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stowaways sono i clandestini a bordo,buttali a mare.

Simonetta Sommaruga a Lugano (keystone)

“Mercanti di uomini una piaga”

Simonetta Sommaruga sprona i paesi a “una maggiore cooperazione internazionale” per far fronte al problema

giovedì 20/10/16 21:05 – ultimo aggiornamento: venerdì 21/10/16 14:21

Simonetta Sommaruga non ha dubbi: “Nella lotta alla tratta di esseri umani, una piaga che coinvolge quasi un milione di persone in Europa, serve più cooperazione internazionale”.

Prendendo la parola nel corso della quarta conferenza internazionale dell’Interpol, giovedì a Lugano, la consigliera federale ha ricordato che: “Ancora oggi, nel 2016, esistono persone trattate come schiavi medievali. Per questo, la lotta alla tratta di esseri umani è anche una delle priorità strategiche del Consiglio federale”.

Una maggior collaborazione fra gli Stati è la chiave per trovare una soluzione al problema, ha sottolineato la ministra di giustizia, stando alla quale:

“Se ogni paese continuerà a operare da solo. non si arriverà da nessuna parte”.

ATS/bin

Dal TG12.30: http://www.rsi.ch/news/svizzera/Mercanti-di-uomini-una-piaga-8196253.html

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Clandestini e crimini a bordo di una nave che se ne impippa della legge

Pochi posti al mondo sono privi di supervisione legale come l’alto mare. Una nave è stata tra i delinquenti più persistenti.

Chios, Grecia – La zattera traballante fatta di barili di petrolio vuoti e un tavolo di legno laminato e spiovente con le onde mentre è legata al lato della Dona Liberta, una nave da carico di 370-piedi ancorata lontano da terra nell’Oceano Atlantico, al largo dell’Africa occidentale.

“Scendi!” Urlò un membro dell’equipaggio armato di coltello, costringendo due clandestini della Tanzania in mare e sulla zattera. Come le nuvole arrabbiate riunite all’orizzonte, ha tagliato la fune.

Giocando d’azzardo su una vita migliore, i clandestini si trovarono a corto di fortuna. Avevano già trascorso nove giorni in mare, la maggior parte del tempo nascosti nella sala macchine del Dona Liberta, accovacciati in profondità nell’acqua oleosa.

Ma mentre scendevano verso il basso sulla zattera scivolosa, gli uomini, nessuno dei quali sapeva nuotare, quasi cadono nell’oceano prima di legarsi essi stessi insieme alla zattera con una corda.

Come il Dona Liberta scomparve lentamente, David George Mndolwa, uno dei due abbandonati, ha ricordato pensando: “. Questa è la fine”.

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Una nave carica di storia criminale e dei suoi armatori è l’oggetto di questo articolo del New York Times del 2015 non adatto ai minori di 18 anni…per dirla come ai tempi della censura.Un articolo piuttosto crudo che indica storie vere e la mancanza di controlli grazie a leggi d’altri tempi,pensate solo che anche Bermuda,Mongolia e Bolivia  dove si registrano molti battelli non hanno navi da guerra in giro per il mondo,per cui nessun altro li può fermare per effettuare i controlli.

L’articolo è in inglese e vi ho passato in italiano solo l’introduzione.Mi spiace ma è troppo lungo.(ndr)

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