voto per me forse è meglio

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(foto dal Financial Times)

Leggendo l’articolo che segue mi è venuto alla memoria un commento di Woody Allen che mi pare appropriato.E’ riportato da wikipedia:

Sulla politica statunitense ha detto che «in generale un’affermazione della destra è sempre una cattiva notizia, è sempre una faccenda pericolosa.

Perché la destra dà risposte molto semplici, dirette a problemi enormi.

Ci sono i senzatetto? Che se ne vadano. C’è un aumento di criminali? Ripristiniamo la pena di morte.

Soluzioni che naturalmente non tentano di capire il perché dei fenomeni a cui vengono applicate.

Al momento possono sembrare efficaci, ma fra venti anni sarà peggio e ne faranno le spese le generazioni del futuro che di nuovo si troveranno di fronte problemi gravissimi».

+

C’è un fatto che accomuna entrambi i candidati:sono tutti e due protezionisti come lo è il Nord America da sempre.

I feriti d’America, tra Pennsylvania e Ohio – di Gabriele Barbati

“Io sto con Trump!”

Il ventre ferito degli USA ha fatto suo lo slogan del candidato repubblicano: rifare grande l’America

giovedì 27/10/16 06:14 – ultimo aggiornamento: giovedì 27/10/16 08:28

“Hillary in prigione!”, inneggia un bambino in fila all’I-X Center di Cleveland per vedere Donald Trump. La mamma gli sorride orgogliosa. Dopo la convention di luglio, il candidato repubblicano è tornato spesso in Ohio, il più cruciale degli Swing States, gli Stati dove a volte vincono i Repubblicani e altre i Democratici. I sondaggi per la Presidenza danno ancora un pareggio: 45% a testa per Trump e Hillary Clinton.

Diverse migliaia di persone stanno accalcate sugli spalti. Famiglie, coppie di mezza età, giovani con magliette anti-Hillary: sono i “Deplorables”, i deplorevoli, come li ha apostrofati Clinton il mese scorso prima di scusarsi. In realtà, è l’America media, uscita allo scoperto per chiedere cambiamento. “Costruirò il Muro per tenere fuori i criminali messicani. Chiuderò le porte ai terroristi siriani. Rinegozierò i trattati commerciali che vi hanno rovinato!” aizza Trump dal palco. “I media dicono bugie. Hillary sta truccando le elezioni!”.

”Questo Paese sta andando all’inferno a causa di Obama. Trump renderà il mondo più sicuro”, commenta Stan, un poliziotto in pensione. “Ci ho messo 10 anni a fare entrare mia madre negli Stati Uniti. Perché altri possono venire illegalmente e toglierci il lavoro?” chiede invece Stephanie, una casalinga immigrata dalle Filippine, tra i pochi che, all’I-X Center, rappresentano la minoranza non-bianca dell’Ohio. “Mica si vedeva tutta questa gente ai comizi in passato. È l’Americanismo – sentenzia Peter, dentista di Cleveland -.  Vogliamo tornare a credere nella nostra grande America” spiega, ripiegando con cura una bandiera a stelle e strisce.

Make America great again, predica il magnate dal palco. E’ lo slogan della sua campagna. L’ha ricordato a Cleveland. L’ha scandito a Johnstown, in Pennsylvania (vd VIDEO). Per molti, nel ventre ferito degli USA, è diventato una religione.

Gabriele Barbati

Vai al nostro dossier: Elezioni USA 2016

video e correlati su:

http://www.rsi.ch/news/mondo/Io-sto-con-Trump-8217121.html

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