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Archive for luglio 2017

storia di un panama

luglio 31, 2017 Lascia un commento

Raccontavo agli amici di come si sta oggi coi capelli bianchi e…di come funzionava con un sombrero in testa ieri…

quando eravamo alla playa di Santa Maria del Mar…sull’oceano pacifico…ahimè nel 1983 che fu l’ultima estate passata alle Indie,qui con luciana e guido…che se ci siete ancora e mi leggete battete pure un colpo,grazie!

Ma che ne so io dove l’ho comprato quel panama.

La foto è del gennaio o febbraio 1983 e probabilmente ce l’avevo già da un pezzo forse arrivava da un qualche duty free di Guayaquil in Ecuador dove sono degli artisti nella fabbricazione dell’articolo.Comunque la roba la tengo bene come potete vedere…

“non dicevo a te…tu nel 1983 dovevi ancora nascere”

…ehi,ma quel cappello è il mio!

Il sombrero è sempre lo stesso ma adesso nel 2017 glielo passo in leasing al giardiniere, e fanno quasi 40 anni…che mi accompagna.

Se non era per il sombrero ed il giardiniere non avrei forse più guardato la fotografia.Dirò di più che manco la ricordavo questa località marina dove ero ospite quel giorno,un balneario come si dice in spagnolo.

Ci andai forse solo quella volta.

E così già che ci siamo e dato che l’estate di là inizia poi a dicembre fate ancora in tempo ad animarvi per fare un viaggetto e vedere qualcosa che di fascino non manca.

una vista in stile mediterraneo,e là sulla punta di Santa Maria c’è una casa…detta la casa del faro…

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http://stamariadelmar.gob.pe/historia.php

montagne brulle nel deserto lungo la costa …così appariva l’urbanizzazione di Santa Maria negli anni ’60…da Lima sino a Pucusana e oltre… lungo la carretera Panamericana dove ci sono una spiaggia dietro l’altra…con un’accoglienza gastronomica  non indifferente ma anche molto casareccia con bungalows collocati direttamente sulla spiaggia.

Immagine correlata

Pucusana è una località dedita alla pesca,e la domenica,d’inverno ogni tanto me ne andavo solo soletto a farmi un pranzettino di pesce e frutti di mare…

di spiagge ce n’è a non finire a sud di Lima e vi raccomando questo sito dove clikkando sul bollino rosso ne leggete anche la storia e se poi vi aiutate con la map di Google per l’ubicazione ve ne fate una cultura.

Guía de playas de Lima para el verano…

http://peru21.pe/actualidad/guia-playas-lima-verano-2014-foto-interactiva-2162997

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Io per comodità andavo sovente a El silencio o a Punta Hermosa…le vedete nei siti indicati…però prima di chiudere volevo presentarvi la spiaggia dal nome “El leon dormido” ossia il leone addormentato come appare nell’illusione ottica creatasi nella roccia…ma il sito non fa il taglia incolla…peccato.

Immagine correlata

http://www.perutoptours.com/index14li_playa_leon_dormido_01.html

 confrontatelo anche con quest’altro che pure è ben fornito di informazioni playere:

http://rinconperuano.com/playas/playas-de-lima

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Come al solito…è tutta nostalgia,beh…capita.

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valsesia e spagna a confronto

luglio 31, 2017 Lascia un commento

Risultati immagini per strade in valsesia

tome della Valsesia

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Leggevamo che in Grecia i siriani si dedicano ai latticini e contano di mettere una fabbrica approfittando della pastorizia che già c’è, adesso leggiamo che in Spagna in una zona la più deserta del mondo basta una famiglia di immigranti per tenere aperta una scuola elementare,infine in Valsesia si cerca di favorire l’insediamento di nuovi nuclei familiari per tenere in piedi quanto stà crollando a causa dell’emigrazione di residenti verso zone maggiormente appetite da coloro che non si accontentano di passare una vita in 19 raccontandosi sempre le stesse cose quando si trovano per strada.

