per insegnanti ed allievi

Dai a ogni giornata la possibilità di essere la più bella della tua vita.

(Mark Twain)

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Risultati immagini per miyuki tanobe

Miyuki Tanobe l’artista in questione è un’anziana signora giapponese residente a Montreal in Canada.

La vita di ogni giorno per la strada…che è il suo forte mi ha colpito, e ve ne propongo un esempio a margine degli articoli sotto riportati.(ndr)

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melamed, diritti – Giochi in strada, no ai divieti

Melamed (o anche Melammed, in ebraico: מלמד, “insegnante”)-wikipedia.

A Ponzano Veneto, in provincia di Treviso, è vietato lanciarsi le palle di neve, ma anche pattinare sul ghiaccio. A Finale Ligure è vietato fare i cross con il pallone, in piazza. A Livorno non ci si può arrampicare sugli alberi. È lo Strapaese del diritto di gioco, negato ai bambini: perché se poche grandi città, come Roma, Torino, Milano, Genova hanno preso i propri regolamenti di polizia urbana e li hanno riscritti, a misura di bambino, la maggior parte dei Comuni italiani mantiene in vigore il divieto di giocare in piazza, che risale agli anni Trenta.
I regolamenti risuonano di parole antiche, a volte di giochi proprio scomparsi, come a Battipaglia, dove è tassativamente vietato “giocare a palla, bocce, tamburello, cerchietti, biglie con birilli, pattinare o esercitare qualsiasi altro giuoco che possa arrecare molestia, pericolo”. E segue una gragnuola di ammende, ancora in lire (da 6mila a 20mila) per i trasgressori.
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A Monteriggioni, Siena, il Comune ruba addirittura il pallone ai bambini: se dai cortili privati rotola per la pubblica via, può essere “trattenuto per trenta giorni”, recita il regolamento. A Terni, ma anche a Pinerolo, vengono severamente proibite le fionde. A Palermo è vietato “assolutamente” qualsiasi gioco sul suolo pubblico, ma soprattutto non è consentito “pettinarsi” e “fare serenate”. A Piossasco, Torino, è vietato “fare sdruccioli sul ghiaccio”, mentre a Livorno non si può saltare alla corda, rincorrersi, darsi spinte, fare schiamazzi. E poiché tutto ha un prezzo, il regolamento stabilisce che “il sindaco potrà permettere il giuoco della palla o del calcio o altro simile esercizio ginnico previo pagamento della tassa di occupazione di suolo pubblico”.+

I regolamenti di polizia urbana spesso rimangono dimenticati dagli stessi Comuni: il primo però a cancellare ogni divieto è stato il Comune di Roma, nel 2005, dove è stato il consiglio comunale dei bambini, al termine di un percorso di partecipazione, a proporre le modifiche e a cucire il regolamento attuale, comprensivo del diritto al gioco, riflesso della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

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Il Comune di Torino ha cancellato nel 2006 il divieto di gioco dal proprio regolamento, anzi estendendone il diritto, per primo, anche ai cortili privati, dove può essere regolamentato, ma non vietato. Poi è arrivato il nuovo regolamento di Milano, nel 2012, e di Genova, nel 2013, che ha raccolto i suggerimenti di Arciragazzi eliminando i divieti ancora in vigore dall’inizio del Novecento: e proprio Arciragazzi lancia l’idea, rivolta ai lettori di Repubblica , di fotografare, in tutta Italia, i cartelli di divieto di gioco.

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Non tutti i Comuni, del resto, se mettono mano ai regolamenti, seguono la Convenzione Onu: le cronache dell’estate scorsa raccontano di una nuova fioritura di divieti, con motivazioni che riguardano, tutte, il rispetto della quiete pubblica e della tranquillità degli anziani. “Abbiamo ricevuto ripetute lamentele dei cittadini, dobbiamo intervenire per garantire la tranquillità”, ha spiegato Domenico Conte, sindaco di Palo del Colle (Bari) che da maggio ha imposto, con un’ordinanza, il divieto di giocare a pallone in piazza. E a Manfredonia (Foggia) il sindaco Angelo Riccardi, ha chiarito il nuovo divieto: “L’ho fatto mio malgrado, mi rincresce per i bambini, non per i genitori cui manca il senso di responsabilità”.

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Il Comune di Licciana Nardi (Massa Carrara) ha pubblicato sulla sua pagina Facebook il divieto di gioco al pallone nelle vie e piazze pubbliche, con multa fino a 240 euro. A Pescopagno, in provincia di Potenza, il nuovo regolamento di polizia urbana vieta di “andare in bici sul suolo pubblico”.

Eppure c’è un posto, vicino all’Aquila, dove hanno fatto stampare diciotto cartelli stradali, per il Comune di Tagliacozzo e le sue frazioni: “Attenzione rallentare: in questo paese i bambini giocano ancora per la strada”.

Michela Bompiani, Repbblica.it

(25 novembre 2016)

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Melamed – Finlandia, verso l’abolizione delle materie scolastiche

melamed-finlandia

Niente più storia, matematica, letteratura, ma spazi orari basati su “Argomenti” e “Fenomeni”. Così la Finlandia progetta la sua scuola del XXI secolo, con gli studenti chiamati ad approfondire per esempio l’Unione Europea con un corso interdisciplinare tra politica, economia, geografia, storia, oppure “come servire in un ristorante,” fornendo nozioni di matematica, lingue (per parlare ai clienti stranieri), capacità di relazioni interpersonali.
“È un cambiamento epocale nel sistema educativo in Finlandia appena agli inizi” ha spiegato al britannico Indipendent Liisa Pohjolainen, che si occupa delle attività attinenti all’educazione di giovani e adulti nella capitale Helsinki, avanguardia della riforma.
L’idea, spiegano i responsabili del Comune, è quella di preparare meglio i giovani al mondo del lavoro.
Il paese è da anni ai primi posti nelle classifiche dedicate alle capacità verbali e matematiche degli studenti, superata solo da alcune eccellenze asiatiche in materia come Singapore. Questo approccio, promettono i sostenitori della riforma, assicurerà che i ragazzi finlandesi continuino a mantenere gli stessi standard nel nuovo millennio.
“Abbiamo davvero bisogno di ripensare all’istruzione e ridisegnare il nostro sistema, perché prepari i nostri figli al futuro dando loro le competenze necessarie per l’oggi e per il domani. Ci sono scuole che continuano a insegnare con metodi che funzionavano bene ai primi del ‘900, ma oggi le necessità sono diverse” sostiene Marjo Kyllonen, manager per lo sviluppo della città di Helsinki.
Tra gli elementi fondanti della riforma, anche l’idea di avere sempre meno lezioni frontali, e più lavoro in piccoli gruppi e partecipazione attiva degli studenti.
Il progetto non riscontra approvazione unanime: tra i critici dell’idea di abolire le materie, molti insegnanti, che continuano a sostenere l’importanza della preparazione anche rispetto ai singoli campi. Nella Capitale tuttavia, già il 70% dei docenti è stata formata per insegnare secondo i nuovi metodi.
E così educatori e insegnanti di tutti i paesi sono pronti a guardare alla Finlandia. I risultati dei test miglioreranno ulteriormente nei prossimi anni? E se sì, come dovranno reagire i ministeri dell’Istruzione di tutto il mondo?

Rossella Tercatin

http://moked.it/blog/2016/11/25/melamed-diritti-giochi-strada-no-ai-divieti/

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