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reminiscenze della nostra infanzia

Il cugino don Gonzalo di Spagna alle prese con un castello di sabbia.(1950 ca)

Scena marina

Fanciullo,il tuo castello sulla rena

è simile allo scrigno di desiri,

di spemi,d’illusioni e di sospiri,

che fido serba del mio cuor la piena.

T’adopri,foggi con gagliarda lena

di sabbia il bel maniero,su lo tiri

saldo di mura,infin esausto miri

l’opra ch’è premio di tua diurna pena.

Ma l’onda,cui la tua innocente etade

in sfida eleva sovra il fulvo lido

fragil baluardo,irosa a notte il rade.

Il tempo pur il guscio,cui m’affido

nel procelloso mar,spietato invade

e insiem sommerge dei miei sogni il nido.

(zio Mario)

+

I cugini vercellesi (l’editore senza denti… e la sorellina) sui gradini di casa,in via Leonardo da Vinci oggi nro 14,

si fanno beffa da lontano dei disastri sabbiosi del cugino (1958 ca)

che qui vedete affidato alle amorevoli braccia della zia Andreina in via Cavour nro 3 a Torino.(1941 ca)

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