Ovviamente noi con quattro pensieri non ne facciamo un libro e forse neppure un gran articolo.

Ma il Prof.Gianfranco Bottazzi l’ha fatto*,e anche se ne ho solo stralciato alcune idee  grazie al web ritengo di essermi dotato di quel primo abbecedario che ci è utile per iniziare a sfatare il mito del razzismo verso le persone di colore.

Non dimentichiamo che sino al 1830 circa le differenze tra il contadino indio sud americano,o quello nero dell’Africa,o addirittura quello calabrese si equivalevano sotto a molti aspetti materiali in quanto erano tutti al limite della sussistenza.

Poi venne la meccanizzazione e cambiò tutto nel senso delle sproporzioni,chi aveva mezzi finanziari andò avanti e lo fece ben velocemente lasciando indietro tutti gli altri.

Citando l’Africa è ancora tutta da chiarire se l’indubbia superiorità tecnologica e militare degli europei significasse anche una superiore civiltà morale.Dal Vae victis (Guai ai vinti!) del gallo Brenno vittorioso su Roma…sino ad oggi solo chi ha vinto facendo alle botte ha sempre ragione e tutto il resto conta molto poco.

Ciò ha contribuito a creare confusione tra la gente alimentando il mito della superiorità razziale bianca solo perchè gli europei erano più forti sul campo di battaglia.

Infine va pure detto che i colonialisti hanno saputo farsi la dovuta pubblicità sul fatto di essere mossi da una missione civilizzatrice da portare avanti compreso per i cristiani l’obbligo morale di aiutare le popolazioni “arretrate” a migliorarsi.

Vi era una convinzione di tipo paternalistico con un’ampia base di buona fede che si estendeva a tutte le forze politiche di quei tempi che parevano tutti d’accordo a fare sempre di più in campo coloniale o almeno ciò successe sino alla fine della seconda guerra mondiale.

La Francia che colonizzava,idealmente non lo faceva per se stessa in termini egoistici ma lo faceva anche pensando al resto del mondo in cui viveva,i vantaggi ci devono essere per tutti iniziando soprattutto dal paese colonizzato verso cui vanno indirizzati tutti gli sforzi per garantirne la crescita economica e lo sviluppo umano.Se ciò sia credibile non sono in grado di testimoniarlo ma il ragionamento fila,ed allora molti disastri di cui siamo spettatori oggi dobbiamo credere che avvennero a causa di una decolonizzazione fatta male.

La presenza europea in Africa aveva sì messo a disposizione dei bianchi le materie prime che erano dapprima inutili e disperse in quanto l’indigeno non ne conosceva ne il valore ne l’uso,ma c’era una responsabilità morale che il bianco estrinsecava portando come compenso  legge e ordine, e pure l’amministrazione burocratica necessaria a creare una società moderna mandando in soffitta la schiavitù, il cannibalismo e quanti altri riti tribali.

Ma vi è qualcosa di più importante però che ha messo in ginocchio i locali e riguarda la sua cultura in generale che all’epoca delle colonie viveva una storia di asimmetrie tra superiore ed inferiore tra dominatori e dominati tra chi comandava e chi doveva obbedire.

Lo statuto dell’indigeno nella società coloniale è stato sempre quello dell’inferiore,vedi “il boy” nel colonialismo inglese o “il bwana” o padrone bianco che abbiamo conosciuto nei films quando eravamo ragazzi.A lungo andare questo atteggiamento ha innescato una vera e propria dipendenza mentale e psicologica impregnata di razzismo in chi gli toccava di fare la parte sbagliata.

Il colonizzato viveva in un mondo deciso da chi veniva dal di fuori e che riguardava anche i territori nazionali,i confini, e persino la lingua o le lingue dell’indigeno che venivano sacrificate dinanzi a quella dell’invasore che non mancava di ricordarglielo ogni momento iniziando dai cartelli stradali,la stampa,la radio e quanto altro tutto al fine di mettergli nella zucca che era un inferiore in quanto non era in grado di padroneggiare l’alfabeto come richiesto da una pur minima pratica burocratica.*

Da ieri ad oggi pare che molte cose siano cambiate ed ora colui che si sentiva intimidito dalla presenza del bianco non ha più paura,e quindi prende e se ne viene qua,costi quel che costi.

Ma quanto durerà questo esodo?

Beh,a me pare che il migrante sia colui che col suo sacrificio permette a coloro che restano in patria di vivere meglio.

Infatti se cala la pressione per avere un posto di lavoro sul suo mercato nazionale grazie all’emigrazione, ci saranno condizioni migliori per chi resta,i salari salgono,la disoccupazione arretra e si arriva ad un punto di equilibrio per cui domanda ed offerta di braccia da lavoro si equiparano o giù di lì in modo che ci sia sempre meno bisogno di andarsene da casa.

Se scrivo giusto non lo so,ma credo che più o meno così debba funzionare.

Ovvero ci vuole un pò di tempo per sgonfiare certe situazioni e quanto sembra oggi ad un’invasione poi alla fine si arresterà e cambierà di corso.

Immagine correlata

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*Alcuni pensieri sono tratti da: Sociologia dello sviluppo del prof.Gianfranco Bottazzi.

https://books.google.it/books?id=t1-ODAAAQBAJ&pg=PT11&lpg=PT11&dq=Gianfranco+Bottazzi+colonialismo&source=bl&ots=K1GkagYKBQ&sig=dGDtnHH1hfvPz6e4s6BqRfV09lY&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwjP74ag1pjVAhWGBcAKHWo2DRYQ6AEIRjAG#v=onepage&q=Gianfranco%20Bottazzi%20colonialismo&f=false

buon ferragosto

agosto 12, 2017 Lascia un commento

Risultati immagini per ferragosto

di Fernando Botero il picnic fuori porta..

