auguri e buon lavoro

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da sin.il sig.Vincenzo Scardigno il sindaco di Vercelli sigra Maura Forte Antonio Franzetti Gian Piero Prassi Gian Piero Castiglioni Ezio Balliano ripresi al piano rialzato dello Studio d’Arte 256.

COMUNICATO STAMPA

Tel. : 0161.213127 Agli Organi di Informazione

Cell.: 349.2199321 Loro Sedi

RIPRENDE CON LA DIREZIONE ARTISTICA DI VINCENZO SCARDIGNO LA STAGIONE ESPOSITIVA ALLO STUDIO D’ARTE 256 DI VERCELLI – PRIMO APPUNTAMENTO L’INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA DEI MAESTRI LOMBARDI GIAN PIERO CASTIGLIONI E ANTONIO FRANZETTI CHE PRESENTANO BOZZETTI, SCULTURE IN BRONZO, INCISIONI E OPERE PITTORICHE TRIDIMENSIONALI ALLA RICERCA DI UN EQUILIBRIO TRA “PITTURA E SCULTURA”.

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Un numeroso e qualificato pubblico ha accolto sabato pomeriggio preso lo Studio d’Arte 256 di Corso Libertà a Vercelli l’inaugurazione della mostra “TRA PITTURA E SCULTURA”, che ha avuto come protagonisti, in un sodalizio artistico più che non in una collettiva, Gian Piero Castiglioni e Antonino Franzetti, affermati maestri dell’arte contemporanea che vivono e operano nel varesotto.

Nell’accogliere i visitatori il pittore Ezio Balliano, titolare dello spazio artistico ha voluto sottolineare l’importanza di aprirsi al mondo dell’arte creando occasioni come questa di incontro e confronto fra artisti provenienti da realtà culturali ed esperienze diverse ed in grado di proporre moduli espressivi originali. In quest’ottica di sviluppo e rinnovamento è stato presentato il nuovo direttore artistico della Galleria che sarà Vincenzo Scardigno, profondo conoscitore del mondo dell’arte oltre che artista egli stesso e promotore di importanti iniziative culturali.

All’inaugurazione era presente il Sindaco di Vercelli, Maura Forte, che nel suo indirizzo di saluto ha espresso vivo apprezzamento per gli artisti e le loro opere dando rilievo all’impegno profuso dagli organizzatori per farli conoscere ad un pubblico sempre più vasto contribuendo a far crescere Vercelli come “Città d’Arte”.

Degli aspetti più eminentemente artistici della mostra ha parlato il Giornalista e critico Gian Piero Prassi che ha colto la forza espressiva dei bozzetti preparatori e la drammaticità delle figure contorte e ferite scolpite nel bronzo di Franzetti e il desiderio profondo di liberare l’ispirazione dai vincoli dei materiali, delle forme e dei colori di Castiglioni.

Ad una analisi più approfondita Antonio Franzetti pone al centro della sua ispirazione artistica la figura umana, con i suoi sentimenti, emozioni e stati d’animo, mostrandone la precarietà dell’esistenza. Le sue opere fanno riflettere, ci parlano dei tormenti, e, in una lettura di marcata impronta espressionista, della condizione umana. L’artista esalta la spontaneità dell’ispirazione nell’esasperazione di un linguaggio incisivo, immediato e fortemente drammatico, attraverso una violenta deformazione di corpi contorti e sofferenti, feriti da profondi squarci irregolari, alla ricerca di quello che è nascosto e intimo: cifra che identifica in maniera inconfondibile lo stile e la personalità dell’artista. Paure ma anche fiducia nel futuro, cogliendo nei volti tutta la bellezza e il dramma dell’umano, l’intima tensione del nostro essere tra terra e infinito, per riemergere dalle tenebre e andare incontro alla speranza di una nuova vita.

Anche il secondo protagonista di questa interessante proposta artistica, Gian Piero Castiglioni, interviene sulla materia, la esplora, la lavora: utilizza legno, sabbie, terre, lamine metalliche, piccoli e grandi oggetti di uso comune, materiali poveri che assurgono a dignità artistica in virtù del gusto compositivo e dell’ispirazione dell’artista. Il gesto creativo interviene a dare vita ad una composizione ben amalgamata che guida l’osservatore in un viaggio dove le sensazioni divengono materia, qualcosa che si tocca, che ha forma, consistenza e colore, sorprendendo con l’effetto cromatico di forte impatto visivo delle ampie campiture di tonalità intense armoniosamente accostate. Anche la luce diviene materia in costante movimento ed arricchisce il quadro con i suoi chiaroscuri…il quadro perde la concezione di immobilità grazie alla mutevole incidenza della luce sulle superfici intensamente materiche, luce che cambia nelle pieghe, nei pieni e nei vuoti, imprimendo dinamismo alle opere e portando lo spettatore a scoprire un’emozione nuova ad ogni sguardo.

Due artisti di grande sensibilità e dalla personalità spiccata, che giungono insieme, convergendo lungo percorsi paralleli sulla strada maestra dell’arte, a quello che dell’arte è lo scopo finale: creare emozioni.

Michele Catalano

LA MOSTRA CONTINUERA’ FINO AL 24 SETTEMBRE PRESSO LO STUDIO D’ARTE 256 IN CORSO LIBERTA’256 A VERCELLI CON INGRESSO LIBERO TUTTI I GIORNI DALLE ORE 16,00 ALLE 19,30.

1Antonino Franzetti - meditazione

A.Franzetti,meditazione

2Inaugurazione 2

GP Castiglioni

3Franzetti_Castiglioni Inaugurazione 1

una vista del piano terra dello Studio d’Arte 256

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