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Archive for febbraio 16, 2017

warren buffett ne ha una per tanti

febbraio 16, 2017 Lascia un commento

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Warren Buffett

Più i professionisti si attivano per fare soldi e meno ne guadagnano i clienti,questo è il succo dell’articolo che segue.Ovvero i clienti ne mettono in tasca meno di quanti se ne mettono nel portafoglio coloro che dovrebbero tutelare gli interessi della clientela.Ossia i fondi pensione,le istituzioni finanziarie ed i semplici consulenti.

Le spese in commissioni sono troppo alte e contribuiscono a depauperare il capitale del cliente.

E quindi avvisa la moglie che nel caso restasse vedova dovrebbe mettere quanto le toccherà in eredità in un semplicissimo fondo indicizzato che segua l’indice dello S&P 500.E punto.

Lo racconta un personaggio che dal 1965 al 2015 ha visto il valore delle azioni della società che lui presiede e che ha in gestione i suoi denari crescere del 20,8 % annualizzato contro il 9,7% che ha raccolto lo S&P 500.

 

Un amico mio mi contava delle difficoltà nel sapere scegliere,quando sei poco del mestiere.Gli rispondevo che del mestiere o meno conta quello che conta,perchè di errori ne fanno tutti.

Ma che se aveva tanti dubbi forse valeva la pena di acquistare dei titoli di società del tipo di quella di proprietà di Warren Buffett,dove tra il personale selezionato c’è gente che conosce dove mette i soldi ed è meno complicato avere quel pò di trasparenza che a volte non trovi neppure in parecchi buoni fondi di investimento.

Poi giustamente ognuno deve fare quello che gli pare.

Non dobbiamo fare pubblicità a nessuno e men che meno a Warren Buffett che non ne ha bisogno.

Per lui parlano i suoi risultati.

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Warren Buffett Says Money Managers Charge Too Much

The investing great picks a bone with stockpickers.
Lo trovate in inglese su:

domenica 19 sfilata dei corsi mascherati vercelli

febbraio 16, 2017 Lascia un commento

dall’album dei ricordi

febbraio 16, 2017 Lascia un commento

Da Monte Paschi a “121”. L’ultima guerra tra dem finisce a banche in faccia

Ricatti e accuse in Direzione Pd: si rinfacciano vent’anni di scandali tra scalate e intrecci

È solo poi il caso di ricordare che, proprio in quegli anni, nel 2005, con l’esplosione di «bancopoli», Fassino leader del partito si congratulava con Consorte, in merito al tentativo di scalata a Bnl da parte di Unipol, con la celebre frase «abbiamo una banca».

Anche altri dissesti finanziari sono stati poi, alla fine, ricondotti al Monte. Come Banca 121 di Vincenzo De Bustis, ex Banca del Salento, divenuta nota alla cronaca giudiziaria per la vendita di prodotti discutibili (My Way) e affidata nel 2002 a Mps per la non modica cifra di 2.500 miliardi di lire. Dietro l’operazione si diceva che vi fosse D’Alema che tuttavia ha sempre negato ogni coinvolgimento.

Insomma le «banchette toscane» citate dall’ex premier, è proprio il caso di dirlo, arrivano alla fine di una consolidata storia di scandali. Certo, il crac dell’Etruria, commissariata a fine 2015 lasciando in panne obbligazionisti e azionisti, è stata l’inizio della fine del governo Renzi. D’altro canto Pierluigi Boschi, padre di Maria Elena Boschi, tra i ministri chiave del precedente governo, era arrivato ai vertici del gruppo bancario insieme all’ascesa politica della figlia. Oggi comunque la fine all’era renziana potrebbe essere messa dal Mediocredito del Friuli Venezia Giulia, partecipato al 55% dalla Regione governata da Debora Serracchiani e alle prese tra una sfilza di bilanci in rosso e una montagna di crediti deteriorati. La regione pareva spingere per un’alleanza con Iccrea, ma le trattative sembrano essersi raffreddate. In questo scenario certo è che chi è senza peccato è proprio il caso di dirlo, scagli la prima pietra.

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http://www.ilgiornale.it/news/politica/monte-paschi-121-lultima-guerra-dem-finisce-banche-faccia-1364290.html

e poi dopo il congresso che si fa?

febbraio 16, 2017 Lascia un commento

amare

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Renzi quando parlava io mica lo capivo ma mi era simpatico perchè è giovane e colto,due lingue sicuro le conosce,ha una moglie che appare perbene e non mi pareva cercare la pubblicità,aveva voglia di correre e soprattutto apprezzavo il fatto che viaggiasse molto all’estero per promuovere l’Italia e vedere come certi problemi anche nostrani fossero stati risolti da altre parti.Non è poco.

Poi che i giovani non abbiano l’esperienza dei più anziani è un fatto,ma a volte non hanno le abitudini che i vecchi hanno assimilato nel corso degli anni e questo non so se è tutto male.

Infine è toscano,e per dirla alla Malaparte,i toscani sono la cattiva coscienza d’Italia ,”non è un’offesa,ma un elogio dei toscani,poichè ogni uomo,come ogni popolo se non vuole addormentarsi nell’adipe,e affogar nella retorica,ha bisogno di qualcuno che gli dica in faccia quel che si merita,quel che tutti pensano di lui e nessuno osa dirgli,se non dietro la schiena e a voce bassa.Quel che salva l’uomo…omissis…è la sua cattiva coscienza,non la coscienza tranquilla e questo è particolarmente vero in Italia dove tutta la storia non è intesa se non come panigirico,e tutto,anche i tradimenti,le fughe,le vigliaccate,diventa materia di lode e di trionfo” **

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…scissione

 

Il problema della sinistra, si sa, è sempre stato la scissione dell’atomo. All’inizio è stata la grande frattura fra comunisti e anarchici, poi fra comunisti e socialisti, poi fra oltranzisti e socialdemocratici. Grandi scontri ideologici, divisioni che rompevano rapporti decennali e di comuni battaglie politiche. Già così, il quadro è sempre apparso ridicolo; oggi si sfiora il parossismo. La scissione nella sinistra italiana è appesa alla data del congresso PD: se si fa tre mesi prima si resta insieme, se no ci si divide. Il tutto negli anni della peggiore crisi economica del dopoguerra, del ritorno di pericolosi nazionalismi e di nostalgie autoritarie. Vengono davvero in mente le pagine più tristi della storia europea. Sembra si faccia a gara per ritagliarsi un posticino nei futuri libri di testo. Nelle pagine nere, però.

Davide Assael, ricercatore

(15 febbraio 2017)

http://moked.it/blog/2017/02/15/107162/

(** Maledetti Toscani Curzio Malaparte)

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