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Puglia, là dove la Xylella minaccia milioni di alberi di ulivo. Tra preoccupazione e speranza della gente – di Lino Bini

“Senza ulivi siamo morti”

Crescono i timori in Puglia per il diffondersi della Xylella, il batterio contro il quale non c’è rimedio

lunedì 28/11/16 06:06 – ultimo aggiornamento: lunedì 28/11/16 06:06

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Le misure intraprese per contrastare in Puglia la Xylella fastidiosa, il batterio killer che causa la morte degli ulivi, non sembrano dare i risultati sperati. Dal 2013 ad oggi, complici denunce, ricorsi e carte bollate nei tribunali , le aree di infezione si sono estese, diffondendosi dall’entroterra di Gallipoli, nel Basso Salento, fino alla Valle d’Itria, a cavallo tra le province di Bari, Taranto e Brindisi, dove inizi d’infestazioni sono stati rilevati a Martina Franca (TA) e Ostuni (BR).

La Xylella rilevata in nuove aree (pix RSI)

A tre anni di distanza dai primi allarmi, siamo tornati nei territori dove sono stati scoperti i focolai iniziali, per incontrare contadini, imprenditori e autorità locali. Il timore di tutti, visto il continuo propagarsi delle infezioni, è quello di veder sparire per sempre un importante patrimonio economico e culturale che, dai tempi dell’Impero romano, ha permesso a un intero territorio di vivere e prosperare.

Olivicoltura, settore strategico per la Puglia (pix RSI)

La preccupazione

 “Senza gli ulivi siamo morti. L’olivicoltura ha sfamato i miei nonni e i miei genitori. A me ha dato la possibilità di studiare…“, racconta ai microfoni della RSI Boris Tremolizzo, figlio di braccianti di Cannole, nel Leccese. “Fino ad oggi cure efficaci non ne sono state trovate. Con questa natura, questo paesaggio siamo nati e cresciuti . Speriamo che anche i nostri figli possano godere di tutto questo…“, sottolinea preoccupato.

L’incertezza

Se non si dovessero trovare rimedi, la Xylella fastidiosa metterà in ginocchio un’intera regione. Migliaia di persone, tra agricoltori, commercianti e imprenditori saranno in difficoltà perchè perderanno la loro materia prima: le olive. A rischio fino a 60 milioni di alberi“, aggiunge dal canto suo Pietro D’Amico, titolare di un’importante azienda olearia di Cisternino, nell’Alto Salento.

La speranza

Per evitare l’abbattimento degli alberi infetti, misura proposta da più parti per arginare l’espansione del contagio, la speranza di molti è riposta nella ricerca e nella scienza. “Abbiamo trascurato queste piante per anni e ora ne paghiamo il conto”, sostiene Donato De Carolis, dottore agronomo di Fasano, nel Brindisino, che in merito ricorda: “Gli ulivi sono esseri viventi e come tali, se trascurati, si ammalano. Ora sta a noi curarli e lavorare affinché si possa contrastare questo batterio fatale. Del resto, è bene ricordare che la Xylella è sempre esistita, non solo in questa regione. Dobbiamo essere ottimisti e cercare delle soluzioni efficaci poiché senza ulivi, non c’è Puglia“.

Lino Bini

Per saperne di più:

Le raccomandazioni della regione Puglia

La Xylella fastidiosa secondo Wikipedia

http://www.rsi.ch/news/mondo/Senza-ulivi-siamo-morti-8311036.html

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