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rifugiati…o turisti?…un’altra bella storia

domanda: ma lei come fa a mantenersi così in linea…?

adesso glielo spiego…

in Senegal ho mangiato solo e sempre anguria,poi delle mucche al pascolo di proprietà di un prepotente se le sono mangiate tutte,le mie piante di anguria,ed ho dovuto cambiare aria.

arrivato qui da voi dopo un viaggio di tre mesi in mezzo a mille pericoli mi chiedono se ho il visto da rifugiato o da turista,ma sono domande da farsi a uno che ha fame come me?

amico,noi ne abbiamo visto già la nostra parte qualche decennio fa,ma dato che una memoria a volte non è sufficiente…leggetevi anche questa:

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cosa potè succedere nel 1939…la motonave St.Louis..

StLouisHavanail St.Louis all’Avana…

La MS St. Louis è stato un transatlantico tedesco di proprietà della Hamburg-America Line, divenuto famoso per aver effettuato un viaggio nel 1939, con al comando il capitano Gustav Schröder con a bordo 963 profughi ebrei che lasciarono la Germania durante l’estate del 1939.

Costruito dalla Bremer Vulkan nei cantieri di Brema per l’America Line di Amburgo, la MS St. Louisera una nave a propulsione diesel e correttamente riferita con il prefisso di “MS o “MV”. Spesso conosciuta con il nome di “SS St. Louis“.

La St. Louis ha percorso regolarmente la rotta transatlantica da Amburgo ad Halifax, Nuova Scozia (Canada) e New York oltre a compiere saltuarie crociere verso le indie occidentali. La St. Louis fu progettata e costruita sia come nave di linea per le rotte transatlantiche che per il servizio di crociera.

StLouisHamburgl’imbarco ad Amburgo..

La St. Louis navigò da Amburgo a Cuba il 13 maggio 1939, trasportando sette non ebrei e 930 rifugiati ebrei (principalmente tedeschi) in fuga dalle persecuzioni naziste.[1][2] All’arrivo della nave a Cuba, il governo cubano, con l’allora capo del governo Federico Laredo Brú, rifiutò ai passeggeri il permesso di sbarco sia come turisti ( le leggi relative ai visti turistici erano cambiate di recente) sia come rifugiati politici. Durante le negoziazioni, il governo chiese ulteriori $500 di tassa per il visto per ogni passeggero, soldi che molti dei rifugiati non avevano. Comunque, 29 dei rifugiati riuscirono a sbarcare a L’Avana.[3]

Nel 1939, Cuba promulgo il decreto legge numero 55, che stabiliva due categorie differenti di persone possibili richiedenti visto in Cuba: turista e rifugiato. Ad un rifugiato veniva richiesto, per ottenere il visto, un ulteriore pagamento di $500, mentre un turista non doveva adempiere a queste richieste aggiuntive rispetto alle normali tasse di ingresso. Durante l’applicazione del decreto legge numero 55, si evidenziò una svista presente nella legge: pur istituendo le due diverse categorie di visto, la legge non definiva l’esatta differenza tra turisti e rifugiati. Manuel Benitez, Direttore dell’immigrazione, sfrutto questa lacuna e definì i rifugiati a bordo della S.S. St. Louis come turisti. Questa distinzione permise a Benitez di vendere i permessi di sbarco (qualcosa che solo una persona con lo status di turista poteva facilmente ottenere) ai rifugiati sulla S.S. St. Louis per $150 cadauno. Benitez beneficiò della vendita dei permessi di sbarco sino a che l’allora presidente cubano Federico Laredo Brú fece approvare il decreto 937, che rimediava alla svista del decreto 55.[4]

StLouisPortholeRifugiati ebrei a bordo della MS St. Louis mentre la nave è ormeggiata nel porto dell’Avana.