Buon Ferragosto ai nostri lettori con due strofe di papà:

+

Ritorno lieto…spenta la calura.

Processione di fari d’auto in corsa.

La luna splende tonda.Maria,assunta

in ciel,pietosa allevia l’aspra lotta

che ognuno regge contro la natura.

(Mario Torres)

ma è in anticipo o in ritardo?

agosto 11, 2017 Lascia un commento

Jean Modeste lo ha visto così…olio su carta.

In foto sul balcone

Mi è nato un ciclamino qualche giorno fa quando la calura la faceva da padrone.Beh che c’è di strano potrebbe dire qualcuno che ne sa di fiori più di me ecco dove sta l’inghippo,perchè il ciclamino dovrebbe fiorire d’inverno e non d’estate.

Allora mi sono detto ma è in anticipo o in ritardo sulla normale fioritura?

Non so darvi una risposta a questa domanda.L’unico trattamento che la pianta ha avuto è quello di essere innaffiata ogni paio di giorni e di essere stata tolta dai raggi diretti del sole quando è iniziata l’estate.

Niente di più o di meno.

Ma è stata una piccola soddisfazione già quella di non avere fatto morire la pianta,ecco mi dicevo,e invece addirittura mi fiorisce….

CICLAMINO

Il ciclamino è una delle piante d’appartamento tra le più diffuse soprattutto grazie al fatto che ci dona i suoi splendidi fiori durante l’inverno, rallegrando così i periodi freddi.

Prosegue su:

http://www.elicriso.it/it/come_coltivare/ciclamino/

il crack della gallina dalle uova d’oro

Come per le uova olandesi all’insetticida che non vanno in tavola come uova fresche di giornata…altrettanto prima di fare la frittata…la Lehman la davano per buona…

L’immagine dell’inizio della crisi: un dipendente di Lehman Brothers, appena fallita, lascia la sede con i suoi effetti personali in uno scatolone (keystone)

Subprime, 10 anni fa la crisi

Un annuncio di BNP Paribas fu il segnale che innescò la spirale

mercoledì 09/08/17 13:25 – ultimo aggiornamento: mercoledì 09/08/17 13:26

Il 9 agosto 2007, secondo l’opinione della maggioranza degli esperti, è la data da ricordare perché segno l’inizio della crisi dei subprime, che ha sconvolto il mondo della finanza. Quel giorno infatti la banca francese BNP Paribas, una delle più importanti del globo, annunciò di non poter più calcolare il valore di tre suoi fondi di investimento. Averi piazzati in ipoteche sul mercato immobiliare statunitense, non valevano più nulla perché i beneficiari erano insolvibili a causa della bolla immobiliare scoppiata qualche anno prima oltre Atlantico.

Iniziò un effetto domino i cui strascichi si fanno sentire ancora oggi e che almeno in parte si sarebbe potuto evitare. Molte banche e società avevano in portafoglio miliardi di crediti ormai inesigibili ma la agenzie di rating tardarono a certificare questo pericolo, con grave danno per gli investitori: Lehman Brothers fino al 14 settembre era valutata con una doppia A, quindi assolutamente sicura, e il 15 fallì. Tutti ricordano la fila degli impiegati all’uscita, con i loro effetti personali raccolti in scatoloni.

RG/pon

http://www.rsi.ch/news/economia/Subprime-10-anni-fa-la-crisi-9419503.html

Tossiche, vengono distrutte  (keystone)

Milioni di galline a rischio

Drastici provvedimenti dopo la scoperta delle uova contaminate da un insetticida

lunedì 07/08/17 16:53 – ultimo aggiornamento: lunedì 07/08/17 17:41

Centinaia di migliaia di galline sono già state abbattute in Olanda per lo scandalo delle uova contaminate da un insetticida, ma le uccisioni potrebbero proseguire e toccare milioni di esemplari non più redditizi, malgrado le proteste degli animalisti. Secondo Johan Boonen, dello Federazione agricola e orticola dei Paesi Bassi, i pericoli per i consumatori sono ormai arginati, ma non è così per gli allevamenti: 150 sono stati chiusi e ci vorranno settimane o mesi prima che riprendano la produzione, una volta eliminata ogni traccia di fipronil.

Il Belgio promette intanto trasparenza, dopo che si è scoperto che l’Agenzia per la sicurezza alimentare ha avuto conoscenza del problema in giugno ma ha informato il resto d’Europa solo il 20 luglio.

In Svizzera, dove le uova di importazione sono state ritirate da Migros, Coop e Aldi, i valori constatati nei test non sono giudicati pericolosi. La produzione estera serve in generale per prodotti lavorati come la pasta, mentre quella nazionale copre l’essenziale del fabbisogno di uova fresche.

pon/ATS

http://www.rsi.ch/news/mondo/Milioni-di-galline-a-rischio-9413416.html

Residui dell’insetticida Fipronil sono stati riscontrati anche in Svizzera in uova importate (keystone)

Uova, il Belgio accusa l’Olanda

“Aveva trovato tracce dell’insetticida Fipronil già a novembre, ma non l’ha notificato alla UE”

mercoledì 09/08/17 13:02 – ultimo aggiornamento: mercoledì 09/08/17 13:36

http://www.rsi.ch/news/mondo/Uova-il-Belgio-accusa-lOlanda-9419344.html

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