la germania tira dritto

Da uomo della strada quale sono penso che la Germania sia rimasto ancora oggi un paese industriale ed organizzato,non posso dire se tutto o in parte il contrario di quanto siamo noi cui viene affidata la nomea di essere creativi e pure mediamente poco organizzati.

Probabilmente la Germania non intende de-localizzare totalmente le proprie industrie promuovendo quindi la qualità rispetto al costo di fabbricazione,il che è una scelta che a volte penalizza così come però può anche fare premio.

Di esperienza di lavoratori stranieri per quanto ricordo dei tedeschi si va dalla organizzazione Todt dei tempi bellici la cui manodopera suppliva ai soldati che erano al fronte sino a quelli italiani,turchi,slavi e quanti altri dei tempi della ricostruzione,dal dopoguerra in poi.Parte si sono fermati e parte sono ritornati a casa propria.

Se lo straniero viene ghettizzato non lo so.E neppure se vive felice.Diciamo che accettarne il clima per un mediterraneo è già un bello sforzo.

A volte molte comunità si isolano per meglio proteggersi dagli xenofobi locali che non mancano mai ma se la signora Merkel insiste sulla sua linea di accoglienza è perchè i conti li hanno fatti e salvo errori da verificare così a loro sta bene.

O alle loro autorità.

C’entrerà pure la demografia per dire il fare figli non così ottimistico dei giovani tedeschi come il desiderio di riscatto che ogni immigrante si porta appresso nel senso che si sente in competizione con il nato localmente e vuole fare vedere al padrone che sa lavorare uguale se non meglio.

Ma da parte dello stato forse conta anche che stabilite certe regole per conoscere i costi fissi da attribuirsi ad ogni cittadino residente forse gli conviene di essere di più e fare girare a full time tutte le istituzioni del paese per avere costi sempre più competitivi.Dalle scuole alle fabbriche ai campi.

Gli Inglesi in questo senso non ho ancora capito se per motivi prettamente politici o economici hanno preferito lasciare il fronte sguarnito e non è da loro.Ma è stato un referendum non dissimile nei risultati da quello italiano del dopoguerra quando si scelse tra repubblica e monarchia.Potremmo discuterne ancor oggi.

Anche alcuni studiosi criticano l’Europa come assente in questo frangente di attentati per non dire di Junker, come se quest’ultimo fosse il capo di un gabinetto ombra, burattino al servizio dei tedeschi.

In realtà sappiamo che è comodo girare sulla UE le responsabilità locali delle nostre amministrazioni quando fanno flop.

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Merkel alla conferenza stampa (keystone)

Merkel non cambia rotta

La cancelliera tedesca annuncia un piano in nove punti contro il terrorismo: “Vinceremo la sfida”

giovedì 28/07/16 13:42 – ultimo aggiornamento: giovedì 28/07/16 21:13

Angela Merkel ha aperto oggi, giovedì a Berlino, un’affollata conferenza stampa fiume (in cui si sottopone alle domande dei giornalisti) nella quale fa il punto della situazione all’indomani degli attacchi terroristici di Wurzburg e Ansbach(vedi articoli correlati), entrambi rivendicati dall’IS.

“Gli attentati compiuti da rifugiati non cambiano la politica tedesca sull’asilo — ha esordito —, la Germania resta fedele ai suoi principi e darà rifugio a chi lo merita“, aggiungendo che chi ha compiuto violenze “si è fatto beffe del paese da cui ha ricevuto aiuto”.

Presentato anche un piano in nove punti per la sicurezza dopo i fatti in Baviera: tra le novità, un abbassamento degli ostacoli per l’espulsione dei richiedenti asilo, un “sistema di preallarme” sulla radicalizzazione tra i rifugiati e la possibilità dell’intervento dell’esercito in seguito a grandi attacchi. “Dobbiamo agire per colmare le lacune che ci sono”, ha ribadito. Anche la Turchia è seguita con grande attenzione da Merkel: “Quando c’è un colpo di stato è importante mettere in atto misure contro gli autori del golpe, ma devono essere moderate, deve esserci un principio di equilibrio”.

ATS/px

http://www.rsi.ch/news/mondo/Merkel-non-cambia-rotta-7803107.html

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