il gelato ieri sera ce lo siamo pappato a casale monferrato

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Il sig.Giulio Castagnoli direttore artistico della rassegna mentre introduce il concerto di ieri sera.

05/09/2016 09:40

“Suono e Segno” alla Sinagoga di Casale

Casale-Sinagoga — Tra i tanti meriti che può annoverare il ciclo di concerti “Suono e Segno” alla Sinagoga di Casale c’è anche di averci fatto scoprire, domenica 4 settembre, la musica e la vita del compositore ungherese Gyorgy Kurtag.

“I suoi colleghi dicevano che quando c’era lui la musica nasceva da sola” ricorda il Giulio Castagnoli, direttore artistico della rassegna, e in effetti sembra quasi che le note sgorghino da sole dal pianoforte, suonato con estrema naturalezza da Maria Grazia Bellocchi. Dovrebbe essere lei la protagonista: oltre a un curriculum di tutto rispetto, ha un tocco preciso, ma multiforme come la musica contemporanea richiede, capace di essere tagliente e percussivo, ma anche di diventare un arpa “mistica” con cui legare meravigliosamente le frasi più dolci di Kurtag alla romanza senza parole di Mendellsohn. Il compositore però affascina più dell’esecutrice. La serata è dedicata a lui in quanto ebreo e non solo di nascita come Mendelssohn, con cui divide il programma in un suggestivo alternarsi, lo è in ogni nota, comprese quelle biografiche.

I suoi genitori sono stati uccisi dai nazisti con il metodo usato per la maggior parte degli ebrei ungheresi, vale a dire legati a due a due, trapassati da un unica pallottola e gettati nel Danubio. Kurtag riesce a vivere e studiare, dopo gli influssi di Bartok, si innamora della musica di Anton Webern, elabora una scrittura innovativa influenzata dalla scuola viennese. Basta vedere la prima pagina del suo “perpetuum mobile”, dove non compare neanche una nota, o misurare la durata di un suo brano (raramente come in Webern si superano i due minuti).

Ha un amico Kurtag: è Gyorgy Ligeti, il compositore, che ha il suo stesso passato e un futuro simile di esilio al suo dopo la rivolta di Budapest del 1956. Tra i brani presentati domenica c’è ne uno intitolato Ligatura e dedicato proprio all’amico. Ma tutta la musica di Kurtag è fatta di ricordi, evoca in piccoli ritratti, uomini, luoghi ed eventi. Magari è un omaggio a Schubert con una citazione un po’ cubista (che nel programma si collega in modo perfetto alla Gondoliera Veneziana di Mendelsssohn) o il ritratto di altri compositori contemporanei, magari si intitola “Reticent Question” ed è al limite dell’astrattismo, ma alla fine si intuisce che questo recuperare frammenti di memoria per ricombinarli e affidarli a una frase musicale è profondamente ebraico. Frasi che sono chiuse su se stesse, semplici ma finite: piccoli sassi sonori da deporre su un tomba con la stella di David.

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La concertista signora Maria Grazia Bellocchi

Il bis è particolarmente divertente: un trasfigurato omaggio a Scarlatti, seguito da un brano di Scarlatti e un fragoroso omaggio a Ciaikovsky abbinato a specularmente a quello originale del compositore Russo che evidenzia il gioco di citazioni e deformazioni della musica di Kurtag.

alberto angelino

http://www.ilmonferrato.it/news.php?NEWUUID=19D3BB70-E3E9-4F74-B03D-C08F9EAC8DFB

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