una boccetta e via

aBristol-88

E allora…me l’a sta ‘l cit?…chiesi alla nonna del bambino e lei mi rispose:

L’hanno finalmente ricoverato quasi disidratato e che moriva, e trattato come si doveva in ospedale se l’è cavata,grazie al cielo.

Fu in un’estate credo di una ventina di anni fa quando chiesi un giorno di ferie per il venerdi di quella settimana che forse volevo trascorrere in piscina e poi mi arriva una telefonata da un amico che mi chiede se posso accompagnarlo in Costa Azzurra da un medico francese già che il neo-nato suo ultimo erede di quattro tra figli maschi e femmine soffriva non ricordo bene se di dissenteria o qualcosa di similare e che in breve stava male.Molto.

Nessuno in casa parlava francese e di me si fidavano.

Il giorno di ferie era prenotato per cui fissammo di partire il venerdi.

Le domande le posi strada facendo e saltò fuori che un medico di dove abitava questa famiglia aveva raccomandato di trattare il bambino non con la medicina tradizionale ma bensì con delle boccette piene di foglie di ortica e di altri vegetali che a dire il vero tutti non ricordo.Non so se c’erano forse anche dell’aglio,carote,ed una spruzzata di cipolla più origano.

Mancando l’approvvigionamento di questi pseudo farmaci in Italia andavamo da un medico francese per un consulto già che anche lui seguiva queste terapie dopodiche saremmo passati in farmacia o in una parafarmacia sempre in Francia per approvvigionarci del prodotto.

Forse fu a Mentone dove eravamo diretti o nei paraggi.

Faceva un caldo boia quel mattino ed il bambino era pieno di sfoghi sulla pelle e piangeva poverino,forse ci scambiammo alcuni pareri in auto durante il viaggio e la mamma era la più inferocita nel senso che credeva ciecamente nel modo nel quale il suo bimbo veniva non curato e guai a dirle il contrario come già i familiari avevano provato a fare.

Il papà come tutti i padri si dedicava più al lavoro che non altro perchè la famiglia era grande e tutte le altre bocche funzionavano a dovere,anche quella della suocera che viveva con loro e che come poi ebbe modo di contarmi era disperata da certe prese di posizione in casa sul nuovo metodo del medico curante per trattare il nipotino piccolo,al cit.

Pare infatti che fosse malato già da qualche tempo ma che si fosse messo di mezzo un medico appunto pratico di queste nuove teorie che affermano come le ortiche fanno bene per non dire meglio anche dell’aspirina,ma di progressi non se ne erano mai visti,anzi ben il contrario.

Io non sono laureato in medicina e non ne sapevo nulla ma ascoltandoli ebbi modo di documentarmi.

In fondo sono pur sempre figlio di un chimico che di formule per fare le medicine un poco se ne intendeva.

Per l’intanto il medico che voleva usare le ortiche lo portano a processo di questi tempi… per un altro caso,dove il paziente ci ha però lasciato giù la pelle.

Dubbi o meno,arrivati dove si doveva andare si va all’appuntamento e faccio da interprete ponendo le domande per conto della madre e rispondendo come mi istruiva il medico francese all’istante.

La mamma che la si vedeva in affanno mi pareva cascata in questa trappola forse per ingenuità.Lei ci aveva creduto al luminare italiano mentre invece aveva un pelo di diffidenza nei confronti del collega francese per ragioni di lingua e mi rendeva tutto più difficile,ma d’altro canto anche lei la poverina che poteva fare d’altro se non prendersela con tutti già che il bimbo peggiorava a vista d’occhio e perdeva peso?

Digli anche questo …cosa dice! cosa ha detto!…avrà capito bene?…sei sicuro?…io non lo so se potevo creare un dialogo tra loro per quanto cercassi di rendere tradotto al meglio quanto si dicevano;ma la cosa che più mi venne da riflettere tra uno scambio e l’altro era che prendere le ortiche era probabilmente sì un rimedio ma ci voleva il suo bel tempo per guarire rispetto ai farmaci tradizionali,forse lo insinuò il medico francese per cui mi pareva di capire che prima che il tutto avesse fatto effetto,forse il piccolo se ne sarebbe andato all’altro mondo.

