sarà la mia una visione giusta delle cose?

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portala dal demolitore…

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A novembre viene buio prima e quindi tutto è già illuminato di buonora,puoi dare un’occhiata ai negozi del centro e ti viene rapido fare un conto di chi ha chiuso e chi è ancora aperto.

Almeno visivamente.

Bene,dopo la mia passeggiata esplorativa odierna ho pensato a Dresda la città tedesca bombardata a più riprese dagli alleati per piegare la volontà dei civili tedeschi ad andare avanti con la guerra.

Fu un massacro e si parla di 30mila per arrivare sino a 250mila morti inutili.

Ma lo si dice sempre dopo.Come fu per Hiroshima e Nagasaki.

Di consolante ma non accettabile sento dire che queste vetrine chiuse o buie fanno parte del panorama non solo italiano ma anche europeo,se sia vero non ho i mezzi sotto agli occhi per poterlo dire.

Eppure aprendo un giornale leggo che negli ultimi mesi le compravendite di immobili sono aumentate di parecchio ed idem per i mutui.

Facendo un semplice ragionamento mi viene da pensare che se l’inquilino non è in grado di andare avanti con un’attività commerciale prima ti chiederà lo sconto sull’affitto e poi lascia comunque.

Il proprietario le tasse sulla proprietà le deve pagare vuoto o pieno che sia ben l’immobile, e se vede che il ricambio è difficile anche scendendo sull’affitto deciderà di vendere.

Chi si porta appresso delle perdite sperando in un futuro incerto?

Solo chi è liquido ma non tutti lo sono e soprattutto se l’affitto non lo incassano.

La pressione per vendere esiste ed è documentata dagli atti notarili fatti,spiegava il giornale,ma sono i prezzi che non conosciamo.

E più scendono più la gente prendendosi paura vende o svende.

Lo speculatore è dietro l’angolo e se sente odore di affare ci si butta.

I cantieri però non sono tutti aperti,anzi.

Molti che volevano fare restaurare degli immobili viste le condizioni dei prezzi sul mercato hanno bloccato i lavori.

Gli costa meno che non andare a termine per prendere due lire,rischi inclusi.

Tanti genitori soffrono ad avere i figli lontani e da anziani si devono affidare non più agli affetti della famiglia ma a della manodopera straniera.

Anch’io sono emigrato e l’ho fatto quando nessuno o pochi lo facevano.Ma la lontananza da casa la senti ora come la sentivo io ieri,forse l’unico miglioramento consiste nei telefoni.Più moderni e meno costosi.Puoi parlare con i tuoi ad ogni piè sospinto e non dovere attendere mezz’ora per avere una chiamata.

Non stupitevi.

All’inizio del secolo 1900 emigravano i non studiati.

Oggi emigra e trova un posto anche all’estero solo chi è nella fascia alta di istruzione o è ben specializzato.Io ero ben specializzato nel mio mestiere rispetto a coloro con cui dovevo mettermi in confronto.Per clientela e metodi di lavoro.

A livello medio e basso gli imprenditori trovano già sul posto disponibilità come succede anche da noi per i lavori umili occupati da poco specializzati e da immigrazione.Che è la stessa dappertutto.

Come andrà più avanti?

Guardate,gli USA alla vigilia elettorale denunciano il pieno impiego quello almeno che le statistiche degli occupati offrono sia ben a tempo parziale come a tempo pieno e questo è un buon segnale sia che vinca la Clinton come Trump.

Se vince Hillary va su probabilmente la borsa perchè New York è democratica e pluriculturale,se vince Trump è facile che scenda per la medesima motivazione.

Ma alla fine l’economia tira più che non da noi.

Ed aiuterà anche chi soffre come appunto succede al nostro paese.

