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l’autostima negli anziani: da un geriatra di milano ad un vescovo spagnolo

Scorcio di Cordoba (Andalusia)

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Vestiti adatti e vita attiva-L’autostima dopo i 70 anni

Il geriatra Vergani: sbagliato comportarsi come trentenni

 

MILANO — «Questo Martin Amis non ha capito niente. Proporre l’eutanasia per gli ultrasettantenni… Ma si rende conto che nel 2050 si tratterebbe di fare fuori un italiano su tre? Sarà pure la provocazione di un fine intellettuale, però…». Carlo Vergani è un vulcano in eruzione. La cornetta del telefono sprizza lapilli di sconcerto a ogni bip. Direttore della cattedra di Gerontologia e geriatria presso la Statale di Milano, il professore non ha potuto fare a meno di seguire il botta e risposta sul Corriere tra lo scrittore inglese Martin Amis («A settant’anni bisognerebbe avere il coraggio di praticare l’eutanasia di massa») e il «collega» italiano Raffaele La Capria («Macché, io di anni ne ho 88, ma sono ben felice di averne vissuti 18 da “abusivo”»).

«Sa cosa le dico — commenta Vergani —. Nessuno dei due ha dato la dimensione giusta al problema».

E quale sarebbe la dimensione giusta? «Gli anziani devono rendersi conto del loro stato. Che è quello di una categoria messa ai margini. Il loro primo problema non è la salute ma la resa di gruppo a una società che prima spreme e poi segrega». Una chiamata alle armi simbolica, la sua.

«Con le dovute proporzioni, la condizione degli anziani è quella dei neri nell’America anni ’60. E allora ben venga quello che diceva Martin Luther King ai suoi: “Prima di liberarvi dai bianchi dovete liberarvi da voi stessi”». Non sarà un po’ eccessivo? «Non direi. La nostra società traccia una sorta di linea della normalità. Peccato che i “normali” siano solo gli adulti attivi. Gli altri sono anormali. E non importa se stanno bene, se avrebbero molto da dare. Sei fuori, e basta. Se non è dittatura questa… Siamo di fronte a una sorta di tirannia della normalità. E sa cosa le dico?». Prego. «Agli anziani rimprovero il fatto di stare al gioco. Sono frustranti gli atteggiamenti giovanilisti dei settantenni che si vestono da trentenni cercando di competere su terreni dove non possono che essere perdenti. E nello stesso tempo mi fanno arrabbiare quelli che si lasciano andare, che non reagiscono».

Non dirà anche lei che “vecchio è bello”. «Non condivido l’ottimismo cieco di certe pubblicità di dentiere. Ma va detto a chiare lettere che dopo i 70 c’è una nuova normalità con cui si può convivere. E convivere bene. Gran parte dell’handicap è indotto dalla società, non c’entra la fisiologia.

Guardi che io vedo morire persone in cui non trovo malattie da trattare. Rendo l’idea?».Lei chiama gli anziani a una presa di coscienza, a un recupero dell’autostima. Ma forse prima di tutto servirebbero politiche adeguate. «È giusto: basta assistenza, posti all’ospedale o nelle case di riposo. È necessaria una politica per gli anziani trasversale, che tocchi insieme lavoro, previdenza, famiglia. Ma per ottenere interventi adeguati i diretti interessati devono imparare a rivendicare».

Certo, trovare un senso alla vecchiaia è più facile per chi ha mezzi, sia culturali che economici. O no? «È così. Oggi il 5% dei nostri ottantenni è analfabeta o a malapena alfabetizzato (18%). Ma le cose cambieranno radicalmente con le prossime generazioni di anziani».

Che ne dice delle università della terza età, dei corsi di ginnastica per over 70, degli anziani che aiutano i bimbi ad attraversare davanti le scuole?

«Va tutto bene. Purché non si tratti di pannicelli caldi per nascondere i soliti rapporti di forza tra giovani e vecchi.

Quel che serve agli anziani è lavorare sull’autostima».

Rita Querzé
rquerze@corriere.it
09 marzo 2010© RIPRODUZIONE RISERVATA

http://www.corriere.it/cronache/10_marzo_09/vestiti-adatti-vita-attiva-autostima-querze_0e472fb4-2b4c-11df-bcb9-00144f02aabe.shtml

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I dieci comandamenti della diocesi di Cordoba per invecchiare bene.

Por: Antonio Gil | Fuente: http://www.religionenlibertad.com

El verano y las vacaciones son, sin duda, una época propicia para rejuvenecer, para mostrar nuestra mejor silueta, para considerarnos más en forma.

Todo el mundo quiere ser joven y parecerlo. Incluso las personas de edad más avanzada.

Quizás porque, como decía alguien, “nada nos hace envejecer con mayor rapidez que el pensar incesantemente en que nos hacemos viejos”.

Por eso, lo mejor será pensar que aún somos jóvenes.

Como suele decir Manuel Alcántara, con su fino humor: “Y dentro de cien años, cuando todos seamos jóvenes…”. Pues, eso.

Acaso lo más interesante, y además, gran verdad, sea pensar que “toda edad tiene sus propios frutos; hace falta saberlos recoger”.

Para quien quiera conocer los secretos de “saber envejecer”, valga este decálogo fácil y sencillo.

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 1. “Cuidarás tu presentación cada día”.

Arréglate como si fueras a una fiesta. ¡Qué más fiesta que la vida! Que al verte se alegren los ojos de los demás.

2. “No te encerrarás en tu casa ni en tu habitación”.

Saldrás a la calle y al campo de paseo: “El agua estancada se pudre”.

3. “Amarás el ejercicio físico”.

Un rato de gimnasia, una caminata razonable dentro o fuera de casa, por lo menos abrir la puerta, regar las rosas, contestar el teléfono.

4. “Evitarás actitudes y gestos de viejo derrumbado”.

La cabeza gacha, la espalda encorvada, la mirada perdida, no favorecen nada. Que la gente diga un piropo cuando pasas: “¡Qué recto va el señor! ¡Qué guapa la señora!”.

5. “¡No hablarás de tu edad, ni te quejarás de tus achaques reales o imaginarios!”.

Acabarás por creerte más viejo y más enfermo de lo que eres. A la gente no le gusta oír historias de hospital. Cuando te pregunten cómo estás, dirás que. ¡muy bien!

6. “Cultivarás el optimismo sobre todas las cosas”.

Al mal tiempo, buena cara. Sé positivo y`de buen humor. La vejez no es cuestión de años sino un estado de ánimo. El corazón no envejece.

7. “Tratarás de ser útil a los demás”.

Ayuda con una sonrisa, un consejo, un servicio. No te coloques el cartel de “inservible”.

8. “Trabajarás con tus manos y con tu mente”.

Haz lo que puedas. El trabajo es la terapia infalible.

9. “Mantendrás vivas y cordiales las relaciones humanas”.

Desde luego, las que se anudan en el hogar, integrándote a todos los miembros de tu familia.

10. “No pensarás que todo el tiempo pasado fue mejor”.

Deja de estar condenando tu mundo y maldiciendo tu momento.

Fáciles consejos que todos podemos poner en práctica.

Nos irá fenomenal.

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Comentarios al autor: cordoba.sanlorenzo@diocesisdecordoba.com

Consulta también ¿Ser anciano, es ser viejo?

http://es.catholic.net/op/articulos/10131/cat/276/decalogo-para-saber-envejecer.html

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