brexit ed affini

Non è detto che la scelta di fare un referendum un domani non possa dare dei risultati inaspettati già che col senno di poi sono piene le fosse.

Quanto vogliamo evidenziare se mai è stata la volontà di farlo ora,in un momento cioè nel quale non pare ci sia Paese che vada esente da mille grane ed un popolo che va a votare non con la esperienza necessaria per affrontare un tema simile ovvero mi pare discutibile la decisione di affidare alle urne l’andare via da Bruxelles o meno.

Avrebbe dovuto pensarci il Parlamento e poi passare alle urne popolari per chiederne conferma.

Ma è solo un punto di vista che nasce dal dispiacere di vedere la Gran Bretagna fuori dall’Unione avendola conosciuta quando ancora discutevano se entrarci o meno.

Gli altri articoli presentano delle visioni differenti ma reali di un’Europa che non unita presenta il fianco a chi unito è.

Vedi gli USA e la Cina che ovviamente hanno interessi in parte contrastanti ai nostri e che sono in grado di imporsi proprio grazie alle nostre divisioni interne sempre pronte a saltare fuori.

Per dirvela in maniera semplice un tavolo non sta in equilibrio senza almeno tre gambe.

E noi oggi non siamo una gamba.

Per cui forse questa è la ragione per la quale tanti fatti spiacevoli avvengono.

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La nave museo Belfast ormeggiata sul Tamigi dinanzi il London Bridge 

La Brexit non dispiace ai custodi dell’euro – di Lorenzo Amuso

Londra come Berlino Ovest

Il Regno Unito nel dopo Brexit (2) – Obiettivi puntati sulla City. 300’000 posti di lavoro a rischio

mercoledì 10/08/16 06:05 – ultimo aggiornamento: mercoledì 10/08/16 06:05

La prima reazione, pochi giorni dopo il voto, è stata di sconcerto, ansia e  risentimento. Verso il resto dell’Inghilterra, che si era espressa in maniera opposta. Rimarcando la distanza siderale che la separa dalla sua capitale. La quale – come la Scozia e l’Irlanda del Nord – aveva votato per restare nell’Unione. Troppo multiculturale e multietnica Londra per allinearsi alla retorica anti-immigrazione.

Londra per restare nell’Unione

Così, mentre la petizione per un secondo referendum raccoglieva inutilmente oltre quattro milioni di adesioni, per le vie londinesi sfilavano in decine di migliaia contro la Brexit. Manifestazioni per riaffermare la propria vocazione di città globale, cresciuta e prosperata grazie anche al contributo del Continente. Una consapevolezza che ha portato Londra ad essere l’ultimo bastione del fronte “Remain”, con una percentuale generale attorno al 60%, in alcuni quartieri dell’est attorno addirittura l’80%.

Isolata nell’euroscetticismo

Oggi Londra appare una megalopoli accerchiata, e rischia di subire un futuro che non ha potuto scegliersi. Il primo indicatore di un malessere che comincia a serpeggiare è stata la svalutazione del mercato immobiliare. Soprattutto nelle zone più prestigiose ed esclusive, un tempo appannaggio degli investitori internazionali, la flessione dei prezzi è risultata repentina. L’incerto domani che attende Londra ha congelato i capitali stranieri che ora si interrogano anche sul futuro della City, propulsore economico della città.

Quale futuro?

Fioccano allora i possibili scenari, tra chi è convinto che nulla cambierà e chi immagina una ri-nazionalizzazione della capitale, ovvero una Londra autarchica in chiave britannica. C’è anche chi teme una fuga di massa, un violento declino come quello subito da Detroit, e chi ottimisticamente auspica un modello stile Singapore, una città-stato che domina la finanza mondiale. Più probabilmente Londra conserverà la sua identità europea e internazionale, circondata da una nazione euroscettica. Come Berlino Ovest nella Germania Est comunista.

Lorenzo Amuso

http://www.rsi.ch/news/mondo/Londra-come-Berlino-Ovest-7846193.html

Un momento della messa sul San Gottardo(VL)

“Non isoliamoci”

Il vescovo di Lugano Valerio Lazzeri, sul San Gottardo invita i fedeli ad “aprirsi all’altro”

lunedì 01/08/16 15:05 – ultimo aggiornamento: lunedì 01/08/16 20:18

Nonostante le avversità del tempo, sono stati numerosi anche quest’anno i fedeli e i semplici curiosi, che hanno voluto prendere parte alla tradizionale Messa sul Passo del San Gottardo del 1° d’agosto. Una tradizione che si rinnova dal 2000, nel cuore della Svizzera.

Un momento della messa sul San Gottardo

“L’essere umano non è fatto per vivere isolato, separato dagli altri e chiuso nel proprio mondo. Certo, le tracce negative e le ferite lasciate nel nostro cuore dalle delusioni, dai fallimenti e da tutte le disgrazie che capitano nella vita, possono a volte bloccarci, indurirci, ripiegarci su noi stessi”, ha ricordato, il vescovo di Lugano Valerio Lazzeri.

“Eppure, quando arriva una ricorrenza come quella di oggi, con un po’ di onestà e di coraggio, scopriamo di avere nel profondo un insopprimibile fame di comunione, una sete di incontri veri, un’aspirazione radicale a essere in relazione, ad amare ed essere amati o, perlomeno, a essere accolti, rispettati, stimati. Ci rendiamo conto che l’essenza dell’umano è un desiderio che ci fa aprire all’altro, ce lo fa aspettare e desiderare”, ha aggiunto.

bin

http://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Non-isoliamoci-7817984.html

Johann Schneider-Ammann a Bussy-Chardonney (keystone)

“Dobbiamo rimanere uniti”

Schneider-Ammann ricorda: “Per il benessere del paese puntare su formazione, innovazione e indipendenza”

lunedì 01/08/16 13:13 – ultimo aggiornamento: lunedì 01/08/16 13:37

“Un paese, tre solidi pilastri: formazione, innovazione e indipendenza; sfruttiamoli per favorire benessere e prospettive della Svizzera”. Questo, in sintesi, è il messaggio lanciato dal presidente della Confederazione, nella sua allocuzione del 1° agosto.

Durante il suo discorso, Johann Schneider-Ammann si è rivolto ai cittadini come presidente, ma anche in qualità di ministro dell’economia, della formazione e della ricerca.

Non solo, il consigliere federale ha colto l’occasione per affrontare pure il tema della sicurezza sottolineando: “Dobbiamo rimanere più che mai uniti”. Ascolta l’allocuzione integrale di seguito.

RG/bin

Video e correlati su:

http://www.rsi.ch/news/svizzera/%E2%80%9CDobbiamo-rimanere-uniti%E2%80%9D-7817531.html

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