politici dell’est allo sbaraglio

Migranti alla frontiera ora chiusa – Il premier Orban (reuters)

Il referendum sui migranti

Ungheria al voto: il Governo contrario al piano di ricollocamento proposto da Bruxelles

venerdì 30/09/16 18:40 – ultimo aggiornamento: sabato 01/10/16 19:02

I cittadini ungheresi sono chiamati alle urne domenica prossima per dare il loro accordo al piano europeo per la ricollocazione dei richiedenti asilo deciso dall’Unione Europea. Il referendum è stato promosso dal Governo conservatore del premier Viktor Orban, risolutamente contrario ai piani di Bruxelles e fautore dei respingimenti alle frontiere esterne, in nome della “difesa dell’Europa cristiana”.

Il Governo – che lo scorso anno ha sigillato il confine con la Serbia con reti metalliche e barriere di filo spinato – si è impegnato in una massiccia e costosa campagna a favore del no. L’esito della consultazione è scontato, non invece il raggiungimento della soglia minima del 50% affinché la consultazione abbia effetto vincolante.

Ungheria al voto – La bandiera davanti al Parlamento

Una mossa in vista delle elezioni del prossimo anno

Il referendum è soprattutto il gesto politico di un leader, il carismatico e controverso Viktor Orban, che vuole mantenere alta la propria legittimità e quella del suo partito Fidesz, in previsione delle elezioni del prossimo anno. Ma Orban ha anche progetti più ambiziosi: insieme ad altri movimenti ideologicamente vicini, in altri paesi soprattutto ad Est, vuole dare vita ad una “rivoluzione illiberale”.

Pochi anni fa quasi nessuno fuori dall’Ungheria avrebbe saputo indicare il nome del premier ungherese. Oggi Viktor Orban è il punto di riferimento delle destre anti-immigrazione di quasi tutta l’Europa.

Tomas Miglierina

http://www.rsi.ch/news/mondo/Il-referendum-sui-migranti-8074021.html

Ungheria al voto sui migranti

rassegnaOtto milioni di ungheresi sono chiamati in queste ore a rispondere con un si o un no al referendum sul piano di redistribuzione dei migranti tra i Paesi Ue voluto da Bruxelles. Un referendum definito “ostentatamente xenofobo” da molti, e voluto dal presidente Viktor Orban per consolidare la sua forza, riporta La Stampa. Il Corriere sottolinea come la campagna per il no al referendum sia stata appoggiata dall’estrema destra, con bande di filonazisti in strada che dicevano alla gente: “anche i terroristi del Bataclan erano migranti”. A tratteggiare poi un quadro della situazione ungherese, la filosofa ungherese Agnes Heller: intervistata dal Corriere, Heller, scampata durante l’occupazione nazista alla deportazione e che nella Shoah perse il padre, spiega che Il governo di Orban “ha creato un’oligarchia legata da logiche clientelari che salda potere e corruzione e nega lo stesso principio capitalista del libero mercato. Sfugge alla frustrazione solo chi conserva memoria della vita priva delle libertà fondamentali. Tuttavia negli ultimi sei anni le libertà si sono progressivamente deteriorate nel mio Paese, una liberaldemocrazia con elementi sempre più illiberali”.

http://moked.it/blog/2016/10/02/ungheria-al-voto-sui-migranti/

Daniel Reichel twitter @dreichelmoked

(2 ottobre 2016)

Chi desidera approfondire il tema dell’interscambio umano e di quello mercantile tra l’Europa ed il Vicino Oriente può leggere l’articolo citato in basso prelevato integralmente da wikipedia.

Regno di Gerusalemme

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Baldovino I, primo re di Gerusalemme (11001118)

Il regno di Gerusalemme era uno degli Stati crociati costituiti nel Vicino Oriente in seguito alla prima crociata nel 1099. La caduta di San Giovanni d’Acri, nel 1291, ne decretò l’estinzione.

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