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da camp david in poi

Risultati immagini per camp david 1978

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Maltrattano gli ebrei come succede in Venezuela e questi se ne vanno e di solito lo fanno verso Israele.Dovendo quindi alloggiare tanta gente che arriva dal di fuori devono costruire abitazioni.Lo spazio è quello che è,molto poco,anche perchè di uno stato ne vogliono far due e non ci stanno tutti.

In breve si stava meglio quando si stava peggio quando i muri erano lungi dal tirarsi su,non c’erano frontiere interne ed il turista territorio occupato o meno si sentiva più sicuro.Non solo,il terrorismo era niente in confronto agli anni passati,e che si volessero bene tra di loro oppure no,almeno si sopportavano vicendevolmente perchè gli affari sono affari e c’era un flusso turistico da non ridere di cui campavano tutti quanti.

Poi si sono intromessi in troppi e con delle idee strane tanto per compiacere l’uno e l’altro.

Certe volte per fare degli accordi che non valgono un bel niente tanto varrebbe di non farli.

Insediamenti (reuters)

DFAE, Israele basta colonie

Presa di posizione da Berna sulla pianificazione di nuovi insediamenti nei Territori

mercoledì 25/01/17 12:43 – ultimo aggiornamento: mercoledì 25/01/17 12:43

http://www.rsi.ch/news/svizzera/DFAE-Israele-basta-colonie-8627203.html

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Venezuela, è crisi democratica
Israele accoglie diverse famiglie

maduro

Pubblicato in Attualità il ‍‍02/08/201

Sono diverse le famiglie ebraiche che nelle ultime ore hanno lasciato il Venezuela per emigrare in Israele. Un dato significativo, che desta preoccupazione e che dà il polso come tante altre volte in passato di quanto sia grave il livello di precarietà democratica che investe il paese sudamericano e quanto destabilizzante sia nel complesso la sua situazione politica/sociale/economica.
Già in calo demografico da tempo, la comunità ebraica venezuelana è tra le più indigenti al mondo. Molteplici, riporta la stampa israeliana, le famiglie che hanno bisogno di assistenza quotidiana. In ragione della crescente povertà, un quarto degli iscritti è stato dispensato dal pagamento delle tasse comunitarie. La sfida per molti, il più delle volte, è quella di mettere insieme il pranzo con la cena.
“Aiutiamo gli ebrei venezuelani ad emigrare in Israele per iniziare una nuova vita. In Venezuela oggi la situazione è catasfrofica: violenza in crescita nelle strade e carenza di cibo, medicine, materie prime” ha sottolineato tra gli altri il rabbino Yechiel Eckstein, uno dei protagonisti della rete di assistenza a chi compie questa scelta.
Tra i principali motivi di preoccupazione, anche un antisemitismo difficile da scalfire. Già riconosciuto come il paese più pregiudizialmente antiebraico del continente durante il lungo mandato di Chavez, che non ha mai mancato di mostrare aperta ostilità nei confronti di Israele e vicinanza a leader sanguinari come l’iraniano Ahmadinejad, il Venezuela sembra aver fatto pochi passi in direzione opposta durante la presidenza Maduro. In particolare ha fatto discutere, nel gennaio scorso, la nomina a vicepresidente del controverso Tareck Zaidan El Aissami Maddah. Già ministro dell’Interno e della Giustizia, El Aissami ha sempre attirato su di sé sospetti di cattive frequentazioni (in primis i terroristi di Hezbollah) tanto da portare gli Stati Uniti a inserirlo in una black list che, da febbraio, gli preclude l’ingresso sul suolo americano.
Appare inoltre significativo che, nel suo populismo più estremo, a seguito di alcune contestazioni il presidente Maduro abbia dichiarato in maggio: “Noi chavisti siamo i nuovi ebrei del XXI secolo che Hitler ha perseguitato. Non portiamo la stella di David, ma abbiamo i cuori rossi pieni di desiderio di combattere per la dignità umana. E li sconfiggeremo, i nazisti di questo secolo”.
L’impegno per la dignità umana di Maduro prosegue in queste ore con il fermo dei leader delle opposizioni, prelevati nella notte dai loro appartamenti (dove erano già ai domiciliari) e condotti in carcere.

(2 agosto 2017)

http://moked.it/blog/2017/08/02/venezuela-crisi-democratica-israele-accoglie-diverse-famiglie/

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