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Archive for febbraio 1, 2017

una corrispondenza da berlino

febbraio 1, 2017 Lascia un commento

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Il vercellese Marco Cuzzotti da Berlino
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Käthe Kollwitz a Berlino

Un monumento di Berlino che impressiona per semplicità ed efficacia nel sentimento che intende trasmettere è la scultura sistemata all´interno della classicista Neue Wache, l´edificio adibito a memoriale per le vittime delle dittature, lungo la strada Unter den Linden, la più battuta dai turisti.

Si tratta di un ingrandimento di un´opera di Käthe Kollwitz, un artista notissima nella Berlino della prima metà del Novecento e ancora adesso in tutta la Germania; molto meno in Italia. Una visita a Berlino può essere un´opportunità per conoscere la sua vicenda umana e le sue opere, specchio di quegli anni travagliati.

La statua sulla Unter den Linden
Käthe Kollwitz nasce a Koenigsberg nel 1867 apprendendo i primi insegnamenti artistici da un incisore di rame, che la avvicina all’uso delle arti applicate.
Si trasferisce a Berlino nel 1885 e comincia a studiare arte con Karl-Stauffer-Bern, insieme a Max Klinger sua grande fonte d´ispirazione soprattutto per la tecnica (acquaforte) e le tematiche realistiche.

I primi riconoscimenti li ottenne con serie di litografie e xilografie. Alla scultura si dedicò invece in prevalenza nella fase finale della sua vita.

I temi da lei trattati, legati alle sue radicate idee socialiste e progressiste, sono il rifiuto della guerra (dramma che la toccò personalmente visto che suo figlio cadde nella Prima Guerra Mondiale), la rappresentazione delle condizioni umane di povertà, miseria e più in generale la denuncia sociale.

Vivendo nel popolare quartiere Prenzlauer Berg – all´epoca uno dei più poveri e sovrappopolati della città – aveva una visione quotidiana di questa realtà, anche semplicemente osservando la clientela dell´ambulatorio del marito, un medico.

Una volta a Berlino, per conoscere meglio quest’artista, non si può prescindere dal fare visita al museo a lei dedicato nel quartiere di Charlottenburg.

Il museo dedicato a Käthe KollwitzStrutturato su quattro piani, contiene una collezione permanente di lavori dell’artista: il piano terra funge da breve introduzione alla Berlino dell’epoca, indispensabile alla comprensione del contesto. Nel museo sono esposte circa duecento opere tra incisioni, manifesti e sculture. Il museo è arricchito da una bellissima macchina da stampa litografica originale ed è ricco di eventi culturali dedicati all’artista, mostre temporanee e approfondimenti utili a tenerne viva la memoria.

Altra testimonianza che la ricorda a Berlino è la piazza a lei dedicata, appunto Kollowitzplatz. Lì ci sono una targa che ricorda dove viveva e una statua a lei dedicata, situata al centro dei giardinetti. Un consiglio: andateci di sabato, quando si svolge il mercato; è un´ottima occasione per farsi un´idea della vita quotidiana a Berlino.

Volete visitare i luoghi legati alla Kollwitz a Berlino? Mettetevi in contatto con me per una vista guidata in italiano.

Indirizzo: Fasanenstr. 24, 10719 Berlino.
Orari di apertura: tutti i giorni dalle 11 alle 18.
Prezzi: intero 7 euro; ridotto 4 euro. Gratis fino a 18 anni.
Come arrivarci: metro U1 (fermata Uhlandstrasse). Bus M29, 109, 110, x10 (fermata Uhlandstrasse).

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Marco lo trovate sul sito:

eventi vercellesi

febbraio 1, 2017 Lascia un commento

monet a basilea

febbraio 1, 2017 Lascia un commento

Basilea non è solo Beyeler,infatti il Kunstmuseum possiede una sfilza di opere d’arte internazionali da passarci tranquillamente una giornata e visto che ci siamo…abbiamo pure le cicogne…in inverno.

