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carpe diem

Il primo atto dei triumviri fu la compilazione di liste di proscrizione. Tra le vittime vi fu anche Cicerone, che si era attirato l’odio di Antonio. L’esercito dei cesaricidi, guidato da Bruto e Cassio, fu sconfitto a Filippi, in Macedonia, nel 42 a.C. Ottaviano si incaricò degli espropri per l’assegnazione di terre ai veterani. La piana di Filippi. La moglie e il fratello di Antonio, Fulvia e Lucio Antonio, guidarono la rivolta di alcune popolazioni vittime degli espropri: furono sconfitti a Perugia (40 a.C.)

Il poeta latino Orazio ha ispirato molti,anche papà,il quale la sera durante le solite passeggiate dopocena era uso citarmene alcune in latino o brani di esse per spiegarmi come va la vita.

In realtà io m’ero fissato che Orazio fosse non dico un poco comico quanto satirico come poeta ma per farla breve l’ho dimenticato sino a quando m’è capitato recentemente tra le mani il libro “Roma” di Indro Montanelli che ne dà la sua versione sulla figura del poeta.

L’enciclopedia wikipedia lo definisce così:

Quinto Orazio Flacco (in latinoQuintus Horatius FlaccusVenosa8 dicembre 65 a.C. – Roma27 novembre 8 a.C.), noto più semplicemente come Orazio, è stato un poeta romano.

Considerato uno dei maggiori poeti dell’età antica, nonché maestro di eleganza stilistica e dotato di inusuale ironia, seppe affrontare le vicissitudini politiche e civili del suo tempo da placido epicureo amante dei piaceri della vita, dettando quelli che per molti sono ancora i canoni dell’ars vivendi.

(LA)« Dum loquimur, fugerit invida
aetas: carpe diem, quam minimum credula postero. »
(IT)« Mentre stiamo parlando il tempo invidioso sarà già fuggito.
Gustati ogni giorno, confidando il meno possibile nel domani. »
(Orazio, Odi, I, 11, 7-8)

+

Montanelli sunteggiato a modo nostro ce lo descrive in questa forma:

Orazio era figlio di un agente delle tasse pugliese che voleva fare del figlio un avvocato,o un uomo politico e lo fece studiare prima a Roma e poi ad Atene.Qui conobbe Bruto che si preparava per la battaglia di Filippi dove venne sconfitto e gli affidò il comando di una legione.Orazio durante il combattimento buttò via le armi e tagliò la corda,bella forza.

Se ne tornò ad Atene a fare la filastrocca su come è bello morire per la patria…per gli altri,ovvio.

Quindi passò a Roma senza una lira e frequentò gente in cattivo arnese,donne comprese.

Mecenate che lo apprezzava come uomo di lettere cercò di fargli fare il segretario di Augusto,incarico che il poeta rifiutò perchè i soldi gli interessavano relativamente e non voleva legarsi al carro di nessuno….

 

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Carpe Diem

Quando tristezza a vespro preme greve

al ciel m’affaccio come a vecchio amico,

aperto mi confido,pur gli dico

la speme che nel cuor alberga lieve.

E quando solitario fra la neve

gli affanni oblio e il viver benedico,

lo sguardo tendo al ciel,quasi mendico,

onde non cessi questo gaudio breve.

Come un ruscello fuggono le ore e i giorni.

Lontano scruto e dalla riva miro

ove s’allenti il corso,dove sfoci.

Mi dicono dal cuore amiche voci;

il mar t’inghiotte col suo flutto diro,

cogli l’istante,incredulo che torni.

(Mario Torres)

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