oltre le più rosee aspettative

Nuova vita per la farina bóna

Un prodotto onsernonese dimenticato e riscoperto, alla conquista dei palati non solo svizzeri

martedì 27/09/16 06:06 – ultimo aggiornamento: martedì 27/09/16 06:06

Dimenticata, la farina bóna, tipico prodotto della Valle Onsernone, negli ultimi anni sta lentamente tornando alla ribalta, grazie soprattutto alla tenacia di alcuni imprenditori, tra cui Ilario Garbani. Se in passato era un alimento utilizzato prevalentemente per arricchire la dieta povera degli Onsernonesi, oggi è diventato un prodotto di nicchia, sempre più richiesto e ricercato per confezionare gelati, biscotti o creme da spalmare.

Ilario Garbani(©Ti-Press)

Realizzata attraverso la macinatura molto fine del mais tostato, la farina bóna viene apprezzata non solo in Ticino, ma anche oltre oltralpe e, sempre più, oltre confine. “Grazie a manifestazioni come il Salone del Gusto di Torino riusciamo a farci conoscere anche al di fuori della Confederazione”, racconta il produttore ticinese,, che in merito ricorda: “Non è facile esportare e promuovere il nostro progetto, anche perché siamo piccoli produttori confrontati con mille problemi, tra cui quelli di spedizione e sdoganamento. Si cresce sì, ma molto lentamente…”.

Segnalata e accolta nell’Arca del Gusto nel 2001, la farina bóna è diventata presidio Slow Food nella primavera del 2008, grazie alla firma di un disciplinare di produzione, redatto secondo le direttive dell’organizzazione. E proprio l’ultima edizione del Salone del Gusto nel capoluogo piemontese, conclusa lunedì, è stata l’occasione per conoscere meglio questo prodotto tutto ticinese che, è proprio il caso di dirlo, sta riscoprendo una seconda giovinezza.

Lino Bini

Salone del gusto, vetrina importante

Il Salone del gusto di Torino è una vetrina importante per molti prodotti e produttori. Dal 1996 la rassegna biennale, che è cresciuta negli anni con Slow Food e Terra Madre, ospita puntualmente migliaia di “contadini e artigiani del cibo”, provenienti da oltre 150 paesi. “Cifre esatte non posso darne ma da quanto abbiamo potuto appurare quest’anno abbiamo superato il milione di visitatori”, sottolinea Daniele Buttignol, segretario generale di Slow Food, che in merito all’edizione di quest’anno aggiunge: “Siamo felici poiché siamo andati oltre le più rosee aspettative…”.

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