Se c’è lavoro è più facile trovare volontari,se non c’è ,la gente che già c’è se lo va a cercare fuori quando ci riesce.Ma poi noti che anche nell’opulenta Svizzera non c’è personale adatto indigeno alle richieste degli hotels.

Leggi in continuazione storie che si contrappongono l’una con l’altra e a cui non si può dare una risposta solo con gli slogan.Non bastano i migranti.

Forse ci vorrebbe una strada che leghi la Valsesia alla Svizzera con un tunnel e che oltre agli inconvenienti porti anche dei quattrini e del lavoro,ma nonostante tanti begli appelli qualcuno dice che è meglio preservare la natura incontaminata.Nulla di più giusto.

E se fanno bene o meno a sponsorizzare questa causa non sta a noi di giudicare.

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“Venite ad abitare a Rima, qui abbiamo tutti i servizi”

L’appello del sindaco per ripopolare il paese che ha solo 61 abitanti
MARIA CUSCELA
RIMA

«Cerchiamo persone volenterose disposte a trasferirsi, magari con le loro famiglie, per ripopolare il paese»: è l’appello lanciato da Mario Rosa, sindaco di Rima San Giuseppe. Gli attuali abitanti sono 61; 19 quelli stanziali che popolano il paese tutto l’anno, di cui molti over 80 anni.

La fusione con Rimasco è ormai cosa fatta. La nascita del Comune Alto Sermenza avverrà nel 2018 ma il primo cittadino ha il desiderio di preservare la località di origini walser formata dalle due frazioni Rima e San Giuseppe.

«La gente, salvo rare eccezioni, non è più disposta a fare sacrifici quindi tende ad abbandonare i piccoli centri di montagna popolandoli solo durante le vacanze – spiega Rosa -. La mia volontà invece è quella di cercare di portare a vivere qui delle famiglie che abbiano meno esigenze della media ma in cerca di una vita più semplice e dignitosa».

 

Pur toccando i 1411 metri di altitudine a Rima San Giuseppe ci sono molti servizi. «Grazie a Eolo è garantita la connessione a internet – continua -, abbiamo un nuovo scuolabus preso in convenzione con i Comuni di Carcoforo e Rimasco, e poi strutture ricettive. Insomma, le offerte non mancano».

Per questo Mario Rosa offre l’invito, oltre che agli italiani, a popolazioni precise. «Mi sono venuti in mente nepalesi, cileni, peruviani – sottolinea – perché sono persone che in alcune zone delle loro nazioni sono abituate a vivere in condizioni climatiche dure, e che oltretutto in linea di massima conducono una vita semplice. Mi sono già mosso spiegando la situazione attraverso un’e-mail ufficiale inviata all’ambasciata del Nepal a Ginevra, e sono in attesa di risposta, farò lo stesso con i consolati di Cile e Perù».

 

In ogni caso l’appello è aperto a chiunque. «Mettiamo a disposizione degli appartamenti con un minimo di spesa – tiene a precisare Rosa -. In cambio chiediamo di mantenere vivo il paese. Con la fusione con Rimasco c’è poi l’obiettivo di aiutare a sviluppare attività artigianali. I servizi non mancano da noi, certo ci sono inverni rigidi, la sera non esiste la movida, ma credo che in Italia e nel mondo esistano persone che hanno ancora il piacere di vivere in semplicità senza però essere isolati: non siamo così distanti da altre realtà, come per esempio Varallo, abbiamo collegamenti a internet. Serve solo la voglia di mettersi in gioco».

Chi volesse rispondere all’appello può rivolgersi in Comune telefonando allo 0163-95125 o scrivendo a protocollo@comune.rimasco.vc.it.

http://www.lastampa.it/2017/07/30/edizioni/vercelli/venite-ad-abitare-a-rima-qui-abbiamo-tutti-i-servizi-jpRkB9DRUvY2OcQsbZNmmK/pagina.html?utm_source=dlvr.it&utm_medium=facebook

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INMIGRANTES PARA SALVAR LA ESPAÑA QUE SE MUERE

Los extranjeros empezaron a llegar al medio rural español en los 90 cuando los pueblos ya llevaban décadas vaciándose

La salvación puede esconderse en pequeños acontecimientos. Lo saben bien los residentes de Visiedo, una localidad diminuta a 45 kilómetros al norte de Teruel. Hace dos años una mudanza normal se convirtió en un evento de vital importancia para un pueblo que lleva décadas asistiendo impotente a una desoladora muerte por despoblación. Era el 1 de julio de 2015 cuando Said al Ghoury, originario de Tánger (Marruecos), contribuyó a que el municipio se apuntara un tanto en su lucha por la supervivencia: gracias a él y a su esposa y sus dos hijas, la única escuela de Visiedo sigue abierta.

Risultati immagini per Said al Ghoury

Said dinanzi l’unico bar del paese

“Aquí estoy encantado”, dice un Said sonriente. Enfundado en su chándal de trabajo repleto de bolsillos cuenta cómo aterrizó en la localidad turolense matando dos pájaros de un tiro: él buscaba un empleo y el municipio necesitaba a sus hijas, Yassmin y Fidaf, de 12 y ocho años. “Su llegada ha sido una gran mejora para el pueblo”, asegura la alcaldesa María Ángeles Zaera. Precisa que, de los 136 habitantes censados, solo unos 80 viven en el pueblo. Ahora Said trabaja a su lado como alguacil del Ayuntamiento y pronto será padre por tercera vez: su mujer, Omkeltoum, está embarazada de siete meses de su tercera niña.

 

En los días soleados, Visiedo recuerda los paisajes lunares y desiertos tan amados por el cineasta italiano rey del spaghetti western Sergio Leone. Pero ni suenan las bandas sonoras de Ennio Morricone ni hay duelos a muerte.

En sus calles hay más casitas de ladrillo abandonadas a punto de caerse que personas, y es más fácil encontrarse con un tractor que con un coche.

Algo que no sorprende en la zona más vacía de España: según el Ministerio de Agricultura, Aragón es la Comunidad Autónoma con el medio rural más despoblado (9,6 habitantes por kilómetro cuadrado). Said, que hoy tiene 43 años, nunca había vivido en un lugar tan pequeño.

l’articolo con video prosegue su:

https://elpais.com/internacional/2017/03/16/actualidad/1489657190_531393.html

 

Hassan Bellahmama en el campo de Alfambra con un rebaño de 1.000 ovejas la semana pasada. Este inmigrante marroquí trabaja como pastor en el pueblo turolense desde el año pasado.

il pescatore

luglio 31, 2017 Lascia un commento

Papà amava andare a pesca e mio cugino don Gonzalo,qui in alto in fotografia, residente oramai da una vita in Spagna ai bei tempi di studente arrivava in estate da Torino e si fermava presso gli zii accompagnando papà lungo il fiume Sesia.

Quanti ricordi…

Bene.

Già che ho un lettore,dò ancora fiato alle trombe con una poesia del genitore.

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Il pescatore

Gli corre innanzi con un dolce canto

il fiume che conforta il bosco e il prato

e par un crespo azzurro lì buttato

tra un raso verde e un lanoso manto.

La canna tesa in mano,il cielo accanto,

su l’argin ritto,par pietrificato.

Nel nudo tronco mostra del soldato

i solchi aperti pel dovere santo.

Ei tace e pensa: quante volte ancora

batterà l’onda contro questo masso

e sosterò qui,lieto dell’aurora,

e tornerò in casa,a vespro,lasso?

O forse è questa l’ultima mia ora

e quel che fui dirà domani un sasso?

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Mario Torres

 

estate al risparmio…ma non per gli italiani

luglio 30, 2017 Lascia un commento

Non ne sono sicuro ma la butto lì così,infatti non godiamo fama di essere un paese di risparmiatori comunque vadano le cose,con la ripresa economica o meno.

Certo che dalla Svizzera dotata di un franco che impaurisce mi aspettavo maggiori consumi a casa nostra con bevute di vino e di birra a gogo e laute cene ma l’articolo mi smentisce e afferma che se spendono, i soldi degli svizzeri non escono dal loro paese per i motivi che trovate scritto.

Ma di primo acchito mi viene da pensare che anche la Svizzera è un paese oramai di anziani…e si sa che gli anziani sono più prudenti che non i giovani nel muoversi di casa.

Vacanze a casa – TG 12:30 di domenica 30.07.2017

Il popolo delle vacanze a casa

Uno svizzero su otto non parte in ferie. Le ragioni? Finanziarie, ambientali, di sicurezza, ma non solo

domenica 30/07/17 13:35 – ultimo aggiornamento: domenica 30/07/17 13:36

Vacanza per molti svizzeri non è sinonimo di viaggio. E ciò anche se da quando, negli anni Sessanta, è stato introdotto il congedo lavorativo pagato, quello rossocrociato è diventato un popolo di viaggiatori. Un ottavo dei residenti nella Confederazione per le ferie resta a casa. In particolare il periodo estivo, per chi non parte vuol dire riappropriarsi pienamente della regione di residenza per viverla in tranquillità, come testimonia alla RSI, per esempio, Danièle di Bienne. “Io sono contenta di stare qui quando tutti se ne vanno”.

C’è chi non si muove per ragioni economiche non avendo i mezzi per pagare trasferte, pernottamenti e divertimenti. Ma ci sono anche quelli che scelgono di non farlo per motivi ambientali, di sicurezza o perché detestano treni, auto, moto, biciclette, navi, bus, traghetti o aerei.

La proporzione di svizzeri che non parte in viaggio è relativamente stabile da anni, spiega alla RSI Rafael Matos-Wasem dell’Istituto vallesano del turismo. In altri paesi europei, rivela, il dato è ancora più alto. In Francia, per esempio, il 40% della popolazione trascorre le proprie vacanze nel luogo di domicilio.

Diem/TG

VIDEO E CORRELATI su:

http://www.rsi.ch/news/svizzera/Il-popolo-delle-vacanze-a-casa-9387271.html

se piove che ci possiamo fare?

luglio 30, 2017 Lascia un commento

Piove…attingiamo dunque alle poesie di papà.

Vincent van Gogh 1890,anno della sua morte.Il riposo dal lavoro da Millet.

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Scena d’agosto.

Grandina il sol in mille rai roventi

sui verdi sonni delle selve immote;

torrida stagna l’aura tra le fronde

mute,deserte da canori augelli.

Sui gialli campi,su le rosse vigne

ove non ride l’ombra fresca e amica,

ne l’ebbrezza del giorno le cicale

cantan festanti d’ozio e di calura.

I poggi posano da l’afa oppressi,

i verdi pampini fan schermo al sole,

ai dolci grappoli le gallinelle

sfuggono l’aie tra spinati fili.

Dorme il villan,de la cascina a l’ombra,

ha tronco ignudo,testa su la paglia,

un nero feltro al volto di riparo

a le ronzanti mosche che fan ressa

su le stillanti membra ne l’estate.

Ribolle nel russio il petto bruno,

la bocca aperta esala un forte fiato

d’aglio,di vino.Dorme sazio,lieto.

Non torme di fantasmi.Campi e vigne

rivivono ne la profonda siesta,

densa di sogni,come mosto rossi,

d’oro come le messi estive.Verdi

si schiudono le spemi,come prati

di mille vene eternamente irrigui.

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Vincent van Gogh sulla strada di Tarascona 1888,quadro andato perduto.

Meriggio d’estate

S’imperlano sudati i volti umani

e luglio ferve nella genitura.