L’Europa ha ancora bisogno di risparmiare sulle spese inutili e quindi di una politica restrittiva checchè ne sembri,si sa che le tasse sono salate,ma le abbassassero per gli immobili ad esempio finirebbe che il mercato come nel 2008 si troverebbe ad offrire proprietà di nuovo a prezzi inverosimili all’insu,creando quindi una fila di impagati che hanno messo (e non è finita) in crisi anche le banche,vittime più che non protagoniste attive della bolla speculativa immobiliare.

La casa è un bene per chi ci abita non per chi ci vuole fare uno strumento di rialzi e di ribassi come si farebbe in borsa.

L’approccio morale è ben differente.Nella maniera di pensare e di trattarla come affare.

Non puoi impiccare i compratori e sperare di farla franca sempre.

E quindi le tasse alte sulla proprietà fanno da elemento di moderazione anche se nessuno le paga volentieri,si sa.

Se l’immobile è pieno il tuo rendimento è basso,ma se fosse vuoto puoi essere costretto a vendere cosa che non succederebbe se si potesse tenere alloggi all’infinito che ti costano poco di spese di gestione e ciò portebbe piuttosto a un fenomeno di accumulazione.

Spero di essermi spiegato nella maniera giusta.

Il mercato ha bisogno delle banche per mille attività diverse,e queste non possono fallire perchè la gente è diventata matta al punto di svenarsi per avere un tetto.

Le banche servono anche ai poveri ed alle persone oneste se pur a volte sono mal gestite.Ma certi momenti di mercato sono tali da fare impazzire anche un banchiere.

Le proprietà dell’amministrazione pubblica dovevano essere probabilmente vendute a tempo debito forse non appena vuote e dismesse anche qui non nell’ottica di speculare sui denari.

Non tutti i comuni sanno restaurare bene ma non è logico neppure lasciare andare in malora gli immobili statali così da non prendere una lira o favorire solo qualche amico.

Un immobile vuoto e in piedi costa.Sempre.

Tanto vale di buttarlo giù e fare un giardino pubblico in attesa degli avvenimenti.

Nessuno nei comuni ha mai la serenità per affrontare temi scomodi,anche questo si sa,ma è anche vero che nessuno in comune si spiega con il popolo degli elettori dando il rendiconto del perchè e del percome,e se si prosegue così la incomunicabilità aumenterà tra eletti ed elettori.

In quanto all’occupazione ne parleremo un’altra volta,ricordate solo che una città dove i morti sono superiori ai neonati non brilla per una visione sana della vita vista in prospettiva.

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Le vetrine di molti negozi rimarranno spente in varie località ticinesi(Ti-Press)

Vetrine spente sul futuro

Molti piccoli negozi al buio questa sera per richiamare l’attenzione sulle gravi problematiche della categoria

lunedì 31/10/16 18:09 – ultimo aggiornamento: lunedì 31/10/16 20:19

Stasera nei principali centri del Cantone le vetrine dei negozi rimarranno spente. Il motivo non sarà legato a un black-out, quanto a un’iniziativa di sensibilizzazione dei piccoli commercianti, che vogliono richiamare l’attenzione sulle difficoltà del settore. Forse il buio creato dalle vetrine oscurate potrà dare un ambiente ancora più lugubre alla notte di Halloween ma in realtà l’iniziativa vuole essere un assaggio di quello che potrebbe essere il futuro se in qualche modo non si riuscirà a cambiare rotta per permettere ai piccoli commerci di sopravvivere, salvaguardando posti di lavoro e di apprendistato.

Cristina Maffeis, titolare di due negozi a Bellinzona e a Muralto e promotrice dell’iniziativa, è dell’avviso che a mettere in crisi il settore sono, ad esempio, gli affitti degli spazi commerciali che non sarebbero più sopportabili. Altri problemi giungono pure dai prezzi, che non sono più in grado di reggere la concorrenza delle offerte su Internet. La situazione induce perciò a considerare un un cambio di mentalità da parte di tutti anche se, tenuto conto del potere d’acquisto sempre più debole, a prevalere verosimilmente sarà la convenienza e – nel caso dei beni di prima necessità – la sopravvivenza.

CSI/DDegrussa/EnCa

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