le città del futuro

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La cinta delle mura di Montagnana (Padova) è rimasta intatta

Alt!…

di qui non si passa.

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Sì ci sono stato per una rapida visita e ne è valsa la pena.

Ma parliamo di  un mondo come era nel Medio Evo o giù di lì e se volete il primo sito a caso su cui mi è caduto l’occhio con la storia delle mura ve lo passo d’immediato:

http://www.magicoveneto.it/Padovano/Montagnana/Montagnana.htm

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Quando non si sa come giustificare tante sciocchezze c’è il solito capro espiatorio pronto:ovvero citare Israele ed il suo muro senza alcun riguardo per quella che è una situazione permanente di pericolo di vita per i cittadini israeliani quando non di peggio,ovvero uno stato di mezza belligeranza continua.

Vederla giusta la situazione che si è venuta a creare in Europa è stra- maledettamente difficile.

So solo che incontrando due profughi africani gli ho detto ciao…e mi hanno risposto…ciao,poi al di dove venite…non hanno capito una sillaba e se ne sono andati senza rispondere.

Temo che non vadano a scuola di italiano nell’intervallo quotidiano perchè non si sa quasi nulla di loro,io in particolare.

Ma ricordo quando il missionario vercellese padre Giuseppe Minghetti che si trovava in Rwanda nel bel mezzo di una guerra civile venne evacuato con tutta la missione ed atterrò a Roma dove i suoi ragazzi ebbero le prime cure del caso.

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Il Padre Giuseppe Minghetti in una foto di qualche anno fa.

Poi si trasferirono a Vercelli dove ci fu un concorso di volontariato sotto la sua guida per mettere un pò di ordine tra giovani e meno giovani che non parlavano una parola di italiano e che avevano bisogno di tutto.

Se la memoria non mi fa cilecca dopo un certo periodo una prima tranche di rwandesi,i più anziani,se ne tornò a casa sua quando le condizioni lo permisero,mentre gli altri restarono da noi sinchè la situazione del dopoguerra in Africa non permise di trovare genitori o parenti di questi profughi di cui bisogna anche dire che una buona parte era handicappata e minorenne.

Un bel giorno con il sindaco in testa questa piccola popolazione africana si imbarcò in aereo e se ne tornarono tutti a casa loro senza lasciare in giro tutte le disgrazie di cui oggi sentiamo parlare.

Alcuni vennero presi in affidamento dalle nostre famiglie e vivono ancora oggi tra di noi.

Non ci furono scandali e col senno di poi mi pare che tutta l’operazione oltre a salvare delle vite umane fu seguita con molta attenzione dalle varie organizzazioni di volontariato e dalle autorità comunali.

Il tutto durò alcuni anni dopodichè il problema fu risolto.

Non si costruirono muri,nessuno annegò,non entrarono nel mezzo passatori ne cooperative.

Vedete dunque un pò voi.

Il fatto che sia un pò di fretta nello scrivere non vuole dire che la faccia troppo facile o non siano fatti veri quelli che vi conto.

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Sono migliaia i migranti accampati nel campo soprannominato Giungla (archivio)(reuters)

Londra vuole un muro a Calais

La Gran Bretagna è pronta a spendere due milioni di sterline per una barriera anti-immigrati

mercoledì 07/09/16 15:36 – ultimo aggiornamento: mercoledì 07/09/16 21:11

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Un nuovo muro si prepara a fare la sua comparsa in Europa. Secondo la BBC, che cita il sottosegretario per l’immigrazione Robert Goodwill, la Gran Bretagna è pronta a finanziare la costruzione di una barriera lungo l’autostrada che arriva al porto francese di Calais, per fermare i migranti che cercano di salire a bordo dei camion diretti in Inghilterra.

La costruzione del “grande muro di Calais”, così è stato soprannominato dai media britannici, dovrebbe iniziare ”molto presto”; sarà alto quattro metri e correrà per un chilometro lungo i due lati dell’arteria stradale vicina al campo soprannominato “Giungla”, dove vivono migliaia di migranti.

Secondo le stime il progetto dovrebbe costare 1,9 milioni di sterline e fa parte di un pacchetto di misure (per 17 milioni) del governo britannico per meglio controllare i confini gestiti insieme alle autorità francesi.

ATS/M.Ang.

e Correlati su:

http://www.rsi.ch/news/mondo/Londra-vuole-un-muro-a-Calais-7982795.html

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