A le riarse zolle,ai fulvi piani

scende stagnando greve la calura.

Di gialla polve fumano lontani

i poggi muti,più lungi una scura

cerchia di monti serra i soffi sani

fra le ridenti valli.Qui l’arsura.

Come in delirio turbina la mente,

s’agita in sogni.Il tempo più non passa.

Martella Febo la terrestre incude.

Arde l’estate su le genti ignude

ch’oprano lente ed han la mano lassa.

Ognun s’allieta fiso al sol morente.

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Mario Torres

non è facile dare una risposta

luglio 29, 2017 Lascia un commento

Settori diversi e date differenti dividono questi due articoli,pare siano comunque fatti che succedono e di cui se ne parla o se ne è parlato…

Infatti la crisi c’è ed il mondo è cambiato dal 2008 ad oggi.

La mobilità nel campo del lavoro è una cosa seria ed abbiamo già scritto degli americani che vendevano il mobilio ad ogni trasloco per spostarsi da una città all’altra dando quindi nuovo lavoro a imprese e via così.

Ma quante famiglie sono rimaste in piedi?

Ora di lasciare casa la domenica sera,per rientrare il venerdi o il sabato è un sacrificio che non tutti possono accettare.Alcuni hanno affetti  familiari anziani o bimbi piccoli da accudire per cui prendere il lavoro ovunque sia,anche lontano come pure vicino,non è materia solo da statistiche e a volte si preferisce finire in lista tra i disoccupati.

Di fare le valigie ed emigrare poi,in molti non possono anche se volessero.

In quel caso cedi dunque il posto a chi può sostituirti.

Senza imprecare se ha un passaporto differente al tuo.

L’hotel Palace del Bürgenstock Resort (Keystone)

Il lavoratore svizzero non c’è

Il complesso turistico del Bürgenstock non riesce a trovare manodopera indigena. I sindacati: il settore conta 12’000 disoccupati

sabato 29/07/17 14:34 – ultimo aggiornamento: sabato 29/07/17 15:54

Il settore dell’albergheria e della ristorazione è uno dei rami col più alto tasso di disoccupazione in Svizzera. Conta all’incirca 12’000 senza lavoro. Eppure la maggior parte dei dipendenti del nuovo complesso turistico sul Bürgenstock, la più grande stazione di villeggiatura elvetica con magnifica vista sul Lago dei Quattro Cantoni, arriverà dall’estero.

Una vista mozzafiato sul cuore della Svizzera (buergenstock.ch)

La struttura aprirà completamente i battenti a fine agosto. Sulla montagna sono ormai finiti i lavori per realizzare tre alberghi di lusso con 10 ristoranti, wellness, cinema, musei, impianti sportivi. Tutto è pronto per l’inaugurazione, ma un terzo dei 450 impieghi è ancora vacante. Le opportunità di lavoro ci sono, ma il personale residente in Svizzera non c’è. “Ci siamo veramente dati da fare per reclutare personale indigeno”, assicura il portavoce del Bürgenstock Resort, Ronald Joho rilevando che “adesso stiamo cercando in Germania, Austria e nei paesi dell’Europa dell’est”.

Una versione dei fatti che non convince il rappresentante dell’Unione sindacale svizzera Ewald Achermann. “Attualmente alla ricerca di un nuovo impiego ci sono 6’500 cuochi, 5’500 camerieri e più di 1’000 ricezionisti e portieri – sottolinea -. Con l’applicazione dell’iniziativa contro l’immigrazione di massa i datori di lavoro sarebbero obbligati a convocare per un colloquio i candidati idonei iscritti agli uffici di collocamento”. A detta del sindacalista le difficoltà di reclutamento potrebbero esser legate alla politica dei salari della società.

Una critica respinta al mittente dal complesso. “Siamo in stretto contatto con gli uffici di collocamento della Svizzera centrale, ma in Svizzera proprio non ci sono sufficienti figure professionali per il segmento degli alberghi di lusso” rileva il portavoce della struttura, erede di quella che ha stregato e cullato star come Sean Connery e Sofia Loren e politici tra cui il tedesco Konrad Adenauer e l’indiana Indira Gandhi.

