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si è chiuso il 2016 prima parte.

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Una panchina nuova installata dal Comune,ottimo,l’avevano distrutta i vandali ma molte altre si sono rovinate a causa delle intemperie nel corso degli anni…ed a motivo di nessuna manutenzione.

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Sono in ritardo con quanto ho scritto e messo da parte per il pubblico dei miei lettori per la semplice ragione che le vacanze di Natale le ho dedicate alla lettura cosa che continuo a fare e quindi ho trascurato a malincuore altri interessi.

Di pensieri ne avevo messi giù parecchi ma dargli un poco d’ordine non è stato facile.

Inizio dalla fine d’anno.Gli argomenti quotidiani che ho trovato sui giornali in questi giorni riguardano treni che non sono più sufficienti,eventuali putsch politici per motivare un NO referendario,lavoro che manca,pensioni future,Brexit…e tanta cultura, li ho sfiorati spero tutti in quattro parti cercando di dargli una risposta attraverso le bocche di chi la sa più lunga di me e per come mi è riuscito.Non mi sono occupato dei supermercati che chiudono anche in Italia ma che si sappia che negli USA è una morìa.

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Il Prof.Valletta che era ai tempi il presidente della Fiat mandava alla stazione ogni mattina dei selezionatori che si occupavano di fare assumere tutta la povera gente che arrivava dal sud spinta dalla speranza di un avvenire migliore.

Intervistato da Montanelli alla domanda di come venissero alloggiati a Torino rispose con tranquillità che questo era un problema del Comune.

Lui offriva del lavoro,al resto ci doveva pensare lo stato.

Oggi la politica ha fatto di tutto per togliere quel briciolo di meritocrazia che faticosamente ci eravamo guadagnati e lo vedete dalla scuola dove buoni o cattivi sono tutti promossi perchè si guarda al costo.

Fare gli esami di riparazione è un onere finanziario in più che non si vuole,in quanto dobbiamo tenere dei soldi a disposizione per fare le elezioni anticipate quando gli gira ai nostri onorevoli.

Mattarella parla di lavoro all’augurio di buon anno nuovo,non l’ho ascoltato,ma suppongo che avrebbe dovuto anche parlare delle pensioni future riservate a tutti coloro che lavorano solo di quando in quando.

Ma… ci sono le banche ed i fondi privati pensionistici che ci penseranno… solo che amministrati come lo sono invece di dare del denaro allo stato tramite le imposte cercano di prelevarne per restare in piedi.Il che non sembra un principio di buona gestione.

Così si chiude il 2016.

Il lavoro non c’è per chi non lo vuole cercare fuori zona e non servono le giustificazioni del Papa nei confronti di coloro che devono emigrare.

La Gran Bretagna nel 1982 aveva 3 milioni di disoccupati che vivevano di sussidi con sacche talmente ampie di nulla facenti da raggiungere il 20% in zone come quelle dell’Irlanda del Nord o della Scozia.

Ma a Londra il lavoro c’era solo che non tutti se la sentivano di emigrare o potevano farlo per mille ed una ragione anche di tipo familiare.

Come gli inglesi ne siano venuti fuori da questa crisi è scritto nella terza parte.

Oggi se ne sono andati anche dall’Unione,togli Londra che è una specie di repubblica cosmopolita che fa a se,ed il resto del paese teme di soffrire una seconda invasione di immigranti dopo quella avvenuta con la ritirata dalle colonie e non la vogliono.

I britannici non hanno sentimenti di affetto verso noi continentali e lo hanno dimostrato alle urne.

Ma possono contare su di un mondo di gente che ha studiato nelle loro scuole sparse ogni dove,vedi anche nell’ex-Commonwealth,ed è probabile che questi saranno avvantaggiati rispetto a noi italiani.

E’ questione di metodo come si suol dire.

I loro regnanti viaggiano sovente da quelle parti per non fare cadere la corona nel dimenticatoio.

Non hanno paura di mettere stranieri al vertice delle loro istituzioni al contrario di noi italiani dove tutto avviene in famiglia,e questo non gli va.

Almeno al momento.

Noi attendiamo con fiducia che gli altri si diano una mossa e che vengano a fare le riforme anche a casa nostra,pronti a salire sul treno del vincitore qualsiasi colore rappresenti.

Sinchè ci mancherà una coscienza morale e civile e tutto pare orientato a disfare quel poco di buono che restava piuttosto che rifare in meglio quanto non funziona,saremo sempre in coda al gruppo.

Ci va bene così e quindi accontentiamoci.

Tanto che ho Montanelli sotto agli occhi ve ne conto un’altra che scrisse a noi che di cultura ce ne intendiamo…

Andare a scuola all’estero come ebbe la fortuna di fare a Grenoble,alla Sorbona e a Cambridge non gli fu utile solo per imparare delle lingue straniere.

La rivelazione fu di vedere un sistema scolastico efficiente ed al servizio d’una cultura al servizio del cittadino,l’esatto contrario insomma di quello nostro.

La cultura italiana è quello che è perchè nasce al Palazzo al servizio del Principe.

Il Principe cambia e al suo posto arriva il Granduca,il Papa o il partito.

La cultura resta dunque una faccenda per iniziati,non si cura della collettività ne della missione che dovrebbe svolgere: diffondere il sapere fra la gente comune,parlandone lo stesso linguaggio.

Da noi si cerca solo di allevare dei gran azzeccagarbugli che cambiano e si portano appresso il loro tipo di cultura,mentre si dovrebbe comunicare in modo da volere essere capiti da tutti quanti.

Ua volta negli USA si trovò dinanzi ad un uditorio di gente comune ed un tizio gli mosse un’obbiezione alla quale il nostro reagì con ..il classico “allora lei non mi ha capito”…se non l’ho capita è perchè lei si è spiegato male…mi rispose l’altro.

E con questo,in epoca fascista,intesi …cos’era la democrazia

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