I farmaci normali dicono che non fanno bene alla salute,ma si prendono di solito quando uno sta già male non quando uno stà ancora bene e curare un bimbo che si disidrata con le erbe magiche lo poteva portare al cimitero come seppi poi dalla famiglia, quando li rividi.

Io di bimbi non ne ho e in questo caso per fortuna non ho neppure la moglie che si incazza col marito per il bimbo che sta male ed invece di portarlo in ospedale da un pediatra lo porta a visitare da un generico che si comporta da santone e che forse se ne intende poco,ma non vuole ammetterlo dinanzi al paziente.

Conoscendola per una signora un pò nervosa ed ansiosa la prendevo con la dovuta diplomazia durante il viaggio in auto per non urtare la sua suscettibilità.

Io sono fumatore e non potevo fumare in auto,non potevo fermarmi in autostrada per accendere una sigaretta all’aria perchè avevamo fretta,faceva un caldo boia ed il bimbo ne soffriva,il marito guidava rapido per potere poi rientrare a casa in serata e mi ero preso un bel fardello gratis sulle spalle nel senso che non puoi discutere con chi parte per un’impresa a rischio lasciando il buonsenso però a casa.

Andammo anche insieme in farmacia a prendere nuove boccette di prodotti vari che sarebbero serviti al rientro in patria e che non costavano poco, e poi nel pomeriggio tardi finì anche questa obbligazione.

A casa loro ebbi modo di conversare con più calma con la nonna materna del pargoletto con la quale avevo sempre avuto un buon rapporto e mi raccontò per filo e per segno che i due genitori avevano dato di matto soprattutto la figlia,e che entrambi erano divenuti succubi del medico curante che si era infilato in questa faccenda e non ne voleva sapere di mollare la presa.

(Per evitare che lo si riconosca la prendo come si dice alla larga).

“Sono dei matti” si sfogava con me la povera anziana…il bambino sta male da tempo e vogliono curarlo con delle medicine che non servono a un fico secco invece di portarlo in ospedale.

Così si azzardava a dirmi con l’esperienza che so dei suoi 70-80 anni di età.

Finito il mio compito per quella sera me ne andai,non servivo più e mi sarei poi tenuto informato telefonicamente ma un altro parente che gentilmente mi accompagnava in auto a casa ebbe modo di dirmene di tutti i colori sul medico che si era messo in mezzo e sulla secondo lui dabbenaggine dei due coniugi che se l’erano mandata tutta giù.

In breve si erano messi in casa un Rasputin che aveva stregato la famiglia,salvo l’anziana suocera secondo il suo parere,ed io che potevo aggiungere?

A volte cerchi di mettere pace o di fare ragionare le parti in lite e ti trattano a pesci in faccia per cui visto il nervosismo esistente forse era buona idea di squagliarsela con la maggior velocità.

Ma grazie al cielo che c’erano ancora la sorella della moglie ed il cognato che avevano i piedi ben in terra così come l’altra suocera,la mamma del papà del bimbo.

Infatti,pochi giorni dopo quest’ultima che conosceva bene anche il medico…visto come andavano le cose intervenne e già che aveva un cipiglio da essere obbedita gridò un…Il bimbo adesso deve andare in ospedale! E terminò la storia.

Passerà che dico un mesetto e mi invitano di domenica a pranzo dicendomi che il bimbo sta ora bene e che si è recuperato.

Domando come sempre alla solita nonna e mi conta che visto il continuo deperire del bambino finalmente la consuocera era riuscita a fare breccia nella testa della genitrice e l’aveva persuasa a portare il bimbo rapidamente al pronto soccorso prima che tirasse le cuoia.

In ospedale lo trattano come va trattato e se la cava in breve tempo.

+

Ma non tutti ne sono venuti fuori vivi…come scrivono i giornali di casi in giro similari.

Occhio alle novità…quando si tratta della pelle,mi viene voglia di aggiungere.

Non lamentatevi troppo della sanità nostrana in generale che ci sono casi ben peggiori in circolazione e di cui si sa molto poco.

Il bambino oggi è un uomo e non lo vedo da tempo ma lo ricordo ancora grandicello che mi sorrideva contento di avere fatto una gita in auto con me mentre ero imbufalito con sua madre.

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