putsch di ideali o di portafoglio?

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Due viste su Bodrum l’antica Alicarnasso dove nacque Erodoto lo storico greco,il mare è verde da cartolina ma non sempre è molto pulito.

In alto il castello dei cavalieri di Rodi.

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Le guerre libanesi dal 1975 al 1990 hanno destabilizzato Beirut dal suo ruolo di Montecarlo del vicino Oriente dove ricchi e meno ricchi provenienti da tutti i paesi arabi vi confluivano per passare le vacanze e fare shopping.

L’alternativa a quei tempi non era ancora Istanbul ma bensì Londra dove i petrodollari facevano salire il costo delle proprietà immobiliari e davano lavoro a negozi ristoranti e quanto altro anche a discapito di metropoli del livello di Parigi.

Lo ricordo perfettamente di quanti arabi sostassero nelle halls degli hotels londinesi ed in giro per la città.

La Gran Bretagna introitava dei soldoni e stava dalla parte avversa ad Israele per l’ideale della sterlina e dello champagne che si stappava vuotando il portafoglio a questi ricchi turisti che erano nient’affatto pochi.

Poi è chiaro che le cose cambiano e che quando vedi il vicino di frontiera fare soldi ti viene un pò di gelosia per cui iniziò un nuovo processo di spartizione della clientela araba che era diretta una volta a Beirut da parte di tutti coloro che pensavano di avere l’atout giusto in tasca,Turchi compresi che sono poi sunniti come quelli della penisola arabica.

Chi mette il panorama,chi il clima,chi il mare o la montagna,chi le donne,e chi quello che ritiene che gli altri non lo abbiano.

Progressivamente andando ad Istanbul vidi come gli hotels si riempissero di quegli arabi che volevano spendere forse un pò di meno ma che non erano inferiori “ai londinesi” per quantità e per desideri di trascorrere delle liete vacanze senza correre i pericoli che prosperavano in un Libano frammentato politicamente.

Non solo,visto il buon inizio i Turchi si sono pure specializzati in clientela russa e di qui case,casette e seconde case al mare hanno dato lavoro agli imprenditori del cemento e a tutto quanto ce ne segue.

La mia ultima visita risale all’anno 2000 circa e ho visto una città che continuava ad espandere il proprio potenziale turistico e commerciale armandosi di malls dove i negozi esponevano ottima merce di ogni provenienza turca inclusa,perchè dovete sapere che l’industria di confezioni del paese lavorava per la migliore clientela europea e non solo quella.

Certo che se inizi a fare esplodere auto in sosta o a fare attentati gli stranieri se ne vanno,e di qui ad arrivare a studiare chi possa avere interesse a portare via la clientela ai turchi è un tale rebus che lo lascio da sciogliere al lettore.

Io personalmente non lo so,ma posso dire che il paese da quando lo visitai la prima volta nel 1968 circa sino all’ultima mia visita è cresciuto a dismisura con un ottimismo che va ad onore dei suoi governanti.

Oggi le cose sono precipitate e praticamente il capro espiatorio della rissa siriana è divenuta la Turchia colpevole di non sappiamo quali misfatti abbia commesso ma che dei quali credo ben poco le competa.

Noi occidentali abbiamo in mano un’arma infida che è la stampa e ci vuole molto poco per denigrare il prossimo,per cui mi astengo dall’esprimere giudizi su argomenti di cui non sono documentato a sufficienza.

In realtà si parla e si parla ma le armi non tacciono in Siria come se qualcuno avesse interesse che la guerra continuasse invece del contrario.

I signori della guerra se ne stanno comodi in poltrona,la gente muore lontano.

Troppi interessi contrastanti dividono le parti in causa e di ogni crociata abbiamo già avuto modo di vedere come la contabilità fosse tenuta male ivi compresa la guerra in Iraq di cui la commissione inglese incaricata di giudicare Blair ha detto pochi giorni fa che si poteva evitare.

A Bodrum località “in” della Turchia la settimana scorsa faceva notizia un principe saudita con seguito di yacht e belle donne,l’anno scorso invece,il Re dell’Arabia Saudita cascò male in Costa Azzurra e preferì andarsene di fretta per l’ambiente che gli era ostile.

Ogni località di mare è a rischio di attentato ed i dispetti oggi te li fai mettendo bombe sugli aerei dell’avversario che colpiscono poi non altro che degli innocenti.

Che i rivali dei sunniti siano gli sciiti è certo che non fa una grinza,ma di lì a dire altre cose ce ne passa.

L’aspetto che abbiamo trattato rappresenta solo una modestissima parte dei problemi che esistono in Turchia da quando è guerra alle sue frontiere.

Le guerre (sul fronte interno) c’è sempre chi le appoggia come c’è chi è contrario,ossia chi è falco e chi colomba ma visto l’andamento delle cose ci rimettiamo tutti in termini di stabilità economica.

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