1-le-cicogne-passeggiano-nel-parco-in-mezzo-alla-gente

http://www.rsi.ch/news/vita-quotidiana/voce-animale/Le-cicogne-amano-Basilea-8656843.html

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Risultati immagini per beyeler monet

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FONDATION BEYELER SPÉCIAL 20 ANS
UN BILLET COMBINÉ POUR TOUS
ENTRÉE GRATUITE POUR TOUS JUSQU’À 25 ANS

Rechercher

https://www.fondationbeyeler.ch/en/exhibitions/monet/

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FONDATION BEYELER FESTEGGIA IL SUO VENTESIMO ANNIVERSARIO CON UNA MOSTRA, APPENA INAUGURATA, DEDICATA AL FONDATORE DELL’IMPRESSIONISMO FRANCESE.

Claude Monet, uno degli artisti più amati e importanti del diciannovesimo secolo, è protagonista di questa mostra monografica che rappresenta un’autentica festa di luce e colori.

Il fondamentale percorso artistico del pittore francese viene ripercorso nei suoi momenti più salienti, dalla nascita del movimento impressionista, che risale al 1874, fino alla celebre serie delle ninfee, che compose nei primi vent’anni del Novecento.

L’esposizione, incentrata sul periodo compreso tra gli anni successivi al 1880 e gli inizi del XX secolo, tocca anche la produzione tarda del pittore e apre una prospettiva vivace e talora inaspettata su quel mago dell’immagine che ancora oggi influenza la nostra percezione visiva di natura e paesaggio.

Luci, ombre e riflessi, che Claude Monet tratta in maniera sempre nuova, sono il filo conduttore della mostra “Monet”, una vera e propria festa di luce e colori.

Al centro della rassegna sono i celebri mondi figurali di Monet, i suoi paesaggi mediterranei, le coste selvagge dall’Atlantico, le acque della Senna, i prati fioriti, i covoni di fieno, le ninfee, le cattedrali e i ponti avvolti nella nebbia.
Nei suoi quadri l’artista sperimentò con il mutevole gioco di luce e colore nell’arco della giornata e delle stagioni. Attraverso riverberi e ombre riuscì a evocare atmosfere sospese. Claude Monet fu un grande pioniere dell’arte, fu colui che trovò la chiave verso il giardino segreto della pittura moderna, dischiudendo agli occhi di tutti una nuova visione del mondo.

Chi conosceva Claude Monet sapeva di poterlo trovare all’opera in qualsiasi momento della giornata e con qualsiasi condizioni climatica, nel tentativo di non perdersi nessuna sfumatura di colore dei paesaggi che riportava su tela. A tal proposito, lo scrittore Guy de Maupassant raccontò che «una volta prese tra le mani un temporale che batteva sul mare e lo gettò sulla tela: e quella che aveva così dipinto era proprio la pioggia».

L’artista francese fu un grande pioniere dell’arte, fu colui che trovò la chiave verso il giardino segreto della pittura moderna, dischiudendo agli occhi di tutti una nuova visione del mondo.

La mostra presenta 62 opere giunte dai maggiori musei europei, americani e giapponesi, tra cui il Musée d’Orsay di Parigi, il Metropolitan Museum e il Museum of Modern Art di New York, il Museum of Fine Art di Boston e la Tate di Londra.

Un nucleo di particolare rilevanza raccoglie 15 dipinti provenienti da diverse collezioni private ed esposti molto raramente al pubblico, che da lungo tempo non si vedevano più nel contesto di una mostra su Monet.

 

MONET

fino al 28 maggio 2017

Fondation Beyeler, Baselstrasse 101 CH-4125 Basilea

http://www.mam-e.it/monet-alla-fondation-beyeler-basilea/

l’opinione di renzo debianchi

febbraio 1, 2017 Lascia un commento

2722d-2renzinetto

lunedì 30 gennaio 2017

POPULISMO : siamo seduti su un vulcano e non ce ne rendiamo conto

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Populismo : siamo seduti su un vulcano e non ce ne rendiamo conto.

Riusciremo a controllare gli orientamenti del populismo quando tracimeranno ?

L’articolo è a vostra disposizione sul sito di Renzo Debianchi:
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http://renzodebianchi.blogspot.it/

a torino

febbraio 1, 2017 Lascia un commento

xtimthumb

tutti i dettagli su:

http://www.automotoretro.it/

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