pettegolezzi

1daDSC01021

(Jean Modeste – A la plage)

Era entrata in banca vestita,e poi dopo qualche affare propostole si è ritrovata così. E’ questa la fine che fanno solo le clienti di certe nostre banche popolari o spetta pure a tutti i ceti che non vogliono piantare grane e si ritrovano puliti di ogni bene? 

+

Ognuno di noi ha la propria etica che ha imparato vivendo sin da giovine a casa propria.

Poi se lavorerà in un’azienda deve seguire ” l’etica aziendale” che molte volte è più elastica di quella imparata in casa sebbene questa non sia una ragione per fargli dimenticare quella in cui è stato educato.

Se siete un venditore esperto vi troverete prima o poi senz’altro in conflitto di interessi,la vostra etica contro quella aziendale,e probabilmente ne uscirete trovando un compromesso.

Avete di fronte a voi una persona inesperta che però si fida del vostro consiglio e credo che in questo caso secondo l’etica aziendale potreste approfittarvene anzi dovreste farlo perchè lo stipendio lo paga il padrone.

Però nello stesso tempo senza più clienti nessuna azienda resta in piedi,e quindi nel dubbio tra salvare il cliente per l’azienda o perderlo varrebbe più la pena di avere adottato la vostra etica che è più rigida cercando per quello che si può di salvare capra e cavoli.

In breve avete la possibilità di scegliere,da una parte appoggiando l’ingiustizia divenendo complice della vostra azienda nel diffondere un bene taroccato oppure quello di trovare il modo per ribellarvi senza dare scandalo.

Se l’azienda dovesse mai ristrutturare saranno sicuramente dei dolori ma qualcuno andato esente da troppi danni forse ve ne sarà grato,altrimenti senza clienti si vedrà costretta a chiudere uguale ma sarete ricordati per essere stati dei pusillanimi e per avere contribuito a mettere nelle canne della gente forse onesta o quasi,che di sicuro non vi ricorderà per il bene che non ha ricevuto e che potevate fare.

Sto parlando della vendita fuori dai mercati regolamentati di azioni di banche che i dipendenti sapevano essere dei chiodi e non hanno fatto nulla per evitare che degli innocenti ci andassero di mezzo.

+

Da quando il nostro paese a fine anni 1980 ha permesso ai privati di investire in azioni straniere ricordo bene di come le nostre banche avessero difficoltà a seguire la movimentazione del brokeraggio e dell’accredito dei dividendi.

Erano semplicemente indietro e gli stessi impiegati avevano poca dimestichezza con questa novità.

Poi poco per volta le cose ebbero modo di cambiare.

Ora negli anni recenti ci sono stati scandali e fenomeni incresciosi man mano che le direzioni prendevano atteggiamenti di potere in un campo nel quale avevano operato solo degli esterni quali erano gli agenti di cambio di una volta.

Le banche non potevano trattare azioni in borsa.

Poi venne una riforma ed i risultati ad oggi sono da vedere.

Tra fusioni interne ed internazionali,conflitti di interesse,premi ai disonesti,pareva il trionfo del malcostume.

Qualcosa sta cambiando grazie anche alla UE ed all’Euro e ne abbiamo ricavato un beneficio in termini di etica aziendale,ma nello stesso tempo molte aziende di credito oggi valgono molto meno di quanto uno avrebbe dovuto attendersi dal millantato credito che le parole di tanti personaggi importanti non lesinavano pur di fare credere di essere più in gamba di quanto in realtà lo fossero.

+

Oggi molte banche italiane sono piene di crediti non recuperabili e che dovranno essere svalutati per potere essere posti in vendita.Arriverà denaro fresco ma in misura molto inferiore al valore facciale di questi crediti.

I nordici invece hanno speculato sui derivati.

L’articolo (parte di esso)* che ho allegato ne offre una spiegazione ed un raffronto contro i nostri.

+

Appare dunque più chiaro secondo me perchè in parte sia avvenuto il Brexit a sostegno della considerazione che la piazza finanziaria inglese ancora gode tra quelle europee e mondiali.

+

Tornando ai sistemi per potere chiudere dei buchi prendendosi dei nuovi rischi che possono generare nuove perdite,ne darò una spiegazione più avanti.

Alla base di tutto c’è della gran impreparazione sia da parte dei clienti sia da parte dei venditori di prodotti finanziari quando badano al proprio interesse prima di badare a quello del cliente.Ma la scuola sente anche questa di esigenza?

Senza clienti non si fanno affari e si chiude.Da un punto di vista sociale può divenire una tragedia,ma altrettanto diventa una tragedia il pensare che il contribuente debba tappare buchi di continuo pur di mantenere in piedi aziende che sono divenute obsolete per la propria incapacità.

La televisione addossa le colpe ai politici che fanno i banchieri.

E’ una scusa per difendere i banchieri che vogliono invece influenzare la politica.

Ognuno di noi una volta nella vita dovrà decidere di fare un bilancio delle proprie capacità professionali.

E’ inevitabile.

E ne trarrà la conclusione che non basta fare il Presidente,ma che bisogna anche saperlo fare bene.

+

da il Giornale*:

I crediti deteriorati italiani, come noto, sono oltre 350 miliardi, di cui 200 sono sofferenze lorde, svalutate fino a circa 80 miliardi. Va allora detto che comunque, confrontare npl (non performing loans) e derivati è come pere e mele: i primi sono crediti inesigibili o di difficile recupero; i secondi non sono perdite, ma rischi: a ogni derivato corrisponde un valore sottostante che a seconda della struttura del derivato stesso genererà un guadagno o una perdita. Alla stessa stregua, anche le sofferenze non sono buchi di bilancio. Anzi: nel caso italiano, come noto, le sofferenze nette e più in generale gli npl sono garantiti da beni reali, il cui valore di mercato, dopo le svalutazioni, è almeno pari a quello a cui i crediti risultano iscritti in bilancio. Quindi il problema non sono le sofferenze, ma i tempi necessari per recuperare le garanzie. In altri termini il problema non sta nei bilanci delle banche, ma nella giustizia italiana. In questo senso, se si vuole, sofferenze e derivati si assomigliano: entrambe non rappresentano buchi di bilancio, ma problemi da risolvere e rischi da gestire.

http://www.ilgiornale.it/news/politica/banche-nord-europa-record-dei-derivati-1281908.html

  1. Non c'è ancora nessun commento.
  1. No trackbacks yet.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: