predicatori e minorenni

Inversione-di-marcia-pericolosa-su-A15-da-video-luglio-2016

Questo TIR qualche giorno fa ha fatto inversione in autostrada e dato che è rimasto filmato l’hanno preso dandogli quanto gli spettava per avere messo a repentaglio l’incolumità altrui.

Mi è sorta una domanda spontanea se l’autista in questa occasione aveva usato non tanto il cervello quanto una normale diligenza da buon padre di famiglia pensando a se e agli altri,ossia il suo prossimo.

Poi mi sono domandato se il concetto di buon padre di famiglia è uguale per tutti.

E mi è uscita questa pagina di un blog che è saltata fuori da internet.Proseguo dopo,alla fine del racconto.

La diligenza del buon padre di famiglia

Ero un amante dei film western, prima di capire la loro immane presa per il culo, che gli indiani erano cattivi e malvagi. Niente vero.

Imparai in celluloide la parola “diligenza”. La carrozza trainata da cavalli, usata come carro merci, spesso, sempre, attaccata dai pellerossa, come in “Ombre Rosse” con John Wayne, con una celebre scena di inseguimento.

Immaginatevi la mia sorpresa e il mio risolino quando sentii pronunciare questa parola in aula universitaria. Lezione di diritto romano. La diligenza. La condotta che bisogna adottare nell’eseguire un obbligo. Di più, non si deve essere solamente corretti, ma bisogna esserlo “come un buon padre di famiglia”, lo dicevano gli avi, cui bastava una stretta di mano per concludere un contratto, lo ribadisce il codice civile e ogni norma che si appella al buon senso, anche adesso che gli avvocati sono più ricercati e costosi degli idraulici. Si rompono più matrimoni che tubi, si valuta la vita umana meno che un rubinetto arrugginito.

Bisogna comportarsi avendo rispetto dell’altro, avendo una condotta irreprensibile, come se si avessero figli da proteggere, sempre. Un buon padre di famiglia non ha rispetto solo del compito da assolvere o del ruolo che ricopre, si comporta cercando di avere attenzione per l’altro. Il problema non è solo il contratto, che anche se firmato può valere carta straccia, ma quello che il non essere diligente comporta da un punto di vista penale.

In ogni caso ricorre una mancanza quando il “buon padre di famiglia” non lo è più, la carenza del rispetto del prossimo. Il non curarsi che l’altro stia bene, ma non solo per tuo animo nobile, spesso nella vita devi preoccuparti dell’incolumità altrui per il ruolo che ricopri. Per questo poliziotti anche fuori servizio non tolgono mai completamente la divisa e proteggono fuori turno e così vigili del fuoco, operatori del 118 e chiunque abbia a cuore per mestiere la vita altrui. Se non lo fai, ne risponde prima la tua coscienza se ce l’hai, se no la tua colpevolezza.

Gli accorgimenti sono semplici a volte. Per essere “diligenti” basta non fare qualcosa di egoistico o di incauto, nocivo a chi ti è vicino, basta evitare comportamenti che i latini chiamerebbero “ad minchiam”. Se tali comportamenti da genitalcefalo, consentitemi il neologismo per evitare volgarità, si sono verificati, il “padre di famiglia deve farsi il mazzo quadrato per proteggere chi aveva fiducia in lui e ridurre le possibilità di arrecare danno a innocenti. Lo dice ogni norma scritta e orale, dalla costituzione al diritto della navigazione. Evidentemente non studiato con diligenza dal comandante del “Concordia”, ma non solo da lui.

Francesco Schettino, per usare un paragone infelice e voluto col Titanic, è solo la punta dell’iceberg, le responsabilità devono essere suddivise anche con chi questa manovra da esibizionisti l’ha appoggiata anche tacitamente e a quanti prima di lui la facevano consapevoli del rischio. Era una manovra inutile a quanto pare, tanto quanto quella degli avieri americani che il 3 febbraio 1998 uccise 19 persone tranciando il cavo di una funivia solo per un gioco imbecille che consisteva nel passare sotto.

Ovviamente l’italiano medio forcaiolo si è già trasformato in esperto di diritto della navigazione, così come diventa commissario tecnico di calcio o giudice supremo di cassazione, per cui il processo è già celebrato, con la complicità di chi ha trovato l’unico colpevole e non cercherà anche tutti gli altri.

Ma oltre a essere forcaioli siamo dimentichini. Tra pochi anni a ricordare saremo uno sparuto gruppo, altri si distribuiranno in tragedie più fresche e truculente.

Dice: il comandante del Titanic è passato alla storia e fece quasi la medesima puttanata. No. Intanto era meno tecnologico e più presuntuoso, poi una volta capito lo sfondone, ha fatto come l’orchestra, è rimasto al suo posto affondando. A mio avviso il pianista ha fatto bene a non imitare i colleghi, non suonando fino a compimento del tutto e darsi prima. Lui si ha tutta la mia ammirazione. Ma più di lui il commissario di bordo Manrico Giampedroni, che ha adempiuto il suo dovere fino a rischiare la vita e restare dentro il ventre della bestia.

Qualcuno è scappato prima. Ironia della sorte non è stato l’unico, anche Diego Cammarata ha mollato da sindaco di Palermo, mentre la città affonda. Ha giustificato come gesto d’amore verso la città, poteva pensarci prima. Spero solo che il comandante Schettino non si giustifichi con lo stesso refrain per la sua fuga. Un gesto d’amore verso la nave e i passeggeri.

Blog Ettore Zanca: http://beneficiodinventario.blogspot.com/

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A questo punto io introduco quanto volevo dire per spiegare o per capire se tanta gioventù merita di finire per aria andando dietro a dei predicatori di sventura che insegnano il male spacciandolo per bene ed approfittandosi di menti o non ancora sviluppate o che hanno vissuto in una casa dove hanno avuto sotto gli occhi degli esempi che non erano da seguire.

Altro che buoni padri di famiglia,ma se non concordiamo sulla terminologia ognuno può dire che pensava di essere nel giusto.

+

Quando iniziai a scrivere su questo blog qualcuno mi fece osservare che non tutti i potenziali lettori avrebbero capito il mio ermetismo che si esplicava nel parlare con me stesso attraverso le mie costruzioni mentali che a volte possono parere ad un collage.

Io scrivo per me,era la classica risposta che davo allora.

Ma dare per scontato che tutti o quasi avessimo fatto le stesse esperienze di vita e parlato lo stesso linguaggio era sì un errore al quale ho cercato poi di porre rimedio.

Un lettore mi disse anzi una volta che non capiva nulla di quanto vi trovava da me scritto. Lo spiego, in parte  ed era vero mi succedeva di tenermi  per me quanto ritenevo potesse essere superfluo ad un estraneo per intendere le mie parole,cioè del mio ragionare ne pubblicavo una metà e l’altra metà la nascondevo nei miei anfratti celebrali,dando per scontato che tutti ne avessero accesso senza password.

A quel punto gli ho dato un giro ed iniziai a scrivere pensando innanzi tutto ad essere compreso anche da chi provenisse da segmenti di età differente così come da usi e costumi non uguali ai miei.

Il resto sarebbe venuto dopo.

Se ascolto un telegiornale succede a me quello che è successo con me ai miei lettori.

Di ricevere un messaggio scritto da qualcuno e dato per scontato che tutti lo capiscano,quando invece può emergere che non lo capisca nessuno (così da avere però la ragione sempre dalla stessa parte).

Ho trovato un commento su di un sito USA (aish.com) a proposito di un rabbino del ‘700 le cui considerazioni valgono pure oggi e giudicate voi su come lo presento.

Si tratta di Mosè Chaim Luzzatto ( Padova 1707 – S.Giovanni d’Acri 1746 -Israele) che visse una vita avventurosa e che a venti anni affermò di aver ricevuto istruzioni direttamente da un essere mistico conosciuto come il magghid. Storie simili non erano estranee ai circoli cabalistici di allora ma non se n’era mai sentito parlare da qualcuno in così giovane età.

I suoi colleghi erano affascinati dai riassunti scritti di queste divine lezioni, ma le autorità superiori dei rabbini veneziani erano molto scettiche e minacciarono di scomunicarlo.

Non succede a tanti ciarlatani che incitano a fare del male al proprio prossimo.

Ebbe buona parte delle sue opere finite bruciate dalle autorità a lui superiori ma ciò non toglie che di quello che scrisse molto fosse in parte esatto.

E ve lo trasmetto come l’ho trovato sul web:

“Ognuno di noi afferma che la pietà verso il proprio prossimo sia tra i principi basilari della vita ma del perchè sulla pietà non se ne faccia un oggetto di studio è dovuto al fatto che è un argomento talmente ovvio e conosciuto da tutti che viene dato per scontato.

Anche la giustizia è importante,lo sono pure la morale,l’onestà e la decenza caratteristiche altrettanto essenziali quindi perchè mai interrogarsi su questi “valori” quando le risposte sono tanto ovvie?

Nel “Sentiero dei giusti”, una monumentale opera sull’etica, Luzzatto fa notare che alcune persone esercitano un grande sforzo per cercare di ottenere una maggiore comprensione su vari soggetti, alcuni dei quali sono astratti e trovano poco nulla applicazione pratica, ma trascurano di indagare altri concetti che sono quelli importanti nella vita quotidiana.

Queste persone non minimizzano il valore dei concetti importanti; al contrario, ma proprio perchè questi soggetti sono così importanti,danno per scontato che essi siano chiari e capiti da tutti come il due più due che fa quattro.

Che cosa è la giustizia? la morale da che cosa è costituita? Che cosa significa essere onesti e decenti? Chi determina i valori da desiderare per la gioventù? Fino a che punto è una particolare caratteristica lodevole?

Al tempo di Luzzatto, così come anche oggi, questi temi sono stati affidati ad esperti chiusi in torri d’avorio cioè in uno spazio metafisico di solitudine e santità disconnesso dalla realtà quotidiana e che non hanno niente di meglio da fare se non usare il proprio tempo a fare l’analisi su questi “beni immateriali”.

Presumo siano sociologi,psicologi,psichiatri,scrittori,politici e quanto altro.

Le persone che sono occupate nel mondo degli affari uomini e donne,le casalinghe,gli operai ed impiegati per dire le categorie lavoratrici e coloro che appartengono alle professioni liberali hanno avuto poco tempo da dedicare a tali lussi. In troppi si rendono conto di non avere il tempo per pensare se non al loro mestiere.

Al punto da dimenticare anche figli neonati in auto sotto il solleone.

Luzzatto sottolinea che se non facciamo uno sforzo concertato per capire i valori che sposiamo secondo le nostre ispirazioni , possiamo trovarci grossolanamente fuori strada nella vita senza neppure rendercene conto.

In breve molti eseguono e  non sanno ciò che stanno facendo.

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