Alcune testimonianze raccontano che il 4 giugno 1939 il capitano Schröder credeva che gli sarebbe stato proibito lo sbarco nella punta della Florida. Il materiale disponibile sull’evento è conflittuale. Legalmente i rifugiati non potevano entrare con il visto turistico negli USA, perché non disponevano di un indirizzo a cui fare ritorno, e inoltre gli Stati Uniti avevano promulgato delle quote di immigrazione nel 1924. Registrazioni telefoniche descrivono la discussione sulla situazione tra il Segretario di Stato Cordell Hull ed il Segretario del Tesoro Henry Morgenthau, entrambi membri del gabinetto del Presidente Franklin D. Roosevelt, che cercò di persuadere Cuba ad accettare i rifugiati.[5] Alla Guardia Costiera non fu ordinato di respingere i rifugiati, ma gli Stati Uniti non fecero nulla per agevolare il loro arrivo.[6] Infine, la St. Louis venne respinta dagli Stati Uniti, mentre un gruppo di accademici e religiosi canadesi cercò di persuadere il Primo Ministro Canadese William Lyon Mackenzie King ad offrire rifugio alla nave, che si trovava a soli due giorni di navigazione da Halifax.[7] Comunque ufficiali dell’immigrazione canadese e ministri di gabinetto ostili all’immigrazione ebrea persuasero il Primo Ministro a non intervenire il 9 giugno.[8]

Il capitano Gustav Schröder,[9] comandante della nave, era un tedesco non ebreo e anti nazista che fece di tutto per assicurare un trattamento dignitoso per i suoi passeggeri. Provvedette per dei servizi religiosi ebraici e ordinò al suo equipaggio di trattare i rifugiati come qualsiasi altro normale passeggero in crociera. Come la situazione deteriorò, lui personalmente negoziò e pianifico per cercare di portare i rifugiati in un posto sicuro, valutando persino di incagliare la nave sulla costa britannica per forzare la Gran Bretagna ad accogliere i passeggeri come naufraghi. Rifiutò inoltre di restituire la nave alla Germania sino a che i passeggeri non fossero entrati in qualche altro paese.

Ufficiali americani lavorarono con le nazioni europee e la Gran Bretagna per trovare un rifugio sicuro per i viaggiatori in Europa.[5] La nave ritornò in Europa ed attraccò ad Anversa, Belgio. Il Regno Unito acconsenti ad accogliere 288 passeggeri, che furono sbarcati e raggiunsero il Regno Unito tramite altri piroscafi. Dopo molte negoziazioni del comandante Schröder, i rimanenti 619 passeggeri furono sbarcati ad Anversa; di questi, 224 furono accettati dalla Francia, 214 dal Belgio, e 181 dall’Olanda. A quel tempo sembrò quindi che essi fossero stati posti in salvo dalle persecuzioni di Hitler.

Negli anni a venire, dopo l’invasione tedesca del Belgio e della Francia del 10 maggio 1940, gli ebrei furono esposti nuovamente ai rischi delle persecuzioni naziste.[10][11] Sbarcati tutti i suoi passeggeri, la St. Louis tornò ad Amburgo e sopravvisse alla guerra.

St. Louis Il Capitano Gustav Schröder negozia il permesso di sbarco per i passeggeri con ufficiali Belgi nel porto di Anversa.

Utilizzando il tasso di sopravvivenza degli ebrei in diversi paesi, Thomas e Morgan-Witts, autori del Voyage of the Damned, stimarono che circa 180 passeggeri della St. Louis rifugiati in Francia, più 152 di quelli rifugiati in Belgio e 60 di quelli rifugiati in Olanda sopravvissero all’Olocausto. Degli originali 936 rifugiati, stimarono un totale di circa 709 sopravvissuti e 227 uccisi.[12][13]

Successive ricerche da parte di Scott Miller e Sarah Ogilvie del United States Holocaust Memorial Museum danno un più preciso ed alto numero di deceduti, per un totale di 254 morti:

« “Dei 620 passeggeri della St. Louis che tornarono nel continente Europeo, abbiamo determinato che ottantasette furono in grado di emigrare prima che la Germania iniziasse l’invasione dell’Europa occidentale il 10 maggio1940. Duecentocinquantaquattro passeggeri in BelgioFrancia e Olanda morirono dopo quella data durante l’Olocausto. Molte di queste persone furono assassinate nei Campo di sterminio di Auschwitz e Sobibor; i restanti morirono in campi di internamento o nel tentativo di nascondersi o eludere i nazisti. Trecentosessantacinque dei 620 passeggeri che ritornarono nel continente Europeo sopravvissero alla guerra.”[14] »

Fatti successivi

Storia successiva della St. Louis

La nave divenne una nave alloggio della marina tedesca dal 1940 al 1944. Fu pesantemente danneggiata da un bombardamento alleato a Kiel il 30 agosto 1944, ma fu riparata e usata come nave hotel a Amburgo nel 1946. La nave fu messa fuori servizio nel 1952.

Cultura popolare

http://it.wikipedia.org/wiki/MS_St._Louis

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