vale un oro olimpico?

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per noi ne vale due…

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Il Brasile è il quinto paese più grande della terra e ci vivono oltre 200 milioni di persone.Una realtà mica da ridere per chi ci vuole fare affari.Eppure tanto per farvi un esempio è stato un paese al quale noi italiani non potevamo vendere nulla di prodotti tessili nonostante i suoi vicini anche meno sviluppati invece importassero quando conveniva.

Semplicemente non c’erano permessi di importazione ed i nostri viaggiatori dovevano limitarsi a quattro scambi nel porto franco di Manaos città ubicata nella selva amazonica di dove forse a mezzo contrabbando poi la merce entrava nei grossi centri abitati.Ma erano quisquilie rispetto alle aspettative che un simile paese poteva offrire al commercio internazionale.

Certo che c’erano gli USA che forse avevano più porte aperte di noialtri e che sapevano come creare quella zizzanietta che faceva sì che gli stati del Mercosur avessero poca unità di vedute comuni e fossero sempre a beccarsi l’un con l’altro non diversamente da come succede anche a Bruxelles.Divide et impera in poche parole.

Più son piccoli i rivali commerciali più lasciali beccarsi tra di loro e gli affari li facciamo noi si saranno detti a Washington e oggi diranno uguale a Pechino.

Con la scusa delle Olimpiadi tanti politici sono a Rio e la Svizzera non è diversa dagli altri nel cercare nuovi sbocchi per la propria economia.

Il presidente della Confederazione a Casa Svizzera a Rio (keystone)

Sofferenza congiunturale

Le imprese elvetiche risentono della difficile situazione economica brasiliana e auspicano un accordo di libero scambio

domenica 07/08/16 10:52 – ultimo aggiornamento: domenica 07/08/16 11:07

Le imprese svizzere risentono della situazione economica difficile che sta vivendo il Brasile. Le speranze sono riposte ora su un accordo di libero scambio che dopo vari tentativi è finalmente alla portata di mano. “La congiuntura dà filo da torcere alle imprese qui”, ha rilevato il presidente della Confederazione Johann Schneider-Ammann al termine di un incontro con rappresentanti economici a Rio de Janeiro.

Le loro speranze sono riposte su un accordo di libero scambio con l’Associazione europea di libero scambio (AELE), della quale fa parte anche la Svizzera e sul mercato comune del Sud (Mercosur), di cui fa parte il Brasile. Il responsabile del Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR) ha discusso proprio di questo accordo con il ministro brasiliano degli affari esteri José Serra. Dialogo che il dipartimento dell’economia a Berna aveva definito “molto costruttivo”.

Non è sempre stato così. Schneider-Ammann negli ultimi anni si è pronunciato fortemente a favore di questo accordo: già durante la sua prima visita in Brasile nel 2011 aveva insistito per fare colloqui esplorativi, ma aveva ricevuto un rifiuto.

ATS/Swing

e correlati su:

http://www.rsi.ch/news/economia/Sofferenza-congiunturale-7841591.html

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