prima arrivano i nostri o vengono poi dopo?

Anthony Burgess 1974

anthony burgess 1974

Dopo il Brexit ed il voto nel Ticino a favore di ” prima verranno i nostri” auguriamoci che ovunque prevalga il buonsenso.

Per dare un volto a quel…”prima i nostri”…che si sente echeggiare anche in Gran Bretagna bisogna forse tornare un pò indietro,tipo agli anni ’80 quando la sigra Thatcher era appena entrata in servizio e se la prendeva con i sindacati.

Erano anni in cui si incominciava a sentir dire che agli inglesi alle 17 in punto cadeva la matita ovunque essa fosse e finiva sul tavolo dell’ufficio,quando i tedeschi non erano da meno e smettevano alle 16 per andare per i fatti loro e noi sudisti invece restavamo al lavoro sino alle ore 20 o giù di lì quando non ci toccava anche il sabato mattino.

Se leggete quanto il solito Biagi vide in quegli anni da corrispondente a Londra viene più facile capire tante cose.

Ci provo di riassumere.

L’intervistato è Anthony Burgess scrittore,autodefinitosi comunista,poi socialista ed infine anarchico cattolico,musicista e insegnante con una laurea in letteratura e filologia e dopo una diagnosi sbagliata per un cancro che non aveva terminò scrittore.Ricordiamo di lui Arancia Meccanica.

Secondo l’intervistato il domani britannico sarebbe stato di una vita di lavoro e di televisione,oggi superata da internet,e in mezzo ad una società non troppo intelligente perchè l’intelligenza era un prodotto poco ricercato.

Risalendo agli anni ’60 citava un certo nuovo comportamento della gioventù la quale vive per l’attimo in quanto è ciò che viene imposto dal sistema.

Non è infatti possibile risparmiare del denaro,diviene ridicolo metterlo in banca perchè perde di valore e bisogna spendere tutto subito,il domani sarà peggio.

(La sterlina casualmente oggi proseguendo la sua svalutazione è al punto più basso da trentanni contro dollaro ed euro).

Godiamo il più possibile diviene buona non solo per inglesi ma anche come formula da esportazione per l’Italia gli USA e tutti gli altri.

In quanto ai perchè delle varie crisi insiste col dire che non si tratta di motivi politici o causa di partiti,i partiti esistono ma non sono molto importanti.

Ciò che conta invece è il confronto tra il governo e il sindacato,qualsiasi governo esso sia,conservatore come laburista.

Quanto viveva la Gran Bretagna in quegli anni finirà con l’essere una vittoria totale del proletariato.

In GB i sindacati hanno vinto,la conquista sindacalista c’è stata e non importa chi sia l’inquilino di Downing Street,non fa nessuna differenza.Ciò che i lavoratori vogliono è più denaro,i loro diritti e meno lavoro.

Ma non pensano affatto all’avvenire del Paese.

Questo è lo stato sindacale riportato da Biagi intervistando Burgess.

Nessuna libertà individuale bensì solo più una libertà collettiva.

Libertà collettiva per trattare,per minacciare e per scioperare.

+

Theresa May ha stupito la platea cittando fra i suoi punti di riferimento non solo Churchill e Thatcher, ma anche lo storico leader laburista Attlee.  (Keystone)

Brexit, due obiettivi per May

La premier britannica chiude il congresso conservatore promettendo attenzione per imprese e operai

mercoledì 05/10/16 17:53 – ultimo aggiornamento: mercoledì 05/10/16 20:51

Il Partito conservatore deve restare paladino del libero mercato, ma deve diventare più aperto al sociale adottando una nuova politica favorevole alla classe operaia che il 23 giugno ha votato per la Brexit.

Ad annunciare il cambiamento di rotta per i tories è stata la premier Theresa May che, chiudendo il congresso di Birmingham, si è distanziata dal suo predecessore David Cameron.

La prima ministra, dalla tribuna, ha annunciato che per il futuro intende garantire alle imprese del paese la “massima libertà di commerciare e di funzionare in seno al mercato unico” e viceversa.

Questo, ha sottolineato, non significa però che per raggiungere l’obiettivo, la Gran Bretagna, durante le trattative per l’uscita dall’UE, sarà disposta a “abbandonare di nuovo il controllo sull’immigrazione”.

Con le sue parole, secondo gli analisti, Theresa May ha cercato di rassicurare dopo i contraccolpi causati negli ultimi giorni dalla prospettiva della cosiddetta “hard Brexit”, il divorzio fra Londra e Bruxelles con l’esclusione dello Stato d’oltremanica dal mercato unico.

Diem/Reuters/ATS

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http://www.rsi.ch/news/mondo/Brexit-due-obiettivi-per-May-8116840.html

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