a chiusura del convegno

Pagine Ebraiche a Trento Economia
Lavoro, tecnologia, integrazione
Il mondo è in cerca di equilibrio

Schermata 2016-06-06 alle 13.38.29“Dal 2008 quando la crisi è scoppiata, l’economia mondiale è diminuita di 60 trilioni di dollari. Non significa che ogni paese o ogni regione soffra allo stesso modo, ma globalmente tutto questo non può funzionare sul lungo periodo”. È la fotografia di un mondo che ha bisogno di ritrovare il proprio equilibrio quella presentata dal premio Nobel per l’Economia Michael Spence. Dal palco del Teatro sociale di Trento, Spence ha dialogato con Tito Boeri, direttore del Festival Economia, analizzando la fase di transizione in cui si trova la società globale. Riflessioni ad ampio spettro che hanno chiuso l’undicesima edizione della rassegna, a cui, per il quarto anno consecutivo, ha partecipato anche Pagine Ebraiche, dedicando il dossier Mercati e Valori al tema del Festival ovvero “I luoghi della crescita”. Una crescita che in diverse aree del nostro pianeta stenta ancora ad arrivare, ha spiegato Spence. “Sul piano finanziario ci affidiamo troppo alle banche centrali. C’è inoltre chi sostiene che il tasso di risparmio sia troppo elevato, e questo perché i tassi di interessi sono troppo bassi. Detto questo, ci sono differenze di performance fra paese e paese.

L’America cresce del 2% in termini reali, dunque al di sotto delle sue possibilità. L’Europa cresce ancora meno. La Cina sta rallentando. Il Brasile viaggia su una china pericolosa. Riavviare la crescita è difficile in questa situazione. Viviamo in un mondo in cui le politiche monetarie hanno fatto crollare i tassi di interesse. I cambi sono volatili. Il capitale viaggia alla ricerca dei migliori impieghi. Non c’è una guida o un copione. – avverte Spence – L’ortodossia se n’è andata, Fmi e Banca Mondiale non dicono più di lasciar fare al mercato, ma non esistono regole nuove su cui basarsi”.
Nel quadro di questa rivoluzione, l’impatto della tecnologia sul mercato del lavoro che ne sta segnando la trasformazione in modo profondo. “Spesso si dice che la tecnologia ha ‘bruciato’ molti posti di lavoro, anche nei paesi in via di sviluppo. – ha sottolineato Spence – Tuttavia la robotica e l’intelligenza artificiale si diffonderanno sempre di più, non c’è dubbio. Presto avremo fabbriche completamente robotizzate. Anche le stampante tridimensionali concorreranno a cambiare volto al manifatturiero. Il tessile non sfuggirà a questa regola. Ci sono stampanti che possono produrre scarpe. Quindi, anche nei paesi  in via di sviluppo, si dovrà passare ai servizi. L’India fa testo, perché è già orientata in questo senso”.

La transizione, avverte l’economista, non sarà priva di dolore ma d’altra parte è un processo inevitabile. Inoltre, le tecnologie – è questo lo ha sottolineato anche il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, altro ospite della quattro giorni trentina – creeranno anche nuovi servizi. Lo stanno già facendo e l’esempio portato dal premio Nobel è la piattaforma Airbn, le cui potenzialità sono per molti versi straordinarie e ha il merito di produrre un effetto-rete a livello mondiale.

(6 giugno 2016)

http://moked.it/blog/2016/06/06/pagine-ebraiche-a-trento-economia-lavoro-tecnologia-integrazione-il-mondo-e-in-cerca-di-equilibrio/

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