agli ordini boss…

Gli Stati Uniti hanno un nuovo Presidente ed ancor prima di conoscere i nomi di coloro che formeranno il suo gabinetto partono le polemiche perchè tutti amiamo fare delle previsioni le quali come è ovvio ci attaccano solo quando ce la fanno.

Noi ripetiamo i nostri concetti che di recessioni in un anno elettorale non ce n’era bisogno e la politica monetaria della Fed è stata ben prudente per non disturbare i mercati.

Eletto il nuovo Capo come è stato costui vorrà iniziare bene e non avere già delle grane prima di essere ben saldo in sella per cui c’è da sperare altrettanto bene per i prossimi mesi a venire.

Che poi per fare grande l’America la nuova gestione trascuri l’Europa per concentrarsi in Asia non è una novità.Il Pacifico attira più che non l’Atlantico da sempre.

L’Europa unita può mettere un suo peso sulla bilancia,l’Europa disunita molto di meno.

Cosa si debba intendere per unita è difficile da spiegare,ognuno infatti la vede a modo proprio e secondo la convenienza del momento.

I Britannici attraverso i loro leaders contano ancora molto sull’ex Commonwealth…Australia,Canada,India ed altri… come ha dimostrato la signora May andando in India a fare affari che firma a parte ora che si chiudano e divengano effettivi con gli indiani possono passare anche dei secoli,ne sappiamo qualcosa anche noi con la storia dei marò.

Incrociamo le dita….

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af50e344852942cd3120e0a8bea2ec809

Crescita

Impieghi

Salari

Deficit

botte e risposte in inglese su:

http://finance.yahoo.com/news/how-to-gauge-whether-trumps-economic-plan-succeeds-182329828.html

+

e dall’Europa…

BRUXELLES – Mentre i leader dei più grandi Paesi europei cominciano a prendere i primi contatti con il neoeletto presidente degli Stati Uniti Donald Trump, offrendo disponibilità a collaborare, il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker decide di deviare dal protocollo diplomatico e si lancia in un durissimo attacco a distanza.

«Con Trump perderemo due anni: il tempo che faccia il giro del mondo che non conosce», ha detto parlando ad una platea di studenti nella sua Lussemburgo.

Intanto, a pochi giorni dal viaggio del presidente Barack Obama in Europa e Cina, lo staff di Trump comincia a marcare il territorio e lega le mani all’attuale inquilino della Casa Bianca, avvertendolo di non fare nessuna mossa contraria al nuovo vento che soffia da mercoledì.

Duri attacchi – Evidentemente a suo agio nella rassicurante dimensione ‘casalinga’ del piccolo Paese che ha governato per quasi venti anni, Juncker si è lasciato andare ad un’analisi graffiante sul tycoon che guiderà la prima potenza del mondo. «Gli americani in generale non hanno attenzione verso l’Europa, e riguardo a Trump, credo di capire che lui pensi che il Belgio sia un villaggio da qualche parte nel nostro continente… In breve, dovremo mostrargli e spiegare cos’è l’Europa», ha detto, avvertendo anche dei possibili rischi di questa elezione.

Secondo Juncker, «gli equilibri intercontinentali potrebbero essere disturbati» perché, avendo già lavorato con quattro presidenti Usa, ha constatato che «tutto quello che si dice in campagna elettorale è vero un po’ per tutti, purtroppo». Il presidente della Commissione tradisce anche un certo malcontento per il fatto che Donald Trump abbia già parlato con diversi leader europei, ma non si sia messo in contatto con nessuno dei vertici delle istituzioni comuni dell’Ue. Un atteggiamento che lascia intuire la preferenza verso i rapporti bilaterali, a spese di quelli comunitari.

I paesi europei – La cancelliera tedesca Angela Merkel,il presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi, il presidente francese François Hollande e la premier britannica Theresa May hanno tutti già parlato con il nuovo alleato oltreoceano. May è stata la prima ad affrettarsi, per ribadire quel rapporto “storico e speciale” tra i due Paesi. Merkel ha offerto collaborazione ricordando i valori comuni, Renzi ha sottolineato l'”importanza strategica” delle relazioni Italia-Usa e Hollande ha elencato i “temi comuni”, tra cui lotta al terrorismo, Ucraina, Siria, Iraq e l’accordo di Parigi Cop21.

Gli alleati europei, che per ora si confrontano con il nuovo presidente degli Stati Uniti in ordine sparso, intendono preservare i buoni rapporti in ogni modo, senza rinunciare alla chiarezza sui valori fondamentali a cui l’Europa è legata. Come ricordava Juncker, Trump «ha verso i rifugiati e gli americani non bianchi un atteggiamento che non riflette i sentimenti europei», e di certo nessun leader Ue lo seguirebbe su questo terreno.

I rischi – I rischi che corrono i 28 sono tanti quanti i dossier aperti con gli Usa. Dall’aumento del contributo alla Nato promesso da Obama, alle sanzioni contro la Russia finora sostenute anche dagli americani. E il timore che Trump voglia sfilarsi in fretta dalle questioni europee, magari guardando con benevolenza a Mosca, basta a mettere l’Ue in uno stato di agitazione.

Per questo domenica sera i ministri degli Esteri si vedranno in via straordinaria, per una cena convocata dall’Alto rappresentante dell’Ue per gli affari esteri e la politica di sicurezza Federica Mogherini e voluta fortemente dalla Germania.

Qualche elemento in più per decifrare il nuovo protagonista, Merkel, Hollande, Renzi, May e il primo ministro spagnolo Mariano Rajoy lo potranno avere il 18 nel vertice a Berlino con Obama. Sempre che lo staff di Trump, oltre all’indicazione di non prendere iniziative, non gli abbia dato anche la consegna del silenzio.

http://www.tio.ch/News/Estero/Politica/1115912/Juncker-attacca-Trump–Non-sa-nulla-perderemo-due-anni-

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