un bel ricordo

La Francia omaggia Nilo Celoria, poeta della fotografia

GIANCARLA MOREO  6 ott.206
VERCELLI

Dal Vietnam a Capo Nord, ma nel cuore e negli occhi c’è sempre stata la «sua» Camargue, terra di fenicotteri, cavalli e natura selvaggia. Nilo Celoria non c’è più. E’ morto a 94 anni, ma quella Camargue, che gli aveva rapito l’anima, lo ricorderà per sempre con una targa all’ingresso del Parc Ornithologique de Pont de Gau, l’immenso parco di sabbia, stagni e risaie dove amava trascorrere le giornate in attesa di immortalare un volo di fenicotteri tra i canneti, i cavalli allo stato brado, il sole che si abbassa al tramonto in un cielo di fuoco. Sapeva cogliere l’attimo, Nilo. E accanto a lui, ogni volta, c’era l’adorata moglie Maria Teresa Garella.

 

La forza delle immagini  

Direttore della banca Sella di Vercelli, Celoria amava la fotografia perché attraverso i suoi scatti raccontava la vita, catturava la poesia di un momento, la bellezza di un lembo di terra, di una persona o di un animale. La moglie, mentre sfoglia uno dei moltissimi album, si commuove: «Insieme abbiamo girato il mondo: Australia, America, Asia. Abbiamo visitato tutta l’Europa. Ci spostavamo spesso in auto, chilometri su chilometri. Ma alla fine il nostro posto, il luogo del cuore, era la Camargue. Appena avevamo qualche giorno libero, Nilo mi diceva: “Su partiamo, non fermiamoci. La Camargue ha l’effetto di un ricostituente, ci fa sentire subito meglio”. Così caricavamo macchina fotografica e obiettivi e ci mettevamo in viaggio».

Un amore contraccambiato quello per questa parte di territorio e ora gli amici francesi hanno voluto rendere omaggio a Nilo inaugurando la targa in un luogo incontaminato, dove la natura dà spettacolo ogni giorno. Le parole riportate le aveva scritte lui stesso: «Camargue, meravigliosa palude ed incantevole lembo di Francia, dove non mi sono mai sentito estraneo. E non posso nascondere di esserne profondamente innamorato».

Maria Teresa dice: «Arles e Sainte Marie de la mer con la festa dei gitani, ricca di riti secolari: in queste fotografie c’è tutto. Nilo aveva moltissimi interessi: i francobolli, l’arte, la scrittura». I suoi amici si chiamavano Armando Donna, Cecco Leale, Renzo Roncarolo, Amedeo Corio.

Con loro era stato tra i fondatori del «Gruppo forme».

 

Poi c’era la passione infinita per la fotografia. E se molti dei suoi scatti sono stati oggetto di mostre non solo a Vercelli, è possibile che la città del riso presto organizzi un’esposizione in suo nome. Un tributo a un grande fotografo e a un grande vercellese.

http://www.lastampa.it/2016/10/06/edizioni/vercelli/la-francia-omaggia-nilo-celoria-poeta-della-fotografia-pPeoVeb7P2WBWXecIFDYfM/pagina.html

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