Diem/RG

http://www.rsi.ch/news/svizzera/Il-lavoratore-svizzero-non-c%E2%80%99%C3%A8-9385276.html

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L’articolo che segue è del 2010.Forse da allora le cose son cambiate…perchè mai importare 3mila lavoratori stranieri per raccogliere le fragole?

L’articolista lo domanda ai suoi lettori.

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¿Por qué necesitamos traer 3.000 trabajadores inmigrantes para recoger la fresa?

¿Por qué necesitamos traer 3.000 trabajadores inmigrantes para recoger la fresa?

20 Abril 2010

Hay datos dentro del panorama laboral que no tienen explicación. Por ejemplo, en Huelva, para la campaña de la fresa, se han recurrido a 3.000 trabajadores inmigrantes en origen para poder afrontar la recolección de la fresa. El cupo total de trabajadores que ha demandado el sector asciende a 11.000 puestos temporales y sólo se cubrieron 5.500 puestos mediante las demandas del INEM.En principio, tenemos más de 4 millones de parados, parados suceptibles de poder aceptar este puesto de trabajo temporal. De acuerdo que no todos los parados son de agricultura pero desglosemos estas cifras a ver a qué conclusiones llegamos.Dentro de los 4.166.000 parados, 120.000 se concentran dentro del sector agrícola, cifra lo suficientemente amplia para cubrir las necesidades del sector fresero de Huelva tirando de los parados de toda España. Ojo, dentro de estos demandantes agrícolas se encuentran tanto españoles como extranjeros con permiso de trabajo, con lo cual no caben motivos discriminatorios por motivos de raza.

Si miramos los datos de la provincia de Huelva, cerrando el ámbito geográfico; a cierre del mes de marzo ésta provincia contaba con 50.249 parados, inscritos en el Servicio Andaluz de Empleo. Esta cifra agrupa a todos los sectores, y dentro de la agricultura, se encontraban 5.108 demandantes de empleo agrícola en Huelva, cifras que hubieran cubierto con creces las demandas de mano de obra del sector fresero.

En los aspectos de movilidad geográfica y retribuciones salariales, hay que tener presente que un empresario que solicita un cupo de trabajadores inmigrantes debe proveer de vivienda digna y adecuada a los trabajadores que contrata y que las retribuciones salariales que pagará son como mínimo las fijadas por el convenio colectivo. Estos complementos son extensibles para la movilidad geográfica dentro de nuestro propio pais.

Por más vueltas que le doy, no consigo entender cómo con 120.000 parados en el sector agrícola español y 5.108 parados agrícolas en la provincia de Huelva, se tiene que recurrir a un cupo de inmigración para recoger las fresas de Huelva. Decididamente, hay algo que no funciona dentro de los Servicios Públicos de Empleo y dentro de la normativa laboral y de prestaciones que se abonan en el desempleo.

Sacad vuestras propias conclusiones.

https://www.elblogsalmon.com/mundo-laboral/por-que-necesitamos-traer-3000-trabajadores-inmigrantes-para-recoger-la-fresa

calura

luglio 29, 2017 Lascia un commento

Dalle poesie di papà…

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Ristagna su la piana la calura.

Le fronde mute,pigri i passi e i suoni,

il cielo si distende in plumbei toni

su la campagna oppressa da l’arsura.

Una speranza verde qui matura,

indenne fra gli ardor di solleoni,

ch’allieta dei rurali i cuori buoni

e li rafforza nella prova dura.

La grandine dei raggi disumana

flagella le cascine nel torpore

della risaia immensa.I pioppi immoti

mirano taciti i monti remoti,

l’acqua nei fossi emana un acre odore,

a tratti s’ode il gracidio di rana.

Mario Torres

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